Califano


  “Califano” è il film dedicato al ventennio (‘63/‘84) in cui scoprì il suo talento e divenne prima autore poi cantautore, l’artista romano che alla sua libertà dedicò la vita intera e tutta la sua arte, il Poeta Franco Califano.

A ricostruirne le gesta è il regista Alessandro Angelini attraverso Leo Gassmann, cantante ed emozionante in questa sua prima prova d’attore. 

È sorprendente l’abilità del talentuoso Leo nel mostrare l’anima di Califano, la sua sensibilità che gli ispirò i versi delle sue poesie che poi saranno splendide canzoni che scriverà per artisti come Ornella Vanoni, Mia Martini e Mina e poi per se stesso. 

L’amore per la libertà che lo allontanò dalla moglie e dalla figlia frutto del suo primo e importante amore, poi da Mita Medici, il suo secondo grande amore, non lo separò mai dai suoi grandi e inseparabili amici.

Il racconto del Franco uomo senza catene, nemmeno in carcere, è intenso e accurato con bellissime immagini di repertorio, una fra tutte quella dei primi Ricchi e Poveri di cui fu il primo a credere e che produsse.

Da notare anche la scrupolosa attenzione nella scelta delle montature degli occhiali da sole che il Califfo era solito indossare  e la perdita di peso che Leo ha ottenuto per somigliare al Poeta negli anni della sua gioventù.

È un film toccante che sarà possibile rivedere, per chi lo avesse perso stasera in prima visione, su Raiplay!

La visione è consigliatissima!

Bravo Leo, tuo nonno sarebbe stato anzi sarà orgoglioso di te! 

Christmas & Co

 Si avvicina il Natale e il nostro desiderio più grande è quello di conoscere Santa Claus.

Qualche volta i desideri si avverano ed è questo il caso in cui facciamo l'incontro più atteso, quello con Santa Claus in persona, giunto sulla Terra con le sue renne, solo per estrema necessità.

Il caso ha voluto che un elfo si sia ammalato, contagiando tutti gli altri impegnati nella preparazione dei regali di Natale.

Santa si affretta insieme alla sua Wanda, a trovare una soluzione: serve la vitamina C che Claus cerca nel mondo degli umani.

Ed è così che Santa entra in contatto con il nostro mondo da vicino, un mondo estraneo al suo concetto del donare, qui è tutto in vendita e per avere qualsiasi oggetto, vitamine comprese, occorre comprarle.

Nella fase iniziale della sua discesa sulla Terra, precisamente a Parigi, Santa viene arrestato, frainteso, deriso e incompreso.

Poi però s'imbatte in due giovani genitori che lo aiuteranno coi loro bambini a ritrovare la strada della guarigione per gli elfi da un malanno che li ha coinvolti in massa.

Alain Chabat dirige questo bellissimo film nel quale si ritaglia la parte di Santa Claus, al suo fianco Audrey Tautou la bella moglie Wanda Claus.

I giovani sposi che lo ospitano a casa, aiutandolo a procurarsi le vitamine per le migliaia di elfi malati, sono Amelie (Golshifteh Farahani) e Thomas (Pio Marmai).

I meravigliosi figli sono Maelle (Tara Lugassy) e Mathis (Simon Aouizerate).

E' suggestivo il viaggio sulla slitta di Santa Claus che sfreccia lungo i Campi Elisi illuminati per Natale, passando dentro l'Arco di Trionfo.

Un film natalizio di qualche anno fa ma che scopro su Prime video con piacere.

Visione consigliata!

Barbie

Ogni donna amerebbe vivere a Barbieland, immersa in un mondo rosa, pieno di donne autonome e professioniste nei vari campi, con una casa di proprietà, un'automobile e un buongiorno felice al mattino. 



In questa galassia di Barbie, spicca Barbie prototipo, la classica bionda, alta, magra che saluta ogni giorno il suo miglior amico: Ken, che in realtà vorrebbe essere molto più che un amico anche se sono entrambi asessuati.

Questa coppia biondissima però, un giorno perde l'equilibrio, da quando Barbie prototipo inizia ad avere pensieri di morte e le preoccupazioni simili a quelle degli umani e si sente inspiegabilmente cambiata e priva di certezze.

Cosi decide di fare un viaggio nel Real Word, il mondo reale, per ritrovare la perfezione perduta.

Nel mondo reale, Barbie, si sente ulteriormente smarrita e confusa, perché comprende che la vita è un continuo cambiamento, e tutto ciò è ingestibile e terrificante.

Il viaggio nel mondo perfetto di Barbie e in quello reale, è sorprendente e favoloso, in questo film ispirato alla bambola della Mattel più amata dalle bambine di tutto il mondo, dove Margot Robbie ride e piange ed emoziona immensamente nei panni di Barbie prototipo mentre il suo Ken (perché ce ne sono tanti) è interpretato da Ryan Gosling.

La regista Greta Gerwing in questo film meraviglioso racconta il dramma delle donne con leggerezza, attraverso la bambola bellissima della Mattel di cui ricostruisce la casa, il suo modo di muoversi senza alcuno sforzo, l'esigenza di libertà in un mondo rosa dove non c'è posto per la prevaricazione maschile e in cui le donne sono libere di essere se stesse e persino felici.

Eppure a contatto con il mondo reale, Ken trasforma quell'idilliaco Paese rosa, in un posto dominato dagli uomini.

Toccherà a Barbie prototipo l'arduo compito di liberare Barbie Land dal patriarcato, scoprendo la bellezza della vita reale.

Non potevo salutare il 2023 senza vedere questo film uscito a luglio al cinema.

Ne consiglio la visione perché è pieno di significati profondi, di vita vera oltre quella sognante delle bambole create dalla Mattel.



Buon Natale da Candy Cane Lane

Per vedere questo film è indispensabile indossare un pigiama o maglioncino natalizio per immergersi completamente anzi tuffarsi nella magia più bella che un film sul Natale abbia saputo raccontare: quella condivisa con la famiglia.
La storia è sorprendente e suggestiva.
Gli effetti speciali sono irresistibili ed Eddy Murphy è stato geniale a produrre e interpretare un film di tale bellezza. Impossibile non restare a bocca aperta di fronte  alle scene di una storia che oscilla tra il terreno e il fantascientifico, e in cui sono a confronto gli uomini con gli elfi e quelli che una volta erano uomini e trasformati in statuine microscopiche e parlanti, imprigionati in un corpo e in un mondo microscopico che tanto attrae gli umani. Poi ci sono gli animali, un’invasione di cigni e di altri stupendi amici di noi umani.
Ho avuto il privilegio di scoprire quest’anteprima su Sky oggi, ammirando tante cose nel film, in primis il fatto che l’unione familiare e il gioco di squadra sono priorità assolute, anzi, sono la nostra forza, cosa di cui spesso ci si dimentica ed è un vero peccato! 
Mi sono innamorata di Babbo Natale di colore! 

Visione consigliatissima! 

Elf me


 Questo non è il classico film di Natale pieno di dolcetti per i bambini buoni e di carbone per quelli che lo sono stati meno.

Qui i bambini si trasformano in supereroi per salvare Trip, un elfo speciale catapultato sulla terra per compiere magie, creando regali fantastici  e per ricucire le ferite di un cuore spezzato come quello di Elia (Federico Ielapi).

Elia è un ragazzo splendido che vive con la madre giocattolaia in un paesino di montagna dove si respira l’atmosfera natalizia, sono soli da quando il papà li ha lasciati. 

Speranzoso il tenero Elia, attende il ritorno di suo padre (Giorgio Pasotti) insieme alla mamma, la graziosa Anna Foglietta che sta vendendo sempre meno giocattoli retro nel suo negozio da quando l’abilissimo giocattolaio rivale, il sensazionale Claudio Santamaria, propone giochi alla moda. 

Gli effetti speciali rendono questo film davvero attraente e tutto grazie alla firma di Gabriele Mainetti che diresse Santamaria in “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Il buon Claudio che aveva pugni d’acciaio nel bellissimo film appena citato, adesso oltre al giocattolaio, veste i panni del nonno più amato da tutti i bambini del mondo, proprio Babbo Natale. 

Visto su Prime dove è in prima visione dal 24 novembre, ho trovato il folletto Lillo/Trip, davvero irresistibile e credo sinceramente che “Elf me” sia  un film corale con un grande cast dai più giovani con la stella nascente Linda Zampaglione ai volti noti e vere e proprie garanzie di successo come Caterina Guzzanti. 

Per la storia commovente e divertente, lo trovo adatto sia per i grandi che per i bambini, anzi un vero spasso! 

Ne consiglio la visione!

Napoleon solo al cinema

 Attendevo l'uscita del film con immensa curiosità ed emozione e tutta la mia stima verso Phoenix, mossa dal mio amore per la Francia condiviso durante la visione del meraviglioso film diretto magnificamente da Ridley Scott.

La recensione

 "Napoleon" si erge sui tumulti del popolo assetato del sangue della regina in quella che fu la più grande rivoluzione della storia moderna. 

Poco importa se abbia assistito oppure no alla decapitazione di Maria Antonietta a Place de la Concorde, ciò che conta è quel che il sottotenente d'artiglieria assorbirà da quella vicenda storica: lo spirito rivoluzionario che lo condurrà da abilissimo generale dell'esercito francese a risollevare le sorti di un Paese monarchico e solo da poco libero e desideroso di risorgere.

Per rappresentare il potentissimo personaggio che volle conquistare il mondo, è stato scelto Joaquin Phoenix, che passa con disinvoltura e nonchalance da Commodo, lo spietato imperatore romano de "Il gladiatore" al sicuro e determinato imperatore corso che fece tremare la Terra il giorno della sua dipartita, come scrisse il Manzoni nella splendida ode "Il cinque maggio" a lui dedicata.

Nel biopic colossale dedicato a Napoleone Bonaparte, si assiste al frastuono dei fucili, ai rumori assordanti dei cannoni per cui lo stesso generale si copre le orecchie con le mani per non udire, alla moltitudine di soldati morti ammazzati nei campi di battaglia, per terra e per mare e persino annegati in un lago ghiacciato che sotto il peso delle bombe cede, lasciando cadere giù militari armati, colpiti e sconfitti che finiscono nell’abisso rosso sangue.

Attraverso le gesta eroiche di colui che per i francesi fu un Cesare, un re da venerare, un semi Dio, è mostrato l'orrore della guerra in ogni modo, sia dalla parte dei vincitori che da quella dei vinti.

E si sente il freddo gelido dei soldati che cadono nel lago ghiacciato oppure il calore di Napoleone che giace nel letto con l'amatissima Giuseppina.

Oltre alla guerra, nel film ha un peso notevole l'amore dell'imperatore per la donna che non potrà dargli un erede e che tuttavia amerà per sempre.

Cariche di emozione sono le epistole che Napoleone scrive alla sua Giuseppina che non smetterà mai di sentire vicina fino all'ultimo dei suoi giorni.

Mentre assistevo alla visione del film pensavo al Musée de l'Armée di Parigi dove ammirai la monumentale tomba di Napoleone Bonaparte e un numero incredibile di armi, come i cannoni che sono nel film.

Phoenix è stato semplicemente perfetto in ogni scena, attraverso i suoi sguardi severi ed eloquenti, il volto segnato da rughe d'espressione e magnetico a cavallo e nelle numerose divise indossate, fiero eppure dotato di una profonda sensibilità, un generale amante sia della Francia che del buon vino di Borgogna.

 "Napoleon" è un viaggio nella storia dell'Europa e un ritratto dell'uomo con le sue debolezze oltre che del politico onnipotente.

 E' un film di rara bellezza.

Dal 23 novembre solo al cinema


Da vedere assolutamente

Rosso Bianco & Sangue Blu





 
La prima visione su Prime video questa sera è una favola con un reale  tra i protagonisti, il principe Henry d’Inghilterra innamorato e ricambiato da Alex, il figlio del presidente degli Stati Uniti.

Il film tratto dall’omonimo bestseller di Casey McQuiston pubblicato nel 2019 e adattato da Matthew Lopez, mostra il vero amore con tutte le sue implicazioni e nello specifico con gli ostacoli e i divieti di una condizione sociale privilegiata ma solo all’apparenza.

Nicholas Galitzine è uno splendido Henry nelle vesti di un principe omosessuale che s’innamora di un ragazzo bisessuale come Alex, figlio del presidente americano Uma Thurman.

La storia è una favola moderna con un inedito lieto fine.

Irresistibili le numerose citazioni e soprattutto la presenza dell’adorabile Stephen Fry, indimenticabile nella magistrale interpretazione di Wilde e qui un re autoritario e tuttavia conciliante.

Film consigliato! 

 

La primavera della mia vita


 Zavvo Nicolosi dirige senza sbavature il film d’esordio di Colapesce e Dimartino, il duo musicale che dal 2020 miete successi come i semi di cui si nutre Antonio (Dimartino) da quando ha scelto di seguire la dottrina ‘Semenita’ che lo condurrà alla realizzazione del sé. 

Il road movie è funzionale al racconto visionario ed estremamente realistico dove la Sicilia con le sue affascinati tradizioni e i luoghi comuni, coi suoi cibi prelibati che tanto mancano a chi come un certo William Shakespeare, è emigrato in Inghilterra, è sia la terra d’origine dei due artisti che il luogo in cui si trovano a vivere i due quarantenni, dei musicisti in crisi creativa cresciuti con i Grandi degli anni ‘70 come Jim Morrison, i quali si ritrovano accanto a Madame (nel film) cercando di trovare un senso nel viaggio che stanno compiendo insieme.

Si ritrovano dopo tre anni e non è dato sapere fino alla fine se resteranno insieme o se le loro strade si divideranno.

Tra metafore esistenziali, consapevolezze, euforia, illusioni e sogni, il cammino diventa una vera e propria scoperta di personaggi così distanti eppure accomunati dall’esperienza terrena.

Due piccoli principi tra le galassie, desiderosi di conoscenza.

Irresistibili Isabel Russinova, Stefania Rocca e Roberto Vecchioni, nei panni del professore, nel film come nella vita.

Ho amato “La primavera della mia vita” trovando sia nelle immagini che nella storia narrata, un linguaggio universale.

Ne consiglio la visione su Prime Video!  


Romantiche


 Pilar Fogliati scrive, dirige e interpreta con la preziosa e saggia collaborazione di Giovanni Veronesi un film molto interessante sull’universo femminile attraverso quattro giovani donne solari e inesperte, apparentemente sicure e autonome eppure così bisognose di conferme o meglio del confronto con una psicoterapeuta il cui approccio è cognitivo comportamentale e lei è Barbra Bobulova.

L’incontro e il confronto con l’altro sesso, rispecchia le relazioni sentimentali odierne in cui l’uomo forse non è mai cambiato, sentendosi al sicuro chiudendosi dentro la corazza di un contratto matrimoniale oppure correndo da una escort insieme all’amico del cuore, fidanzato da anni e dichiarandosi sfacciatamente single.

È cambiato il ruolo della donna non più e non solo custode del focolare domestico ma anche donna in carriera, indipendente e libera di mandare il proprio uomo a quel paese se non riesce ad esserle fedele.

Bella la colonna sonora di Levante che è nel film nella parte di se stessa e anche Rodolfo Lagana nei panni di Mario Tozzi il fornaio. 

Nonostante le maschere che noi donne siamo spesso abituate a indossare, restiamo essenzialmente romantiche ed è forse questo uno dei motivi per cui gli uomini ci amano così tanto.

Il film scoperto su Prime Video è da non perdere, Pilar è un portento!


In un paese che non esiste più


 A Berlino Est, pochi mesi prima della caduta del muro, una diciottenne si trova improvvisamente catapultata nella vivace scena della moda della Germania Est, quando una sua foto rubata finisce sulla copertina di "Sybille", una rivista femminile definita "la Vogue dell'Est".

Insieme all'affascinante ed esuberante stilista Rudi, Suzie, s'immerge in un'elettrizzante mondo fatto di moda e creatività, opposto al grigiore della fabbrica in cui lavora da quando è stata espulsa dalla scuola per aver letto un libro non in linea con la scena politica dominante.

Suzanne s'innamora di colui che ha rubato quello scatto, il fotografo Coyote, un ragazzo talentuoso e ribelle.

Il film ispirato a fatti realmente accaduti, è ambientato a Berlino, nell'estate del 1989.

"Non va mai come vogliamo perché va sempre molto peggio" è una delle frasi che maggiormente esprime il senso di questa storia piena di delusioni, di lotta e di speranza  di una ragazza orfana di mamma, alla ricerca di una vita e di un mondo decisamente migliore.

Il film scoperto piacevolmente su Raiplay,  è diretto da Aelrun Goette, con Marlene Burow, Sabin Tambrea, David Schutter, Claudia Michelsen, Jordis Triebel. 

Ne consiglio la visione!


 

PennadorodiTania CroceDesign byIole