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La scienza ingentilita dall'arte femminile al Festival di Tindari

 Il 28 agosto 2026 al Festival di Tindari alle 20.30 andrà in scena "Il cielo e il sangue" la pièce diretta e interpretata da Maximilian Nisi nei panni di Galileo Galilei e Viola Graziosi in quelli di Artemisia Gentileschi.

Sull'incontro tra Artemisia e Galileo, ho chiesto a Nisi in che modo è avvenuto il dialogo che ha messo di fronte due personalità così distanti, l'uno scienziato l'altra pittrice, in una società al maschile e quanto il contributo femminile sia stato determinante per favorire la loro amicizia e la stima reciproca.
Ho immaginato alla base di questo incontro, la scienza ingentilita dall'arte al femminile.

"La scienza ingentilita dall'arte al femminile" è il cuore dell'opera di René de Ceccatty - spiega Nisi - e questo non avviene rendendo la scienza morbida o decorativa ma umanizzandola e fornendole un corpo e un'emozione.
La scienza di Galileo rischiava di rimanere un'astrazione geometrica, fredda, perseguitata dai dogmi, un calcolo matematico tra i cieli.
 L'incontro con Artemisia Gentileschi porta quella visione rigorosa e teorica a misurarsi con la realtà della carne, del dolore, della luce terrena e della sensibilità umana. Galileo guarda l'universo attraverso un cannocchiale di vetro; Artemisia guarda la vita attraverso gli occhi di una donna che ha conosciuto il dolore, la violenza del processo e la fatica di affermarsi. La pittrice insegna allo scienziato che la verità non si trova solo nelle orbite celesti ma anche nell'impronta drammatica e viva che la luce lascia sui corpi.
Il rigore razionale maschile del Seicento tendeva a catalogare e dominare; la sensibilità artistica di Artemisia introduce l'ascolto, l'empatia e la vulnerabilità, così la scienza impara a non essere un mero strumento di forza o sterile verità ma una forma di compassione verso l'esistenza".

In questo dialogo poetico Artemisia regala alla scienza di Galileo una dimensione terrena e passionale, dimostrando che la ricerca della verità è incompleta se la mente razionale non incontra la sensibilità del cuore e dell'esperienza femminile.

Sarà emozionante ammirare lo spettacolo questa sera, tra le pietre millenarie del Gymnasium di Patti, sospese tra il soffio del mare e la memoria della terra e la musica di Stefano De Meo.


Intervista a Maximilian Nisi

Al Festival di Tindari il 28 agosto alle 20.30 va in scena "Il cielo e il sangue".


Questo intenso reading teatrale in prima nazionale, è una produzione del Teatro della città di Catania e si svolge in uno dei luoghi più suggestivi della Sicilia: un sito archeologico immerso nel fascino della storia antica.

Me ne parla Maximilian Nisi che dirige la pièce e presta la sua intensa voce a Galileo Galilei, uno dei due protagonisti del testo nato dalla penna dello scrittore e drammaturgo francese René de Ceccatty nella traduzione di Francesco Bergamasco.

Quella che parte come un'intervista classica, si è rivelata un dialogo incessante dove le parole di Nisi hanno dato forma alle immagini, evocando lo spirito di questi due personaggi illuminati e fonte d'ispirazione per le generazioni future.

Il dialogo che illuminerà il sito archeologico il 28 agosto, è tra Galileo Galilei e Artemisia Gentileschi, interpretata da Viola Graziosi, un'attrice anch'essa dotata di una splendida voce, capace di una forte carica emotiva, apprezzata in numerosi spettacoli in magnifici siti antichi e nei teatri della Capitale. 


Maximilian Nisi, attore raffinato, sensibile e rigoroso, cura con maestria la messa in scena che è stata già accolta con successo come anteprima al Centro Italiano di Cultura di Parigi e ora arricchito dalle musiche originali di Stefano De Meo.

"Ho sempre amato il teatro - afferma Nisi - perché è una porta socchiusa sul tempo: una crepa nell'ombra dove a chi non c'è più viene finalmente restituita la voce. Tra le pietre millenarie del Gymnasium di Patti, sospese tra il soffio del mare e la memoria della terra, Artemisia e Galileo torneranno a respirare, a cercarsi, a scambiarsi sguardi incisi nel buio. E' come attraversare uno specchio. La musica di Stefano De Meo sfiora la scena, non accompagna il testo: lo traduce, lo spoglia, rivelandone l'essenza segreta. Nelle sue note trovo la chiave d'ombra e di luce per comprendere davvero il significato profondo di quelle parole che la storia credeva di aver zittito. 


E poi c'è Viola Graziosi. La sua presenza è un atto di devozione pura, un ponte di carne e sentimento tra il nostro presente e il fantasma della memoria.
Con lei l'etica del teatro diventa un rituale rigoroso, un'attesa sacra che prepara il prodigio prima ancora che si spengano le luci.
La sua Artemisia, unita all'impronta rigorosa e alla poesia sonora di Stefano, rendono questo bellissimo dialogo scritto da René de Ceccatty, qualcosa di più di una rappresentazione, è un'evocazione, un sogno intessuto di cielo e di sangue che sperò farà vibrare le pietre antiche in un'eco immortale".

Nisi dopo aver espresso la sua emozione e il senso dello spettacolo, me lo racconta a ruota libera.

"E' un dialogo immaginario tra Artemisia Gentileschi e Galileo Galilei, in una serata unica che mette in scena l'incontro tra arte e scienza, genio e ribellione, luce e verità.
Sul palcoscenico del Festival di Tindari, due figure straordinarie della storia italiana: Artemisia Gentileschi, la pittrice che ha saputo affermarsi in un mondo dominato dagli uomini e Galileo Galilei, lo scienziato che ha sfidato l'ordine cosmico per rilevare i segreti dell'universo". 


Artemisia, è una donna coraggiosa, segnata dalla violenza e dalla determinazione, mentre Galileo fu l'uomo che col suo telescopio ha cambiato per sempre il nostro sguardo sul cielo.
Viola/Artemisia e Maximilian/Galileo saranno davvero straordinari ne ho la certezza del testo edito da Gallimard, scritto da un autore di grande raffinatezza come René de Ceccatty e proposto in lingua italiana da Archinto.
Il dialogo intenso e poetico, nasce da una profonda ricerca storica che immagina l'amicizia tra due spiriti liberi e rivoluzionari realmente incontratisi all'Accademia del Disegno di Firenze nel 1618.


A teatro con Massimo Cimaglia - l'intervista




             A teatro con Massimo Cimaglia

Diplomato a Bologna presso l’Accademia Antoniana d’Arte Drammatica, Massimo Cimaglia lavora come attore diretto dai più importanti registi italiani. 
L’incontro con la scherma avviene durante la preparazione di uno spettacolo. 
Da quel momento, inizia a praticare la schema sportiva, sciabola, partecipando ai campionati italiani master e a un europeo. 
Dal 2013 è docente di scherma scenica presso l’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa. 
Tra i numerosi lavori teatrali ha partecipato anche alle seguenti produzioni: Riccardo III (2014) con Massimo Ranieri, regia di Massimo Ranieri, Agamennone (2014), regia di Luca De Fusco con Elisabetta Pozzi, Massimo Venturiello, Mariano Rigillo. Edipo Re (2013), regia Daniele Salvo, con Daniele Pecci, Ugo Pagliai, Laura Marinoni – INDA La verità (2011), regia Maurizio Nichetti, con Massimo Dapporto I Promessi Sposi (2010), regia Michele Guardì La Rappresentazione della Passione (1998) con Piera degli Esposti Regia A. Calenda Otello (1999) con E. Pagni, M. Venturiello, Regia P. Gazzara Il figlio di Pulcinella (1999) con G. Gleijeses, R. Bianchi, L. Lo Cascio, Regia R. Guicciardini La Rappresentazione della Passione (1998) con Piera degli Esposti Regia A. Calenda.
 Ha interpretato, inoltre, numerose fiction e film per la televisione e per il cinema.
Nella serie Paramount Circeo per la regia di Andrea Molaioli è Budini, l’avvocato di Gianni Guido.
È maestro di scherma scenica e interpretativa.

 L'intervista



Il Taras Teatro Festival, l'ambizioso e innovativo progetto teatrale  di cui sei direttore artistico, è alla sua terza edizione ed è intitolato L'ombra della guerra, tema attualissimo e in linea con il periodo che stiamo vivendo e con la situazione europea ed extraeuropea. Puoi illustrarci il programma e la finalità del Festival che si svolge all'Auditorium Tatà  Teatro Fusco di Taranto?

Il Taras Teatro Festival scena antica e visioni contemporanee, è giunto alla sua terza edizione.
 Da quest’anno ha ottenuto il riconoscimento dal ministero della cultura come Festival di rilevanza nazionale; questo per la città di Taranto è un risultato straordinario essendo la prima volta che in città ci sia un Festival così importante con spettacoli che stanno andando in scena dal 19 settembre e fino al 19 ottobre; nello specifico sono ben 11 per 13 repliche, con quattro prime nazionali ed eventi collaterali tra cui uno molto importante realizzato all’interno del museo archeologico di Taranto. 
Ogni anno viene caratterizzato da un tema e quest’anno purtroppo non poteva che essere l’ombra della guerra. 
Gli avvenimenti catastrofici che ci circondano, ci hanno suggerito il titolo l’ombra della guerra, con la speranza che con una giusta luce di pace e di giustizia, l’ombra possa essere cancellata e con essa la guerra.
 Si stanno alternando compagnie molto diverse tra loro con spettacoli molto originali ed interessanti. Siamo partiti con il maestro Antonio Calenda che ha parlato dell’Orestea, poi abbiamo avuto Moni Ovadia uno spettacolo sulle Metamorfosi di Ovidio con la regia di Daniele Salvo,


 Paolo Rossi in uno Stand up classic, la compagnia Lombardi Iezzi che ha presentato in prima Nazionale Oreste con la regia di Dario Battaglia. 
Abbiamo avuto il maestro Carlo Boso che ha allestito in Prima nazionale proprio per il Festival, La pace di Aristofane tramite un bando nazionale ed internazionale dove abbiamo scelto otto attori che hanno realizzato facendo prove proprio a Taranto questo spettacolo, questo fine settimana abbiamo una prima nazionale con Troiane con regia di Valeria Cimaglia e domenica avremo un Pluto della compagnia della Creta. Prossimi spettacoli ospitati saranno per citarne alcuni Agamennone di Ritzos con Andrea Tidona io stesso in un debutto in Prima nazionale in Dormono sulla collina di Barbara Gizzi e chiuderà il festival Marco Baliani con Quando gli dei erano tanti il 19 ottobre. 


Troiane di Euripide il 3 e 4 ottobre e Pluto o il dono della fine del mondo, lo spettacolo in prima nazionale il 5 ottobre prossimo, testo e regia di Valeria Cimaglia.


Raccontaci la genesi di questi due spettacoli e particolari interessanti sul testo e sulla messa in scena.  Valeria Cimaglia recita nel primo e cura il testo e la regia del secondo.


L’allestimento di Troiane è originale con adattamento e regia di Valeria Cimaglia che ha effettuato un lavoro molto coraggioso nell’allestimento di questo testo meraviglioso; è una compagnia di attori under 35 che ha alle spalle già diverse produzioni, questo gruppo si sta specializzando nell’allestimento con ottica nuova e una visione più moderna dei temi classici delle tragedie che i greci ci hanno tramandato. Per noi è davvero un piacere e un dovere ospitare compagnie e coraggiose che propongono un teatro diverso, un teatro di qualità con proposte originali e innovative così come lo è lo spettacolo che ci sarà domenica 5 ottobre. Ricordiamo che Troiane ci sarà il 3 e il 4 ottobre alle ore 21:00 all’Auditorium Tatà.

 Pluto è sempre di una compagnia under 35 riconosciuta in quanto tale dal ministero proprio quest’anno è un gruppo di giovani attori bravissimi e anch’essi sprezzanti delle regole e molto all’avanguardia proporranno un Pluto diciamo completamente rivisitato in una proposta davvero provocatoria ed innovativa. Il pubblico finora ha dimostrato di gradire la diversità delle proposte Ringraziandoci dell’offerta inusuale per una città come Taranto. Noi ci proponiamo di essere un festival con un’anima con un pensiero con un’apertura decisa e convinta verso i giovani e il pubblico ci dà segnali evidenti di gradire queste nostre scelte.

Il teatro è più che mai come ci suggerisce l'etimo, il posto da cui è possibile osservare. E' necessaria una riflessione su questo. Da uomo di teatro, cosa ne pensi e come ti orienti rispetto al predominio della tecnologia?

La tecnologia è sempre stata vista come uno spauracchio ed è forse giusto che lo sia ma io credo che la forza del Teatro saprà essere tale da resistere come lo fa da millenni da tutti gli attacchi e le pressioni, da tutte le influenze negative che circondano le varie società, susseguitesi negli anni.
Certo è che l’intelligenza artificiale per il movimento globale attoriale soprattutto legato al doppiaggio, al cinema, ai cartoni animati, può essere davvero un brutto colpo a livello di impiego lavorativo.
Il teatro spero possa rimanere immune da questo rischio e anzi come tante volte capita dalle tecnologie, avere un vantaggio ma affinché sia sempre l’uomo al centro del messaggio e della voglia di stare insieme. 


A teatro con Luca Attadia. L'intervista

Sono trascorsi precisamente 10 anni (gennaio 2015/gennaio 2025) da quando l'ho apprezzato per la prima volta a teatro e questo giovane talento ne ha fatta di strada.

Sto parlando di Luca Attadia che mi sorprese per la sua irresistibile comicità al Festival dei Nuovi Tragici al Teatro Lo Spazio di Roma.  
L'ho ammirato al cinema nel film Gli anni belli e sono curiosa di rivederlo nella commedia "La ciliegina sulla torta" di Diego Ruiz con Edy Angelillo, Blas Roca Rey e Milena Miconi in scena al Teatro Manzoni di Roma dal 30 gennaio al 16 febbraio 2025.


                                                        In scena con "La ciliegina sulla torta"


L'intervista

Ciao Luca, che piacere rivederti in teatro nella commedia del bravissimo Diego Ruiz, che sa parlare d'amore e di equivoci, come pochi nel panorama teatrale dei nostri tempi.
Ebbene, ne "La ciliegina sulla torta", immagino tu sia il giovane innamorato di una donna matura da presentare ai genitori. 

Come ti sei preparato per questo ruolo e a chi ti sei ispirato?


Che piacere ritrovarti, cara Tania. 
Sono felicissimo di recitare e divertirmi in questo gioiellino esplosivo scritto e diretto da Diego Ruiz, con dei compagni di scena semplicemente perfetti. Una commedia leggera e sincera che tocca tematiche e dinamiche comuni, ma significative e profonde, il tutto si svolge nella meravigliosa e accogliente scenografia che reca la firma di Mauro Paradiso.
Il testo è scritto davvero splendidamente, quindi il corso dello studio e della ricerca del mio personaggio è stato molto fluido e spontaneo, anche grazie alle idee e indicazioni chiare del regista.
Tommy è un ragazzo dolce ma tenace, comprensivo, intelligente, rispettoso degli altri e di se stesso e proprio il rispetto verso noi stessi e verso le nostre inclinazioni risulta un elemento troppo spesso sottovalutato ma fondamentale per il pieno sviluppo di ogni persona e personalità. Tommaso lotta per i suoi sentimenti anche con il rischio talvolta di scontrarsi col pensiero di chi gli vuole bene e che per proteggerlo cerca di deviare le sue idee, come ad esempio sua mamma che non riesce proprio a digerire qualsiasi tipo di cambiamento, pretendendo di avere il controllo su tutto e sfociando quasi nella manipolazione dei suoi cari, perdendo inevitabilmente il contatto con loro stessi.
Il mio Tommy quindi può essere da esempio persino per sua mamma Giulia (Edy Angelillo), l’avvocatessa migliore di Roma definita dal marito Filippo (Blas Roca Rey) “spietata, cinica, praticamente un serial killer senza pistola”, che non riesce ad accettare nemmeno una fidanzata per il figlio, considerata una distrazione per i suoi studi negli U.S.A. e per l’ambizione di diventare un importante avvocato come lei, figuriamoci una fidanzata molto più grande di lui, Cherry (Milena Miconi), precisamente della stessa età di mamma Giulia.
Se proprio devo nominare un personaggio che mi ha dato ispirazione, dico Ted Mosby, protagonista dell'adorabile e frizzante serie How I Met Your Mother, che proprio come Tommy porta avanti appassionatamente le ragioni del suo cuore fregandosene delle difficoltà, avendo sempre chiaro in mente ciò che desidera. Insomma ha il coraggio di fare una scelta, difenderla e portarla avanti.


Lo spettacolo teatrale consente il contatto con il pubblico, credo sia per un attore la cosa più emozionante e gratificante al momento degli applausi sia durante che alla fine della rappresentazione, quanto ti piace tutto ciò e quanto temi l'intelligenza artificiale possa allontanarci dalla realtà?


Mi piace raccontare che il mio primo bacio non l'ho dato alla mia prima incantevole ragazza, ma al pubblico la prima volta in cui da piccolo sono salito su un palcoscenico.
Ancora ricordo nitidamente quella sensazione di vibrazione delle emozioni che esplodono nell’anima sopra a quelle tavole magiche, in un necessario, appassionante ed empatico scambio di energia con la gente presente, in quel caso grazie a dei monologhi colorati dalle mie amate imitazioni e canzoni.
Un inspiegabile turbinio di emozioni che cerco di ritrovare e risentire ogni volta che sono in scena o su un set. Insomma, quel turbinio è la mia stella cometa.
È un mondo in continua evoluzione e va talvolta stranamente troppo veloce, ma non bisogna spaventarsi delle novità, piuttosto studiarle e incanalarle al meglio. Dipende tutto da come utilizziamo le risorse a nostra disposizione. L'intelligenza artificiale è una svolta epocale in tutti i settori e potrebbe rivoluzionare e migliorare nettamente per esempio campi come quello medico e scientifico.
In campo artistico un po' di strizza potrebbe esserci, dato che, per dirne una, si riesce ormai a riprodurre fedelmente le voci di chiunque, rendendo obsolete le mie care imitazioni che hanno segnato i miei inizi. Ma tranquilla Tania, le imitazioni che faccio io sfiorano la perfezione e non potrebbero mai essere raggiunte nemmeno dall'intelligenza artificiale. A parte gli scherzi, è un argomento delicato ma a mio avviso il mistero, la magia, l'umanità e l'autenticità dell'arte in generale che sia recitazione, musica, pittura, scultura ecc. non potranno essere riprodotte o sostituite da nessuna macchina o cervello artificiale.
Sono cresciuto in un ambiente familiare (a cui devo tutto) molto stimolante anche a livello artistico, con mio padre Pietro meraviglioso musicista e pittore, mio fratello Emanuele pittore di puro e cristallino talento e mia madre Rosanna che mi ha avvicinato al teatro con le sue sapienti e dettagliate regie degli spettacoli teatrali scolastici coi suoi piccoli allievi. Perciò sono stato educato a guardare le cose da tanti punti di vista e il mio augurio è quello di potermi nutrire di tutte le diverse e vitali emozioni che questi mondi artistici riescono a regalare intrecciandosi nelle loro incantevoli diversità, senza farmi intorpidire dal tutto e subito verso cui sta andando questa società anche con l’aiuto dell’AI, prediligendo la faticosa ma appagante ricerca della bellezza.
Il teatro ad esempio esiste da sempre e vivrà per sempre, così come quel turbinio di emozioni che citavo prima.


Ti va di parlarmi dei tuoi futuri progetti teatrali e cinematografici?

Dal 20 marzo uscirà al cinema “U.S. Palmese” dei Manetti Bros in cui interpreto Ninuzzo Cangemi, il capitano della squadra semi-dilettantistica dell’ U.S. Palmese che ospiterà in squadra un super campione di Serie A grazie a un’intuizione geniale di un anziano appassionato tifoso del paese interpretato dal divertentissimo Rocco Papaleo. Un cast e un set eccezionali. Desideravo da sempre poter recitare e giocare a calcio in uno stesso film e grazie a questa pellicola sono riuscito ad esaudire questo desiderio per circa 2 mesi di riprese nella bellissima Palmi. 
Il film è stato presentato in anteprima assoluta al Festival Internazionale del Cinema di Roma riscuotendo un grande successo in sala e proprio in questi giorni sarà presentato anche al prestigioso Festival Internazionale di Rotterdam. Un film che arriva al cuore con bontà, freschezza e determinazione.
Nei prossimi mesi sarò in altre due pellicole, questa volta indipendenti, di due talentuosi giovani registi. “Succede in una notte” in cui sarà presente soltanto la mia voce e “Cani” di Matteo Esposito in cui interpreto il responsabile e portavoce di una comunità di tossicodipendenti.
Per il resto, qualcosa si intravede e qualcos'altro inizia a definirsi, ma temo di essermi dilungato troppo, pertanto chi vivrà vedrà, fiducioso che il meglio debba ancora venire!
D'altronde, come sai, quella degli attori è una vita di interminabili attese e strabilianti incertezze.
Ti ringrazio tanto per la tua solita gentilezza! 
Ci vediamo a teatro!

Candida sconfigge il bullismo in "Bene ma non benissimo" - L'intervista a Francesca Giordano

Il tema del bullismo è al centro di questioni scolastiche ed extrascolastiche.

Il cinema ha il potere e la missione di essere lo specchio dei tempi e nel momento in cui riusciamo a riconoscerci nella storia raccontata, sentiamo l'attore vicino a noi; Questo mi è accaduto vedendo il film "Bene ma non benissimo" e avendo avuto a che fare con il bullismo nella fase adolescenziale, ho riflettuto molto su questa piaga sociale che tuttora tormenta molti giovani indifesi e le loro famiglie.
Ho incontrato la protagonista del film sopra citato, la giovanissima Francesca Giordano e sarà un piacere condividere l'intervista che mi ha gentilmente concesso.

Sarà un modo per conoscere il punto di vista dell'attrice e della studentessa siciliana, un'interprete davvero deliziosa e nuova nel panorama cinematografico italiano.


L'intervista di Tania Croce

Con Candida, il tuo bel personaggio, i bulli da ostili, diventano addirittura tuoi amici. Pensi nel mondo reale sia possibile ciò e in che modo?

Sì, secondo me è possibile e proprio come ha fatto Candida, bisogna reagire e sfidarli.

Quanto ti somiglia Candida?

Candida mi somiglia tanto, è tenera e cazzuta e non si lascia scoraggiare da niente e da nessuno!

Il messaggio pedagogico ed educativo del film è evidente. Che consiglio ti senti di dare ai giovani, ai tuoi coetanei bullizzati per provare a difendersi?

Mi sento di dire che è importante reagire e soprattutto parlarne con qualcuno vicino a noi (professore, amico, parente) può essere d'aiuto!

 Com'è stato lavorare con Mandelli e con i tuoi colleghi?

Lavorare con Francesco Mandelli, è stato a dir poco meraviglioso.. mi è stato vicino e mi ha aiutato tantissimo, siamo entrati subito in sintonia, per non parlare di tutto il resto del cast con cui ho legato sin dal primo giorno, infatti lavorare al film non è stato solo bello, ma anche tanto divertente!

Ho amato molto anche la storia di un padre con sua figlia, entrambi costretti a trasferirsi a Torino, anche con tuo papà hai un rapporto così speciale?

Con il mio papà di scena (Rosario Terranova), è stato amore a prima vista... neanche un’ora dopo esserci conosciuti, eravamo già seduti al bar a mangiarci una brioches con il gelato da ottimi palermitani; Con il mio vero papà ho un rapporto bellissimo, anche lui è pronto a sostenermi in ogni circostanza.
A differenza di Candida, ho la fortuna di avere anche la mia mamma accanto!

Parlami dei tuoi prossimi progetti.

Non ho ancora progetti concreti, mi piacerebbe continuare nell’ ambito cinematografico, nel frattempo ho fatto altre piccole cose.
Da poco sto seguendo un corso teatrale.

Che bella intervista mi ha rilasciato Francesca Giordano, una stella nascente del cinema.

Vi suggerisco di vedere il film su Amazon Prime!
 
Vi si aprirà un mondo di riflessioni e di bellezza!



A teatro con Marco Rossi in veste di regista. L'intervista


Quando desidero parlare di teatro, cinema e arte, Marco Rossi soddisfa la mia curiosità e la mia sete di conoscenza. 

Intervista di Tania Croce

Marco alias Angelo Targhini, il carbonaro condannato a morte e decapitato a Piazza del Popolo da Mastro Titta, è Franco Evangelisti nel film diretto da Marco Bellocchio Esterno notte sul caso Moro recentemente al cinema e che non vedo l'ora di seguire in tv.


Nei panni del politico e dirigente sportivo italiano Franco Evangelisti ci fu Flavio Bucci ne Il Divo di Paolo Sorrentino.
Mi vuoi parlare della tua esperienza con Bellocchio, un Maestro del cinema italiano?


Ciao carissima, rilasciarti un' intervista per me è sempre un onore. Tu mi segui dai tempi del Teatro Sette dove ho mosso i miei primi passi. Che dire, interpretare Franco Evangelisti sul film Esterno Notte di Marco Bellocchio è stato un onore anche se era un piccolo ruolo. Ma sai lavorare con un grande cast da Tony Servillo a Margherita Buy, per non dimenticare Fabrizio Gifuni alias Aldo Moro ecc. è stato emozionante! Con Bellocchio avevo già lavorato nel film Il Traditore dove interpretavo un  poliziotto. Tornando a Esterno Notte, mi sono trovato benissimo nel personaggio, il Maestro mi ha dato indicazioni sul set, poi come hai detto tu, un grande come Flavio Bucci interpretò Franco Evangelisti... meglio di così. 

Ti barcameni tra cinema e teatro non solo come attore. E' la tua prima volta da regista. Ti va di parlarmene?

Sai io sono un comico anche se spesso mi propongono ruoli crudi e duri. Mi piace far sorridere il pubblico.  Ma come diceva il grande Peppino de Filippo "Far piangere  è  meno difficile che far ridere". Per questo  teatralmente  parlando, preferisco il genere farsesco.


La parola Regista è bella grande, troppo buona. Sto seguendo  da qualche mese la compagnia teatrale della mia città, la Compagnia Città di Tivoli con la pièce Sarto per signora di Feydeau. 
Voglio dedicarmi a questo progetto con il massimo impegno perché quando prendo un impegno ci credo fino in fondo, e naturalmente il gruppo ha delle potenzialità. Però il tutto con divertimento, voglia di crescere e umiltà al servizio del pubblico.  Perché siamo servitori del pubblico.  


Dopo essere stato il serial killer Gianfranco Stevanin nel documentario di Cristian Di Mattia, con Maria Grazia Soraci e Carola Santopaolo, e aver preso parte a film e fiction di successo come Il Commissario Rex con Ettore Bassi, Non essere cattivo l'ultimo film di Claudio Caligari prodotto da Valerio Mastandrea con Luca Marinelli e Alessandro Borghi, quale altro sogno desideri realizzare?

Il sogno? Ma credimi io sono già felice così, mi diverto. Sai io sono un maestro decoratore da circa 35 anni è il mio primo lavoro. Quindi se oggi sono a dipingere a casa di una vecchietta e ci facciamo anche due spaghetti,  domani sono di scena o al trucco e per me è tanto.

Quindi per me quello che viene è tutto un sogno!

Grazie per le tue bellissime parole Marco, alla prossima intervista e tanta merda per la tua prima regia teatrale a Tivoli!


A teatro con Carlo Cianfarini L' intervista


 A teatro con Carlo Cianfarini


"In due” lo spettacolo di Carlangelo Scillamà Chiarandà con la regia di Carlo Cianfarini e con Antonio D'Onofrio, Paolo Polvanesi, Rosanna Savastano, Raluca Boca e la scenografia di Angelo Larocca che ha debuttato con successo e che torna nelle serate del 23 e 24 giugno prossimo nella Rassegna Libero Teatro a Tor Bella Monaca, affronta temi sempre attuali come lo sfratto, la crisi coniugale e il divario generazionale, per finire, il rapporto con il vicinato, limitato in una società individualista come la nostra. 

Ce ne parla il regista nell'intervista gentilmente concessa per conoscere il suo punto di vista e invitarci a tornare a teatro.

L'intervista di Tania Croce


Questo testo mi ricorda lo spessore di una commedia di Aristofane in chiave contemporanea, di condanna ma con delle soluzioni e un deus ex machina giunto per salvare tutto e per salvarci.

Ci puoi svelare chi sarà il Salvatore o l’evento salvifico in questa pièce?


La prima impressione che si ha, vedendo la commedia, è che il deus ex machina, sia il personaggio che riveste i panni dello sceneggiatore, il quale, intento a scrivere la trama della sua fiction con fare indolente e maldestro, sembra risolvere i problemi degli altri tre. Ma come spesso avviene, la salvezza arriva da sé, inaspettatamente e in tutt’altro modo, poiché l’evento salvifico si nasconde nelle molteplici varianti della vita.


Come si sta adattando il teatro ai tempi del covid, essendo un’esperienza di condivisione collettiva limitata da dispositivi di protezione personale indispensabili come le mascherine sul volto ancora necessari nei luoghi al chiuso?

 

 Il teatro ha superato periodi bui: inquisizioni, guerre, pestilenze ed ogni volta si è rigenerato, raccontando la nostra fragilità e la nostra forza.


Se potessi esprimere un desiderio come regista e come uomo di teatro quale  vorresti vedere esaudito?


   Se dovessi esprimere un desiderio, chiederei alle istituzioni di non aiutarci economicamente, ma di costruire teatri, liberarci dalla burocrazia e renderci più liberi nello svolgimento delle nostre attività. Il teatro è un’idea che rende l’uomo consapevole di vivere una magia.



Il teatro è un’ arte che ha subito secoli di crisi, ostilità, oggi l’uomo ha bisogno del teatro e perché?


  Oggi vedo un gran fermento che spinge la gente verso il teatro, forse per amicizia o per conoscenza, ma vengono e riempiono la sala e poi ci ringraziano per avergli fatto passare una serata piacevole e diversa dalle altre e noi ci stupiamo come bambini


Se dovessi scrivere una frase per invitare il pubblico  a vedere il vostro spettacolo, cosa scriveresti?


Vorrei esortare la gente a uscire di casa e andare a teatro, prometto che farà, loro, molto bene.


Non ci resta che scoprire questa storia a teatro per condividere ed emozionarci!!

A teatro con Annabella Calabrese. L'intervista

Dopo la vittoria del “Premio Teatro de’ Servi” nell’ambito della rassegna “Roma Comic Off 2019”, torna in scena dal 20 gennaio al 6 febbraio 2022 al Teatro de’ Servi, la pièce CTRL Z-INDIETRO DI UNA MOSSA, una commedia innovativa e attualissima scritta e diretta da Annabella Calabrese e Daniele Esposito.

Clara è una giovane donna, forte e indipendente. Il suo desiderio più grande è diventare una fotografa di guerra, ma nessuna redazione vuole assumerla. Per questo è costretta a sbarcare il lunario fotografando matrimoni assieme al suo compagno Jacopo, un videomaker con uno strambo sogno nel cassetto: quello di realizzare un documentario sui sogni degli anziani.

Siamo curiosi di conoscere i particolari di questo spettacolo con l'attrice e autrice Annabella Calabrese nell'intervista che mi ha concesso.

Siete curiosi? Io moltissimo!!!

L'intervista di Tania Croce 

Annabella è Clara, una fotografa di matrimoni, innamorata e ricambiata da Jacopo, regista ispirato e finito a fare filmini per battesimi e comunioni. Nella vita non capitano le cose esattamente come noi ci aspettavamo, ma la speranza può condurci a superare i limiti di quella realtà alla quale si finisce per rassegnarsi. Il tuo personaggio riesce a spiccare il volo e se sì in che modo, ce ne vuoi parlare?

Cara Tania sono d’accordo con te… spesso nella vita le cose non vanno esattamente come ci aspettiamo e rimaniamo incastrati in una realtà diversa dai nostri desideri… Ed è quello che succede a Clara, la protagonista di “CTRL Z - INDIETRO DI UNA MOSSA”, che nella vita è così abituata a rassegnarsi e a fare quello che vogliono gli altri da non sapere più cosa vuole veramente… Quanti di noi hanno vissuto questa situazione? Credo che siano tanti ad identificarsi con la nostra protagonista.
Ma ogni eroina ha un aiutante magico e così accade anche per Clara, perché proprio quando pensa di essere rimasta incastrata nella scelta più sbagliata di tutte un incidente dá vita al suo computer Pinuccio, un vecchio pc con qualche rotella fuori posto che le dona il potere di tornare indietro di una scelta nella realtà premendo i tasti Ctrl z sulla sua tastiera! Questo farà capire a Clara quanto sia importante il valore di ogni singola scelta nella vita e, senza spoiler per il finale, la aiuterà come tu dici a “spiccare il volo”.

Annabella è anche un' attrice cinematografica oltre che teatrale, siamo curiosi di sapere qual è il contesto a te più congeniale?

Amo il cinema e il teatro allo stesso modo. Diciamo che con il teatro siamo vecchi amanti… Il mio primo spettacolo risale a quando avevo appena quattordici anni… A teatro mi sento a casa, amo sentire le reazioni del pubblico, i battiti del loro cuore…
Purtroppo dopo la pandemia le cose sono molto cambiate ed è difficile portare la gente a Teatro anche in spazi importanti e affermati… Ma il nostro spettacolo parla di non arrendersi e la nostra compagnia è composta interamente da sognatori… Quindi eccoci qui! 
Il cinema invece è un’emozione diversa… Mentre a Teatro è importante il rapporto con il pubblico, a Cinema quello che ti rimane più impresso è chi lavora per te e attorno a te. Sono davvero tantissimi i ruoli che contribuiscono alla riuscita di un film e un buon attore non può prescindere da questo a mio parere, partendo dal regista (ovviamente indispensabile) ma passando anche a figure meno conosciute come per esempio un assistente di produzione che può svoltarti una giornata di lavoro! 
Credo che sia il cinema che il teatro abbiamo qualcosa in comune: nascono “dall’unione di anime gentili” (come direbbe Shakespeare).

Come canta Cremonini nel suo famoso pezzo, cosa ti aspetti dal domani?

Se devo essere sincera non lo so. Gli avvenimenti di cronaca degli ultimi anni ci hanno tolto qualsiasi certezza quindi il mio desiderio è semplice: continuare a fare quello che amo di più, ovvero emozionare ed emozionarmi. La speranza non può morire e spero che la nostra società possa rialzarsi più forte di prima, rinascendo come una fenice dalle proprie ceneri.

Il debutto dello spettacolo Ctrl_z indietro di una mossa, di cui sei anche l'autrice oltre che interprete, si avvicina. Svelaci le tue più segrete emozioni al riguardo, magari chissà dopo le repliche al Tetro de' Servi di Roma tra i sogni c'è quello di trasformare questo spettacolo in un corto, oppure...

Effettivamente siamo tutti molto emozionati! Sia io che l’altro autore e regista Daniele Esposito (che nella vita è anche mio marito), ma anche i meravigliosi attori che condividono il palco con me e che si muovono spasmodicamente tra un Ctrl z e l’altro: Andrea Standardi, Giovanna Cappuccio (entrambi anche in produzione) e Anna Lisa Amodio. 
C’è tanta speranza dietro le quinte! Speranza che il pubblico superi la paura e torni a teatro! Speranza che non ci lascino soli! 
Rispetto al futuro di Ctrl z sicuramente ne verrebbe fuori un bellissimo film ma… chi vivrà vedrà!
L’importante, come dice il nostro Pinuccio in scena, è “ascoltare il proprio cuore, fare quello che si desidera veramente” perché solo così possiamo essere finalmente felici.

Non ci resta che cliccare su Ctrl, azzerare pensieri e preoccupazioni e entrare nel mondo dei personaggi dello spettacolo, comodamente seduti sulla poltrona di un teatro accogliente come quello de' Servi a Roma, dove i sogni diventano realtà nel breve e piacevole tempo di uno spettacolo.

                                                

A teatro con Andrea De Rosa. L'intervista

Torna in teatro un attore che ricordiamo non solo per il personaggio iconico di Massi nei due film cult diretti da Fausto Brizzi Notte prima degli esami e Notte prima degli esami oggi ma per aver descritto e rappresentato tanti personaggi simbolo della generazione Y o Millennial, ossia quella nata negli anni '80 e che ha intrapreso un viaggio nel cambiamento sia comunicativo che tecnologico.

Andrea ha scritto molto per il teatro, vorrei ricordare sia i monologhi Senza peli sulla lingua che Parzialmente stremato in scena al Teatro Petrolini che La mia generazione dalla A alla Z al Teatro dell'Angelo di Roma.

Ora scopriremo insieme il suo spettacolo in scena il 5 e 6 febbraio 2022 al Teatro Tor di Nona di Roma nell'intervista che mi ha gentilmente concesso.

L'intervista di Tania Croce

Il teatro è lo specchio dei tempi. Nel tuo nuovo spettacolo tra divari generazionali, contaminazioni virtuali e virali, cosa trasmetti attraverso il tuo personaggio? siamo curiosi di conoscere tutto su questa pièce teatrale. 

Il luogo è un Coffeeshop di Amsterdam, dove si incontrano una ragazza di trent'anni che fa la prostituta nelle "red lights" e un avvocato italiano in fuga dalla moglie, in cerca di un po' di "stordimento" dato dalla marijuana. Dopo avergli insegnato a girare i primi spinelli, lo convince a provare dei "tartufi magici" (ovvero "funghetti allucinogeni). L'effetto di quei tartufi, sono io: un uomo con la faccia bianca che si presenta come "Il Jolly" e che cerca di essere un po' la voce della sua coscienza, sbattendogli in faccia la realtà. Per poi fare lo stesso con la ragazza. Ma chi è veramente questo Jolly?!

Che storia affascinante! Wow Amsterdam, che scenario stupendo e Jolly, una specie di Joker... 

Quali reazioni ti aspetti dal pubblico in sala, mascherato e per certi versi impossibilitato ad esprimersi se non attraverso gli applausi?

Ovviamente la situazione è difficile... E il pubblico con le mascherine in faccia è molto limitante sia a livello visivo che sonoro, ma sono convinto che lo scambio di emozioni potrà avvenire comunque. Basta dare il massimo. E anche se ci riducessero la capienza della sala al 35% noi andremo comunque in scena. Perché "lo spettacolo deve andare avanti".

Raccontaci i progetti relativi a questo spettacolo e quelli futuri anche se le difficoltà del momento rendono il futuro un tempo sempre più distante.

 Per quanto riguarda me, porterò in scena Coffeeshop anche in altri posti nel Lazio. Ad aprile porterò in scena uno spettacolo nuovo, che sto finendo di scrivere in questi giorni. E a maggio un film per il cinema. Sul futuro in senso "pandemico" sono ottimista! Secondo me siamo abbastanza vicini ad una sorta di "normalizzazione".

Incrociando le dita 🤞

Siamo ottimisti anche noi come Andrea e ansiosi di applaudire sia lui che gli altri due protagonisti dello spettacolo attualissimo ed originale in scena al Teatro Tor di Nona.

Per info e prenotazioni 067004942 tordinonateatro1@gmail.com

Andrea De Rosa in foto

Vanessa Marini, tra le stelle del nostro cinema italiano. L'intervista

 Direttamente dal cast di "Ferie d'agosto" e di "Mangia prega ama", Vanessa Marini ci racconta le sue esperienze nel meraviglioso mondo del cinema.

Attrice per caso, Vanessa Marini interpreta un personaggio che lascia il segno nel meraviglioso film di Paolo Virzì "Ferie d'agosto". Sabrina è sognatrice, idealista, ama seguire il programma "Non è la Rai" come tutte noi, ama scoprire, provare nuove emozioni. Per caso ci siamo incontrate sul web e mi ha gentilmente concesso quest'intervista.

Intervista di Tania Croce

Il tuo grido appassionato alla fine del film "Ferie d'agosto", è il canto di una sirena ferita e delusa. Però accende sogni e speranze dello spettatore. Quanto c'è di tuo in quel personaggio e che ricordi hai di quell'esperienza che a distanza di anni continua a regalarci tanti batticuore?

In ogni ruolo che ho interpretato, mi sono sempre immedesimata nel personaggio a 365 gradi, ho sempre cercato di sentire sulla mia pelle cosa provava il tipo di personaggio che mi veniva assegnato. 
Nel caso di Sabrina Mazzalupi, le emozioni e le insicurezze  rispecchiavano e rispecchiano tutt'oggi le adolescenti alle prese con le prime "cotte" e le delusioni ricevute da questi amori non corrisposti. Poi Sabrina era una molto fragile infatti tenta di ammazzarsi, insicura per il suo aspetto, con il suo apparecchio fisso dove infatti c'è la scena sulla barca che dice ad Ivan: "Ci baciamo adesso?!" Lui tentenna e lei risponde: "Perché c'ho l'apparecchio?!" 
Far parte del grande cast di "Ferie d'agosto" è stato indimenticabile, siamo stati due mesi a Ventotene di quell'esperienza ho solo ricordi bellissimi e lavorare con Paolo Virzì che è un grande del cinema italiano, non servono parole per esprimere la grande emozione. C'era anche Francesco Bruni che insieme a Paolo si è occupato della sceneggiatura. Ho ricordi indimenticabile con tutti gli attori e vorrei citare Ennio Fantastichini e Piero Natoli che purtroppo ci hanno lasciato. Di loro mi ricordo che Ennio ad ogni persona che vedeva diceva: "Lei è mia figlia putativa", mentre Piero scherzava sempre con me sul fatto che anche lui non era corrisposto dalla moglie Marisa (Sabrina Ferilli)

Sei nel cast stellare di un altro film che ho amato più del libro. Sto parlando di "Mangia prega ama" di cui scrissi prima della sua uscita nel 2010. Ricordo molto bene la scena nel negozio dove hai recitato con Julia Roberts. Ti va di parlarmi delle emozioni legate a quel lavoro?

Mi ricordo ancora che quando mi telefonarono per dirmi che ero stata scelta per interpretare la parte insieme a Julia Roberts mi dissero: "Ti ha scelta proprio il regista Ryan Murphy, appena ti ha vista ha esclamato: Amy Winehouse! Voglio lei!!" 
Mentre giravo la scena insieme alla Roberts ancora non riuscivo a realizzare che era davanti a me per quanto era forte l'emozione. 

Quali sono i tuoi progetti attuali e futuri?

Ci farai ancora emozionare così?

Per il momento mi sto godendo un po' di relax in un paesino dell'Abruzzo, Rosciolo dove sono nati i miei genitori. Per i progetti futuri spero (visto che in tantissime persone mi lusingano per la mia interpretazione in Ferie D'agosto) di poter fare un ruolo in qualche film che vi emozioni ancora di più di quanto abbia fatto emozionare Sabrina Mazzalupi. 

Ce lo auguriamo e ti ringraziamo per le emozioni provate finora augurandoti nuove e straordinarie esperienze nel seducente mondo del cinema e buone vacanze Vanessa, è stato un vero piacere intervistarti!


PennadorodiTania CroceDesign byIole