Nord Sud Ovest Est - La Leggendaria storia degli 883 i primi due episodi


 Dopo il successo di Hanno ucciso l'Uomo Ragno in 8 episodi, da oggi 9 ottobre 2026 sono disponibili su Now Tv i primi due episodi della seconda stagione Nord Sud Ovest Est - La Leggendaria storia degli 883, ispirata alle pagine de "I cowboy non mollano mai - La mia storia" di Max Pezzali.

La nascita di un sogno in provincia è forse più silenziosa ma intensa ed esplosiva, come può esserlo per due compagni di scuola come Max e Mauro, così come è avvenuto per Stefano e Stefano, divenuti i fratelli Righeira.

Tra i banchi di scuola dunque è da cercare il germoglio di un arbusto che crescerà rigoglioso come gli 883, il duo che ha pubblicato un album con sette canzoni di successo a cui deve seguirne un altro che li definisca anzi li collochi nella loro dimensione di cantanti, ancora poco noti e intenti a vivere il loro momento di semi celebrità.

La voce narrante è quella di Max che ripercorre nel primo episodio l'incontro e il successo dei Righeira, iniziato nella Torino dei primi anni '80 e caratterizzato da tour in tutta Europa fino allo scioglimento nel 1992.

Poi si torna a parlare di loro, gli 883 in crisi creativa e tra le incertezze legate all'inesperienza e all'età, arriva qualche premio come il Salmerino d'oro, consegnato alle eccellenze del luogo.

Per Max è un periodo no sul fronte sentimentale, a parte l'appuntamento con la super modella Michela Rossini, la ragazza più bella della città.

Mentre Max è incerto, Mauro spinge l'amico a comporre un nuovo pezzo, nel quale insiste, devono esserci le trombe ed è così che nasce I cowboy non mollano mai che poi s'intitolerà Nord Sud Ovest Est.

Io li ho visti gli 883 in una serata evento organizzata da Radio Deejay per il 31 dicembre a Roma con Fiorello e Gloria Gaynor, conservo ancora il biglietto e la loro storia da sempre mi emoziona.

La serie Sky Original firmata da Sydney Sibilia e prodotta da Sky Studios e Groenlandia, riprende il racconto dall'autunno del 1992 e devo dire che i due interpreti Elia Nuzzolo nei panni di Max e Matteo Oscar Giuggioli in quelli di Mauro, sono eccezionali.

In attesa di vedere con la stessa emozione gli altri sei episodi, invito voi cari amici a seguire la seconda stagione dedicata ai nostri amati 883, per emozionarvi, anzi, per rivivere l' emozione provata in quegli anni.





 


Estranei Anteprima esclusiva


 Ogni tanto Raiplay ci riserva delle sorprese bellissime come l'anteprima esclusiva di Estranei, la nuova crime fiction che dal 9 ottobre su rai2  ci  terrà  incollati davanti alla tv.

Ebbene mossa dalla curiosità per la presenza della splendida Elena Radonicich, ho visto i primi due episodi  disponibili.   

La trama 

Ci troviamo a Correggio, dove vive una delle più grandi comunità sikh d'Italia.  La scomparsa di due giovani innamorati rompe gli equilibri del paese. A indagare sul caso è Laura (Elena Radonicich), carabiniera tornata per assistere Antonio Macchi (Maurizio Donadoni) il padre malato, idealista ed empatico e per farlo oltre alla squadra di validissimi  colleghi come  Ricky Memphis il maresciallo Bodini  e di Giulio Scarpati  il capitano Adani, è affiancata da Bisan (Kel Giordano), tornato a casa dopo anni trascorsi nella legione straniera e cugino del ragazzo scomparso.

Tra i momenti  più toccanti  di questi  due  episodi  c'è  il discorso  di  Laura al funerale di suo padre:  "Questa cosa l'hai insegnata  a me e a mia sorella, di non disunirci mai; la vita è stata dura con te, con noi  però non ti sei mai arreso  di fronte  al dolore,  ai pregiudizi  e di fronte  all'odio e ora tocca a me a noi , tocca a tutti noi.  Riposa in pace papà" . 

In questa  fiction  diretta da Cosimo Alema' che posso  definire  assolutamente  interculturale,  ritroveremo  attori  amatissimi e  i temi trattati  dall'immigrazione  in Italia ,  al lavoro  impeccabile  delle Forze  dell'ordine,  sono attuali  ed appassionanti.  

Maschi veri2




 Giunge su Netflix il 7 ottobre 2026 per la gioia del suo pubblico, la seconda stagione di Maschi veri ed è come tornare a casa in compagnia dei quattro amici quarantenni decostruiti ormai ma con tanta voglia di comprendere l'universo femminile che continua a sfuggire alle loro menti più allenate  a cogliere i misteri e  le sfumature delle donne  o forse no. 

Vorrei ricordare chi sono i quattro maschi veri:

C'è Francesco Montanari nei panni dell'eterno seduttore Riccardo e disperatamente single anche se è stato fidanzato con Ilenia (Sarah Felberbaum), avvocato di successo affascinante e aperta di mentalità che ora ha un nuovo amore, decisamente più grande di lei e con lui sta pensando di avere un figlio ma è in procinto di sottoporsi a un intervento chirurgico  che metterà fine ad ogni possibilità di diventare madre.

L'unico uomo ancora sposato è Pietro Sermonti/Luigi, come il Luis spagnolo, somigliante sia nel carattere che nell'aspetto a Fele Martinez, che svolge la professione di poliziotto e inizia a fare i conti con l'andropausa, rendendo la moglie Tiziana, la bellissima e bravissima (Thony) insoddisfatta e che si invaghisce del suo personal trainer immaturo, il quale finisce col chiamarla mamma. Però Tiziana si riavvicina al marito e resta incinta per la terza volta, motivo per il quale sarà necessario scegliere se portare avanti la gravidanza di comune accordo oppure no. 

Nei panni del Santi spagnolo, il fragile Mattia, c'è Maurizio Lastrico, separato dalla bella sia pure iena Nicole Grimaudo, ma consolato e sostenuto dalla figlia adolescente bisex Alice Lupparelli, che cercherà di curare le ferite paterne attraverso una decina di incontri online su Tinder. Dopo gli incontri oocasionali Mattia trova un nuovo lavoro in ambito archeologico dove conosce una bellissima ragazza e collega (Silvia d'Amico) di cui s'innamora nuovamente ma il suo capo gli ha chiesto di evitare flirt al lavoro .  

Dulcis in fundo c'è Pedro, anzi Massimo (Matteo Martani) un comunicatore scaltro e senza peli sulla lingua, non ancora padre e purtroppo licenziato nel primo episodio per colpa di uno spot sessista, cosa che comprometterà il suo tenore di vita altissimo, Vive in una megavilla con piscina con la compagna Daniela (Laura Adriani) in ascesa sui social (instagram) e con una collaboratrice domestica indispensabile e premurosa come Maria, la bravissima Yamila Suarez (in foto).Tuttavia i due si separano e per un periodo di tempo Daniela frequenta uno scrittore ma torna sui suoi passi anche grazie all'intervento di Maria la quale prende il cellulare di Daniela e scrive il primo messaggio a Massimo dopo la notte passata insieme al suo ex . 

Si ritrovano  tutti gli amici con le ex e le nuove fiamme nel bellissimo locale di Eugenio (Davide Iacopini) il socio gay e creativo di Riccardo, la sera dell'inaugurazione. 

Nell'adattamento italiano di Machos Alfa, la regia è di Milena Cocozza e di Matteo Oleotto e sviluppa in otto episodi nella seconda stagione, le avventure e disavventure di quattro amici over 40 ormai pronti a confrontarsi con l'universo femminile avendo superato a pieni voti un corso per decostruire la loro mascolinità. 

La serie attualissima e originale nell'adattamento italiano è efficace e deliziosa.

Tra le nuove figure presenti nella seconda stagione  è incantevole Davide Iacopini nei panni di Eugenio, affabile e omosessuale che salva letteralmente Riccardo dal fallimento professionale e sentimentale.  

Visione  consigliatissima!


Francesco, il Cantico


 Il giullare  del cinema italiano, racconta  anzi  omaggia,  ricorda  con ammirazione  colui che  il 4  ottobre  di  800 anni  fa ci lasciò  per  restarci  sempre  accanto. 

San Francesco  era carismatico  e amava la natura e gli uomini  nello stesso modo . 

Era laico,  era speciale  ed è realmente esistito.  Frati ossia suoi fratelli,  ricorda Roberto Benigni, è una delle tante parole  che ha inventato lui.  Un predicatore  carismatico  che  scrisse  negli  ultimi anni della sua esistenza  il più  toccante  tributo  alla  natura  che ci ospita:  "Il Cantico  delle Creature". 

In molti  hanno scritto  su  San Francesco  quando era  ancora in vita  e nei secoli. 

Nacque ad Assisi con il nome di  Giovanni  e soprannominato  Francesco  per via dei suoi  viaggi  in Francia con suo padre. 

Amava  i viaggi  in Francia dove imparava  tutto  sulle arti,  sui Cavalieri  della  tavola rotonda.  

Era benestante  e  amava la musica e il canto.  Era colto, raffinato,  era eccentrico  ed elegante,  è  stato  il primo  influencer della storia. 

Dopo feste  e banchetti  e un sogno,  Francesco  sente di  dover  cambiare   e si avvicina  a tutto ciò che è dolore  e povertà.  Dona tutti i suoi averi ai poveri e ai lebbrosi.  Francesco  restituisce  tutti i denari al padre e si spoglia  di tutti i suoi abiti restando  nudo,  sposando  la povertà.

 Ma Francesco  si sente libero  ed è felice ed è alla  guida di una  rivolta  umanitaria  e sociale,  tutti i  nobili  lo seguono. 

Francesco  propone  un mondo  alla rivolta:  chi vince perde.  Ha una sola paura quella di diventare  disumano. Definito  pazzo  perché prometteva  una  felicità  fatta di privazioni  e fame.   "Dovete  essere dei giullari,  i giullari di Dio". 

Inizia a camminare per le strade del mondo, un cammino di laici e lo conquisterà.  

Si va a Roma da Papa Innocenzo III. 

Francesco lo riesce a incontrare il  papa.  Francesco  ebbe l'approvazione  del  papa  per predicare  per le strade di Roma ma nessuno lo ascoltava e si mise a predicare agli uccelli.  È l'immagine  più nota di Francesco.  Quando predicava  faceva spettacolo.  Amava il canto  delle allodole. 

Una bella e ricca giovane di nome  Chiara  incantata dalle parole di Francesco,  lo incontrò  spogliandosi  dei suoi abiti  eleganti ,  rinunciando  a tutte le ricchezze  per diventare  Santa Chiara  per poter  stare con Francesco in povertà. Chiara fu la prima  donna a cui si unirono  altre donne anche se la Chiesa impose la clausura.  

In pochi anni i frati diventano  centinaia e migliaia  e Francesco  si  imbarca per fermare  una crociata.  

Era un pacifista vero. 

Si ritrova a Greccio e nell'eremo reatino  crea il primo presepe.  

È debole,  in crisi,  dubita e cerca un segno e ottiene le stigmati.

  È confortato da quell'apparizione ma il suo fisico crolla e martoriato  dal dolore  scrive sotto dettatura  perché non  ha vista,  parole  bellissime,  è l'inizio  del Cantico delle creature,  una poesia scritta in italiano  di cui compose anche la musica. 

Loda il creato,  è un canto  rivoluzionario  perché nessuno lo aveva fatto prima. 

Non si sa catalogare  il Cantico.  

Benigni lo legge e lo spiega il Cantico  e si emoziona  ed emoziona. 

  E parla  a perdifiato  il giullare Roberto   rapito esso  stesso dalla lettura, dall'evento,  dall'omaggio  che sente  essere personale  e collettivo.  

Incantato dal Cantico,  Benigni  ha  omaggiato  umilmente  e con  empatia  San Francesco  ed è stato  commovente  assistere a questo  spettacolo  entusiasmante. 

Se non lo avete visto recuperatelo su Raiplay. 

Unabomber


 Unabomber è un film sul dramma della solitudine che narra  una storia vera, quella di Ted, un ragazzo ispirato da Thoreau e dalla voglia di costruire un mondo migliore e che comprende che ciò che gli appare come il sogno dorato per raggiungere i suoi obiettivi, ossia un prestigioso corso di studi alla Harvard, alimenta solo il suo desiderio di solitudine e di autodistruzione.

Theodore Kaczynski soprannominato Unabomber, nacque a Chicago nel 1942 fu un matematico, un terrorista e anarchico statunitense condannato all'ergastolo per aver inviato pacchi carichi d'esplosivo a docenti e ricercatori universitari e a coloro che lavoravano in ambito tecnologico, in un arco di tempo molto lungo: 18 anni. 

Le drammatiche conseguenze di questi pacchi postali pieni di esplosivo furono di 3 morti e 23 feriti.

Ted abbandonò il suo lavoro da insegnante per vivere in un casolare in legno senz'acqua né luce, lontano da ogni forma di tecnologia, ma a contatto con la natura.

Le sue azioni più pericolose, quelle per cui fu arrestato, Ted le considerò dei tentativi per combattere i pericoli del progresso tecnologico di cui è vittima l'uomo.

Il film dedicato a colui che tutti conoscono come Unabomber, è del 2026 per la regia di Janus Metz Pedersen e racconta anche la vita prima dei fatti tragici accaduti dal 1978 al 1995, prima del suo arresto avvenuto nel 1996 e mostra nitidamente l'animo del giovane e inesperto studente.

Jacob Tremblay interpreta  con  empatia e  drammaticità Ted Kaczynski mentre Russel Crowe con la solita voce da gladiatore, è il prof Murray, il carismatico professore del sedicenne prodigio della matematica.

Ted matematico per volontà paterna più che per attitudine personale, è in realtà attratto dalla psicologia così viene convinto a partecipare ad esperimenti psicologici condotti dal professor Murray e da Christiana Morgan (Annabelle Wallis).

Tali esperimenti, stressano il ragazzo più che motivarlo perché sono tesi alla sottomissione, condizione a cui Teo si ribella. 

Di pari passo alla ribellione a questa forma di sottomissione psicologica, Ted matura gradualmente una forma di rifiuto verso l'industrializzazione e la tecnologia, vista anch'essa come una forma di dipendenza e di sottomissione dell'uomo.

Respingendo le valutazioni scaturite dagli esperimenti psicologici a cui si è sottoposto  l'allievo più promettente  del corso, consegna al professor Murray un pacco contenente una copia di Moby Dick. 

La tipologia del pacco contenente il romanzo sarebbe stata la stessa dei pacchi pieni di esplosivo spediti negli anni successivi a mezzo posta.

Ted sceglie di vivere in una baita isolata nel Montana, lontano da tutti.

Sarà l'agente Joanna Miller attraverso il manifesto realmente scritto da Ted e intitolato La società industriale e il suo futuro, a scovare il nascondiglio di Unabomber che verrà arrestato dall'FBI nel 1996. Probabilmente non andò proprio così nella realtà ma è un film e nei film non è tutto vero.

Ho amato molto il film e il personaggio, soprattutto il suo animo mosso dal desiderio di cambiare il mondo ma senza riuscirvi anzi, provocando dolore e morte.

Il film in streaming su Netflix è da vedere!

Non perdetelo mi raccomando.


 



Toy Story 5


Buzz  crea Buzz  distrugge ...  si fa per dire  in riferimento  al vecchio  modo di  essere un giocattolo per bambini  della vecchia  generazione nelle scene  iniziali  di Toy Story 5 finalmente su Disney +.  
Ora si gioca a suon di app  e  il modo di giocare è decisamente  tecnologico. 

Jessie la cowgirl  dal cuore d'oro, tenta di  rendere  felice la sua bambina Bonnie ancora legata  ai suoi vecchi giocattoli  e in cerca di  amici  dopo aver  confessato ai suoi genitori  la sua solitudine. 
"L'era dei giocattoli  è  finita" . Per Jessie è un vero shock! 
Tutti  stanno davanti  al loro  dispositivo  tranne  Bonnie  che  gioca ancora con i  giocattoli.  
 Arriva il nuovo  regalo  dai 
suoi genitori:  Lilypad. 
Tramite il suo nuovo dispositivo  Bonnie ha dei nuovi amici  e i suoi vecchi giocattoli sono tutti finiti nel dimenticatoio. 
Woody  è chiamato  urgentemente  da  Jessie per avere il suo aiuto contro la tecnologia.
Il punto è che con i giocattoli giochi mentre con la tecnologia puoi fare tutto, è  ciò che Woody spiega alla sua amica. 
Bonnie si prepara per il suo primo pigiama party  ma Jessie  si nasconde nella sua  valigia  per  conoscere  le sue future amiche. 
Quelle che dovrebbero essere le sue nuove  amiche  la prendono in giro perché gioca ancora con  i giocattoli  così prende il suo nuovo dispositivo per essere  come le sue amiche. Le  ragazzine non socializzano  perché ognuna è davanti al suo dispositivo. 
Jessie si ritrova  nella cameretta della sua prima bambina e fa la conoscenza coi giocattoli  tecnologici .  Intanto Bonnie  torna  a casa dopo il suo primo  pigiama party ed ha l'aria stanca e delusa. 
Le bambine di Toy Story  5 hanno dimenticato  cosa significhi  giocare con la fantasia.   
I dispotivi senza ricarica  sono  deboli  anzi  inutili perché inutilizzabili. Questo ai giocattoli non  accade anzi  sono loro stessi a servirsi dei dispotivi  per  trovare Jessie. 
Bonnie attraverso i  dispositivi  è cresciuta troppo in fretta ed è passato il tempo per giocare con i suoi vecchi giocattoli. 
Jessie  non vuole tornare nella casa  della sua ultima  bambina  e per caso  scopre che Emily, la sia prima  bambina ormai donna, ha chiamato  sua figlia come la sua bambola preferita: Jessie. 

Il finale del film è meraviglioso. Andatelo a scoprire  su Disney + 

Giovannino Guareschi - Non muoio neanche se mi ammazzano


 "E' la storia di un genio o forse di un matto... di uno scrittore, di un giornalista ..."

Lo  presenta così Claudio Lauretta con la sua voce fuori campo, creando mirabilmente un dialogo immaginario tra Don Camillo e Peppone ossia le sue due creature più iconiche e amate nate dalla penna di Guareschi, non che le altre non lo siano state ma loro hanno segnato un'epoca, quella dei nemici pronti a darsi la mano ed a fare la pace, scendendo a qualche piccolo compromesso pur restando fedeli ai loro sacrosanti principi. 

Inizia il film con una data importante il 1954 all'ingresso  del   Carcere di Parma. 

Non è la prima volta, ma "un giornalista libero ha come padrone solo la propria coscienza" afferma Giuseppe Zeno nei panni dello scrittore emiliano.

Nel congedarsi da sua moglie prima di entrare ancora una volta in carcere,  la saluta  promettendole ciò: "Non muoio neanche se mi ammazzano". 

Il film diretto da Andrea Porporati  con un grande cast da  Zeno  a Benedetta Cimatti fino ad un  magistrale  Andrea Roncato nei panni di papà Guareschi , senza dimenticare  colui che ha  ridato vita ai  protagonisti  Don Camillo e Peppone  ossia Claudio Lauretta, è girato nei luoghi  originali  della  vicenda,  affascina perché dà la misura di quel microcosmo  che ha ispirato  Guareschi  per le sue storie di vita, umanità , lotta e famiglia , divenute  patrimonio dell'umanità. 

Non lo perdete, recuperatelo su  Raiplay! 

American Hostage


Torna  On Air l'irresistibile Jon Hamm nei panni di Fred Heckman per raccontare una storia americana, accaduta a Indianapolis negli anni '70.

Fred è il noto e amato conduttore radiofonico della WIB e  il secondo degli otto episodi di "American Hostage" in streaming su MGM+, è dedicato all'intervista richiesta da Tony (Giovanni Ribisi) ossia  dall'uomo che tiene in ostaggio Dick, il suo  mediatore  creditizio

Lucido, garbato ed empatico come sempre in radio e con tutti coloro che lo frequentano e lo amano come sua moglie, Jon/ Fred inizia la sua intervista fuori programma ma necessaria a liberare l'uomo tenuto in ostaggio. Il sequestratore  tiene in ostaggio il suo mediatore  creditizio. 

Dopo l'invito ad usare "un linguaggio meno informale", Fred chiede a Tony di raccontargli il sogno americano che gli inpediscono di realizzare. Così quest'uomo da carnefice appare la vittima stritolata dai debiti fatti per realizzare un sogno che è diventato il suo incubo e di cui è finito per diventare ostaggio.

Tony ha 17 acri di terreno dove vuole realizzare un ristorante.  

"Non è solo un ristorante, è un'esperienza e un'esperienza è qualcosa che ti cambia anche se è solo un sussurro" spiega Tony e il suo racconto si tinge di sogno e di note sentimentali. 

"Non era solo un sogno era la mia ultima possibilità per fare qualcosa della mia vita e questi tizi hanno provato a rubarmela, mi hanno umiliato, mi hanno distrutto come uomo". 

L'intervista radiofonica con il sequestratore dura circa dieci minuti ma le conseguenze non tardano ad arrivare. 

I famigliari  del sequestrato si sottraggono  alle domande telefoniche di Fred  e negano il loro aiuto .

"Questa storia è complessa non è solo il sequestro di un ostaggio c'è dell'altro". 

Questa  si è rivelata  l'intervista  di punta della carriera di Fred Heckman che è un  giornalista e vuole occuparsi di cronaca. 

"Questa potrebbe essere la storia di un pazzo che minaccia  il suo mediatore  creditizio  o  un'accusa contro il sogno americano o entrambi ". 

Ginny  la collaboratrice di Fred , trova  la sorella di Tony  e  la convince a rilasciare  un'intervista.  

La seconda  telefonata di Tony  a Fred ,  è registrata. Ha un effetto  forte su Fred  e su tutta la redazione  di WIB ma non sarà l'unica telefonata  a sconvolgerlo. 

Il secondo  episodio  è pieno di colpi di scena  e  fino a  novembre  vivremo nell'attesa dei nuovi episodi della serie tv diretta da Adam Arkin che recita anche  nella parte di John Ruckelshaus. 

Il 27 settembre su MGM+arriva il terzo episodio in cui  Fred  si prepara per gestire tutte le richieste del  sequestratore che tiene in ostaggio  il mediatore  creditizio da  nove ore.

La storia è tratta da una storia vera .

Fred rientra a casa per cena prima di tornare alla radio  e chiama Tony  anche in casa  Heckman. 

Il primo ostaggio di Tony è stata sua sorella.

 Intanto  la moglie di Heckman  va a fare visita  alla moglie  di Dick  il sequestrato  per portare cibo e per assistere  la moglie  durante la telefonata nella quale riuscirà a sentire  suo marito dopo ore dal sequestro. 

Tony si mostra  solidale e  comprensivo  con la moglie di Dick che finalmente riesce a parlarle al telefono. 

Dopo le scuse  pubbliche  rivolte a Tony in diretta tv, il sequestratore  infuriato  chiama  Heckman  perché quelle scuse sono state inadeguate. 




Conto alla rovescia per American Hostage

 MGM+ ha svelato il teaser trailer ufficiale della nuova serie thriller psicologica “American Hostage”.

Jon Hamm è il protagonista nei panni di Fred Heckman, celebre conduttore radiofonico degli anni ’70 che si ritrova coinvolto in una negoziazione per ostaggi lunga 63 ore.

Co-creata da Shawn Ryan ed Eileen Myers, la serie drammatica in otto episodi debutterà il 20 settembre.


La vita da grandi


 

Questa sera in prima visione su Raiuno una commedia sui buoni sentimenti diretta dalla brava Greta Scarano che debutta alla regia con "La vita da grandi" film del 2025 ispirato alla vera storia di Margherita e Damiano Tercon, due fratelli legati da un rapporto speciale e unico. 

Nel film Matilda De Angelis e Yuri Tuci  sono Irene e Omar il fratello maggiore e autistico; nati a Rimini dove lui lavora e vive con i genitori, è lontano dalla sorella Irene che vive e lavora a Roma dove divide la casa in affitto con Ugo (Adriano Pantaleo) e sta pensando di comprarne una insieme. 

Omar è ormai quarantenne, è irrequieto e traumatizzato dall'eco dei bulli che fin dall'infanzia lo hanno preso di mira e ferito, le loro offese infatti risuonano nella sua testa riaprendo ferite che fanno male.  

I due genitori Piera (Maria Amelia Monti) e Walter  (Paolo Hendel) lo amano e lo proteggono costantemente ma non sanno comprenderlo come riesce a fare sua sorella Irene che si trasferisce a Rimini per prendersi cura di suo fratello che ha tanti sogni da realizzare, primo fra tutti esibirsi in tv. 

Omar è condizionato dall'eccessivo amore dei genitori estremamente protettivi da cui riesce a liberarsi per spiccare il volo e cantare finalmente in tv di fronte a giudici prestigiosi come Ozpetek, Ayane, Maionchi, Lundini. 

Il film pedagogico mostra agli occhi distratti di una società individualista una storia delicata e complessa i cui protagonisti sono persone problematiche che chiedono una cosa soltanto: essere amati. L'attore autistico che interpreta Omar ha catturato la mia attenzione e spero di vederlo in altri film perché mi e piaciuto moltissimo con la sua voglia di  realizzare a tutti costi il suo sogno.  Ma ogni sogno  resta lì  ad  aspettare il momento  giusto  per farci un regalo che non speravamo  più di ricevere proprio come accade ad Omar.

  La disabilità è solo  un modo di essere speciali .

Intensa anche la prova di Matilda che è stata la sorella minore che tutti vorrebbero avere. 

La storia è ispirata al libro autobiografico Mia sorella mi rompe le balle. Una storia di autismo normale di Damiano e Margherita Tercon. 

Cercate il film su RaiPlay se ancora non lo avete visto! 

Rino Gaetano Sempre piú blu

Rodolfo Foffo Bianchi produttore discografico racconta la genesi di Aida sottolineando la sua capacita di creare dei ganci che rendono riconoscibili i pezzi di Rino Gaetano nell'immediato. 

Lucio Dalla lo fa salire accogliendo la richiesta di un'autostoppista diretto a Roma. 

Gino Paoli lo presenta definendolo un erede del surrealismo. 

Riccardo Cocciante sottolinea la differenza tra la sua musica leggera e i suoi testi impegnati. 

Lo scrittore Buffafuoco lo definisce un diamante grezzo. 

Lucio Corsi ne parla lungamente considerandolo un artista senza tempo che lo ha ispirato e Carlo Massarini esprime il suo pensiero su Gaetano, leggendolo nel suo libro per fissare meglio i concetti, Paolo Jannacci accomuna il surrealismo paterno a quello di Rino, poi c'è Rino che spiega il significato di un pezzo amatissimo come "Mio fratello è figlio unico" e poi la canta e questo canto viene da lontano eppure è così attuale, malinconico, struggente. 

Gino Marziali ricorda un concerto nel quale Rino presentò "Mio fratello è figlio unico".

Gaetano amava Buscaglione.

 I suoi pezzi scorrono nei videoclip dell'epoca ed è impossible stare fermi e viene voglia di cantare e ballare. 

" Non era di destra né di sinistra era libero e spirituale" secondo Sergio Cammariere. Il giornalista Labate guida il viaggio lungo le tappe di questo documentario da Crotone il suo paese d'origine fino a Roma. 

Rino ascoltava musica tedesca secondo il racconto del musicista Stalteri che suona gli accordi epici di alcuni pezzi di Gaetano. 

Claudio Santamaria che interpreta Rino Gaetano nella miniserie a lui dedicata, racconta tanti aneddoti bellissimi sul cantautore. 

Nel 1978 Gaetano porta "Gianna" al Festival di Sanremo e canta con i Pandemonium conquistando critica e pubblico e arrivando terzo. 

"Nun te regge più è il pezzo in cui Rino cita politici e personaggi dello sport e incontra nell'intervista di Costanzo, Susanna Agnelli poi c' è l'intervista con Pippo Baudo. 

È mostrato l'ultimo inedito di Rino Gaetano nel documentario in prima visione su RaiTre questa sera. Alessandro Gaetano con la sua band porta in giro i pezzi di suo zio e lo fa con tutto il cuore. 

Sono numerosi i racconti inediti dei protagonisti di questo documentario, un lavoro corale molto intenso e originale e che per questo rispecchia lo spirito, il valore artistico e il peso sociale di questa voce fuori dal coro che cantava gli ultimi. 

Dopo aver sentito "A mano a mano" il pezzo di Cocciante cantato da Rino, Danilo Rea lo esegue al pianoforte e Peppe Lanzetta a Via Nomentana, vicino casa mia, ricorda e ricorda e poi l"incidente dell'81 e il ragazzo del 1950 ci lascia ma vive in ogni albero e in ognuno di noi. 

Giorgio Verdelli e Luca Rea hanno scritto e diretto un documentario itinerante a 50 anni da "E il cielo è sempre più blu".

Se non lo avete visto recuperatelo RaiPlay 



Roma, Baby. Cremonini Live Circo Massimo

  •  Come un antico romano sulla biga, irrompe nella maestosa pedana al Circo Massimo, un musicista e performer a 360 gradi, che incanta e seduce con le sue parole e le note cantate e suonate al pianoforte, al sassofono, persino con la fisarmonica, esibendosi nel più grande impianto per spettacoli e corse dell'antica Roma, dove tuttora sfilano ogni anno artisti italiani e stranieri per sentirsi divinità o semplicemente esseri speciali in grado di tenere un magico filo tra passato presente proiettando nel futuro i sogni dell'umanità; Cesare è stato incoronato l'imperatore di una serata magica e indimenticabile nella Capitale.
  • E' bastato un paio di occhiali neri, un sorriso radioso e i suoi movimenti sinuosi, sensualissimi e carismatici per catturare le settantasettemila persone presenti il 6 giugno 2026  al suo evento e innamorate di Cesare Cremonini.
  • Poi il passaggio su Raiuno il 2 settembre in prima serata e su Raiplay, dove lo sto rivedendo per ascoltare i suoi pezzi che a un ascolto distratto sembrano canzonette e invece sono liriche  struggenti ed esistenziali.
  • Cesare canta i ricordi di una vita, gli amori nati e finiti, canta la solitudine e l'assenza e la disperazione soffocata nella dolcezza della marmellata e canta del rapporto conflittuale coi genitori, salutando la madre presente a ogni suo concerto. 
  • Tra spiagge di corallo sognate da una ragazza rapita dal figlio di un pirata e visioni di regine perfide, tra immagini reali e oniriche, la poesia di Cesare è di tutti noi che l'abbiamo cantata a volte distrattamente e senza renderci conto della profondità e della disperazione  di un cuore infranto nascosta dietro a un sorriso.
  • Roma, Baby è un inno alla bellezza, ai sogni d'amore e all' eternità anche se è limitato il tempo alle 24 canzoni iconiche da "Alaska Baby" fino a "50Special" dei Lunapop.
  • Accompagnando le sue performance con danze da giullare e inchini alla Cyrano, Cremonini dona tutto se stesso nelle due ore del live a un pubblico nel quale si riconosce e che attraverso lui ritrova se stesso, le sue gioie e i tormenti interiori.
  •  

Cesare suona, canta, corre, interagisce col suo pubblico e mentre intona "La ragazza del futuro", appare una bellissima ragazza, la sua attuale compagna che danza tra luci suggestive e una tuta dorata abbinata alla sua giacca.

L'amore è il tema principale delle ballate di Cremonini, è il trait d'union di moltissimi suoi pezzi che risuonano come trattati filosofici, un vero e proprio simposio platonico con discorsi estemporanei e panegirici in lode ad Eros, il dio dell'Amore. 

Il nostro amato bolognese, intona e dirige cori emozionanti con il suo pubblico impazzito di gioia al suo cospetto ma il pubblico di Cesare Cremonini è un pubblico bello, candido, appassionato che canta, balla, ride e piange e accende la torcia dello smartphone come facevamo noi con gli accendini quando i telefonini non c'erano ancora.

Sembra un set cinematografico il Circo Massimo con luci sfavillanti, ballerini e musicisti anche se Cesare potrebbe cantare anche da solo e non cambierebbe nulla.

La regia di Stefano Vicario è perfetta e mette in luce tutta la bellezza di questa serata.

Con "Latin Lover", "Comico", "Logico", "Mondo", il pubblico canta con la gioia nel cuore, per dire grazie al cantante che alza in cielo il pugno ricordando la fierezza di Freddie Mercury e che ha saputo tradurre in parole e musica le emozioni dei fans e cosi per tutto il tempo, anche quello degli ospiti da Jovanotti ad Elisa e Luca Carboni, che hanno contribuito con la loro arte a rendere la serata indimenticabile.


In attesa di "Amateur" il nuovo album registrato allo studio 13 di Londra e in uscita ad ottobre e del suo tour dal 27 novembre, invito a vedere il live su Raiplay, non perdetelo, fatevi un regalo d'amore!


La scienza ingentilita dall'arte femminile al Festival di Tindari

 Il 28 agosto 2026 al Festival di Tindari alle 20.30 andrà in scena "Il cielo e il sangue" la pièce diretta e interpretata da Maximilian Nisi nei panni di Galileo Galilei e Viola Graziosi in quelli di Artemisia Gentileschi.

Sull'incontro tra Artemisia e Galileo, ho chiesto a Nisi in che modo è avvenuto il dialogo che ha messo di fronte due personalità così distanti, l'uno scienziato l'altra pittrice, in una società al maschile e quanto il contributo femminile sia stato determinante per favorire la loro amicizia e la stima reciproca.
Ho immaginato alla base di questo incontro, la scienza ingentilita dall'arte al femminile.

"La scienza ingentilita dall'arte al femminile" è il cuore dell'opera di René de Ceccatty - spiega Nisi - e questo non avviene rendendo la scienza morbida o decorativa ma umanizzandola e fornendole un corpo e un'emozione.
La scienza di Galileo rischiava di rimanere un'astrazione geometrica, fredda, perseguitata dai dogmi, un calcolo matematico tra i cieli.
 L'incontro con Artemisia Gentileschi porta quella visione rigorosa e teorica a misurarsi con la realtà della carne, del dolore, della luce terrena e della sensibilità umana. Galileo guarda l'universo attraverso un cannocchiale di vetro; Artemisia guarda la vita attraverso gli occhi di una donna che ha conosciuto il dolore, la violenza del processo e la fatica di affermarsi. La pittrice insegna allo scienziato che la verità non si trova solo nelle orbite celesti ma anche nell'impronta drammatica e viva che la luce lascia sui corpi.
Il rigore razionale maschile del Seicento tendeva a catalogare e dominare; la sensibilità artistica di Artemisia introduce l'ascolto, l'empatia e la vulnerabilità, così la scienza impara a non essere un mero strumento di forza o sterile verità ma una forma di compassione verso l'esistenza".

In questo dialogo poetico Artemisia regala alla scienza di Galileo una dimensione terrena e passionale, dimostrando che la ricerca della verità è incompleta se la mente razionale non incontra la sensibilità del cuore e dell'esperienza femminile.

Sarà emozionante ammirare lo spettacolo questa sera, tra le pietre millenarie del Gymnasium di Patti, sospese tra il soffio del mare e la memoria della terra e la musica di Stefano De Meo.


Intervista a Maximilian Nisi

Al Festival di Tindari il 28 agosto alle 20.30 va in scena "Il cielo e il sangue".


Questo intenso reading teatrale in prima nazionale, è una produzione del Teatro della città di Catania e si svolge in uno dei luoghi più suggestivi della Sicilia: un sito archeologico immerso nel fascino della storia antica.

Me ne parla Maximilian Nisi che dirige la pièce e presta la sua intensa voce a Galileo Galilei, uno dei due protagonisti del testo nato dalla penna dello scrittore e drammaturgo francese René de Ceccatty nella traduzione di Francesco Bergamasco.

Quella che parte come un'intervista classica, si è rivelata un dialogo incessante dove le parole di Nisi hanno dato forma alle immagini, evocando lo spirito di questi due personaggi illuminati e fonte d'ispirazione per le generazioni future.

Il dialogo che illuminerà il sito archeologico il 28 agosto, è tra Galileo Galilei e Artemisia Gentileschi, interpretata da Viola Graziosi, un'attrice anch'essa dotata di una splendida voce, capace di una forte carica emotiva, apprezzata in numerosi spettacoli in magnifici siti antichi e nei teatri della Capitale. 


Maximilian Nisi, attore raffinato, sensibile e rigoroso, cura con maestria la messa in scena che è stata già accolta con successo come anteprima al Centro Italiano di Cultura di Parigi e ora arricchito dalle musiche originali di Stefano De Meo.

"Ho sempre amato il teatro - afferma Nisi - perché è una porta socchiusa sul tempo: una crepa nell'ombra dove a chi non c'è più viene finalmente restituita la voce. Tra le pietre millenarie del Gymnasium di Patti, sospese tra il soffio del mare e la memoria della terra, Artemisia e Galileo torneranno a respirare, a cercarsi, a scambiarsi sguardi incisi nel buio. E' come attraversare uno specchio. La musica di Stefano De Meo sfiora la scena, non accompagna il testo: lo traduce, lo spoglia, rivelandone l'essenza segreta. Nelle sue note trovo la chiave d'ombra e di luce per comprendere davvero il significato profondo di quelle parole che la storia credeva di aver zittito. 


E poi c'è Viola Graziosi. La sua presenza è un atto di devozione pura, un ponte di carne e sentimento tra il nostro presente e il fantasma della memoria.
Con lei l'etica del teatro diventa un rituale rigoroso, un'attesa sacra che prepara il prodigio prima ancora che si spengano le luci.
La sua Artemisia, unita all'impronta rigorosa e alla poesia sonora di Stefano, rendono questo bellissimo dialogo scritto da René de Ceccatty, qualcosa di più di una rappresentazione, è un'evocazione, un sogno intessuto di cielo e di sangue che sperò farà vibrare le pietre antiche in un'eco immortale".

Nisi dopo aver espresso la sua emozione e il senso dello spettacolo, me lo racconta a ruota libera.

"E' un dialogo immaginario tra Artemisia Gentileschi e Galileo Galilei, in una serata unica che mette in scena l'incontro tra arte e scienza, genio e ribellione, luce e verità.
Sul palcoscenico del Festival di Tindari, due figure straordinarie della storia italiana: Artemisia Gentileschi, la pittrice che ha saputo affermarsi in un mondo dominato dagli uomini e Galileo Galilei, lo scienziato che ha sfidato l'ordine cosmico per rilevare i segreti dell'universo". 


Artemisia, è una donna coraggiosa, segnata dalla violenza e dalla determinazione, mentre Galileo fu l'uomo che col suo telescopio ha cambiato per sempre il nostro sguardo sul cielo.
Viola/Artemisia e Maximilian/Galileo saranno davvero straordinari ne ho la certezza del testo edito da Gallimard, scritto da un autore di grande raffinatezza come René de Ceccatty e proposto in lingua italiana da Archinto.
Il dialogo intenso e poetico, nasce da una profonda ricerca storica che immagina l'amicizia tra due spiriti liberi e rivoluzionari realmente incontratisi all'Accademia del Disegno di Firenze nel 1618.


In ogni vita la pioggia deve cadere

 "In un mondo che corre sul filo dell'interesse", illumina la storia d'amore di Papi e Piercarlo, due uomini legati profondamente l'uno all'altro e capaci di avere uno sguardo disincantato e ironico su quel mondo che non li comprende appieno.

 Noncuranti di tutto, volano alto per quarant'anni insieme, superando momenti belli e difficoltà e si raccontano con ironia e malinconia nella pièce "In ogni vita la pioggia deve cadere", apprezzata sulla app Proscaenia e rivista oggi con particolare commozione.

Tra le squisitezze irrinunciabili di Papi: le palle di cocco e la dichiarazione senza filtri di Piercarlo all'amore della sua vita, si presentano al pubblico due uomini che formano una coppia solida e libera, che vive insieme in una casa confortevole e calorosa come il loro sentimento.

Piercarlo è quello pratico, preciso, è lui lo chef in casa, non vuole certo apparire per sua stessa ammissione come la schiava Isaura, però sa qual è il suo posto nella coppia, quello accanto a un uomo idealista, forse più fragile e meno pragmatico di lui, così accetta tranquillamente di cucinare per il suo vecchio, senza il quale non riesce ad immaginare una vita futura.

Papi ha 78 anni, Piercarlo ne ha 60 e si preoccupa per la salute del suo amore.

Siamo in primavera, sul finire del millennio. E' la primavera del 1999.

"In primavera i colori sono colori" esclama Papi mentre sistema dei fiori bianchi in un vaso sul tavolino.

Mentre fuori piove, squilla il telefono rosso e nella casa scende il gelo dell'inverno fuori stagione.

Piercarlo è malato ma non vuole rattristare Papi, così dice bugie, quelle a cui Papi è abituato da una vita, passando sopra a tutto per amore.

Il finale è una vera esplosione d'amore e giungano da qui i miei sinceri applausi a questi due meravigliosi interpreti.

Nella commedia teatrale scritta e diretta da Fabio Grossi nel 2004 e portata in scena con successo nel 2024 e interpretata da Grossi e da Leo Gullotta, vince l'amore autentico in una vita in cui non siamo padroni di nient'altro che dei nostri sentimenti.

Ho amato moltissimo i due straordinari attori ed ho sofferto moltissimo oggi per Fabio e per Leo.

Ciao Fabio!



The Last House

 

C'è  un film in prima visione  su Netflix, non è mai passato al cinema, esce  in streaming  il 6 agosto, genere fantascienza.  Il film s'intitola The Last House. 
Immagino sia angosciante  ma ho un solo modo per  togliermi  ogni  dubbio così lo guardo e il film mi cattura fin dal primo istante, da quando  Jason (Wagner Moira) rientra a casa, la chiude come d'abitudine senza  sapere che  quella casa si sarebbe trasformata in una prigione per la sua amata  famiglia. 
Ho usato il termine  'prigione'  e questo  genera  un senso di claustrofobia  eppure  da claustrofobica quale sono,  per tutta la visione , un'ora e quarantasei circa, non  ho provato angoscia  perché  in un film  che sembra terrificante, si parla d'amore, l'amore di una famiglia che unita affronta  un evento  imprevisto  anche  se si sente senza via d'uscita.
La pioggia è incessante, la connessione smette di collegare la famiglia con il mondo esterno, porte e finestre si chiudono  ermeticamente  per Jason, Ann (Greta Lee) e i  giovani figli Ruth (Emma Ho) e Graham (Gabriel Barbosa). 
C'è cibo  a sufficienza per sopravvivere, per una, due settimane, mesi . 
I mesi diventano  anni e Jason  con lo spirito d'inventiva  ingegneristico  che gli  appartiene, ha la competenza e la forza d'animo per aiutare la sua famiglia a procurarsi  il cibo  dall'esterno, attraverso  un'apertura  del camino  da  cui nessuno dei componenti  della famiglia,  neanche la tredicenne Ruth  riesce a passare per  poter uscire. 
L'imperativo  è sopravvivere  ma con dolcezza  e  la collaborazione di una famiglia unita dal vero amore. 
L'interpretazione di Moura è  semplicemente  magnifica in questo  film  di fantascienza che  riesce a giungere al cuore.  La regia di Louis Leterrier è essenziale, senza fronzoli ed è riuscito a far emergere l'anima degli attori  prigionieri  nella  loro casa  ma  innamorati  della loro famiglia  al punto da trovare la forza proprio in questo  immenso  amore che li ha  tenuti insieme.
La famiglia a cui tutti vorrebbero appartenere,  riuscirà a salvarsi? 
Andate a scoprirlo su Netflix!  
 . 

Mad Men


 Sette stagioni (2007/2014) e 92 episodi da 45 minuti l'uno di pura bellezza su Disney+ ho recuperato e visto consecutivamente, guidata dalla voce narrante e dal carisma di Jon Hamm.

Ideata da Matthew Weiner, la serie tv statunitense è ambientata negli anni '60 e il mondo pubblicitario è il microcosmo intorno a cui ruotano le esistenze di Don Draper (Hamm), Peggy (Elisabeth Moss), Betty (January Jones), Joan (Christina Hendricks), Roger Sterling (John Slattery), Bertram Cooper (Robert Morse), Sally (Kiernan Shipka, Megan (Jessica Parè), nell'arco di un decennio.

Il primo uomo sulla luna, l'assassinio di Kennedy e di Martin Luther King, le lotte per la conquista dei diritti civili degli afroamericani, sono solo alcuni dei fatti cruciali di quegli anni, ricostruiti in modo dettagliato e preciso nella serie dove gli slogan pubblicitari dei grandi marchi americani di prodotti che tuttora consumiamo, guidano l'estenuante lavoro dei creativi nell'agenzia Sterling & Cooper dove riesce ad entrare fortuitamente un ragazzo di talento come Don Draper.

La serie che ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui 4 Golden Globe e 15 Emmy Award, racconta le appassionanti vite di alcuni pubblicitari che lavorano nell'agenzia pubblicitaria Sterling & Cooper, poi Sterling Cooper Draper Pryce e infine Sterling Coopers & Partners di Madison Avenue,  ponendo la sua attenzione sul direttore creativo Don Draper.

Oltre alla figura carismatica e fragile di Don, un uomo dal passato difficile e dall'identità misteriosa che ho amato immensamente, mi sono piaciute le figure femminili di Peggy e di Joan, entrambe unite nella lotta per il riconoscimento del lavoro femminile al pari di quello maschile in un Paese aperto ai cambiamenti eppure legato alle tradizioni familiari.

La colonna sonora da Piece of My Heart di Janis Joplin a Both Sides Now di Judy Collins, tratteggia la psicologia dei personaggi stretti nella morsa del lavoro, delle tentazioni della carne e del tempo che stritola legami sentimentali offrendo nuove opportunità.

La serie tv è perfetta in tutto e merita di essere scoperta, vista e ammirata.

Visione suggerita!


Good fortune


 Keanu Reeves torna nelle vesti di angelo in questa commedia sognante in programmazione su Prime video, al fianco dell'irresistile Seth Rogen che è Jeff un ricchissimo imprenditore e Aziz Ansari che è Arj un disoccupato. 
Gabriel è un angelo impreparato al suo ruolo con ali bianche e piccole, che ha un compito importantissimo, quello di salvare le persone al volante distratte dal cellulare e in questo è perfettamente all'altezza perché salva vite e c'è al momento del bisogno, è invisibile per gli uomini ma sceglie di mostrarsi ad Arj, un ragazzo laureato eppure precario e in difficoltà economiche, che non trova dopo gli studi universitari il lavoro adeguato. Così  Gabriel perde  le sue ali  da angelo, scambiando  la condizione  di Arj in quella di Jeff che diventa povero  mentre  il povero  Arj  s'impossessa della vita di Jeff. 
Gabriel  diventa  umano provando  tutti i sapori  della condizione  umana  finché Arj non deciderà di  tornare alla sua vita precedente. Nella commedia scritta e diretta da Aziz Ansari,  con Sandra Oh nei panni di un angelo ma con le ali molto più grandi di quelle di Keanu Reeves,  perfetto nei panni dell'angelo, si sogna ad occhi aperti  per tutta la durata del film  di cui la visione è suggerita. 

Il Diavolo veste Prada 2 su Disney+

 Andy (Anne Hathaway), è snella, affermata, sicura di se e premiata ma... ancora una volta disoccupata, così  si ritrova a fare i conti con il suo passato, anzi, con Miranda (Meryl Streep) di Runway.

Chi ha visto Il Diavolo veste Prada  2 diretto da David Frankel al cinema il 29 aprile, già sa, per chi come me aspettava il 29 luglio per vederlo in streaming su Disney+, c'è tanto la sapere.

Fa sorridere e riflettere il fatto che Miranda sia diventata un meme sul web, definita addirittura 'un dinosauro', questo per Andy è sconcertante ma ha ricevuto una proposta di lavoro da Irv in persona nel magazine di moda diretto da Miranda, dove sarà una giornalista e non solo l'assistente miracolata della Priestly.

Devo ammettere che appena Andy si è presentata puntuale alle 9 all'appuntamento con Miranda, mi sono emozionata perché è come tornare a casa dopo tanti anni e le emozioni prendono il sopravvento.

Miranda la meravigliosa e glaciale donna di mondo, non si ricorda di Andy e Nigel, il buon Stanley Tucci, le ricorda che era una delle Emily, un numero insomma.

"Ero una delle tue assistenti secoli fa" le dice Andy.

Al seguito di Miranda è una corsa contro il tempo, tempo che non è mai abbastanza per essere alla sua altezza.

Da Dior c'è Emily (Emily Blunt) che si ricorda di Andy a differenza di Miranda che la avvisa che sta aspettando il momento della caduta, la sua ovviamente.

Solo sotto le scure lenti degli occhiali Miranda riesce ad essere spietata ma il suo sguardo mente, è più dolce e rassicurante rispetto alla iena di vent'anni fa.

Dopo il passaggio da Dior, Andy viene scaricata alla fermata della Streat Hudson Yards Subway Station. 

Andata in automobile, ritorno in metropolitana.

L'ufficio di Andy che Miranda ha scelto per lei, è un caotico stanzino pieno di scartoffie con una scrivania e un pc. Ma siamo da Runway, non dimentichiamolo.

Giunge come un angelo il vecchio alleato Nigel, con in mano degli abiti di moda che ha rubato come i vecchi tempi, per lei.

Nigel svela ad Andy che Runway ha smesso di essere un magazine ormai da anni, è rimasto il book ma non lo compra più nessuno. "Siamo digitali, scaricabili" rivela Nigel.

Andy ha un'assistente. Mentre fa la sua conoscenza si accorge che Miranda appende il cappotto da sola, tutti ricordiamo quale era il suo rapporto con borsa e cappotto nel 2006.

E' online il nuovo pezzo di Andy nella versione digitale di Runway.

Emily forse è il personaggio più coerente e uguale a se stessa nel film, è algida, cinica, bellissima, sembra che per lei il tempo si sia fermato. Il suo incontro a tu per tu per Andy avviene in occasione del restyling della sede Dior a cui la nuova giornalista di Runway, dedicherà un pezzo.

Emily ha lasciato Runway ma senza rimpianti.

I pezzi di Andy non sfondano a detta di Miranda ma Andy ha un'idea. E' riuscita a far avere un gossip spaziale su Sasha una donna iconica che per anni ha rifiutato di farsi intervistare e che ora lo concede a Miranda, sarà proprio lei a fare l'intervista. Andy sarà presente ma a molta distanza da loro al momento dell'intervista.

Sos Neigel, occorrono ad Andy degli abiti favolosi per l'invito a casa di Miranda.

Irv Ravitz, il massimo dirigente della casa editrice che pubblica la rivista di moda Runway e colui che ha assunto Andy, dà una festa ma sarà il suo ultimo giorno di vita sulla terra.

Alla cerimonia in memoria di Irv, Emily nota solo gli abiti dei presenti.

Jay, il figlio di Irv, è impegnato a riorganizzare tutto.

"Mi preoccupa questa generazione" rivela Andy a Nigel.

Vogliono tagliare tutto. Il nuovo cancella il vecchio.

E' tutto ridimensionato, anche il volo in economy per Miranda e company destinazione Milano.

Il concerto di John Legend è cancellato perché l'artista vuole portare il suo pianoforte.

Intanto Andy convince Emily ad andare a Como, nella villa di Benji, il compagno di Emily.

Andy rimane incantata di fronte all'Ultima Cena di Da Vinci al Cenacolo.

Emily è a pranzo con Donatella Versace mentre arriva Andy per dirle che Miranda sa che bolle qualcosa in pentola.

Quelle che lei chiama Emily, piombano nella suite milanese di Miranda per parlarle.

Benji sta comprando Runway per proteggere anche Miranda e tutti coloro che ci hanno lavorato finora.

E' ciò che crede Andy, in realtà Benji sta comprando Runway perché Emily lo possa dirigere.

Bisogna avere sempre un piano b e quello di Andy è un libro su Miranda e non solo.

L'Ultima Cena come sfondo per la cena del jet-set internazionale è favolosa.

Kenneth Branagh è Stuart, il compagno di Miranda che compare poco ma sa rincuorare una donna affranta.

Andy è esortata da Miranda a lavorare insieme, ancora una volta.

Non Legend ma Lady Gaga farà la sua esibizione durante la sfilata.

"A te non serve un mecenate tu sei iconica" è una frase che Andy rivolge ad Emily e che ogni donna dovrebbe pensare di se stessa.

Quel lavoro a Runway per Andy non era caduto dal cielo, era tutto merito di Nigel.

Si esce dallo studio di Miranda al lavoro, come i vecchi tempi, con le lacrime agli occhi.

Peccato per la piccola parte concessa al grandissimo Branagh e per il fidanzamento insulso tra Andy e Peter (Patrick Brammal) però il film è la degna conclusione di una storia bellissima di lotta e rivincita e dove tutto quello che abbiamo costruito crolla inevitabilmente sotto i nostri piedi ma dobbiamo avere la forza di resistere e di andare avanti proprio come i personaggi di questo film da non perdere su Disney+.



American Classic Un Classico Americano


Lo straordinario Kevin  Kline, ricordato per la sua performance da Oscar nel delizioso film "Un pesce di nome Wanda" (1989), impenitente e irresistibile traditore in "Ti amerò fino ad ammazzarti" (1990"),  professore sensibile e incantevole in "In&Out" (1997) e distinto gentiluomo inglese e commediografo fallito ne "Un perfetto gentiluomo" (2011), in "American Classic" è la star di Broadway Richard Bean, impegnato nei panni del Re Lear nel suo costume davvero meraviglioso nel primo episodio di questa incantevole serie tv sull'amore per il teatro come unica ragione di vita e sulla famiglia.

American Classic è una serie tv del 2026 creata da Michael Hoffmann e Bob Martin, con protagonisti Laura Linney, Kevin Kline e Jon Bean.

Dopo il debutto del Re Lear, il narcisista Bean è alla ricerca disperata di recensioni positive da parte del critico teatrale Xander  (Stephen Spinella) del New York Times, Bean riceve parole tutt'altro che lusinghiere. 

"Spento, senza alcuna passione, un vecchio triste che beve da solo, un uomo più perso e sconfitto del fottuto Re Lear, ecco le ho riassunto la recensione", sono opinioni difficili da digerire, dolorose la sera della prima del suo spettacolo teatrale.

La reazione irrazionale e incandescente di Richard in pieno stile shakespeariano alle parole del giovane Troy, il compagno di Xander, finisce sul web o meglio, diventa virale.

Lo spettacolo è sospeso per un mese e quando gli viene comunicato, Bean si sente bandito da Broadway.

Giunge inaspettata la telefonata del fratello Jon (Jon Bean) che gli comunica la morte della madre.

Richard si dirige a Millesburg, nel suo paese natale per il funerale di sua madre, alla stazione lo accoglie suo fratello Jon, un uomo dolcissimo e semplice, assai diverso da lui, un egocentrico e narcisista.

Bean vuole andare a teatro, il teatro fondato da suo padre, ma le cose sono cambiate ed è meglio fargli conoscere con calma, senza alcuna fretta, tutti i cambiamenti.

Per Richard tutto ruota intorno a se stesso e al teatro, per cui non si accorge di quelle che sono le priorità. Crede di aiutare il fratello organizzando un funerale teatrale, recitando un monologo o altro, Jon chiede un aiuto di tipo economico.

Prima di entrate a casa, Jon avverte suo fratello di non dire al padre che la mamma è morta perché lui come suo figlio, vive nel suo mondo e non lo sa.

A casa  dovrebbe esserci sua nipote Miranda, che stravede per lo zio. Ma Miranda non è in casa

Il primo a incontrare è Linus, suo padre, immerso tra fantocci teatrali che per lui sono vivi e reali. Richard si accorge che suo padre è un po' svanito, del resto è vecchio e prova tanta pena per lui. 

I suoi ricordi vanno agli spettacoli passati e a quel teatro che costruì.

Il padre vuole tornare in teatro insieme al figlio ma sta per rivelargli il suo orientamento sessuale.

"Sono gay, omosessuale, sono sempre stato gay ma non ho mai permesso a me stesso di esserlo ma ora nell'età del tramonto sono motivato a chiudere i conti in sospeso".

Miranda arriva e dopo la commozione iniziale, oltre a essere felice di rivedere suo zio, chiede info sulle recensioni e la storia col critico, che è virale sul web.

Miranda conosce tutte le recensioni ricevute dallo zio che le inoltra sua madre. Fin da piccola è andata a vedere tutto gli spettacoli di suo zio a New York e li ha adorati tutti. Ci andava con sua nonna.

La nipote esprime il suo desiderio di andare a New York per poter fare l'attrice ma lo zio la esorta a recitare nel teatro di famiglia.

Così Richard si dirige a teatro e all'ingresso trova tutte le locandine degli spettacoli interpretati come quell'Amleto indimenticabile e amatissimo dalla madre Ethel e Piccola Città con Kristen, la sua ex e ora moglie di Jon e mamma di Miranda, la bravissima Nel Verlaque.

Bean apre la porta, attirato dalla musica e trova un teatro-ristorante con un piccolo palco dove si esibiscono degli artisti ed è sconvolto.

Richard viene invitato a cena dal fratello e la moglie che scelgono di spiegargli cosa è accaduto negli anni della sua assenza.

Non è un segreto che il padre sia gay, Richard crede sia una confessione invece tutti lo sanno.

Dopo una chiusura durata ben 15 mesi e l'assenza totale di abbonati, Jon e Kristen hanno scelto di portare dei musical itineranti già confezionati, non potendo produrre nulla da soli.

"Per far restare aperto il teatro, servono cibo e bevande".

Kristen è anche il sindaco della città.

Quante cose viene a sapere Richard. 

Così gli adulti iniziano a litigare e Miranda, mandata in camera  origlia dalla porta mentre arriva il fidanzato Randall. Miranda racconta a Randall della storia d'amore tra sua madre e suo zio, sono passati vent'anni.

Si ritrovano a parlare dopo tanto tempo Jon e Richard il quale parla di Kristen come se fosse sua moglie ma il fratello le ricorda che è stato lui ad averla sposata e non il contrario.

Brindano al ricordo della mamma.

Vuole fare il funerale nel teatro Richard, così il teatro rivivrà di nuovo per un attimo.

Tuttavia al posto del teatro ora c'è un ristorante quindi Jon si domanda se la madre morta potrà entrare in teatro ma sicuramente il permesso lo avrà dal sindaco, come suggerito ironicamente dal fratello.

In questo secondo episodio è molto intenso il dialogo tra Miranda e Richard. La nipote sta cercando un posto nel mondo. E' affranta per la morte della nonna Ethel e sta cercando di capire cosa fare da grande, lei vorrebbe recitare a New York, dove vive suo zio, ma le prende lo sconforto e forse cerca nell'amato zio, conforto.

"Le persone si odiano. Il mondo va a rotoli, non è più come quando eri giovane".

Ma Richard spiega alla nipote tutti i guai dei suoi tempi.

Il secondo episodio è pieno di riconciliazioni familiari ma sul finale c'è l'irresistibile scena della preparazione del funerale di Ethel Bean di cui Richard cura la regia ma è tutto così paradossale.

L'idea di calare la bara della madre dall'alto con la macchina del fumo e la musica di sottofondo, è sicuramente teatrale ma forse fuori luogo.

Tuttavia la scena fa davvero molto ridere. La regia  del funerale è esagerata ma divertentissima.

Durante il funerale è mandato un video di Ethel realizzato da Miranda e Randall.

Dopo il meraviglioso canto di Miranda dedicato a sua nonna, chiude la cerimonia Richard, citando la Tempesta di Shakespeare per dare l'addio a sua madre e annuncia anzi promuove la messinscena del classico americano "Piccola Città" nel teatro della sua famiglia per salvarlo dall''imminente chiusura e con esso per salvare l'anima della città nella quale ha deciso di tornare.

Richard prende molto sul serio la messa in scena dello spettacolo e dopo aver selezionato gli attori, hanno inizio le prove.

L'allestimento scenico inizialmente è sontuoso e costoso al tempo stesso, ma le difficoltà economiche ci sono nonostante alcuni aiuti e la messinscena sarà essenziale.

E' tutto pronto per il debutto e il cuore palpitante della città batte all'unisono per il teatro della famiglia Bean che si è trasformato in un teatro per la collettività che darà linfa vitale a Millesburg, tutto grazie al talento e alla pazza idea di Richard.

La messinscena di Piccola Città, uno spettacolo estremamente significativo sul senso dell'esistenza umana, è un successo di pubblico e critica, compresa quella entusiasta di Xander sul New York Times.

Richard è rinato come attore e come uomo perché la scoperta che farà nella sua città, cambierà il corso della sua esistenza... ma deve restare tutto segreto, soprattutto Jon è meglio che non sappia cosa accadde tra Richard e sua moglie, se non fosse che suo padre Linus (Len Cariou) sul finale, rivelerà tutto.

Questa prima  stagione  della  serie toccante e divertentissima, piena di equivoci e riflessioni esistenziali,  è assolutamente  da vedere su MGM+ un canale di Prime Video.







 














PennadorodiTania CroceDesign byIole