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Siccità


 Un film che nasce in un momento di emergenza per l’umanità intera come il covid19, affronta un’altra emergenza romana e italiana: la siccità ambientale e di sentimenti. La sciagura si abbatte sulla Capitale e vedere Roma trasformata in un deserto africano dove non piove da tre anni, è davvero impressionante, soprattutto per chi, come me, ci vive.

È un film che può dare vita a infinite riflessioni sul presente, sul passato recente e sul futuro.

Ci sono varie tematiche trattate  e tutte intrecciate come le storie dei personaggi di questa pellicola pazzesca.

Il disastro ambientale si mescola con quello umano, e come la terra che ci ospita sta soffrendo anche per colpa nostra, noi di riflesso soffriamo, siamo smarriti, fragili, siamo medici, siamo ragazzi che si affacciano al mondo, siano idealisti, siamo ricchi e spietati, siamo prigionieri di noi stessi.

Tommaso Ragno, Claudia Pandolfi, Valerio Mastandrea, Gianni Di Gregorio, Massimo Popolozio, Silvio Orlando sono alcuni degli straordinari interpreti del film diretto da  Paolo Virzì e che resterà impresso nelle nostre menti e nelle nostre coscienze, rendendoci, forse, più consapevoli.

Il film apocalittico in prima visione su Sky è consigliato!


Willy Wonka e la Fabbrica di cioccolato

 Che cos’è Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato?

È un inno alla fantasia ideato dallo scrittore inglese Roald Dahl che ha ispirato attraverso il suo romanzo, film stupendi come questo con Gene Wilder nei panni di Wonka, uomo bizzarro e deluso dagli uomini che propone una visita a cinque bambini soltanto per far scoprire loro i segreti della sua inaccessibile fabbrica di cioccolato con un fine che tutti scopriranno solo all’ultimo.

Si passa attraverso gironi di golosità e dolcezze.


In questo film del 1971 è rappresentata la bellezza di un mondo fatto di bambini che vivono senza l’interferenza della tecnologia come accade oggi.

Trovo educativo far vedere un film simile soprattutto ai bambini, per far conoscere loro un mondo lontano e distante da quello attuale dove si giocava spensieratamente usando la propria immaginazione.



Tanguy


Il film del 2001, con la sua satira del fenomeno dei figli ormai adulti che non vogliono andare a vivere da soli, è entrato nell'immaginario popolare al punto che in Francia la parola Tanguy è diventata sinonimo di un adulto che vive ancora con i suoi genitori.

Nel 2006 è stato realizzato un remake statunitense di questo film, A casa con i suoi.

Il remake italiano visto e poco apprezzato e riuscito, è Il mammone.

Ho visto prima Il mammone di Tanguy

Ho avuto il piacere di trascorrere questa sera in compagnia di Tanguy (Eric Berger), ragazzo brillante, preparatissimo, educato e comprensivo nei confronti dei suoi genitori che gli rivolgono dispetti di ogni tipo.

Vive a Parigi ma non si sente parigino.

È attratto dall’Oriente, dalla sua filosofia e dalla cultura cinese e giapponese, però non riesce ad avere il coraggio di staccarsi dai genitori e di avere una vita autonoma pur lavorando e contribuendo alle spese domestiche.

 Un giorno spiccherà il volo e andrà a vivere molto lontano da Edith (Sabine Azema) e Paul (André Dussolier).

Il delizioso film diretto da Etienne Chatiliez, suggerisce molto riflessioni e confronti.

Da vedere!



Beata te

 È stato in prima visione su Sky dal 25 dicembre 2022 e io l’ho visto solo stasera tra commozione e divertimento senza pensare si tratti di un adattamento dell’opera teatrale “Farsi Fuori” di Luisa Merloni e ho molto apprezzato sia Serena Rossi che Fabio Balsamo dei The Jackal, nei panni rispettivamente di Marta e dell’ Arcangelo Gabriele. 

La storia è questa: Nel giorno del 40esimo compleanno di una regista teatrale single, appare l’Arcangelo Gabriele per offrirle il dono meraviglioso di diventare mamma per opera dello spirito santo.  

Il figlio non sarà certo un Messia, ma una persona normale.

Però Marta avrà tempo per scegliere cosa fare, nel bel mezzo delle prove per la sua versione dell’Amleto di William Shakespeare.

Tra teatro, ricordi, valutazioni, le amiche e una mamma come la Cruciani, ingombrante eppure amorevole, Marta deve scegliere ma avrà al suo fianco Gabriele, l’Arcangelo che chiede ospitalità a casa sua.

Si adagia sul divano per la prima notte e per quelle a venire mentre Marta è in crisi totale e deve scegliere i pro e i contro dell’essere o non essere madre, un dilemma amletico al femminile.

Fabio Balsamo è irresistibile nei panni dell’Arcangelo Gabriele, incanta davvero sia nelle movenze che nelle parole tanto da avere fede e fiducia in tutto ciò che dice.

È un film esistenziale che tratta temi delicati ma lo fa con garbo e ironia.

Ho amato moltissimo la regia e le immense ali dell’Arcangelo.

V’invito a vederlo su Sky. 

Sono Lillo


 Era stato già diretto da Eros Puglielli ne Gli idoli delle donne e recita al fianco di Posaman negli episodi della nuova serie da oggi su Amazon Prime.

Lillo Petrolo non è un supereroe, oppure sì. È un super attore, divertentissimo che vive con Posaman il suo quotidiano, non c’è niente da fare, lui appare e scompare quando meno se lo aspetta.

Riuscirà a riconquistare la moglie Marzia che ha scelto di lasciarlo perché è stanca di fare da madre all’eterno Peter Pan che non vuole crescere?

C’è il suo agente, Pietro Sermonti, che più che aiutarlo lo confonde e disorienta.

Poi c’è il bravissimo Paolo Calabrese che gestisce un locale di cabaret cercando di trasferire ai nuovi comici i segreti carpiti in Oriente.

Anna Bonaiuto è la madre di Lillo, Cristiano Caccamo è il fratello che non vuole il suo bene.

Lillo fa ridere, intenerire e lo si ama.

C’è anche la mia amatissima Serra Yilmaz. 

Non potete perdere questa serie! 




Il giorno più bello


 I film francesi non mi deludono mai, i remake di film francesi mi annoiano quasi sempre.

Dopo “Corro da te”, ero ansiosa di vedere “Il giorno più bello” con Paolo Kessisoglu e Luca Bizzarri, convincenti nei film di Paolo Genovese “Immaturi” e “Immaturi il viaggio” e anche  in questo remake di “C’est la vie, Prendila come viene”.


  Per rendere il matrimonio il giorno più importante della propria vita, bisogna affidarsi a un wedding planner impeccabile come Max, anche se il tuo team è lacunoso e imperfetto e forse proprio per questo, così umano e confortante. 

Il matrimonio di Pierre ed Elena dovrà svolgersi in un castello seicentesco appena fuori Parigi.

C'è carenza sia di energia elettrica che di camerieri, per cui ne viene assunto senza regolare contratto qualcuno che combinerà guai imperdonabili.

Però la supervisione di Max tiene in piedi una cerimonia piena di sorprese e imprevisti.

Il film si apre con un dialogo tra il wedding planner e una coppia di giovani sposi in un ufficio con vetrate trasparenti che mostrano la tour Eiffel e già l'emozione mi pervade.

Non starò a esaminare il montaggio del film, le imprecisioni o le pecche varie come mi capita di leggere in noiose recensioni, ma voglio raccontare ciò che questo film mi ha trasmesso.

Credo conti l'emozione quando si guarda un film che per un breve ma prezioso lasso di tempo, riesce a farci dimenticare la realtà per immergerci nelle storie di altri.

L'ambientazione nel castello seicentesco, mi ha fatto subito pensare a Versailles.

Il sacrificio da parte dei camerieri a indossare le parrucche puzzolenti e i costumi dell'epoca, mi ha divertito anche perché ai tempi di Maria Antonietta era diverso il rapporto con l'acqua rispetto a quello che abbiamo oggi e pensare di indossare parrucche e abiti senza lavare capelli e fare la doccia deve essere stato spiacevole sia per se stessi che per gli altri. Però questi camerieri francesi dei nostri tempi, trovano sgradevole la parrucca in testa e i costumi seicenteschi che accettano malvolentieri d'indossare perché imposto da Max.

I registi Toledano e Nakache, creano una commedia corale divertente e psicologica, dove i protagonisti assoluti sono i sentimenti, quelli manifesti e sanciti da un contratto come il matrimonio che si sta svolgendo oppure quelli clandestini o quelli che durano il tempo di una cerimonia.

Siamo nati per relazionarci e questo i registi lo rappresentano molto bene, mostrando nel loro film che la vita è un attimo che svanisce e di cui godere appieno con tutti i suoi imprevisti.

Questo il film francese.

Il remake italiano diretto da Andrea Zalone con Violante Placid (Adele), Lodo Guenzi (il cantante dei matrimoni) Carlo Buccirosso (il dott Musso) Valeria Bilello (Serena), Stefano De Martino nei panni di Pier lo sposo e il ballerino, Fiammetta Cicogna in quelli di Chiara la sposa, racconta la storia di Aurelio, che eredita dal padre l'azienda di famiglia dedicata alla preparazione di matrimoni, chiamata "Il giorno più bello". Complice la crisi e un divorzio alle spalle, l'uomo sente il bisogno di un cambiare la sua vita.

Aurelio e Giorgio (Paolo e Luca) si contendono la stessa donna ma solo per sei mesi e la cerimonia mette le cose in chiaro.

È un matrimonio chiarificatore e la scena più bella e suggestiva, è quella del ballo di Stefano De Martino sul finale.

Che dire sul remake di “C’est la via, Prendila come viene”? 

Non mi ha deluso e vi dirò di più, lo consiglio!

Visto su Sky questa sera dove è in prima visione, se lo trovate in streaming, vedetelo.




Jurassic World - il dominio

Questa sera ho finalmente visto in prima visione su Sky la pellicola, sequel di Jurassic World - Il regno distrutto (2018), che è il sesto capitolo del franchise di Jurassic Park. È stato presentato in anteprima il 23 maggio 2022 a Città del Messico.

È come immergersi nel sogno di un mondo popolato da dinosauri che vivono in mezzo a noi e con i quali la convivenza non è affatto semplice.

Non solo, dove ci sono uomini, ci sono interessi e più che il sogno di Ammond svelato in Jurassic Park, qui si vuole fare molto peggio. Ci sono mercati neri di dinosauri, locuste giganti che da lì a poco spazzeranno via i  raccolti di tutto il mondo togliendo il cibo vitale per l’uomo, questo e molto altro, è raccontato nel film che ha la trama più intricata degli altri cinque, eppure coinvolge e avvince fino all’ultimo.

Tra Velociraptor, Atrociraptor, Gigantosaurus e locuste, clonazioni e nuove scoperte, si muoveranno gli straordinari interpreti riuniti:

La produzione di Jurassic World - Il dominio è stata tra le prime a riprendere durante la pandemia da COVID-19, spianando la strada ad altre grandi produzioni che fino ad allora erano rimaste bloccate. La Universal Pictures ha stilato un documento di più di 100 pagine, in cui erano descritti i vari protocolli di sicurezza che hanno permesso di rimettere in moto la produzione. 

È una pellicola meravigliosa che tratta diverse tematiche ambientali e scientifiche.

Un film che è stato pensato, non solo come finale della trilogia iniziata con il film del 2015 Jurassic World, ma anche come conclusione della storia iniziata nel 1993 con il film Jurassic Park diretto da Steven Spielberg. Le riprese hanno avuto inizio in Canada nel mese di febbraio del 2020. Il mese seguente, la produzione si è spostata in Inghilterra, per poi fermarsi, per motivi precauzionali, a causa dell'insorgere di casi legati alla pandemia di COVID-19. La produzione è ripresa a luglio 2020 e si è conclusa quattro mesi dopo, nel mese di novembre. Le location utilizzate per le riprese includono i Pinewood Studios in Inghilterra, la Columbia britannica in Canada e l'isola di Malta.




Arnoldo Mondadori. I libri per cambiare il mondo


"Il compito dell’editore è quello di creare - attraverso la sua opera, le sue fatiche, la spiritualità della sua continua azione - un mondo migliore" (Arnoldo Mondadori). 

 

Arnoldo Mondadori è un bambino (Luca Morello) curioso e intelligente, è attratto dai libri.

Prende dieci a un tema d’italiano e la maestra come premio, gliene regala uno.

Ma lui non può studiare come desidera, è povero e deve interrompere gli studi per lavorare.

Eppure il destino conduce l'Arnoldo ormai adolescente (Brenno Placido) in una tipografia che riaccende la sua passione mai sopita per i libri che non ha potuto studiare.

 E' fermamente convinto che i libri siano un mezzo efficacissimo per donare al popolo italiano, senza distinzione di ceto sociale, la conoscenza, l'evasione, il sogno di un mondo migliore.

Perché è solo leggendo che è possibile aprire la mente ed evolvere.

Inizia così il visionario e durissimo lavoro di Arnoldo Mondadori, il primo editore industriale italiano, legato all'idea che sia possibile cambiare il mondo attraverso la lettura che era a suo avviso, l'arma più potente che abbiamo.

La docu-fiction in prima visione su raiuno questa sera e dove il regista Francesco Micciché dirige un bel cast a partire da Michele Placido, uno struggente Arnoldo Mondadori, mostra momenti nella vita dell'editore, interviste autentiche e foto con i grandi autori da Ungaretti a Pirandello, fino a Hemingway e Walt Disney.

Incontra il mondo e cerca il modo di far evolvere la sua Azienda, di avvicinarla alla gente e di far leggere i classici in modo economico, facendoli distribuire nelle edicole. E così nascono gli Oscar Mondadori. 

E' il primo a realizzare una cosa simile ed a meritare una Laurea Honoris Causa in Lettere.

Oltre all'impegno lavorativo che assorbe tutto il suo tempo, Arnoldo ha due figli con cui collabora e che ama: Alberto (Flavio Parenti) e Giorgio (Stefano Skalkotos).

Valeria Cavalli è Andreina Monicelli, la donna che Arnoldo sposa felicemente.

Questo è un progetto ambizioso e ben riuscito anche grazie alla collaborazione tra il regista e il nipote Luca Formenton, Presidente della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, la nipote Roberta Mondadori, l'ex capo ufficio stampa Ferruccio Parazzoli, il critico Marino Sinibaldi, il giornalista Pierluigi Battista, l'editrice Ginevra Bompiani che contribuiscono a delineare il profilo del grande editore e del grande uomo che Arnoldo volle essere.

Fortunatamente è possibile vedere e rivedere questa bellissima docu-fiction su Raiplay.

Consigliatissima!

Filumena Marturano


Quel Domenico Soriano (Mimì), ricco pasticcere con il vizio del gioco e delle donne, nato dalla geniale penna di Eduardo e a cui lui stesso diede corpo e anima sia in teatro che al cinema nel ‘51 al fianco della straordinaria sorella Titina, di grande ispirazione per il drammaturgo napoletano e a cui  la commedia scritta nel ‘46 e contenuta nella raccolta di commedie La cantata dei giorni dispari è dedicata, nel film in prima visione  questa sera e diretto da  Francesco Amato e prodotto da Picomedia, è Massimiliano Gallo, uno splendido attore cinquantenne che ha saputo emozionare nei panni di Mimì, uomo sanguigno e narcisista.
Filumena Marturano dopo Titina, Regina Bianchi, Pupella Maggio, Valeria Moriconi, Isa Danieli, Lina Sastri, Mariangela Melato, Mariangela d’Abbraccio, Sophia Loren al fianco di Marcello Mastroianni per la regia di Vittorio De Sica e l’inglese Joan Plowright diretta da Franco Zeffirelli a Londra e dal marito Laurence Olivier a Broadway, la messicana Katy Jurado affiancata da Raf Vallone, l’Argentina Tita Merello e le brasiliane Heloisa Helena e Yara Amaral, è Vanessa Scalera.
Filumena attraverso la Scalera conserva intatto il suo dolore per il peso di un amaro destino che per povertà la costrinse a prostituirsi, pur essendo devota alla Madonna;  Per venticinque anni nasconde in fondo al cuore il segreto della triplice maternità taciuta a Mimì e ai figli stessi solo in attesa di poterlo rivelare. Tale tragicità rivive sapientemente in questo adattamento cinematografico e sconvolge l’attualità di una storia cosi toccante. Filumena Marturano in effetti è un’opera senza tempo, come tutte quelle della drammaturgia Eduardiana, in cui la società patriarcale rappresentata, pare così lontana dalla nostra, tuttavia ci sono punti in comune con quella attuale. Si pensa inevitabilmente alla condizione femminile odierna, alla parità dei sessi come una conquista in divenire.
È stato emozionante riportare in tv Eduardo che attraverso le sue impeccabili spiegazioni e didascalie, educa lo spettatore, chiarendo il tema dell’opera per catapultarlo dentro la commedia.
Che immenso tesoro la drammaturgia Eduardiana e che idea illuminante è stata quella di attingervi per riportare alla luce un’opera di grande valore sociale come Filumena Marturano.
Questa sera ci hanno regalato una bella pagina di grande arte tutti gli attori di questo bell’adattamento che per un attimo ho immaginato fosse diretto dallo stesso Eduardo. Tutti dalla bravissima Nunzia Schiano, confidente di Filumena a Marcello Romolo, sono stati capaci di mostrare una comunità che tutto vive e condivide. Questa è la peculiarità  di una città come Napoli e per tutta questa bellezza commossa ringrazio 🙏


 

Il Kaiser - Franz Beckenbauer


 Questa prima visione su Sky questa sera, dove siamo tutti sconcertati per la prematura scomparsa di Sinisa Mihajlovic,  è stata una carezza, un bell’omaggio a un calciatore e allenatore eccezionale. 
 Mi ha totalmente conquistato la narrazione delle gesta di uno dei più grandi campioni  di tutti i tempi: Franz Beckenbauer.
In questo biopic davvero appassionante, s’intrecciano i tronfi sportivi e le conquiste sentimentali del leggendario campione tedesco e la cosa più entusiasmante è il tempo in cui questa stella del calcio ha brillato, gli anni dei Mondiali del ‘74 in cui anche l’Italia partecipò. Mondiali che il Kaiser vinse sia da calciatore che da allenatore negli anni della maturità.
Una vita da film quella dì Beckenbauer che sarebbe stato un peccato non raccontare cinematograficamente, una personalità carismatica  e un volto iconico d’ispirazione a Andy Warhol negli anni newyorkesi. 
È un bel viaggio nella storia del calcio attraverso un numero uno esemplare e incredibile.

Il Kaiser – Franz Beckenbauer è il nuovo lungometraggio sportivo diretto da Tim Trageser (Magic Kids – L’eclissi solareAiuto, ho ristretto mamma e papà) e scritto da Martin Rauhaus (Hotel HeidelbergEndlich Witwer) dedicato interamente al calciatore tedesco Franz Beckenbauer, con una carriera alle spalle ricca di vittoria e successi. La realizzazione, prodotta da Bavaria Fiction e Sky Originals, è in onda stasera, 16 dicembre, alle ore 21:15 su Sky Cinema Uno e contemporaneamente disponibile anche su NOW.





A Christmas Star


 “Non c’è uno spettacolo di Natale più bello che una pioggia di meteoriti con te” è la frase pronunciata da Ryan, un ranger del Parco Nazionale di Summit Ridge a Madeline, l’astronoma che lavorando al Planetario di New York ha trovato una pioggia di meteoriti da osservare nell’arco dei cinque giorni prima del Natale.

C’è il 78% di probabilità che tale pioggia accada e Madeline pur senza una squadra perché è Natale, localizza il posto dove sarà visibile la pioggia che avrà il suo nome se l’evento cosmico si verificherà. 

Fino a quel momento Madeline vive per il suo lavoro ma si accorge attraverso Ryan un uomo dolcissimo e vedovo e la figlia Celeste che si sono cose più importanti del lavoro.

La suggestiva fiera di Natale con l’accensione delle luci che ogni anno si svolge a Summit Ridge, offuscherebbe la visione celeste e l’avvistamento della pioggia di meteoriti ma Madeline troverà il modo per convincere la sindaca a credere nell’evento cosmico che la giovane astronoma attende da una vita, da quando ha conosciuto la storia della stella cometa restandone incantata.

Il film ammirato su Prime è davvero bellissimo e lo sono anche i suoi interpreti da Sarà Canning nei panni di Madeline al bellissimo Daniel Lissing, il ranger Ryan alla dolcissima Juliette Hawk la piccola Celeste.


Il Grinch


 È possibile non amare il Natale? Certo, se si è solitari, brutti e cattivi come il Grinch, mostriciattolo perfido che vive nella città di Chi-non-so, isolato sul Monte Scricchiolante e che infastidito dall’entusiasmo degli altri per la Festa più attesa e amata dell’anno,  s’ingegna per strappare la gioia dal cuore dei suoi concittadini, i deliziosi Non so chi, travestendosi da Babbo Natale per rubare tutti i regali, gli alberi natalizi, le lucine e gli addobbi. È un personaggio leggendario, nato dalla penna del Dr Seuss e reso famoso da un film di successo con Jim Carrey del 2000.

Dopo quasi 23 anni, ho visto questo film su Amazon Prime diretto da Ron Howard.

Amo Jim Carey, l’ho amato al cinema nel 2009 nei panni di Scrooge nello stupendo Canto di Natale di Charles Dickens, però mi mancava questo straordinario racconto sul Natale dalla parte di chi non lo ama e che forse un giorno cambierà idea oppure aprirà semplicemente il suo cuore disabituato agli affetti oltre a quello del suo fidato Max!

Il trucco  e il costume di Jim Carrey che valse al film un Oscar per il Miglior trucco, è davvero impressionante.

Cindy Lou, una graziosa bambina desiderosa di festeggiare il Natale con tutta la comunità di Chi-non-so, decide d’invitare il solitario e apparentemente mostruoso Grinch alla festa che da giorni tutti sono impegnati a organizzare.

Il film è stupendo e lo consiglio a chi non lo avesse ancora visto.







Rumba Therapy


 Franck Dubosc torna a farmi emozionare dopo Corro da te, con una storia d’amore tra padre e figlia che ha scritto, diretto e interpretato magnificamente.

Non è una storia semplice e scontata, è una conquista graduale, la riconquista del cuore della figlia che è cresciuta senza una figura paterna accanto.

E la ricerca della figlia Maria, avviene dopo un infarto ossia nel momento in cui un uomo solo e senza affetti come Tony, torna a credere nel valore dei sentimenti nella sua vita.

Così s’iscrive al corso di danza tenuto dalla figlia Maria, la bella Louna Espinosa.

È un crescendo d’intense emozioni e la scena finale è talmente bella che mi ha fatto pensare alla gioia di ballare con il mio papà, che amava tanto il ballo.

Dubosc nei panni di padre e di autista di autobus, è irresistibile e commovente.

È una commedia bellissima che ho avuto il piacere di seguire questa sera in prima visione su Sky.

Consigliatissima.


Quel lungo viaggio di Natale



 Quando si crede di aver visto tutti i film sul Natale ne manca sempre qualcuno e dato che Amazon Prime mi ha informato sui film che verrano tolti dall’abbonamento, ne ho scoperto uno delizioso come questo, girato interamente in un treno.

È un treno natalizio che dovrà fare un tragitto lunghissimo da Washington a Los Angeles, e sarà una vera e propria avventura.

Su quel treno viaggia l’umanità più disperata, estranei che alla fine del viaggio diventeranno una famiglia ma c’è molto di più. Il regista Ron Oliver dirige un cast di rara bravura dall’affascinante Dermot Mulroney che è Tom, un ex giornalista inviato di guerra che diventa scrittore e cerca l’ispirazione in un lungo viaggio ferroviario per scrivere la sua storia. Al suo fianco c’è Eleanore (Kimberly Williams) una sceneggiatrice umile e senza più sogni che lavora per Max, un eccentrico e famoso regista interpretato dal brillante Danny Glover. Tra i viaggiatori di questo speciale treno natalizio tutto addobbato, c’è Agnes, una solitaria donna di cui poi si scoprirà l’identità, lei è Joan Cusack.

Sembra un set cinematografico questo treno e i passeggeri degli attori.

Il film del 2018 è meraviglioso e lo consiglio a chi come me ancora non lo avesse visto!


Chi ha incastrato Babbo Natale?


 Sarà stata la befana sulla sua Dyson scopa? Oppure è stata la tecnologia a incastrare Babbo Natale o una cazzimma?

C'è la Wonderfast che seduce l'elfo Romeo dicendogli che avrà tanti di quei soldi che potrà persino comprarsi la felicita, consegna i regali in poche ore mentre Babbo deve partire dalla Lapponia per raggiungere con la sua slitta i bambini della Terra desiderosi quasi esclusivamente di regali tecnologici e non più di trenini e bambole come un tempo.

L'elfo tra poco sarà padre e accetta la proposta della Wonderfast, introducendo nella storica fabbrica di regali natalizi in Lapponia, un venditore di 'pacchi' abilissimo come Genny,  che farà fallire in un batter d'occhio la tradizione natalizia.

Mentre Babbo Natale fa le prove per il suo show natalizio, entra in gioco Genny.

Troviamo Cristian De Sica, il re incontrastato dei film di Natale, nei panni di Babbo, Genny è Alessandro Siani, attore e regista di un film pieno di cose, di valori, dove sembra che nella lotta tra la bene e il male sia il secondo a vincere, sembra.

Poi c'è la nipote di Babbo Natale che è Diletta Leotta al suo debutto cinematografico.

L'immancabile befana è Angela Finocchiaro, che è straordinaria in sella alla sua scopa Dyson, l'aspirapolvere. Mi era piaciuta immensamente nel bellissimo film diretto da Genovese La banda dei Babbi Natale con il magnifico trio Aldo, Giovanni e Giacomo. 

Poi c'è Luis Molteni nella parte del dottore che si prenderà cura di Babbo Natale.

Il finale commuove perché vincono il bene e i buoni sentimenti.

Splendidi i costumi di Eleonora Rella e gli effetti visivi digitali di Paola Trisoglio e Stefano Marinoni che rendono il viaggio da Roma alla Lapponia e viceversa davvero incantevole.

Il film che è possibile vedere da oggi su Prime Video, sarà questa sera in prima visione su Sky.

Consigliato.


Il tuo Natale o il mio?


 I film natalizi inglesi sono senza dubbio i miei preferiti, lo confermo anche quest’anno dopo aver visto Your Christmas or mine?

La storia raccontata è proprio bella e avvincente, di quelle che ti fanno stare fino alla fine incollato alla tv e che nonostante il gelo dei paesaggi innevati e bellissimi, ti scalda il cuore.

A Natale, ossia nel periodo più bello dell’anno, ci sono famiglie felici e meno agiate delle famiglie infelici e nobili.

Una è la famiglia di Hailey, l’altra è quella di James.

I due studenti e amanti si salutano alla stazione e sperando di fare una sorpresa all’altro, prendono il treno che li condurrà nella casa dell’amato in un inverno che forse non è mai stato così freddo e gelido.

Lei ha dimenticato il suo cell in treno lui si ritrova nella famiglia semplice e autentica di lei.

Forse passeranno ognuno la Vigilia lontani ma in compagnia della famiglia dell’altro e saranno tanti i segreti che Hailey scoprirà di James e viceversa.

La commedia diretta molto bene da Jim O’ Hanlon con Asa Butterfield, Cora Kirk e un cast davvero pazzesco, è su Prime Video ed è imperdibile!


C’è sempre un perché


Stasera su Amazon Prime ho visto un film diretto da Dario Baldi che apprezzai moltissimo per l’impeccabile regia di “Faccio un salto all’Avana” con Enrico Brignano, Francesco Pannofino e la bella Aurora Cossio.

In questo film si fa un salto in Cina.

E che salto.

Sulle prime potrebbe sembrare un salto nel vuoto quando a muovere i fili del destino è l’amore.

Non è affatto una commedia romantica quella prodotta da Maria Grazia Cucinotta che nel film è Maria, un’affascinante locandiera siciliana che gestisce un delizioso ristorante in riva al mare con l’aiuto di Katia (Lucia Sardo) e Luciano (Ninni Bruschetta). È brillante sul lavoro ma teme l’amore di Leo, il sempre bello Sergio Assisi che tutto desidera tranne amarla.

A sostenerla psicologicamente c’è sempre la sua fidata e comprensiva sessuologa (Valeria Marini).

Leo chiede a Maria di sposarla, per avere il suo ristorante ma anziché rispondere, la bella locandiera perde i sensi.

Per impossessarsene, l’arrivista Leo architetta un piano senza precedenti, affidandosi al geniale Li, l’eccezionale Huang Haibo.

Questa commedia è un susseguirsi di equivoci ed è importante perché inaugura la collaborazione tra il cinema italiano e quello cinese.

Il salto in Cina è estremamente affascinante. Sono curate nei minimi dettagli le scene del matrimonio, le tradizioni, persino gli abiti degli sposi in rosso.

Il film è una scoperta, così è stato per me.

Consigliatissimo!


Improvvisamente Natale



Un delizioso primo dicembre su Amazon Prime questa sera ho trascorso in compagnia di Diego Abatantuono, Anna Galiena, Antonio Catania, Michele Foresta, Nino Frassica, Gloria Guida, Violante Placido, Lodo Guenzi e la deliziosa Sara Ciocca nella bella commedia diretta da Francesco Patierno sul Natale e sul suo potere sognante e magico.

I sogni alleviano i mali di ogni famiglia e non è Natale solo a dicembre.

In un agosto difficile come quello vissuto da Lorenzo, il nonno di Chiara, che sta per vendere l’amato hotel, la visita inaspettata della figlia e della nipote, trasforma il ferragosto, nell’amata festa di Chiara: il Natale e sarà forse l’ultimo prima che i genitori si separino.

Tra addobbi, luci e alberi, la famiglia è riunita tra alti e bassi, verità e bugie. 

L’atmosfera è di quelle incantevoli e le piacevoli sorprese si alternano nella pellicola di Patierno piena di paesaggi mozzafiato.

Oltre alla splendida fotografia sono belli i momenti noir   dove i bambini sono davvero eccezionali e determinati nel loro piano.

Infatti l’intento di Chiara e dei suoi amici, è quello di terrorizzare gli acquirenti dell’hotel con scene da film horror.

Un piccolo e bel ruolo è riservato a Paolo Hendel, una sorta di elfo dei monti, un’anima buona e speciale che sarà di vitale importanza nella storia. 

Altro bel cameo è quello di Luca Vecchi. 

Splendida Gloria Guida, come Anna Galiena.

Il film è piacevolissimo ed è di quelli che fa piacere vedere e rivedere. 

Consigliatissimo!



Il Capolavoro di Marco Bellocchio



 Credo che il cinema debba essere lo specchio della realtà ed è bello quando riesce a mostrare l’animo e il valore di personaggi che hanno rappresentato un’epoca, pur essendo il frutto di un’elaborazione artistica da parte del regista.

Ebbene ciò che è accaduto in questi giorni in tv, ossia la messa in onda di “Esterno notte” film seriale in sei episodi sul caso Moro, ha scosso le coscienze, ci ha resi orgogliosi di essere italiani nel ricordo di uno statista, un insegnante di Diritto, un uomo per bene che ha creduto, pregato, ha amato la sua famiglia, il suo Paese, ha illuminato con la sua presenza su questa Terra, la strada da percorrere, una strada fatta di principi, di ideali, d’incrollabile fede.

La vicenda di Moro è stata analizzata da diverse angolazioni e punti di vista, a partire da quella di Aldo, dell’uomo impegnato nel suo lavoro d’insegnante universitario, di marito, di padre, di nonno e di politico.

La prospettiva si sposta sul Ministro degli Interni il caro amico Francesco Cossiga poi sul Papa Paolo VI malato e sui Terroristi e sul modo in cui preparano la strage e il rapimento a cui seguiranno 55 giorni di prigionia con il tragico ritrovamento del corpo senza vita di Moro a Via Caetani. 

Gli ultimi due episodi sono strazianti. Da una parte è messa a fuoco la figura della moglie Eleonora Chiavarelli chiamata da tutti Nora ed è mostrato il carteggio di Moro, dov’è forte il suo sentimento di stima e devozione verso quegli amici a cui scrive per chiedere aiuto e lo fa perché sono stati coloro che un tempo aveva avuto accanto e di cui si fidava.

Attaccato alla vita, ai suoi doveri e soprattutto ai suoi affetti, l’uomo lasciato solo al suo destino, dice: “Cosa c’è di folle nel non voler morire?”.

Bellocchio ci consegna un lavoro di rara bellezza, realizzato con un cast d’immenso valore a partire da Fabrizio Gifuni che coinvolge, commuove e fa vibrare.

Tra le scene che mi hanno particolarmente toccato oltre a quella in cui incontra il prete nella fase conclusiva della sua esistenza e sente l’esigenza di confessarsi per aver provato sentimenti di odio verso quegli amici che si sono dimenticati di lui, c’è quella dell’ ultima Pasqua con la sua famiglia, dove Eleonora ricorda il marito desideroso di mostrare la cappella di famiglia nel cimitero di Torrita Tiberina.

L’utopistica e visionaria liberazione di Moro che apre il film torna sul finale e la tensione è altissima perché è bello poter pensare che quest’uomo sia stato realmente liberato. È anche un film illuminante, dove è forte il confronto tra il passato e il presente.

L’immagine dello statista che porta la sua croce mentre tutti gli altri si limitano a seguirlo e lo stanno a guardare, è una delle più significative di “Esterno notte”, il punto più alto di una carriera piena di successi per il grandissimo Marco Bellocchio da cui ho imparato tanto!

Amatissimo anche il pezzo musicale “Apres la pluie” di Rene Aubry che unito alla voce di Gifuni, il quale fu anche a teatro, un Aldo Moro eccezionale, rende questo film un Capolavoro.





PennadorodiTania CroceDesign byIole