La speciale medaglia De Coubertin ricevuta da Eugenio Monti a Parigi, è il primo riconoscimento per meriti sportivi assegnato nella storia della Olimpiadi moderne. Questo nel bellissimo film in prima visione su raiuno questa sera per la regia di Alessandro Angelini. A meritare un premio simile, è l'onestà di un campione per aver aiutato gli inglesi con il suo bullone, ad affrontare la sfida con il bob ed a vincere l'oro alle olimpiadi di Innsbruck nel 1964. In realtà ci fu un gesto di lealtà da parte di Monti verso gli inglesi rivali ma non vinse mai quella medaglia per meriti sportivi, riconoscimento istituito nel 1997.
Monti soprannominato dal giornalista Gianni Brera "Rosso volante", ha ormai trentasei anni ed è fuori tempo massimo per le competizioni olimpiche. Vive ancora con i genitori e si rammarica per non aver portato a casa l'oro olimpico, prima come sciatore e poi come bobbista.
Ha deciso di ritirarsi e lo comunica a Brera che gli ha dato quel soprannome così emblematico. Ha appena ottenuto il lavoro di pilota di formula uno.
Si sente male durante un allenamento e in ospedale durante il ricovero, viene riconosciuto e osannato.
Eugenio è ricoverato per accertamenti ed è perseguitato dall'idea di conquistare quell'oro. La dottoressa Linda che lo visita, è molto attraente e si congeda dallo sportivo in attesa dell'esito degli esami.
Brera è la voce narrante nel film, che è quella di Andrea Pennacchi, il quale interpreta il ruolo del giornalista Brera. Denise Tantucci interpreta il ruolo della dottoressa Linda per la quale Eugenio prova qualcosa di nuovo e speciale.
Prima di conoscere i risultati degli esami, Eugenio porta la sua dottoressa in moto. Linda legge l'esito degli esami invitando Monti a ritirarsi dalle competizioni agonistiche per non mettere a repentaglio la sua vita.
Eugenio si è isolato a vivere in una baita di legno in mezzo alla neve e un bel giorno giunge a trovarlo il suo compagno bobbista Sergio per mostrargli la lettera dell'invito alle Olimpiadi di Grenoble. Così Monti rivela il suo problema al cuore all'amico e l'impossibilità di svolgere l'attività agonistica. Decide di tornare a correre con il suo amico e compagno di corse. Mancano solo due settimane alle Olimpiadi di Grenoble. Chiede a Linda di accompagnarlo ma lei ha una storia e sta per sposarsi a New York. Sono i decimi giochi olimpici invernali quelli di Grenoble. Brera scrive che queste olimpiadi saranno riprese dalla tv e così sarà possibile vederle da casa, così come abbiamo fatto anche quest'anno emozionandoci per le trenta medaglie conquistate a Milano Cortina 2026 e in attesa delle Paralimpiadi. Durante le prove, c'è un incidente e Sergio s'infortuna. Però i due amici decidono di gareggiare nonostante l'imprevisto e sarà Luciano De Paolis a sostituire il bobbista infortunato come frenatore.
Monti vince l'oro, il primo di una lunga serie di medaglie e trionfi e accanto a lui c'è la sua Linda.
Splendido Giorgio Pasotti nei panni di questo immenso campione. Pasotti ha un 'intensità nello sguardo tale da riuscire a mostrare l'anima del personaggio interpretato ogni volta e nel modo più autentico possibile. Film meraviglioso con una sceneggiatura e una regia essenziali e una fotografia suggestiva e splendida. Per chi avesse perso questo film biografico di rara bellezza ne suggerisco la visione su Raiplay.







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