Il Marciatore La vera storia di Abdon Pamich



 Due italiani, due fratellini: Giovanni (Gregorio Cattaneo Della Volta) e Abdon (Andrea Bortoli) sono riusciti a raggiungere il centro di raccolta Esuli di Novara e possono finalmente mangiare e riposarsi un po' da quando sono in viaggio. Partiti da Fiume ex città italiana e nel secondo dopoguerra jugoslava, devono fuggire da italiani senza più patria. 

"Non vi vogliamo" era il messaggio ricevuto dai due fratelli, etichettati come profughi da quell'Italia tanto amata e da cui si sentivano esclusi. 

I pasti erano modesti e faceva così freddo in fondo al loro cuore ma erano vicini l'uno all'altro, uniti e inseparabili. Erano privi d'identità e di speranza ma serbavano grandi sogni. 

Giovanni  con tenacia e la volontà  di diventare  un medico chirurgo,  riesce a entrare in quinto ginnasio, Abdon rispondendo alle domande del preside,  si mette a parlare di un silurificio, così viene raccomando per frequentare un Istituto Tecnico. 

I genitori  dei due ragazzi,  Giovanni (Fausto Sciarappa) e Irene (Eleonora Giovanardi), arrivano  nel centro  Esuli dove possono  riabbracciare  i figli  partiti da tanto tempo. 

Sono tornati per andare tutti a Genova dove avranno  un tetto sulla testa. 

Il tempo  passa e i due fratelli  diventano grandi. Giovanni sa cosa vuole dalla vita, Abdon non ha le idee chiare così inizia a  praticare la marcia prendendo il posto di suo fratello che dedica tutto il suo tempo allo  studio. Giovanni gli parla di un allenatore eccezionale,  Giuseppe Malaspina (Michele Venitucci) che  seguirà Abdon  (Michael Marini) negli allenamenti. 


Sono  suggestive le immagini di repertorio  che mostrano   un Pamich  giovanissimo mentre marcia.

In Svizzera a Berna  indossa la maglia azzurra per la prima volta. Arriva settimo la prima volta in nazionale. 

Grazie alla marcia, Pamich  è  riconosciuto come  italiano,  è diventato un grande campione   e mentre  Gaia Masciale che interpreta l'amatissima moglie Maura, ce lo racconta, scorrono    le immagini  della marcia del  vero  Abdon  Pamich  e  in questo è stato  davvero  geniale  il regista  Alessandro  Casale. 

C'è il  campione di oggi ad aprire e a chiudere il film  ed è  esattamente così  che andrebbe raccontato   un campione,  intimamente e con autenticità.   

Quando  lo intervistai  chiedendogli se aveva mai scritto un libro, mi rispose che  lo aveva scritto e che nessuno lo aveva  pubblicato.   Il libro Il Marciatore che ha ispirato questo   bellissimo  film,  è   l'ultima   vittoria e conquista   nella marcia di Abdon Pamich,   un esule,  un  uomo  molto preparato  (ha due lauree),  un  uomo coraggioso,  un atleta prodigioso e fenomenale  e come  scrissi   Un  campione che ci rende  orgogliosi di essere italiani.

È stata per me una visione emozionante  ed estremamente commovente. 

Il film prodotto da Clemart in collaborazione con  Rai Fiction e in prima visione su Raiuno,  se non  lo avete visto questa sera, vi consiglio di  recuperarlo su Raiplay.   

Un applauso  oltre al regista, a tutto il cast  e spero di vedere presto un film  sull'altra grande   campionessa nella marcia che ho avuto  il piacere e la fortuna di intervistare, il suo nome è Giuliana Salce.


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