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The Watcher



La miniserie in sette episodi The Watcher, disponibile su Netflix , s'ispira a fatti realmente accaduti.
 Protagonista della serie è  la famiglia Brannock.  
Dean e Nora, coronano il sogno di trasferirsi in una casa spettacolare  a Westfield, nel New Jersey. 
Ben presto, l'idillio si trasforma in incubo quando Dean e Nora iniziano a ricevere lettere inquietanti da un misterioso stalker che si fa chiamare "L'Osservatore" e sostiene di sorvegliare la proprietà da decenni e di conoscere ogni angolo della loro bellissima abitazione. 
La miniserie creata da Ryan Murphy e Ian Brennan, si concentra su questi punti chiave: 
Le lettere minacciose: missive anonime cariche di tensione che prendono di mira la famiglia e i loro figli, insinuando il dubbio su chiunque si aggiri nei dintorni. 
I vicini sinistri: la coppia si scontra con residenti ostili e bizzarri, tra cui la stravagante Pearl e suo fratello Jasper, che si intrufola in casa, e una coppia di anziani ossessionati dalla proprietà. 
L'escalation di terrore: Dean e Nora assumono un'investigatrice privata e vengono spinti verso la paranoia, mentre gli eventi inspiegabili all'interno della casa si susseguono senza sosta.
Il mistero si infittisce fino a un finale aperto e inquietante, in cui l'identità dell'Osservatore rimane sconosciuta . 
La storia è liberamente ispirata a un celebre caso di cronaca realmente accaduto nel 2014 alla famiglia Broaddus. 
Naomi Watts nei panni di Nora è irresistibile come sempre, calata nel personaggio con raffinatezza ed immedesimazione al punto da mostrare le ossessioni e il terrore della padrona di casa  costantemente presa di mira dal misterioso osservatore. Bobby Cannavale nei panni di Dean è carismatico e credibile fino all'ultima battuta nel finale aperto e inquietante. 
Suggerisco la visione della mini serie che trovo inperdibile!

Widow's Bay

"Mi affascina il potere che le superstizioni hanno qui" è la frase del giornalista che incontra Tom il sindaco dell'isola infestata e protagonista di questa fantasmagorica serie che ho trovato stanotte  su Appletv. 
L'articolo che il giornalista  sta per scrivere servirà per potenziare il turismo  nell'isola ma durante l'intervista  in un pub, lo sguardo  terrificante di Matthew Rhys preannuncia  il pericolo  e  così si affretta a fare una telefonata  nel tentativo  di prevenire  qualcosa  che sembra essere terribile.  Salta la corrente e fuori la nebbia  è fitta per cui il sindaco invita tutti a restare nel pub e a non uscire, gridando loro : "C'è qualcosa nella nebbia"  ma la loro incredulità li porta  ad uscire dal pub. 
 Nessuno crede a Tom, nemmeno il giornalista. 

La nebbia  sì dirada  e persino Tom può tornare a casa. 
 Il sindaco  cerca ogni  modo per attirare i  turisti  nell'isola semi deserta e spera di riuscire nel suo intento. 
La locanda pare sia infestata  come racconta  un abitante dell'isola;  Tom tende a privilegiare il quieto vivere, mettendo a tacere  le  dicerie  varie e spera che l'articolo  pubblicitario sull'isola  serva  a  cambiare la visione e la reputazione del luogo. Per dimostrare che è tutto a posto, Tom deve dormire nella locanda. C'è una telecamera di sicurezza e un'altra  per riprendere  la sua permanenza  nella locanda  da cui il gestore se ne va lasciando Tom solo. Nei dieci episodi della prima Stagione di questa elettrizzante  serie tv,  la storia del '700  in cui  sono avvolti  i destini  dei personaggi   come Richard Warren , ritenuto  fondatore  dell'isola  nel New England,  s'intreccia con  la realtà  e la comunità  deve fare i conti coi mostri del passato  che  tornano  per  sconvolgere  il presente   e  per terrorizzare gli abitanti  dell'isola.   La terra  e  il mare  fanno  riemergere   presenze inquietanti  che  minacciavano  i marinai.
   La tremenda  verità  legata all'albero  genealogico  di Evan, il figlio di Tom,  gela il sangue sul finale.  
Nell'attesa della  seconda  stagione che è stata confermata,  non mi resta che suggerire la visione di questa  serie  molto  particolare,  spaventosa  e  coinvolgente.   

The beast in me

 


Una miniserie thiriller psicologica che ti incolla allo schermo è "The beast in me" per la splendida prova attoriale di Claire Danes e di Matthew Rhys diretti da Antonio Campos, regista capace di creare un'atmosfera angosciante alla Hitchcock; il vero protagonista è il duello psicologico tra vittima e carnefice: l'angosciata scrittrice Aggie Wiggs e il magnetico e inquietante Nile Jarvis, il suo vicino di casa. 

Aggie, ha vinto il premio Pulitzer con il romanzo "Inumano", ispirato a suo padre e a corto d'idee da quattro anni, traumatizzata dalla scomparsa del figlio perso in un tragico incidente stradale e separata dalla moglie Shelley (Natalie Morales), trae linfa vitale dal suo enigmatico vicino di casa Nile Jarvis, misterioso e imperturbabile magnate immobiliare, sospettato per la scomparsa dell'amata moglie Madison e ora sposato con la sua assistente Nina (Brittany Snow).

La prima cosa che scuote terribilmente la nuova arrivata Aggie, è il frastuono assordante dei cani del vicino. Anche lei ha un cagnolino ma è silenzioso e suo figlio lo amava tantissimo.

Si convince a scrivere la vera storia di Nile Jarvis, con la sua collaborazione, per svelare quel che si cela dietro le accuse e le maldicenze sull'uomo.

Aggie ha coraggio da vendere perché nonostante la fitta rete di contatti da cui si sente protetta, come Brian (il bravissimo David Lyons), un poliziotto della FBI che si e occupato in passato del caso Jarvis, si trova faccia a faccia con il crudele e spietato Nile, il quale, una sera, si finge suo amico forse provando una reale affinità con la scrittrice, della quale avverte la sete di sangue, il suo desiderio di vendetta per la morte di suo figlio.

Il libro "The beast in me", ha una gestazione lenta e sofferta e le pagine sono tinte di sangue, il sangue di tutte le vittime innocenti di cui Nile si è nutrito forse per liberarsi da quella bestia che gli urlava dentro, scalpitando per uscire.

Impressionante la capacita di Rhys di mostrare la spietatezza del personaggio interpretato, avvolto dalla tensione costante che motiva ogni sua azione.

Intenzionato a non avere figli, non riesce ad allontanare la sua crudeltà neanche quando scopre di essere diventato padre.

Non c'è amore che plachi la sua violenza, neanche quello per Madison (Leila George D'Onofrio).

Per Nile tutto è distruzione e morte.

Claire Danes, è elettrizzante nei panni della scrittrice pronta a tutto pur di far uscire il suo libro ed è particolarmente accurato il suo eloquio ed emoziona sul finale la lettura di una parte della sua ambiziosa opera che rivela alcuni aspetti dell'animo umano che spesso sfuggono a uno sguardo superficiale.

Rappresenta un bell'esempio di scrittura terapeutica  "The beast in me".

Visione suggerita su Netflix!

Shining Girls




I sogni dell'archivista di una testata giornalistica Kirby Mazrachi di diventare una giornalista subiscono una battuta d'arresto dopo che riesce a sopravvivere ad un attacco brutale, che la lascia in una realtà in continuo movimento.



Nel Chicago sun esce la storia raccontata dall'unica sopravvissuta, è Kirby che diventa testimone e giornalista di cronaca nera al fianco di Dan (Wagner Moura) ma quella sera è da sola, nel quarto degli otto episodi della serie.

Tutto accade in una lavanderia o è il luogo nel quale Kirby crede di trovarsi.

Il killer, (Jamie Bell), irrompe nella lavanderia dove tenta di uccidere l'unica sopravvissuta che lo contrasta, lo pugnala riuscendo a ferirlo ed a scappare.

Kirby è sposata con Marcus ma fatica a ricordare quando sia avvenuto il suo matrimonio. Ciò che ricorda con chiarezza è l'aggressione subita.

Sulle tracce di Klara (Madeline Breuer), la bellissima ballerina bionda uccisa negli anni '20 con le stesse modalità con cui il killer ha tentato di uccidere Kirby riuscendoci con le altre giovani donne, Dan e Kirby cercano di mettere insieme tutti gli indizi anche se non tornano le date.

In un mattatoio è stato lasciato il corpo di Klara, il killer ha lavorato come apprendista macellaio.

Il suo nome era John Smith. Ma siamo nel 1916 e le date non coincidono.

Tratto dal romanzo di Lauren Beukes diretto da Daina Reid, questa prima stagione mostra il misterioso volto del male attraverso un viaggio spazio temporale incredibile.

Le identità delle vittime sono condizionate dall'incontro con il killer e le loro vite sono sconvolte anzi stravolte.

Dan è stato ucciso dal killer e ora la verità è in mano a Kirby che tenta di trovare il mostro con l'aiuto della ricercatrice e vittima scampata Jin (Phillips Soo).

C'è una casa del tempo dove sono custoditi segreti.

Nella casa del tempo tutto è iniziato e forse tutto finirà.

La serie in 8 episodi è impressionante e affascina la bravura del cast a partire da Elisabeth Moss.

Consigliata la visione su Appletv.




The Veil la miniserie

 IL racconto dell'ancella la serie, il sorriso dietro il pianto, la passione e il coraggio di una guerrigliera come June e soprattutto la superba interpretazione di Elisabeth Moss, mi ha spinto a cercare qualsiasi film e serie interpretato da questa magnifica attrice.

Così mi sono ritrovata a vedere la prima e unica stagione di The Veil, miniserie spy-thriller creata scritta e diretta da Steven Knight in sei episodi, disponibile su Disney+.

 L'incedere sicuro di Violet, l'agente segreto e protagonista che adatta la sua identità alla città e alla circostanza nella quale si trova, consente di restare incollati alla tv per seguire le sue corse frenetiche, i suoi sguardi a tratti glaciali e dolcissimi, fanno luce su una realtà difficile da raccontare.

Violet è una spia inglese che si trova al centro di una missione governativa delicata: scoprire la vita misteriosa e le prossime mosse di una donna, ricercata da francesi, americani e i cui interessi si intrecciano anche con i tedeschi, i russi e gli inglesi.

Imogen è il nome sotto copertura di Violet che viaggia al fianco di Adillah (Yumna Marwan) sospettata comandante dell'ISIS, con la quale tenterà d'instaurare un legame d'amicizia basato sulla menzogna, per conoscere la verità.

Nel viaggio dalla Siria alla Francia, fino all'Inghilterra, le due donne mostreranno il volto nascosto del compromesso e quello salvifico e utopistico della redenzione, vanificato dalla realtà.

Il finale aperto lascia sperare in un seguito che mi auguro di poter vedere al più presto.


The Testaments


 Sono usciti tra aprile e maggio  2026 gli ultimi episodi della prima stagione The Testaments, sequel de Il racconto dell'Ancella, romanzo della scrittrice e ambientalista Margaret Atwood, ambientato in un regime totalitario e teocratico che priva le donne di qualsiasi potere e volontà.

Il romanzo preveggente della Atwood, ha ispirato la fortunata serie tv The Handmaid's Tale sul racconto dell'Ancella in un tempo futuro ma che interpella fortemente il presente.

Il seguito de Il racconto dell'Ancella, è rappresentato da The Testaments (2019), di cui non ho letto il libro uscito dopo una trentina d'anni rispetto a The Handmaid's Tale e che racconta i sedici anni successivi alla ribellione dell'Ancella.

 Ho visto la prima stagione in dieci episodi che, a mente fredda, cercherò di raccontarvi.

L'ambientazione è più calda rispetto all'altra serie, la temperatura è mite, i colori accesi, è tutto in fiore come le fanciulle in età da marito e prossime al matrimonio di cui si narra.

Si fa accenno alle ancelle che non si vedono mai, si torna invece a salutare Zia Lydia, di cui è possibile conoscere la vita precedente a quella da istitutrice inflessibile a Gilead.

Lydia era un'insegnate di 58 anni. 

In questa dimensione prettamente femminile, una vera e propria scuola di formazione per debuttanti in società, ho pensato al Tiaso greco studiato al Liceo.

Il Tiaso come la scuola di Gilead, era un'associazione religiosa legata al culto di Dioniso, il Tiaso guidato dalla poetessa Saffo, a Lesbo, era proprio una comunità educativa e religiosa dell'antica Grecia che accoglieva giovani donne dell'aristocrazia prima del matrimonio con l'intento di preparare le giovani alla vita matrimoniale adulta.

A Gilead tutto è ispirato e sacrificato a Dio.

Così come Saffo in veste di guida spirituale, insegnasse il valore della grazia, della seduzione e della bellezza, le Zie di Gilead, con la comparsa del menarca (ciclo mestruale), un evento sacro e raro a causa dell'infertilità globale causata da inquinamento e radiazioni, accompagnano le giovani negli svariati riti preparatori,  impartendo lezioni sulla sessualità e preparando la cura del proprio corpo come l'igiene dentale e l'abito consono per lo status conquistato.

Al centro della scena c'è Agnes, che indossa un abito color prugna, fino all'arrivo del menarca, dovendo cambiare il colore del suo abito in verde.

Nel resto del mondo la pubertà e il ciclo mestruale sono quasi assenti a causa dell'esposizione prolungata agli agenti tossici.

Agnes è una ragazza bellissima e dolcissima cresciuta a Gilead ma nata in Canada da June e Luke, ma lei  non ricorda quali furono i veri genitori.

June (Elisabeth Moss) compare in alcuni episodi ed è luce pura, commozione e speranza che quel regime totalitario crolli finalmente. 

Sono intensi i dialoghi tra June e Daisy, l'altra sua figlia, quella avuta con Nick, che lotta come ha fatto sua madre, per liberare e salvare le donne sottomesse di Gilead.

Agnes (Chase Infiniti) e Daisy (Lucy Halliday) sono meravigliosi esempi di coraggio e determinazione, nuovi esempi di femminismo e lotta contro la libertà delle donne.

La Stagione uscita a sette anni di distanza dalla pubblicazione del libro The Testaments, è in programmazione su Hulu (Disney+).

La visione è consigliatissima!

PennadorodiTania CroceDesign byIole