Anne Frank, la mia migliore amica
The January Man Un detective particolare
Auschwitz: Gli ultimi giorni prima della Liberazione
Cosa provarono i prigionieri quando i cancelli di Auschwitz si aprirono?
Per questo motivo ho scelto il film documentario disponibile su Prime video, oggi 27 gennaio, il giorno della memoria, 81 anni dopo quel 27 gennaio 1945.
Le parole dei testimoni e i video che si susseguono, spezzano il cuore.
Le parole sono degli ex prigionieri ancora in vita, che raccontano gli ultimi giorni dentro il lager prima della libertà.
E' del 2025 questo lavoro, a 80 anni da quel 27 gennaio, nato con l'intento di onorare i sopravvissuti e ricordare le vittime. Che le loro storie restino nella memoria e che mai più si ripeta una simile tragedia.
La selezione descritta dai superstiti fa tremare: i più forti erano mandati a lavorare, i più deboli donne incinte, anziani a morire nelle camere a gas.
La maggior parte delle persone non conosceva il proprio destino.
In un cartello c'era scritto: Alla sauna.
Il gas uccideva alcuni in pochi secondi, quelli che respiravano ancora erano finiti con un colpo di pistola.
Mancano 202 giorni alla Liberazione del campo.
Auschwitz è un complesso di cinquanta campi distribuiti in un'area molto estesa.
Privati degli effetti personali e rasati, i prigionieri vengono disumanizzati.
Molti morivano di fatica, di fame e di malattie.
I decessi facevano parte del programma.
Non erano più persone ma numeri sottoposti a barbari esperimenti medici, a torture di ogni tipo.
C'era una mensa, un cinema, un teatro e un club sportivo.
C'è una parola che ricorre nelle testimonianze dei sopravvissuti: apatia.
La speranza era per lottare contro la morte e la fame e non sprofondare nell'apatia.
Primo Levi scrisse: "Il Lager è fame, noi stessi siamo fame, fame vivente."
La resistenza polacca salva milioni di vite facendo entrare clandestinamente medicine e cibo.
Viene sterminato il campo degli zingari in una sola notte, negli ultimi giorni prima della Liberazione.
Persero la vita in quella notte più di quattromila persone.
Il 7 ottobre inizia la rivolta dei Sorderkommando, un'unità speciale di gruppi di deportati di origine ebraica obbligati a collaborare con le autorità nazionalsocialiste all'interno dei campi di sterminio.
Le SS ne uccisero seicento.
La rivolta si concluse nel sangue.
Mancano 63 giorni alla Liberazione e viene ordinato di smantellare le camere a gas.
Il 30 gennaio del 1939 nel suo celebre discorso Hitler annuncia la distruzione della razza ebraica.
I nazisti mettono in pratica i piani omicidi del Fuhrer.
I membri delle SS testimoniano con amarezza gli orribili fatti compiuti.
Il 2 dicembre 1944 i nazisti distruggono le prove per nascondere le atrocità dell'Olocausto.
Le forze sovietiche trovano i resti del genocidio.
Il 12 gennaio 1945 mancano 15 giorni alla Liberazione.
Le forze sovietiche sono il triplo rispetto a quelle tedesche.
Ai nazisti non resta che la fuga.
17 gennaio 1945, dieci giorni alla Liberazione.
L'evacuazione del campo è vicina ma connessa a decine di migliaia di prigionieri, una testimonianza schiacciante.
I nazisti effettuano un'ultima barbara selezione.
Venne ordinato ai prigionieri rimasti di mettersi in fila per essere uccisi o liberati, ma era terribile.
Meno 25 gradi sotto zero.
A chi cadeva, veniva sparato.
Si doveva marciare, di giorno di notte. Erano marce della morte.
Si doveva marciare verso altri campi.
Sulle strade o sui treni senza servizi igienici.
I nazisti hanno perso ogni traccia d'umanità.
Morirono tra le novemila e le diecimila persone.
L'intera rete nazista è in ritirata.
Manca una settimana alla Liberazione, i nazisti fanno esplodere i forni crematori 2 e 3.
Poi fanno esplodere i depositi dove i nazisti tenevano gli effetti personali dei prigionieri.
Il giorno prima della Liberazione le SS fanno saltare il crematorio 5 l'ultimo tentativo di perpetrare ciò che hanno compiuto.
I prigionieri in attesa di essere liberati versavano in condizioni pietose.
Restarono per dieci giorni senza cibo.
Erano scheletri ambulanti.
C'erano dispense aperte e saccheggiate dai prigionieri.
Alcuni morivano per il troppo cibo ingerito dopo il digiuno.
Sabato 27 gennaio 1945 è un giorno gelido.
Ai pochi tedeschi rimasti non importa più nulla dei prigionieri.
I liberatori non sanno cosa stanno per scoprire.
Credono quelle baracche siano solo luoghi di prigionia nazisti.
L'Armata Rossa entra ad Auschwitz.
Quello che vide e filmò un cameraman dell'Armata Rossa fu la cosa più orribile che vide in vita sua.
E' un documentario straziante.
Ne suggerisco la visione su Prime Video
La vita è bella
Tra Arezzo e Papigno in provincia di Terni, nella fabbrica dismessa dove si ricostruisce un campo di concentramento simbolico, si svolge la favola dolceamara di Guido (Roberto Benigni), umile cameriere che sposa l'amore della sua vita Dora (Nicoletta Braschi), la sua principessa da cui riceve il dono più bello: Giosuè (Giorgio Cantarini), un adorabile e sognante bambino, nel quale suo padre instillerà la filosofia positiva della vita giocosa e bella nonostante tutto intorno ci sia la guerra con tutte le sue vittime innocenti.
Il film del 1997 diretto da Roberto Benigni che ne è anche il co-autore, amato al punto da conquistare tre Premi Oscar al migliore film straniero, al miglior attore protagonista Roberto Benigni e migliore colonna sonora a Nicola Piovani, al Festival di Cannes il Grand Prix Speciale della Giuria, ben nove David di Donatello, cinque Nastri d'argento, il Premio César per il miglior film straniero, cinque Globi d'oro, due European Film Awards e un premio medaglia a Gerusalemme e criticato per l'inadeguatezza delle fonti storiche e per aver banalizzato l'Olocausto, a rivederlo a distanza di anni, mi ha mostrato l'immenso valore della bellezza e della purezza che può salvare un'anima dalla distruzione e l'aspetto ludico e salvifico emanato da Guido, è la sola ancora di salvezza di un padre deportato insieme al figlioletto che in mezzo all'odore di guerra e di morte, per non sprofondare inventa un gioco e in uno dei periodi più bui della storia dell'umanità, è un canto di pace.
Mentre Guido/Roberto marcia come fosse un burattino al fianco di un soldato tedesco, per mostrare al figlio che è tutto un gioco dentro quel lager nazista, si raggiunge il momento di estrema grazia e tenerezza.
Il premio agognato con il raggiungimento dei mille punti arriva: è il carrarmato americano, la liberazione, la vittoria.
Su La vita è bella, è stato detto tutto e il contrario di tutto ma vorrei rivolgere ancora un grazie a Vincenzo Cerami che attraverso l'impeccabile sceneggiatura, ha saputo conferire poesia alla storia sugli orrori dell'Olocausto e a Nicola Piovani per la straordinaria colonna sonora, un inno di pace contro ogni guerra.
Se vi capita, rivedete il film in streaming.
THE RITUAL – BY THE EXPERIENCE
THE RITUAL – BY THE EXPERIENCE
Ideato e
condotto da Maritè Salatiello
Chi è la
persona che stai diventando?
6, 7 e 8
febbraio 2026
Fivizzano 27 –
Pigneto, Roma
Un’esperienza
immersiva e trasformativa che unisce pratiche somatiche, lavoro emotivo,
ritualità simbolica ed espressione creativa, ideata per accompagnare i
partecipanti nell’esplorazione e nel superamento dei propri blocchi fisici,
mentali ed emotivi, e nella costruzione consapevole della propria direzione
futura. Non uno spettacolo, non un workshop tradizionale, ma uno spazio sicuro
e condiviso in cui il pubblico diventa parte attiva di un processo di
trasformazione profonda. Un rituale contemporaneo che invita a distruggere
simbolicamente ciò che limita e a incarnare la prossima versione di sé.
Il cuore
dell’esperienza è appunto il Rituale, un atto performativo in cui
ogni partecipante è chiamato a dare forma ai propri blocchi attraverso oggetti,
parole, movimento, canto e azione creativa, per poi romperli, liberarli e
trasformarli davanti a un testimone consapevole. La presenza del gruppo contribuisce
a sciogliere la vergogna, normalizzare l’esperienza del limite e favorire un
rilascio emotivo ed energetico profondo. L’evento si rivolge a chi sente il
bisogno di un lavoro autentico su di sé e a chi desidera chiarire la direzione
dei propri obiettivi, comprendere quale identità sia necessaria per
raggiungerli e trasformare le immagini interiori che ostacolano il percorso, in
un processo che unisce introspezione, azione simbolica e integrazione corporea.
Durante l’esperienza, i partecipanti saranno guidati in un percorso di
definizione e allineamento dei propri goal, attraverso l’esplorazione dell’immagine
di sé che li ha già realizzati, riconoscendo i blocchi che impediscono di
incarnare quella identità, in un viaggio che unisce trasformazione e
celebrazione della nuova immagine, all’interno di un contesto esperienziale tra
coaching evolutivo, pratiche somatiche e dimensione artistica.
COS’È BY –
BECOMING YOURSELF®
BY è un brand
e un metodo di coaching multidimensionale che integra arte, lavoro somatico e
pratiche terapeutiche, con l’obiettivo di accompagnare individui e gruppi in
percorsi di guarigione, sviluppo e trasformazione dell’identità.
BIO MARITÈ SALATIELLO
Artista interdisciplinare, attrice, produttrice, speaker, scrittrice, coach e
terapista somatica specializzata in trauma e trasformazione personale. Dopo la
formazione presso il Susan Batson Studio di New York, approfondisce il
legame tra corpo, emozioni e identità, specializzandosi in lavoro somatico,
trauma therapy, shadow work, drama therapy, tecniche sciamaniche e processi di
unshaming. Nel 2022 fonda Becoming Yourself®, metodo e brand di coaching
trasformativo che unisce discipline artistiche e strumenti terapeutici per
liberare il potenziale autentico di ogni individuo.
PROGRAMMA
6 febbraio
2026
ore 15.30 – 19.00
7 febbraio
2026
ore 15.30 – 19.30
8 febbraio
2026
ore 10.00 – 18.00
Numero massimo partecipanti: 10
persone
(Spazio protetto e guidato – materiali e preparazione forniti)
Info e partecipazione:
https://maritesalatiello.com/it/prodotto/becoming-yourself-the-experience-workshop-dal-vivo/
Si ringrazia
l’Associazione Fivizzano – Circolo Arci per il prezioso supporto e la
collaborazione alla realizzazione dell’evento.
INGRESSO
RISERVATO ALLE/AI SOCƏ del Circolo Arci fivizzano27_mixò aps
È possibile
rinnovare la tessera o iscriversi per la prima volta:
APP Arci https://tessera-arci.it/
Modulo
preiscrizione https://portale.arci.it/preadesione/fivizzano27
Ufficio Stampa
e Comunicazione
Nicoletta Chiorri
Sulle nuvole
Sulle nuvole è stato imprevisto come può accadere in una notte insonne, dov'ero alla ricerca di un film bello in streaming.
Netflix mi ha fatto scoprire questa storia d'amore e rinascita e forse chissà, di perdizione.
Due giovani innamorati che si promettono amore eterno, lui cantante lei fidanzatina e luce guida, si perdono per i tradimenti di lui bello e dannato e perennemente alcolizzato.
Si spezza la magia amorosa e la quotidianità, la consuetudine di un matrimonio felice con due figli meravigliosi e l'affermazione sul lavoro, sono la nuova e percorribile via per Francesca, la quale mette da parte il suo cuore infranto e impara ad amare un marito perfetto e meraviglioso come il suo.
Nic Vega (Marco Cocci) si è perso a causa della sua insicurezza e disistima mentre Francesca vive una vita piena e felice fin quando Nic irrompe nella sua vita piombando a Roma da Cecina, come un barbone col suo cagnolino al seguito, un delizioso jack russell.
Non avendo un posto dove dormire, Nic viene ospitato da Riccardo (Paolo Briguglia) il marito di Francesca (Barbara Ronchi), un uomo generoso e ingenuo che non vede il pericolo nel riavvicinamento dell'amata moglie al suo ex dei tempi giovanili.
Pare Nic Vega sia l'alter ego di Tommaso Paradiso il regista di questo film sulla musica e i limiti umani e sulla predisposizione della donna a rovinarsi la vita per amore.
Bel film.
Cercatelo su Netflix!
Springsteen: Liberami dal nulla
Il film diretto da Scott Cooper, uscito al cinema a ottobre e su Disney+ il 23 gennaio, ruota attorno all'album Nebraska pubblicato nel 1982 e inciso quasi tutto in camera da letto nella sua casa in New Jersey, utilizzando un registratore e quattro piste.
In questo album intimo e cruciale per la carriera e la vita dell'artista, riaffiora il difficile rapporto con il padre (Stephen Graham), un uomo rude con il quale riesce a trovare un equilibrio solo in età adulta.
E' anche con se stesso che Bruce lotta, cercando di convivere con la depressione e di conservare l'autenticità dei suoi testi senza contaminazioni di nessun tipo e all'uscita dell'album, non vuole fare nessun tour o avere rapporti con la stampa.
Questa parte della vita di Springsteen di cui veste i panni con grande credibilità Jeremy Allen White, è narrata nell'omonimo libro di Warren Zanes ed è stato un bene farla conoscere a chi ama l'artista e a chi, come me, ama conoscere le storie.
Il film è un bell'omaggio all'artista e ho particolarmente apprezzato la traduzione di tutti i testi delle canzoni e l'interpretazione di Jeremy Allen White, in molte espressioni e soprattutto nell'incedere, molto somigliante al trentenne Springsteen che ora ha 76 anni.
Mentre guardavo in streaming questo biopic, immaginavo lo stesse guardando anche The Boss, penso con uno sguardo carico di malinconia e orgoglio per ciò che nella sua vita è riuscito a trasmettere e a condividere con il suo pubblico, cosa non scontata e semplice.
Un percorso e un artista di grande ispirazione per le nuove generazioni a cui è rivolto il mio invito a vedere il film.
Il Falsario
Tratto dal libro Il falsario di stato (2008) di Nicola Biondo e Massimo Veneziani e diretto da Stefano Lodovichi, scritto da Sandro Petraglia con Lorenzo Bagnatori e con la consulenza storica di Miguel Gotor, il film è (falsamente) ispirato alla vita di Antonio detto Toni Chichiarelli, abruzzese d'origine che fugge dalla terra natìa per fare fortuna a Roma. Siamo negli anni di piombo ed essere un abilissimo falsario gli apre la strada dei soldi facili grazie all'incontro con Donata (Giulia Michelini) che gli propone di realizzare dei falsi d'autore in cambio di una dimora dove realizzarli e di una percentuale in denaro per il suo lavoro. Toni si rivela essere un falsario eccezionale e l'incontro con la malavita è immediato. Il primo è Balbo (Edoardo Pesce) a fargli fare lavoretti, poi l'amico fraterno Fabione (Pierluigi Gigante) fino al Sarto (Claudio Santamaria) che lo convincerà addirittura a falsificare il comunicato 7 dei brigatisti dove è indicato che il corpo di Aldo Moro si trova nel lago della Duchessa, un diversivo per agevolare lo spostamento degli stessi. Nel film Toni è salvo grazie all'amico Valerio (Andrea Arcangeli) che perderà la vita al posto suo per consentirgli di fuggire con l 'amatissima Donata in dolce attesa. Sono struggenti le scene in cui Toni perde l'amore di Donata, magistralmente interpretate da Pietro Castellito, degno erede di suo padre. Abili e di rara bravura anche Edoardo Pesce, Andrea Arcangeli, Pierluigi Gigante e Fabrizio Ferracane nei panni di Zu Pippo e Aurora Giovinazzo, la Virginia con cui Toni tradisce il suo grande amore.
Una visione da non perdere su Netflix.
The Beauty
The Beauty è una serie televisiva statunitense di fantascienza e body horror creata da Ryan Murphy e Matt Hodgson. È basata sul fumetto The Beauty, scritto da Jeremy Haun e Jason A. Hurley, e vede protagonisti Evan Peters, Anthony Ramos, Jeremy Pope, Ashton Kutcher e Rebecca Hall.
I sette quadranti
Nuovo Olimpo
Il film ambientato nella Roma anni '70 ha il pregio di avere tempi lenti che inducono alla riflessione sul senso fugace della felicità dovuta agli incontri casuali e rubati alla quotidianità, dove si consuma il vero amore forse o solo una passione che ha lo stesso volto dell'amore. Il cinema gestito da Titti è il luogo dove questi incontri si consumano tra omosessuali. Ma quello tra Enea e Pietro (Andrea di Luigi) non è solo sesso, è voglia di stare insieme, di conoscersi.
La preside ('a pazza)
Un professore la serie Stagione 1,2,3
E' giunto il tempo di scrivere dopo quest'immersione nella meraviglia, come direbbe la filosofa spagnola Maria Zambrano citata da Dante nella lezione all'Orto Botanico di Roma.
Ho recuperato su Netflix e su Raiplay tutte e tre le Stagioni di questa straordinaria serie che mi ha riportato ai tempi del Liceo, con nuovi compagni ogni anno, con la gita scolastica prima dell'esame di maturità e ahimè l'assenza nella mia sezione B, di un professore di filosofia empatico come Dante Balestra, interpretato dal magnetico Alessandro Gassmann e diretto nella prima delle tre Stagioni dal compianto Alessandro D'Alatri, omaggiato nella terza stagione con una targa dorata che reca l'indirizzo di Dante che abita con la deliziosa madre Virginia Villa (Pia Engleberth) in Via Alessandro D'Alatri.
Le lezioni di filosofia impartite da Dante, sono finalizzate a tratteggiare la psicologia dell'alunno problematico di turno ed a lasciare il segno come un insegnante dovrebbe fare, nella mente fervida dei suoi alunni e nel loro cuore. Questo insegnante è atipico, nel senso che non rispetta il programma pedissequamente, ma è di conforto e supporto ai suoi allievi; è infatti per loro non solo maestro sapiente, ma spalla su cui piangere, figura onnipresente fuori e dentro la classe.
Troppa famiglia
Pierluigi Di Lallo ha diretto un film disponibile su Prime video e la cui visione mi ha emozionato perché ho ritrovato attori come Antonello Fassari, ambientato ai tempi della pandemia.
Siamo in Abruzzo e si rivive il panico di quei mesi, anzi, di quegli anni in modo lucido e disincantato.
Si parla di un virus che uccide solo i vecchi e si fanno strane congetture, si cerca di capire cosa sta succedendo nel mondo filtrando le notizie che ci arrivano dalla tv.
Fassari è Alfredo, un uomo cinico e ironico come sempre, ma è anche affettuoso e innamorato della compagna Felicetta (Daniela Giordano) ed ha raggiunto un certo equilibrio nella sua vita alla quale vuole concedere un degno finale dopo averla passata a lavorare dentro una ferramenta.
Marcello, un olivicoltore locale, è il goffo fidanzato di Maria Concetta a cui viene rivelato di aver trovato dei depliant di viaggio. La figlia spera che partano i genitori per poter fare i lavori desiderati.
Alfredo che sta facendo progetti per il futuro, vive in una famiglia allargata.
Maria Concetta (Claudia Potenza) ha due fratelli, Filippo e Giacomo, frutto di un precedente matrimonio dei genitori, ma lei contatta un architetto (Federico Perrotta) per ristrutturare casa, credendo di essere l'unica erede.
Felicetta confida di voler partire col marito anzi di trasferirsi in Portogallo dopo la pensione.
L'ultimo lavoro svolto da Alfredo dietro suggerimento della moglie è da Santina (Julia Mondi) che lo seduce ma senza suscitare in lui nessuna reazione.
Intanto Giacomo (Ricky Memphis) con suo figlio Andrea, stanno andando a casa dai genitori. Sulla strada c'è anche Filippo (Alessandro Tiberi) in viaggio verso la casa paterna per festeggiare il compleanno del papà e del nipote come sono soliti fare ogni quattro anni.
La visita anticipata di Filippo, è inattesa dalla Felicetta che è in casa a pulire e cucinare per il grande giorno.
Alfredo è ai trabocchi, a pescare.
"Bene arrivato, quand'è che te ne rivai?" Maria Concetta è molto affettuosa nei confronti del fratellastro che accoglie con parole acide.
Quella che doveva essere una festa di famiglia, si trasforma ben presto in un inferno con offese che volano dall'uno all'altro fratello, i quali vogliono appropriarsi dei beni di famiglia, casa dei genitori compresa, dopo aver ingenuamente annunciano alla prole il loro proposito di andare a vivere in Portogallo.
I litigi gettano Alfredo in uno stato confusionario per via di un malessere che lo colpisce.
I due coniugi si ritrovano a vivere isolati nel magazzino previsto nel progetto relativo alla realizzazione di un B&B al posto della casa di famiglia e in pieno covid, isolati dal mondo, tranne il giorno del compleanno dove tutti i figli si presentano alla porta con mascherine sui volti e caschi di protezione di quelli usati durante la pandemia da Covid19, per portare una torta a quel padre ormai impotente.
Il film per certi versi richiama Parenti Serpenti di Monicelli per le tematiche familiari, tuttavia affronta il dramma della pandemia che è possibile rivivere in questo spaccato sugli interessi del singolo e sulle inadeguatezze dei parenti.
Ho amato vedere Antonello Fassari, un Luca Cupiello dei nostri tempi, incapace d'imporsi con i propri figli e la cui voce da potente, diventa un flebile sibilo e quel trabocco dove amava pescare, è come il presepe di Luca, il suo unico rifugio dal mondo.
La musica è di Umberto Smaila.
E' possibile vedere in streaming Troppa famiglia su Prime Video.
Visione consigliata.
People we meet on vacation Un amore in vacanza
Quello visto ieri sera su Netflix, non è il solito film sentimentale sul flirt o incontro amoroso come condizione necessaria e quasi scontata nel periodo vacanziero, non ha neanche la magia e l'incanto dipinto sui volti dei protagonisti tutti cuore e coccole.
People we meet on vocation, è molto di più, sviluppa con ritmo incalzante, senza eccessi e momenti strappalacrime, le pagine del romanzo di Emily Henry, incentrate sul ruolo del fato o destino, di cui siamo senza dubbio artefici, se e quando scegliamo di non subire o accettare con rassegnazione le scelte che ci capita di fare o i condizionamenti sociali e vivendo appieno la vita e soprattutto le persone che incontriamo durante il cammino dell'esistenza, come sceglie di fare Poppy (Emily Bader).
Poppy incontra casualmente Alex (Tom Blyth) ragazzo bello e intelligente, diametralmente opposto a lei.
Diventa per una serie di motivi il suo migliore amico, con il quale una settimana l'anno, si ritaglia lo spazio di una vacanza insieme.
Dopo gli scontri iniziali legati alle differenze che in una qualunque coppia sarebbero ostacoli insormontabili, tra Poppy e Alex, nasce un rapporto di amicizia indissolubile e bellissimo fatto di complicità e intesa che in nessuna relazione riescono a creare.
Nel film diretto da Brett Haley, sono fotografati ben dieci anni d'amicizia, di crescita personale e cambiamenti interiori e profondi.
La Poppy irrefrenabile conquista la famiglia di Alex, che la conosce e la ama.
Ci sono persone della nostra vita che diventano gli amori della nostra vita e non vi starò a dire che ciò accadrà nel film in programmazione su Netflix, ma vi invito a vederlo per scoprirlo.
Machos Alfa4
La casa che scelgono di prendere in affitto forse è troppo piccola ma non è che devono viverci.
La psicoterapia può aiutare la coppia.
Daniela (Maria Hervas) rivela i suoi pensieri sul figlio appena nato che alcune volte pensa di buttare di sotto. Pedro è letteralmente sconvolto dalla rivelazione della sua ex e seriamente preoccupato.
Esther (Raquel Guerrero) ha investito una donna perché stava dormendo e viene licenziata. Non le sembra vero, così lo rivela a Luz, non è affatto disperata anzi, è in vena di festeggiare.
Ha un altro compito dopo essere stata contattata a scuola dall'insegnante del figlio Ulises per aver baciato una sua compagna e crede sia arrivato il momento di mostrare al figlio e alla sua compagna di scuola che è a fare i compiti nella camera di Ulises, come si usa il preservativo, con l'aiuto di Luis.
Luz è stanca del rapporto con sua moglie Carmen.
Daniela non ha latte per allattare suo figlio e c'è Patricia, la governante, che ha latte per suo figlio e anche per quello di Daniela e Pedro.
"Omettere informazioni è mentire secondo Santi, visto che l'infermiera che è l'amore platonico di Luis e attuale moglie di Raul, sta facendo assistenza alla mamma di Luis dopo l'ictus. Ma questo Esther non lo sa così Luis decide di dirglielo.
La quarta stagione di Machos Alfa diretta da Laura Caballero è così vicina a noi, ai nostri problemi, alle nostre priorità e il perfetto seguito delle altre appassionanti stagioni.
Dopo aver riso tantissimo per le paranoie di Santi relative al suo gene mortale e per tutte le altre paradossali situazioni, mi preparo per il quarto episodio dove i quattro amici hanno bisogno di un altro corso, per ritrovare la propria mascolinità dopo essersi decostruiti.
"Mille euro per farmi insultare" e viene gettato in una tinozza di acqua ghiacciata Santi.
Non è un corso per recuperare la propria mascolinità ma è un vero e proprio corso di sopravvivenza.
Mentre gli uomini sono impegnati a sopravvivere, le donne partono per Dubai.
Si torna al campo per maschi veri alle prese con una carne cruda da mangiare. Santi è gettato ripetute volte nell'acqua ghiacciata fin quando non scopre l'istruttore a letto con un uomo e cerca di consolarlo, invitandolo a non preoccuparsi se è sposato con prole perché queste cose possono capitare.
Il sergente è indisposto così Santi prenderà il suo posto.
Al ritorno a casa i quattro amici si sentono forse più sicuri di sé ma ritrovano gli stessi problemi da risolvere perché non possono scappare da sé stessi.
È tempo di festeggiare compleanni, quello di Luis per esempio e nella lussuosa casa di Pedro.
Quale sarà il regalo da parte degli amici? Una moto! Luis è pazzo di gioia!
Meno Santi dopo aver donato il suo seme per diventare padre. Ha delle perplessità sulla sua scelta. La donna che ha scelto pare non abbia il senso materno ma si ritrova a letto con Santi. Ma i due non si piacciono. Lola, la ragazza virtuale di Santi, sa che ha fatto sesso, sa tutto di lui.
Con la sua nuova moto Luis finge di incrociare per caso Marimar (Aryè Campos) e le propone di accompagnarla a casa in moto donandole il suo casco. Luis è ancora innamorato di Marimar e questo Esther lo sa bene, anzi, li vede in moto insieme. Intanto la collega di Luis lo ferma per multarlo.
Da quando Pedro è stato iscritto su Tinder per avere incontri occasionali, Daniela inizia ad essere gelosa così una sera lo seduce.
Esther deve fare i conti con i desideri amorosi di suo marito .
Anche il matrimonio di Luz si sta esaurendo come tutti gli altri.
Marimar e Raul sono in procinto di lasciarsi ma Marimar tenta di recuperare il rapporto.
Un viaggio è quello che ci vuole per il gruppo di amici, non solo uomini. Un viaggio di puro divertimento, relax e gioia ai Caraibi.
Ci sono grandi rivelazioni oltre a grande divertimento e sofferenza quando si conosce la verità, come nella vita e ci sono lacrime, non solo sorrisi in questa quarta stagione, ma lacrime belle.
La serie televisiva comica spagnola è un vero spasso ed emoziona davvero molto. Ne suggerisco assolutamente la visione su Netflix. Ah dimenticavo, la quarta stagione ha solo sei episodi, ma se ancora non lo avete fatto, seguite anche le altre tre con dieci episodi ognuna. Sarà un vero spasso, ve lo garantisco.
Enola Holmes 2
Non c'è niente da fare, Enola è Undici.
Gestisce un'agenzia investigativa ed è al pari di suo fratello Sherlock, una detective in piena regola.
Però è una donna, giovane, sottovalutata.
Invitata a risolvere il suo primo anzi secondo caso da una piccola fiammiferaia in cerca di sua sorella, una bella ragazza coi capelli rossi che lavora in una fabbrica di fiammiferi, si reca nella fabbrica alla ricerca di indizi per trovare la bella fiammiferaia.
Enola (Millie Bobby Brown) riesce a stabilire con suo fratello un proficuo rapporto di collaborazione. Si confrontano, imparando l'uno dall'altra, certo lui è pur sempre Sherlock Holmes, number one.
"Il primo errore che commette un detective è pensare a se stesso e non al caso".
Dopo aver detto ciò, Sherlock (il bellissimo Henry Cavill) consiglia a sua sorella di non fare come lui.
Mentre tenta di scoprire che fine abbia fatto Sara Chapman, la bella fiammiferaia, Enola finisce in gattabuia.
Sherlock interviene subito in suo aiuto per farla rilasciare, ma prima dimostra la sua innocenza.
È in carcere ma viene salvata da sua madre (Helena Bonham Carter) attraverso Edith (Susan Wokoma).
Sarà la madre in carrozza durante la fuga dal carcere a dare informazioni all'intraprendente figlia per la risoluzione del caso.
Enola è evasa e cerca aiuto nel suo amato Lord fidato che è ormai un politico (Louis Partridge).
I casi di Sherlock ed Enola sono collegati e sarà entusiasmante scoprire in che modo.
Affascina questa vicenda di cui suggerisco la visione su Netflix.
Enola Holmes
Enola Holmes non è mai esistita realmente, è un personaggio di finzione creato dalla scrittrice americana Nancy Springer per la serie di romanzi The Enola Holmes Mysteries, che poi ha ispirato i film di Netflix.
Il personaggio è stato immaginato come la sorella minore di Sherlock e Mycroft Holmes, colmando un vuoto narrativo, dato che Arthur Conan Doyle non menzionò mai una sorella nei suoi racconti originali, sebbene in altre serie derivate (come la BBC Sherlock) sia stata introdotta una sorella, Eurus.
"Sei troppo emotiva, è comprensibile ma inutile" sono queste alcune parole che Sherlock rivolge alla sorella Enola rimasta sola all'età di 16 anni dopo essere stata allevata ed educata dalla madre che un giorno scompare.
Enola comprende che i fratelli che vengono a farle visita e che l'hanno abbandonata, non sono esattamente quello di cui lei ha bisogno, come suoi tutori così scappa e inizia l'avventura della sua vita alla scoperta dell'avventura e del mondo. Dopo l'emozionante e pericoloso lancio da un treno con il suo primo compagno di viaggio, Enola si prepara per la sua esperienza a Londra, nel cuore pulsante dell'Inghilterra. Pensava di trovare sua madre in questa città.
Dopo aver trovato abiti adeguati e un posto dove dormire, uno scontro che riesce a gestire grazie alle lezioni di difesa apprese dalla madre, decise di cercare quel ragazzo incontrato sul treno e da cui si era congedata una volta giunta a Londra: Lord Tewkesbury.
"Quando dovete viaggiare in incognito il metodo più sicuro è la vedova, le persone cercano sempre di evitare le conversazioni sulla morte, la vedova spaventa e non c'è travestimento migliore della paura ". Così Enola vestita di nero viaggia in treno e una volta giunta a destinazione si presenta come investigatrice privata, ricordiamo che il suo cognome è Holmes. Non solo, si presenta specificando di lavorare per Sherlock Holmes, quel fratello che non si sogna di amarla.
Enola si mostra sicura, distaccata e fredda.
I genitori del Visconte che Enola sta cercando, sono scettici e la invitano ad andarsene.
Intanto Sherlock giunge a Londra alla ricerca di sua madre.
Enola scopre il rifugio del suo nuovo amico e cerca di scoprire dove sia.
Ha una casa su di un albero.
È una sorta di rifugio.
Enola ha mille abilità, conosce persino le arti marziali e deve tutto il suo sapere a sua madre.
S'intrattiene in una piacevole conversazione con la nonna del visconte in mezzo al verde .
Trova il ragazzo in mezzo ai fiori.
Si mimetizza facendo il fioraio e lei crede di doverlo salvare dall'imminente pericolo.
Qualcuno vuole morto il ragazzo.
E le minacce non tardano ad arrivare.
Il visconte scappa e il fratello di Enola la riporta a casa perché è sotto la sua tutela.
A casa la attende quella che dovrebbe essere la sua istitutrice, la signorina Harrison, una donna insopportabile.
L'incontro con Sherlock è importante per Enola.
Lei diventerà un'investigatrice.
Sherlock finge interesse nei confronti di sua sorella ed Enola le ripete la frase sull'emotiva che la ferì molto.
Per Sherlock la sorella è ormai un'investigatrice e per la prima volta le rivolge parole d'affetto che la commuovono perché si ha bisogno d'amore ogni tanto per andare avanti.
Dentro un gigante cesto in vimini giunto nella sua stanza, c'è il visconte che Enola è felice di rivedere.
L'idea migliore venuta in mente al ragazzo è quella di far fuggire Enola trasportandola dentro il cesto in vimini.
L'unico ostacolo è costituito dalla signorina Harrison.
Ma i due ragazzi sono fuori, liberi e pronti per nascondersi altrove.
Enola ha intenzione di risolvere il suo primo caso.
Aveva dannatamente ragione Sherlock per aver detto che sua sorella è un'investigatrice.
"La mia vita è solo mia e il futuro dipende da noi".
Undici o Eleven in Stranger Things, Millie Bobby Brown, ha coraggio da vendere anche nei panni di Enola Holmes e questo film è davvero incredibile, da vedere assolutamente su Netflix .
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