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Yamila Suarez torna su Netflix con Maria nella serie Maschi veri 2 - L'intervista


 C'è chi bada al focolare domestico nella serie "Maschi veri", anche nella seconda stagione e il suo nome è Maria, donna briosa, arguta, affidabile e sicura di sé che sa essere anche confidente e counselor ed è interpretata dall'attrice Yamila Suarez, che ho avuto il piacere di apprezzare nel lungometraggio "Più di ieri" opera prima di Jean Carlos Gonzales Flores, nella parte di Lupita e prodotto da Veronica Drikes.

Ritrovare Yamila nella prima stagione della serie Netflix "Maschi veri", è stato entusiasmante perché ho avuto modo di confermare il suo innato talento, trovandola così a suo agio nei panni di Maria, tanto da seguirla in tutti gli otto episodi della prima e della seconda stagione  che ho letteralmente divorato come faccio con i bei libri, quelli che mi appassionano.


 L'attrice di origine argentina mi ha concesso un'intervista e sarà un vero piacere scoprire dei particolari su "Maschi veri" e sul suo lavoro nella serie. Non vedo l'ora e voi?

Nell'episodio "Buone nuove", il terzo della seconda stagione, Maria viene seguita da Massimo che si trova in incognito nel supermercato dove la sua ex collaboratrice domestica sta facendo la spesa e le propone di essere assunta; Attualmente lavora per Daniela, dopo la loro separazione. Maria spiega di essere un influencer e chissà se accetterà l'offerta di Massimo. Questo episodio mi ha divertito molto. Parlami della costruzione di questo personaggio e quanto ti sei ispirata a Patri, quella della serie spagnola Machos Alfa.

Avevo visto la serie spagnola Machos Alfa per caso, prima dei provini in Italia, e mi ricordo che mi era piaciuta molto il personaggio di Patri, mi faceva ridere.
Ma non mi sono molto ispirata a lei, piuttosto ad altre persone della mia famiglia che hanno sempre avuto le redini della nostra casa.
Il modo di fare di Maria, di sapere tutto, di essere molto sicura e pragmatica con il suo Mate sempre a portata di mano, mi hanno riportato alla mia Argentina e alle donne che mi hanno cresciuto. 
La versione italiana è scritta con vari spunti, si vede bene il suo carattere e questo mi ha permesso di giocare molto, di divertirmi e di fare delle proposte.

In un altro episodio nella seconda stagione, l'intromissione di Maria è finalizzata al riavvicinamento tra Daniela e Massimo dopo una notte d'amore passata insieme nel bel mezzo della loro separazione. Me ne vuoi parlare?

Quella scena è stata molto divertente, mi è piaciuto trovare quell'intimità con Laura "la signora" e giocare ad essere amiche e cambiare il registro. Maria con il Mate e Daniela con il bicchiere di vino :-) hahaha.
Poi Maria ascolta, ascolta...ma alla fine fa di testa sua per risolvere la questione una volta per tutte, come fanno le mamme sudamericane ;-).
 
Che bello, ma dimmi, com'è stata l'esperienza con tutto il cast?

Bellissima. Si vede che c'è una grande sintonia tra di loro, e Io che non conoscevo nessuno personalmente ...all'inizio ero un po' preoccupata e invece mi hanno accolto benissimo fin dal primo giorno con tanta simpatia e professionalità.

Come sei stata scelta?

Ho fatto vari provini tramite la mia agenzia "Freaks dare to be different", con alcune scene della prima stagione e poi varie improvvisazioni. I casting (Francesca Borromeo e Danilo Sarappa) e i registi Matteo Oleotto, Letizia Lamartire e poi Milena Cocozza sono stati bravissimi, c'è sempre stata una bellissima atmosfera, molto divertente e ironica. Abbiamo parlato del personaggio, delle proposte e di alcune direzioni da prendere. 

E' la tua prima esperienza in una serie su Netflix?

Sì. Ho iniziato la mia carriera molto giovane, ho fatto diverse esperienze in Cinema e Teatro, ma non avevo mai lavorato in una serie Netflix, veramente una bella esperienza!

Ringrazio Yamila per la disponibilità e l'estrema gentilezza, io sono una sua fan.
Suggerisco la visione delle due stagioni di "Maschi veri" che ho amato moltissimo, così potrete scoprire e conoscere se non lo avete ancora fatto, il personaggio di Maria, attraverso l'impeccabile performance di Yamila Suarez, una Donna vera!

Le foto del cast sono di Lucia Iuorio mentre le altre sono di Karen N. Wikstrand dell'agenzia Freaks dare to be different.

Nord Sud Ovest Est - La Leggendaria storia degli 883 i primi due episodi


 Dopo il successo di Hanno ucciso l'Uomo Ragno in 8 episodi, da oggi 9 ottobre 2026 sono disponibili su Now Tv i primi due episodi della seconda stagione Nord Sud Ovest Est - La Leggendaria storia degli 883, ispirata alle pagine de "I cowboy non mollano mai - La mia storia" di Max Pezzali.

La nascita di un sogno in provincia è forse più silenziosa ma intensa ed esplosiva, come può esserlo per due compagni di scuola come Max e Mauro, così come è avvenuto per Stefano e Stefano, divenuti i fratelli Righeira.

Tra i banchi di scuola dunque è da cercare il germoglio di un arbusto che crescerà rigoglioso come gli 883, il duo che ha pubblicato un album con sette canzoni di successo a cui deve seguirne un altro che li definisca anzi li collochi nella loro dimensione di cantanti, ancora poco noti e intenti a vivere il loro momento di semi celebrità.

La voce narrante è quella di Max che ripercorre nel primo episodio l'incontro e il successo dei Righeira, iniziato nella Torino dei primi anni '80 e caratterizzato da tour in tutta Europa fino allo scioglimento nel 1992.

Poi si torna a parlare di loro, gli 883 che Claudio Cecchetto (Roberto Zibetti)  adorava  definendo  il loro pezzo Non  me la menare "una bomba".

In crisi  creativa e tra le incertezze legate all'inesperienza e all'età, arriva qualche premio come il Salmerino d'oro, consegnato alle eccellenze del luogo.

Per Max è un periodo no sul fronte sentimentale, a parte l'appuntamento con la super modella Michela Rossini, la ragazza più bella della città.

Mentre Max è incerto, Mauro spinge l'amico a comporre un nuovo pezzo, nel quale insiste, devono esserci le trombe ed è così che nasce I cowboy non mollano mai che poi s'intitolerà Nord Sud Ovest Est.

Io li ho visti gli 883 in una serata evento organizzata da Radio Deejay per il 31 dicembre a Roma con Fiorello e Gloria Gaynor, conservo ancora il biglietto e la loro storia da sempre mi emoziona.

La serie Sky Original firmata da Sydney Sibilia e prodotta da Sky Studios e Groenlandia, riprende il racconto dall'autunno del 1992 e devo dire che i due interpreti Elia Nuzzolo nei panni di Max e Matteo Oscar Giuggioli in quelli di Mauro, sono eccezionali.

In attesa di vedere con la stessa emozione gli altri sei episodi, invito voi cari amici a seguire la seconda stagione dedicata ai nostri amati 883, per emozionarvi, anzi, per rivivere l' emozione provata in quegli anni indimenticabili.





 


Maschi veri2




 Giunge su Netflix il 7 ottobre 2026 per la gioia del suo pubblico, la seconda stagione di Maschi veri ed è come tornare a casa in compagnia dei quattro amici quarantenni decostruiti ormai ma con tanta voglia di comprendere l'universo femminile che continua a sfuggire alle loro menti più allenate  a cogliere i misteri e  le sfumature delle donne  o forse no. 

Vorrei ricordare chi sono i quattro maschi veri:

C'è Francesco Montanari nei panni dell'eterno seduttore Riccardo e disperatamente single anche se è stato fidanzato con Ilenia (Sarah Felberbaum), avvocato di successo affascinante e aperta di mentalità che ora ha un nuovo amore, decisamente più grande di lei e con lui sta pensando di avere un figlio ma è in procinto di sottoporsi a un intervento chirurgico  che metterà fine ad ogni possibilità di diventare madre.

L'unico uomo ancora sposato è Pietro Sermonti/Luigi, come il Luis spagnolo, somigliante sia nel carattere che nell'aspetto a Fele Martinez, che svolge la professione di poliziotto e inizia a fare i conti con l'andropausa, rendendo la moglie Tiziana, la bellissima e bravissima (Thony) insoddisfatta e che si invaghisce del suo personal trainer immaturo, il quale finisce col chiamarla mamma. Però Tiziana si riavvicina al marito e resta incinta per la terza volta, motivo per il quale sarà necessario scegliere se portare avanti la gravidanza di comune accordo oppure no. 

Nei panni del Santi spagnolo, il fragile Mattia, c'è Maurizio Lastrico, separato dalla bella sia pure iena Nicole Grimaudo, ma consolato e sostenuto dalla figlia adolescente bisex Alice Lupparelli, che cercherà di curare le ferite paterne attraverso una decina di incontri online su Tinder. Dopo gli incontri oocasionali Mattia trova un nuovo lavoro in ambito archeologico dove conosce una bellissima ragazza e collega (Silvia d'Amico) di cui s'innamora nuovamente ma il suo capo gli ha chiesto di evitare flirt al lavoro .  

Dulcis in fundo c'è Pedro, anzi Massimo (Matteo Martani) un comunicatore scaltro e senza peli sulla lingua, non ancora padre e purtroppo licenziato nel primo episodio per colpa di uno spot sessista, cosa che comprometterà il suo tenore di vita altissimo, Vive in una megavilla con piscina con la compagna Daniela (Laura Adriani) in ascesa sui social (instagram) e con una collaboratrice domestica indispensabile e premurosa come Maria, la bravissima Yamila Suarez (in foto).Tuttavia i due si separano e per un periodo di tempo Daniela frequenta uno scrittore ma torna sui suoi passi anche grazie all'intervento di Maria la quale prende il cellulare di Daniela e scrive il primo messaggio a Massimo dopo la notte passata insieme al suo ex . 

Si ritrovano  tutti gli amici con le ex e le nuove fiamme nel bellissimo locale di Eugenio (Davide Iacopini) il socio gay e creativo di Riccardo, la sera dell'inaugurazione. 

Nell'adattamento italiano di Machos Alfa, la regia è di Milena Cocozza e di Matteo Oleotto prodotta da Groenlandia e sviluppa in otto episodi nella seconda stagione, le avventure e disavventure di quattro amici over 40 ormai pronti a confrontarsi con l'universo femminile avendo superato a pieni voti un corso per decostruire la loro mascolinità. 

La serie attualissima e originale nell'adattamento italiano è efficace e deliziosa con le sue  "sere nere", vacanze  avventurose  e  giornate di sole.

Tra le nuove figure presenti nella seconda stagione  è incantevole Davide Iacopini nei panni di Eugenio, affabile e omosessuale che salva letteralmente Riccardo dal fallimento professionale e sentimentale.  

Visione  consigliatissima!

La prima stagione di Maschi veri secondo me

American Hostage


Torna  On Air l'irresistibile Jon Hamm nei panni di Fred Heckman per raccontare una storia americana, accaduta a Indianapolis negli anni '70.

Fred è il noto e amato conduttore radiofonico della WIB e  il secondo degli otto episodi di "American Hostage" in streaming su MGM+, è dedicato all'intervista richiesta da Tony (Giovanni Ribisi) ossia  dall'uomo che tiene in ostaggio Dick, il suo  mediatore  creditizio

Lucido, garbato ed empatico come sempre in radio e con tutti coloro che lo frequentano e lo amano come sua moglie, Jon/ Fred inizia la sua intervista fuori programma ma necessaria a liberare l'uomo tenuto in ostaggio. Il sequestratore  tiene in ostaggio il suo mediatore  creditizio. 

Dopo l'invito ad usare "un linguaggio meno informale", Fred chiede a Tony di raccontargli il sogno americano che gli inpediscono di realizzare. Così quest'uomo da carnefice appare la vittima stritolata dai debiti fatti per realizzare un sogno che è diventato il suo incubo e di cui è finito per diventare ostaggio.

Tony ha 17 acri di terreno dove vuole realizzare un ristorante.  

"Non è solo un ristorante, è un'esperienza e un'esperienza è qualcosa che ti cambia anche se è solo un sussurro" spiega Tony e il suo racconto si tinge di sogno e di note sentimentali.  C'è il fratello di  Tony  per  strada di notte  al freddo  e  si attende  una  reazione  da parte  del  rapitore.  

"Non era solo un sogno era la mia ultima possibilità per fare qualcosa della mia vita e questi tizi hanno provato a rubarmela, mi hanno umiliato, mi hanno distrutto come uomo". 

L'intervista radiofonica con il sequestratore dura circa dieci minuti ma le conseguenze non tardano ad arrivare. 

I famigliari  del sequestrato si sottraggono  alle domande telefoniche di Fred  e negano il loro aiuto .

"Questa storia è complessa non è solo il sequestro di un ostaggio c'è dell'altro". 

Questa  si è rivelata  l'intervista  di punta della carriera di Fred Heckman che è un  giornalista e vuole occuparsi di cronaca. 

"Questa potrebbe essere la storia di un pazzo che minaccia  il suo mediatore  creditizio  o  un'accusa contro il sogno americano o entrambi ". 

Ginny  la collaboratrice di Fred , trova  la sorella di Tony  e  la convince a rilasciare  un'intervista.  

La seconda  telefonata di Tony  a Fred ,  è registrata. Ha un effetto  forte su Fred  e su tutta la redazione  di WIB ma non sarà l'unica telefonata  a sconvolgerlo. 

Il secondo  episodio  è pieno di colpi di scena  e  fino a  novembre  vivremo nell'attesa dei nuovi episodi della serie tv diretta da Adam Arkin che recita anche  nella parte di John Ruckelshaus. 

Il 27 settembre su MGM+arriva il terzo episodio in cui  Fred  si prepara per gestire tutte le richieste del  sequestratore che tiene in ostaggio  il mediatore  creditizio da  nove ore.

La storia è tratta da una storia vera .

Fred rientra a casa per cena prima di tornare alla radio  e chiama Tony  anche in casa  Heckman. 

Il primo ostaggio di Tony è stata sua sorella.

 Intanto  la moglie di Heckman  va a fare visita  alla moglie  di Dick  il sequestrato  per portare cibo e per assistere  la moglie  durante la telefonata nella quale riuscirà a sentire  suo marito dopo ore dal sequestro. 

Tony si mostra  solidale e  comprensivo  con la moglie di Dick che finalmente riesce a parlarle al telefono. 

Dopo le scuse  pubbliche  rivolte a Tony in diretta tv, il sequestratore  infuriato  chiama  Heckman  perché quelle scuse sono state inadeguate. 

Nel quarto episodio  Tony riceve il  conforto  da parte  degli  americani  che in radio  gli lasciano  messaggi  nei quali   rivelano  le drammatiche  conseguenze  delle  stesse ingiustizie  subite  dal  rapitore.  È chiaro  che  le persone  sono dalla sua  parte e la radio diventa  il  tramite  tra il  rapitore e gli  americani  truffati  e che  hanno visto  svanire  il sogno  di una vita,  la realizzazione  personale,  la  tranquillità  economica  con cui  costruire  una famiglia  dignitosamente.   

Nel quinto  episodio  che  giunge  in una  serena domenica di ottobre,  c'è  la neve  nella  scena  iniziale del  quinto episodio  ed è glaciale  l'atteggiamento di  Tony pur avendo ottenuto l'accordo  richiesto  e tutto  sembra  risolto  ma tra il mondo fuori e il seminterrato  che è ormai  il nascondiglio  dentro  cui si  barrica  il rapitore,   c'è  un  muro  di sfiducia e incredulità  che  mina  l'apparente  serenità  di quella che appare come una conquista. 

Fred è ansioso  e chiama  la moglie da una cabina  telefonica  prima  della diretta radiofonica, rassicurando  sia  moglie con  la certezza che tutto questo finirà  presto.  

Sono trascorse  36 ore dal  sequestro  ma Fred  è quasi certo  che  questa  storia  potrebbe  finire.  L'accordo di immunità  firmato  da  Tony potrebbe  portare  a una  "rapida  risoluzione  della vicenda". 

Tony  non  firma  l'accordo  quindi  Fred   decide  di andare direttamente  nel  nascondiglio di Tony  per  convincerlo  a firmare  l'accordo  e mettere fine  a questa  assurda  situazione.  Il giornalista  dovrà  indossare  un giubbotto antiproiettile. 

Il dialogo tra i  due  non   ha l'esito  che ci si aspettava  perché  Tony  non si sente pronto e deve fare tutte le valutazioni  necessarie.  

L'accordo è solo  una trappola per catturare  Tony  e Fred  non  è entusiasta  anzi  decisamente disapprova questa  decisione.

La moglie  di  Fred e quella di  Tony  si trovano  in un pub  per sciogliere  la tensione e  per cercare di  consolarsi.   

Dick  devastato  dal racconto  disperato  di Tony,  chiede  scusa  al rapitore  da parte di suo padre. 


Mad Men


 Sette stagioni (2007/2014) e 92 episodi da 45 minuti l'uno di pura bellezza su Disney+ ho recuperato e visto consecutivamente, guidata dalla voce narrante e dal carisma di Jon Hamm.

Ideata da Matthew Weiner, la serie tv statunitense è ambientata negli anni '60 e il mondo pubblicitario è il microcosmo intorno a cui ruotano le esistenze di Don Draper (Hamm), Peggy (Elisabeth Moss), Betty (January Jones), Joan (Christina Hendricks), Roger Sterling (John Slattery), Bertram Cooper (Robert Morse), Sally (Kiernan Shipka, Megan (Jessica Parè), nell'arco di un decennio.

Il primo uomo sulla luna, l'assassinio di Kennedy e di Martin Luther King, le lotte per la conquista dei diritti civili degli afroamericani, sono solo alcuni dei fatti cruciali di quegli anni, ricostruiti in modo dettagliato e preciso nella serie dove gli slogan pubblicitari dei grandi marchi americani di prodotti che tuttora consumiamo, guidano l'estenuante lavoro dei creativi nell'agenzia Sterling & Cooper dove riesce ad entrare fortuitamente un ragazzo di talento come Don Draper.

La serie che ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui 4 Golden Globe e 15 Emmy Award, racconta le appassionanti vite di alcuni pubblicitari che lavorano nell'agenzia pubblicitaria Sterling & Cooper, poi Sterling Cooper Draper Pryce e infine Sterling Coopers & Partners di Madison Avenue,  ponendo la sua attenzione sul direttore creativo Don Draper.

Oltre alla figura carismatica e fragile di Don, un uomo dal passato difficile e dall'identità misteriosa che ho amato immensamente, mi sono piaciute le figure femminili di Peggy e di Joan, entrambe unite nella lotta per il riconoscimento del lavoro femminile al pari di quello maschile in un Paese aperto ai cambiamenti eppure legato alle tradizioni familiari.

La colonna sonora da Piece of My Heart di Janis Joplin a Both Sides Now di Judy Collins, tratteggia la psicologia dei personaggi stretti nella morsa del lavoro, delle tentazioni della carne e del tempo che stritola legami sentimentali offrendo nuove opportunità.

La serie tv è perfetta in tutto e merita di essere scoperta, vista e ammirata.

Visione suggerita!


The Watcher



La miniserie in sette episodi The Watcher, disponibile su Netflix , s'ispira a fatti realmente accaduti.
 Protagonista della serie è  la famiglia Brannock.  
Dean e Nora, coronano il sogno di trasferirsi in una casa spettacolare  a Westfield, nel New Jersey. 
Ben presto, l'idillio si trasforma in incubo quando Dean e Nora iniziano a ricevere lettere inquietanti da un misterioso stalker che si fa chiamare "L'Osservatore" e sostiene di sorvegliare la proprietà da decenni e di conoscere ogni angolo della loro bellissima abitazione. 
La miniserie creata da Ryan Murphy e Ian Brennan, si concentra su questi punti chiave: 
Le lettere minacciose: missive anonime cariche di tensione che prendono di mira la famiglia e i loro figli, insinuando il dubbio su chiunque si aggiri nei dintorni. 
I vicini sinistri: la coppia si scontra con residenti ostili e bizzarri, tra cui la stravagante Pearl e suo fratello Jasper, che si intrufola in casa, e una coppia di anziani ossessionati dalla proprietà. 
L'escalation di terrore: Dean e Nora assumono un'investigatrice privata e vengono spinti verso la paranoia, mentre gli eventi inspiegabili all'interno della casa si susseguono senza sosta.
Il mistero si infittisce fino a un finale aperto e inquietante, in cui l'identità dell'Osservatore rimane sconosciuta . 
La storia è liberamente ispirata a un celebre caso di cronaca realmente accaduto nel 2014 alla famiglia Broaddus. 
Naomi Watts nei panni di Nora è irresistibile come sempre, calata nel personaggio con raffinatezza ed immedesimazione al punto da mostrare le ossessioni e il terrore della padrona di casa  costantemente presa di mira dal misterioso osservatore. Bobby Cannavale nei panni di Dean è carismatico e credibile fino all'ultima battuta nel finale aperto e inquietante. 
Suggerisco la visione della mini serie che trovo inperdibile!

Widow's Bay

"Mi affascina il potere che le superstizioni hanno qui" è la frase del giornalista che incontra Tom il sindaco dell'isola infestata e protagonista di questa fantasmagorica serie che ho trovato stanotte  su Appletv. 
L'articolo che il giornalista  sta per scrivere servirà per potenziare il turismo  nell'isola ma durante l'intervista  in un pub, lo sguardo  terrificante di Matthew Rhys preannuncia  il pericolo  e  così si affretta a fare una telefonata  nel tentativo  di prevenire  qualcosa  che sembra essere terribile.  Salta la corrente e fuori la nebbia  è fitta per cui il sindaco invita tutti a restare nel pub e a non uscire, gridando loro : "C'è qualcosa nella nebbia"  ma la loro incredulità li porta  ad uscire dal pub. 
 Nessuno crede a Tom, nemmeno il giornalista. 

La nebbia  sì dirada  e persino Tom può tornare a casa. 
 Il sindaco  cerca ogni  modo per attirare i  turisti  nell'isola semi deserta e spera di riuscire nel suo intento. 
La locanda pare sia infestata  come racconta  un abitante dell'isola;  Tom tende a privilegiare il quieto vivere, mettendo a tacere  le  dicerie  varie e spera che l'articolo  pubblicitario sull'isola  serva  a  cambiare la visione e la reputazione del luogo. Per dimostrare che è tutto a posto, Tom deve dormire nella locanda. C'è una telecamera di sicurezza e un'altra  per riprendere  la sua permanenza  nella locanda  da cui il gestore se ne va lasciando Tom solo. Nei dieci episodi della prima Stagione di questa elettrizzante  serie tv,  la storia del '700  in cui  sono avvolti  i destini  dei personaggi   come Richard Warren , ritenuto  fondatore  dell'isola  nel New England,  s'intreccia con  la realtà  e la comunità  deve fare i conti coi mostri del passato  che  tornano  per  sconvolgere  il presente   e  per terrorizzare gli abitanti  dell'isola.   La terra  e  il mare  fanno  riemergere   presenze inquietanti  che  minacciavano  i marinai.
   La tremenda  verità  legata all'albero  genealogico  di Evan, il figlio di Tom,  gela il sangue sul finale.  
Nell'attesa della  seconda  stagione che è stata confermata,  non mi resta che suggerire la visione di questa  serie  molto  particolare,  spaventosa  e  coinvolgente.   

The beast in me

 


Una miniserie thiriller psicologica che ti incolla allo schermo è "The beast in me" per la splendida prova attoriale di Claire Danes e di Matthew Rhys diretti da Antonio Campos, regista capace di creare un'atmosfera angosciante alla Hitchcock; il vero protagonista è il duello psicologico tra vittima e carnefice: l'angosciata scrittrice Aggie Wiggs e il magnetico e inquietante Nile Jarvis, il suo vicino di casa. 

Aggie, ha vinto il premio Pulitzer con il romanzo "Inumano", ispirato a suo padre e a corto d'idee da quattro anni, traumatizzata dalla scomparsa del figlio perso in un tragico incidente stradale e separata dalla moglie Shelley (Natalie Morales), trae linfa vitale dal suo enigmatico vicino di casa Nile Jarvis, misterioso e imperturbabile magnate immobiliare, sospettato per la scomparsa dell'amata moglie Madison e ora sposato con la sua assistente Nina (Brittany Snow).

La prima cosa che scuote terribilmente la nuova arrivata Aggie, è il frastuono assordante dei cani del vicino. Anche lei ha un cagnolino ma è silenzioso e suo figlio lo amava tantissimo.

Si convince a scrivere la vera storia di Nile Jarvis, con la sua collaborazione, per svelare quel che si cela dietro le accuse e le maldicenze sull'uomo.

Aggie ha coraggio da vendere perché nonostante la fitta rete di contatti da cui si sente protetta, come Brian (il bravissimo David Lyons), un poliziotto della FBI che si e occupato in passato del caso Jarvis, si trova faccia a faccia con il crudele e spietato Nile, il quale, una sera, si finge suo amico forse provando una reale affinità con la scrittrice, della quale avverte la sete di sangue, il suo desiderio di vendetta per la morte di suo figlio.

Il libro "The beast in me", ha una gestazione lenta e sofferta e le pagine sono tinte di sangue, il sangue di tutte le vittime innocenti di cui Nile si è nutrito forse per liberarsi da quella bestia che gli urlava dentro, scalpitando per uscire.

Impressionante la capacita di Rhys di mostrare la spietatezza del personaggio interpretato, avvolto dalla tensione costante che motiva ogni sua azione.

Intenzionato a non avere figli, non riesce ad allontanare la sua crudeltà neanche quando scopre di essere diventato padre.

Non c'è amore che plachi la sua violenza, neanche quello per Madison (Leila George D'Onofrio).

Per Nile tutto è distruzione e morte.

Claire Danes, è elettrizzante nei panni della scrittrice pronta a tutto pur di far uscire il suo libro ed è particolarmente accurato il suo eloquio ed emoziona sul finale la lettura di una parte della sua ambiziosa opera che rivela alcuni aspetti dell'animo umano che spesso sfuggono a uno sguardo superficiale.

Rappresenta un bell'esempio di scrittura terapeutica  "The beast in me".

Visione suggerita su Netflix!

Shining Girls




I sogni dell'archivista di una testata giornalistica Kirby Mazrachi di diventare una giornalista subiscono una battuta d'arresto dopo che riesce a sopravvivere ad un attacco brutale, che la lascia in una realtà in continuo movimento.



Nel Chicago sun esce la storia raccontata dall'unica sopravvissuta, è Kirby che diventa testimone e giornalista di cronaca nera al fianco di Dan (Wagner Moura) ma quella sera è da sola, nel quarto degli otto episodi della serie.

Tutto accade in una lavanderia o è il luogo nel quale Kirby crede di trovarsi.

Il killer, (Jamie Bell), irrompe nella lavanderia dove tenta di uccidere l'unica sopravvissuta che lo contrasta, lo pugnala riuscendo a ferirlo ed a scappare.

Kirby è sposata con Marcus ma fatica a ricordare quando sia avvenuto il suo matrimonio. Ciò che ricorda con chiarezza è l'aggressione subita.

Sulle tracce di Klara (Madeline Breuer), la bellissima ballerina bionda uccisa negli anni '20 con le stesse modalità con cui il killer ha tentato di uccidere Kirby riuscendoci con le altre giovani donne, Dan e Kirby cercano di mettere insieme tutti gli indizi anche se non tornano le date.

In un mattatoio è stato lasciato il corpo di Klara, il killer ha lavorato come apprendista macellaio.

Il suo nome era John Smith. Ma siamo nel 1916 e le date non coincidono.

Tratto dal romanzo di Lauren Beukes diretto da Daina Reid, questa prima stagione mostra il misterioso volto del male attraverso un viaggio spazio temporale incredibile.

Le identità delle vittime sono condizionate dall'incontro con il killer e le loro vite sono sconvolte anzi stravolte.

Dan è stato ucciso dal killer e ora la verità è in mano a Kirby che tenta di trovare il mostro con l'aiuto della ricercatrice e vittima scampata Jin (Phillips Soo).

C'è una casa del tempo dove sono custoditi segreti.

Nella casa del tempo tutto è iniziato e forse tutto finirà.

La serie in 8 episodi è impressionante e affascina la bravura del cast a partire da Elisabeth Moss.

Consigliata la visione su Appletv.




The Veil la miniserie

 IL racconto dell'ancella la serie, il sorriso dietro il pianto, la passione e il coraggio di una guerrigliera come June e soprattutto la superba interpretazione di Elisabeth Moss, mi ha spinto a cercare qualsiasi film e serie interpretato da questa magnifica attrice.

Così mi sono ritrovata a vedere la prima e unica stagione di The Veil, miniserie spy-thriller creata scritta e diretta da Steven Knight in sei episodi, disponibile su Disney+.

 L'incedere sicuro di Violet, l'agente segreto e protagonista che adatta la sua identità alla città e alla circostanza nella quale si trova, consente di restare incollati alla tv per seguire le sue corse frenetiche, i suoi sguardi a tratti glaciali e dolcissimi, fanno luce su una realtà difficile da raccontare.

Violet è una spia inglese che si trova al centro di una missione governativa delicata: scoprire la vita misteriosa e le prossime mosse di una donna, ricercata da francesi, americani e i cui interessi si intrecciano anche con i tedeschi, i russi e gli inglesi.

Imogen è il nome sotto copertura di Violet che viaggia al fianco di Adillah (Yumna Marwan) sospettata comandante dell'ISIS, con la quale tenterà d'instaurare un legame d'amicizia basato sulla menzogna, per conoscere la verità.

Nel viaggio dalla Siria alla Francia, fino all'Inghilterra, le due donne mostreranno il volto nascosto del compromesso e quello salvifico e utopistico della redenzione, vanificato dalla realtà.

Il finale aperto lascia sperare in un seguito che mi auguro di poter vedere al più presto.


The Testaments


 Sono usciti tra aprile e maggio  2026 gli ultimi episodi della prima stagione The Testaments, sequel de Il racconto dell'Ancella, romanzo della scrittrice e ambientalista Margaret Atwood, ambientato in un regime totalitario e teocratico che priva le donne di qualsiasi potere e volontà.

Il romanzo preveggente della Atwood, ha ispirato la fortunata serie tv The Handmaid's Tale sul racconto dell'Ancella in un tempo futuro ma che interpella fortemente il presente.

Il seguito de Il racconto dell'Ancella, è rappresentato da The Testaments (2019), di cui non ho letto il libro uscito dopo una trentina d'anni rispetto a The Handmaid's Tale e che racconta i sedici anni successivi alla ribellione dell'Ancella.

 Ho visto la prima stagione in dieci episodi che, a mente fredda, cercherò di raccontarvi.

L'ambientazione è più calda rispetto all'altra serie, la temperatura è mite, i colori accesi, è tutto in fiore come le fanciulle in età da marito e prossime al matrimonio di cui si narra.

Si fa accenno alle ancelle che non si vedono mai, si torna invece a salutare Zia Lydia, di cui è possibile conoscere la vita precedente a quella da istitutrice inflessibile a Gilead.

Lydia era un'insegnate di 58 anni. 

In questa dimensione prettamente femminile, una vera e propria scuola di formazione per debuttanti in società, ho pensato al Tiaso greco studiato al Liceo.

Il Tiaso come la scuola di Gilead, era un'associazione religiosa legata al culto di Dioniso, il Tiaso guidato dalla poetessa Saffo, a Lesbo, era proprio una comunità educativa e religiosa dell'antica Grecia che accoglieva giovani donne dell'aristocrazia prima del matrimonio con l'intento di preparare le giovani alla vita matrimoniale adulta.

A Gilead tutto è ispirato e sacrificato a Dio.

Così come Saffo in veste di guida spirituale, insegnasse il valore della grazia, della seduzione e della bellezza, le Zie di Gilead, con la comparsa del menarca (ciclo mestruale), un evento sacro e raro a causa dell'infertilità globale causata da inquinamento e radiazioni, accompagnano le giovani negli svariati riti preparatori,  impartendo lezioni sulla sessualità e preparando la cura del proprio corpo come l'igiene dentale e l'abito consono per lo status conquistato.

Al centro della scena c'è Agnes, che indossa un abito color prugna, fino all'arrivo del menarca, dovendo cambiare il colore del suo abito in verde.

Nel resto del mondo la pubertà e il ciclo mestruale sono quasi assenti a causa dell'esposizione prolungata agli agenti tossici.

Agnes è una ragazza bellissima e dolcissima cresciuta a Gilead ma nata in Canada da June e Luke, ma lei  non ricorda quali furono i veri genitori.

June (Elisabeth Moss) compare in alcuni episodi ed è luce pura, commozione e speranza che quel regime totalitario crolli finalmente. 

Sono intensi i dialoghi tra June e Daisy, l'altra sua figlia, quella avuta con Nick, che lotta come ha fatto sua madre, per liberare e salvare le donne sottomesse di Gilead.

Agnes (Chase Infiniti) e Daisy (Lucy Halliday) sono meravigliosi esempi di coraggio e determinazione, nuovi esempi di femminismo e lotta contro la libertà delle donne.

La Stagione uscita a sette anni di distanza dalla pubblicazione del libro The Testaments, è in programmazione su Hulu (Disney+).

La visione è consigliatissima!

PennadorodiTania CroceDesign byIole