L'amore è un atto di fede ci ricorda Verdone e amare lui anche è un atto di fede che mi ha fatto attendere la mezzanotte del 31 marzo per salutare il 1 aprile su Paramount plus e vedere il suo primo film in streaming.
Scuola di seduzione racconta tutti i tipi d'amore, attraverso Lino Guanciale, Euridice Axen, Romano Reggiani, Vittoria Puccini, Beatrice Arnera, Elisa Di Eusanio, quello ossessivo di una madre per suo figlio insegnante single che vive ancora con lei, quello di una donna lesbica che ha perso il suo grande amore, forse perché porta anche un po' sfiga, poi c'è l'amore frenato da un difetto di fabbrica, un pene piccolo, c'è chi consuma il sesso senza credere nell'amore come l'influencer che s'iscrive al corso proprio per denunciarne l'inutilità e condividere la sua vittoria sui social, c'è l'amore coniugale finito e che una giovane e bella donna non ha il coraggio di concludere, c'è l'amore extraconiugale da cui nasce una figlia e di questo parla appunto Verdone nei panni di Clemente e c'è l'amore sadomaso della vicina di casa di Clemente, con cui la simpatica vicina, racimola il denaro per campare.
Tutti questi amori hanno bisogno di una direzione e di un orientamento, per essere riconosciuti e gestiti, a questo pensa Ortensia la love coach per cuori smarriti, perché lei il suo lo ha ritrovato e forte della sua esperienza, vuole essere d'aiuto agli altri, proponendo un percorso a ostacoli, per trovare la strada maestra.
Tra incontri bendati, fino alla scalata, passando per un cancello chiuso, quello del teatro Anfitrione, dove la scuola ha inizio, tutti i partecipanti, scopriranno cadendo varie volte, che non solo è possibile rialzarsi ma iniziare a credere in quella forma d'amore che magari non è riconoscibile o istituzionalizzata, ma che merita di essere vissuta.
E per trovare la strada giusta serve coraggio, determinazione e anche un po' di sana incoscienza e leggerezza, perché la vita è un mare in tempesta ma su una nave da crociera dove i nostri personaggi si ritrovano, si ha meno paura delle turbolenze e forse ci si sente più forti accomunati dallo stesso destino, di cui siamo noi stessi artefici.
Ebbene sì, ci è riuscito anche stavolta a raccontare l'uomo e il mondo il nostro Verdone, con un occhio clinico più esperto e maturo, grazie alla sua età e all'esperienza della vita, lo dice lui stesso attraverso il personaggio di Clemente nel film, ma soprattutto ci invita a non limitarci ai giudizi superficiali e ai cliché perché la vita offre molte occasioni e incontri per metterci alla prova e per ricrederci.
Più che un film comico, come ci si aspetta da Carlo, questo è un film psicologico e sociologico, anche divertente e soprattutto necessario, perché sono temi su cui serve riflettere e il cinema di Verdone da sempre offre un'adeguata lente d'ingrandimento per osservare le cose della vita. Carlo Verdone, considerato a torto o a ragione l'erede di Alberto Sordi, ha il pregio di raccontare l'uomo con ironia e realismo da sempre ed è per questo che noi lo amiamo così tanto.
Ho amato molto Karla Sofia Gascòn per essere stata così accogliente con gli allievi del suo corso, tanto da far sembrare tutto così autentico.
Sulla regia di Verdone, che dire: perfetta.
Spero in una serie tratta dal film.
Intanto vi invito a non perdere Scuola di seduzione su Paramount plus e a guardarlo senza paraocchi, mi raccomando.

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