I Roses

 L'amore accade, sboccia, fiorisce, l'odio è alimentato da sentimenti quali l'invidia e il fallimento. 

Il crescendo a cui assistiamo in questo remake del film degli anni '80 è più misurato e timido, un odi ed amo catulliano dove l'odio non è nient'altro che una sfumatura dell'amore.

Lui architetto talentuoso lei chef che sogna di essere Julia Child e finisce per diventarlo, gestendo una catena di ristoranti in cui insegna agli americani, come Julia, a mangiare, traendone sia prestigio che buoni guadagni e lasciando la famiglia in secondo piano.

All'educazione dei figli pensa Theo, architetto di successo, che alleva la sua prole con particolare attenzione verso la forma fisica, trasformando i due ragazzi tredicenni in eccellenze sportive. 

La cura quasi esclusiva per i figli è un compito che Theo si assume da quando ha perso il lavoro per colpa di un assurdo incidente che ha fatto precipitare le sue ambizioni riaccese da un progetto grandioso, quello di costruire la casa di vetro con i soldi della moglie Ivy.

C'è stato un tempo in cui non si sapeva dove iniziasse Theo e dove finisse Ivy, vivendo il rapporto in modo simbiotico e appagante.

Però la crisi matrimoniale s'insinua tra le lussuose pareti della magnifica casa di recente costruzione e durante una cena tra amici esplode per culminare in una lotta fatta di colpi di pistola di Ivy e della violenza di Theo che si concentra sui fornelli della cucina, distruggendoli.


Ma di quella lotta, restano solo i cocci di un'incomprensione che esplode e si manifesta in questa scenata forsennata che non è altro se non un disperato bisogno d'amore.

Ho sentito dire che questo film rispetto alla Guerra dei Roses, non sia memorabile come quello degli anni '80 ma io penso invece che sia davvero bello l'amore gridato e che si trasforma in odio per poi tornare ad essere amore.

Sembra che Olivia Colman  e Benedict Cumberbatch si siano amati davvero in questa finzione cinematografica, dove hanno mostrato l'amore di coppia e la naturale crisi di un matrimonio come meglio non avrebbero saputo fare, anche grazie alla bella regia di Jay Roach.

Ne suggerisco la visione su Disney+ in esclusiva dal 3 dicembre. 

 

Gli Aristogatti

A Renzo Montagnani si deve attraverso un doppiaggio incantevole, la metamorfosi del gattone irlandese Thomas O'Malley nel romanissimo Romeo, "er mejo del Colosseo", in questo delizioso film Disney che ha più di cinquant'anni ma è stupendo a tutte le età.
La storia è ambientata a Parigi nel 1910 anche se l'ultimo film autorizzato da Walt Disney, uscì nel 1970.


Romeo è l'incontro fortuito con i gattini di Duchessa, la gatta aristocratica e mamma di Minou, Matisse e Bizet, avvenuto dopo che l'elegante famigliola felina è stata abbandonata da Edgar nella campagna della ville lumiere; difficile adeguarsi a vivere in mezzo alla natura abituati a vivere nel lussuosissimo appartamento parigino, viziati e coccolati da Madame Adelaide.

Romeo è un gatto galante e cerimonioso nonostante le sue umili origini, che scorta i gattini verso Parigi su un carretto di fortuna.
Tutto ha avuto origine dal testamento redatto da Madame al fianco del fidato avvocato, dove sceglie di lasciare tutto il suo patrimonio agli amatissimi gatti, essendo sola e godendo della preziosa compagnia di quegli adorati mici.
E' il maggiordomo Edgar ad aver abbandonato i gatti, dopo aver servito loro il pasto delizioso eppure pieno di sonnifero.

L'incontro prosegue con due magnifiche oche londinesi Guendalina e Bla Bla, scambiate per tortorelle da Romeo, con cui si dirigono a Le petit cafè.

Il maggiordomo Edgar va alla ricerca dei gattini rapiti e abbandonati ma non li trova nel luogo dove li aveva lasciati.

Intanto i gatti passano una notte tranquilla in compagnia di Romeo e dei loro amici che amano il jazz, poi tornano nella dimora di Madame ma vengono subito catturati da Edgar.
I topolini assistono al rapimento così vanno a chiamare Romeo per chiedere aiuto.
La ghenga di gatti randagi accorrono per salvare gli Aristogatti dalle grinfie del maggiordomo venale e senza cuore, ma prima catturano il topolino per mangiarlo.
Edgar è in gabbia e i micetti sono finalmente liberi di tornare dalla loro cara Madame.
Tra i gatti ora c'è anche Romeo che Madame ama da subito e scatta loro una foto ricordo.
Questo film poetico e realistico, è senza tempo e vederlo su Disney+ è stato un bel regalo di Natale che mi sono concessa, perché avevo bisogno di pensare che sarei tornata a casa per essere coccolata da una persona speciale come Madame Adelaide.

"Gli aristogatti non si esercitano a fare morsi e a unghiate, o cose simili..." perché amano la pace e se la pace è un sogno natalizio allora anche questo film può essere ritenuto natalizio per la serenità che sa trasmettere.
Ne consiglio la visione su Disney+ e su Raiplay.



Bridget Jones una di noi


 Da divoratrice di film e serie su Netflix e non solo,  ho riservato  alla fine dell'anno la visione  di quest'ultimo capitolo di Bridget Jones,  per emozionarmi e chiudere in bellezza  il 2025.

Il diario di Bridget Jones di Helen Fielding, lo lessi sulla spiaggia.  Il film, il primo, lo avrò visto cento volte e  anche di più.  Mi faceva compagnia la sera  anche se la tv si vedeva malissimo in camera  ma ero comunque felice di  vederlo perché mi faceva immedesimare nelle disavventure della trentenne così simile a me. 

In quest'ultimo capitolo, sono lieta di ritrovare luoghi iconici del Diario di Bridget Jones come il mercato dove Bridget gongola trionfante  dopo  il suo  fortunato  debutto  in tv e sul finale, la strada  londinese innevata  dove corre in camicetta (non più in mutande) per inseguire l'uomo che la bacerà, nel primo  film è  il brillante avvocato Mark Darcy, ossia l'eccezionale Colin Firt che ora  è il compianto marito e questa volta è Scott, l'insegnante dei figli di Bridget e Mark, il quale  non resiste al fascino  della mamma vedova che ha ancora tanto amore da dare. 

Renée Zellweger, Bridget, è ognuna di noi, che a un certo punto della propria vita, verso i trent'anni, decide di darsi una regolata, iniziando metaforicamente a scrivere un diario che è una specie di coscienza, di  guida, di riferimento dove appuntare dati fondamentali quali peso, uomo ideale, dieta, ecc ecc.

Chi non ha avuto una storia con il proprio capo affascinante e inaffidabile?  Daniel Cleaver è diventato un caro amico per Bridget nell'ultimo capitolo dove ha un figlio ormai grande con cui non ha grandi rapporti e  Hugh Grant sa sempre come  fare per  conquistarci   attraverso la sua ironia e un fascino maturo  e immutato.  

Ci sono anche altri due uomini nel film che faranno tornare a Bridget la voglia di vivere, uno è Roxster (Leo Woodall) il  guardiaboschi incontrato per caso  e  con  il quale  flirta su Tinder e l'altro è Scott (Chiwetel Ejiofor), l'affascinante professore di scienze dei suoi figli.  

Ma nel suo cuore c'è sempre Mark a vegliare sulla sua famiglia ormai pronta dopo quattro anni a spiccare il volo. Colin Firt compare fisicamente in qualche scena, ma è come ombra nei pensieri della moglie Bridget e dei suoi bambini, a cui il papà manca tanto.

Bridget  dopo un periodo di isolamento e solitudine, torna a lavorare in tv sostenuta anche dai suoi cari e inseparabili amici, come James Callis, che vive di rendita e invecchiato e capellone rispetto alle versioni passate,  con i quali condivide  momenti  no e le feste.

Ritroviamo anche Pam (Gemma Jones) che ora vive in un centro anziani anche se crede sia un Hotel e in una scena  c'è anche il padre Colin (Jim Broadbent) che però muore. 

Il the end del diario di Bridget Jones ce lo meritavamo per commuoverci e continuare a  sognare  perché i sogni aiutano a vivere.

Sono certa che come è capitato per il primo,  questo film lo vedrò e rivedrò perché  anch'io sono Bridget Jones.

Grazie Renée e grazie Helen per averci regalato questa storia meravigliosa e per niente banale, che parla di ognuna di noi. 


Crudelia veste Prada


"Crudelia" non si riferisce a un unico film, ma mette in parallelo due opere cinematografiche distinte: il film "Crudelia" (2021) e il film "Il diavolo veste Prada" (2006). 

Sebbene non abbiano una trama comune, entrambi presentano figure femminili forti e antagoniste in ambienti legati alla moda: in "Crudelia", una giovane stilista ribelle, e ne "Il diavolo veste Prada", la temibile direttrice di una rivista di moda. La baronessa del film "Crudelia" è stata definita una versione alternativa e più "punk" di Miranda Priestley, il personaggio interpretato da Meryl Streep.

Estrella si trasforma in Cruella, durante la festa della baronessa von Hellman per cui lavora e che ha ucciso sua madre, lanciandole addosso con un fischietto i suoi tre dalmata che la assalgono gettandola dalla scogliera.
Cruella è un'orfana o crede di esserlo, che incontra due ladri Gaspare e Orazio, i quali la accolgono come fosse una sorella e con cui vive, cresce e truffa.
Eppure lei ama il mondo della  moda e uno dei due fa in modo d'inserirla in quel mondo dapprima come pulisci cessi e per ironia della sorte, viene scoperta dalla baronessa senza cuore che ha ucciso sua madre.
Estrella nasce con i capelli neri e bianchi, motivo per il quale da bambina viene derisa dai compagni di scuola e che da grande sarà il suo tratto distintivo.

Di giorno Estrella lavora con una bella parrucca rosso ramato per la baronessa, agli eventi notturni, si trasforma in Cruella attirando tutta l'attenzione su di se perché lei rappresenta il futuro della moda mentre la baronessa, come scrivono i giornalisti "è acqua passata".
I dalmata della baronessa sono scomparsi mentre Estrella è succube della manipolatrice senza cuore per la quale lavora.
La baronessa vuole rubare l'immagine di Cruella per essere lei stessa al centro dell'attenzione ma non riesce nel suo intento e Cruella resta la giovane misteriosa carismatica e attraente che ruba gli sguardi di tutti i fotografi e dei giornalisti.
Meravigliose Emma Stone nei panni di Crudelia ed Emma Thompson in quelli della baronessa.
Due Emma insomma d'incredibile bravura e incanto.

E' veramente inevitabile il paragone tra Crudelia e Il diavolo veste Prada sia per l'ambientazione nel mondo della moda che per la figura della stilista senza sentimenti rappresentata in ordine cronologico da Miranda e dalla baronessa che vuole stare sul tetto del mondo della moda.

Ho sempre associato i film della Disney al Natale, a torto o a ragione e mi è venuta la voglia di vedere Crudelia grazie a Disney+ chiudendo il cerchio dei film sui dalmata della Disney.

Di giorno Estrella, di notte Cruella che medita di fare delle pellicce con i dalmata sottratti alla perfida baronessa.
Ma Cruella non è affatto cattiva, è solo vendicativa.

La baronessa ha i suoi legittimi dubbi che Estrella e Cruella siano la stessa persona.
Un'invasione di pipistrelli sconvolge una serata di moda dove la passerella è inondata da migliaia di topi volanti.
C'è una passerella rock altrove, con musica dal vivo, un pubblico scatenato e abiti dark sfilano per introdurre l'ingresso di Cruella vestita con il cappotto di pelliccia a pois. 
Ovviamente il pelo è quello dei tre cani della baronessa e lei lo scopre con sprezzo e disgusto.
Cruella è ormai una star della moda e della crudeltà per il suo cappotto.
La baronessa si vendica e irrompe nel rifugio di Estrella che è vestita da Cruella e la stilista vuole ucciderla e darle fuoco.
Così appicca un incendio e la lascia in mezzo alle fiamme, dove tenta di liberarsi ma alla fine sviene.
Viene annunciata la morte della rivale della baronessa.


Ma Cruella viene tratta in salvo da John (Mark Strong) che le dona il ciondolo appartenuto a sua madre. John salva Estrella così come Nigel (Stanley Tucci) salva Andrea (Anne Hathaway) da Miranda, fornendole un vestiario adeguato e illustrandole i segreti di quel mondo patinato, estraneo ad una stagista e futura giornalista.

 Cruella sopravvive e scopre una cosa incredibile, ossia di essere la figlia della baronessa.
John l'ha vista nascere e l'ha salvata anche se la baronessa l'avrebbe voluta morta.
Per cui l'ha uccisa due volte.
Ma lei è viva e a lei spetta l'immensa eredità di famiglia.
Cruella è stravolta e fugge.
La sua disperazione è incontenibile.
Questa storia diretta da Craig Gillespie, è meravigliosa.
Ne suggerisco la visione su Disney+.


Stranger Things 5


Torna nelle nostre case e nei nostri cuori la famiglia Byers capitanata da Joyce (Winona Ryder) doppiata da Giorgia Izzo, la coraggiosissima e amorevole madre del fragile Will e del fratello maggiore Jonathan, con i quali vive dopo il divorzio da Lonnie. 

Joyce è la coetanea del poliziotto che dovrebbe proteggere gli abitanti di ogni città, non solo di Hawkins nell'Indiana dove questa serie è ambientata e dove regna l'inquietudine dopo il manifestarsi delle mostruose creature spuntate dal Sottosopra che mietono vittime e rapiscono Will. 

Insieme all'ex compagno e coetaneo Jim Hopper (David Harbour) che troviamo più asciutto e fascinoso in questo primo capitolo della quinta stagione, segue il duro allenamento di Undici (Eleven), ormai adulta e adottata nella seconda stagione, quasi pronta a lottare contro il male oscuro che trama nel Sottosopra.

 Creduto morto alla fine della terza stagione, Hopper, chiamato affettuosamente Hopp, è vivo e vegeto e pronto a tornare più deciso che mai dalla sua gente, quella che ama e che vuole difendere a tutti i costi e contro qualsiasi insidia e ostacolo o nemico, umano e sovrumano che sia.

Ritroviamo la famiglia Wheeler, in primis Mike (Finn Wolfhard), uno dei membri del gruppo di amici nati nel 1971, fratello minore di Nancy (Natalia Dyer), la fidanzata di Jonathan (Charlie Heaton) nella serie e nella vita e di Holly; è un ragazzo astuto e sensibile se s'innamora di Undici (Millie Bobby Brown) che ha nascosto e ospitato a casa sua, ricordando in tutto e per tutto E.T. come spiegano in un'intervista del 2017 gli ideatori e registi della serie e dalla quale deve separarsi nella quarta stagione perché lei va in California. Undici è il nome che il gruppo di amici sceglie di darle per il numero che compare nel suo braccio. Undi come sono soliti chiamarla Lucas, Will, Mike, Dustin, è fuggita da un laboratorio segreto. Ha poteri telecinetici e i capelli rasati.

Ora i suoi capelli sono lunghi, è ormai una donna e salverà la vita a Max, con cui è diventata molto amica, facendola andare in coma con i suoi poteri. Il suoi cibo preferito, quello per cui stravede sono i waffle Eggo ma più di tutti ama Mike. 

Non può mancare l'intuito di Dustin Henderson (Gaten Matarazzo) uno dei migliori amici di Mike, Will e Lucas, appassionato di scienza e del genere fantasy, divoratore di libri nelle materie amate, cercando la soluzione a quesiti che sembrano irrisolvibili e spesso ci riesce. Soffre di disostosi cleidocranica e nella terza stagione si fidanza con Suzie, con la quale resta in contatto tramite la radio. 

Lucas Sinclair (Caleb McLaughlin) è l'altro amico del gruppo, è coraggioso e sensibile al fascino di Max, con la quale si fidanza e che lo lascerà dopo la perdita del fratello Billy. 

Will (Noah Schnapp) dopo il periodo passato nel Sottosopra nella prima Stagione, posseduto dal Mind Flayer nella seconda stagione, tramite la pelle d'oca nella nuca potrà riconoscere i nemici del Sottosopra.

Nella radio dove lavorano Steve (Joe Keery) e Robin (Maya Hawke), ci sono interferenze, siamo nel novembre del 1987 e la banda elude l'esercito per andare nel Sottosopra a cercare Vecna di cui Will riuscirà a prevedere la prossima mossa nel terzo capitolo della quinta stagione.

La fuga organizzata da Lucas, Mike e Robin nel quarto capitolo della quinta e ultima stagione  che è stato trasmetto su Netflix a partire dal 27 novembre, è per essere liberi dal controllo dell'esercito sulla città.

I personaggi principali e minori e le new entry della serie più amata a livello globale, piace molto a noi degli anni '70 che ascoltiamo con nostalgia la splendida colonna sonora anni '80 e così abbiamo l'illusione d'immergerci in una realtà che non esiste più. 

Le parentesi tranquille tra amici, sono ridotte all'osso in questa quinta stagione dove la lotta tra il bene e il male è davvero all'ultimo sangue. Ma il motto l'unione fa la forza è sempre più radicato tra gli amici del nostro gruppo di eroi. 

Appuntamento a dicembre per i prossimi e conclusivi capitoli della serie scritta e diretta dai The Duffer Brothers.

Jingle Bell Heist


 

"Jingle Bell Heist" è una commedia romantica natalizia americana del 2025, diretta da Michael Fimognari, scritta da Abby McDonald e interpretata da Olivia Holt e Connor Swindells. È uscito su Netflix il 26 novembre 2025.
I protagonisti non sono esattamente ladri  ma attraverso un furto  nel giorno di Natale, smaschereranno il vero ladro. 
È una storia  meno romantica di quel che ci si aspetterebbe  da un film natalizio  in cui il protagonista  è l'amore di una figlia verso la madre malata,  l'amore verso la verità e la giustizia che in un film,   raramente nella vita,  ha il sopravvento. 

Il film in streaming da oggi su Netflix, indaga sui legami familiari, quelli falliti,  taciuti e che resistono alle avversità e  questo  è un buon motivo per suggerire la visione del film ambientato a Londra. 

Zootropolis e la speranza di un mondo migliore


Zootropolis è la metropoli nella quale viene catapultata l'orgogliosa coniglietta Judy, 
novella agente di polizia, strano a dirsi eppure intenzionata  anzi sicura  di poter cambiare il mondo.... degli animali. Inizia con una volpe chiamata Nick che da delinquente , si trasformerà ben presto in paladino della giustizia. 

Judy e Nick diventano inseparabili nel primo film d'animazione del 2016 che vinse l'Oscar nel 2017 e il Golden Globe ed è davvero il minimo che potesse vincere un film che conquista per mille motivi: la fotografia, il meraviglioso mondo degli animali parlanti così simile al nostro e il viaggio verso un mondo migliore.

Il viaggio in treno da Bunnyburrow il paese natio di Judy, verso la tentacolare Zootropolis, è un viaggio  che ha i  variopinti  colori della speranza e del coraggio. 

Judy coltiva il sogno di diventare agente di polizia fin da bambina mentre i genitori con i fratelli sono impegnati nella coltivazione delle carote.

Il leit motiv del film è proprio questo: Chiunque può essere ciò che vuole ed è ciò che Judy dimostra nei fatti non solo a parole, risolvendo una questione avvolta nel mistero. E lo fa avvalendosi del supporto di Nick e usufruendo della sua arguzia di volpe. 

L'abilità di Judy, la sua prontezza di riflessi e la sua dimestichezza con lo smartphone, la guidano nella risoluzione di un fatto parecchio complicato: la scomparsa di 14 predatori di cui non si hanno notizie. 

Il suo primo incarico, ossia quello di ausiliario del traffico, è svolto egregiamente dalla coniglietta ma quello non le sembra il suo posto. 

Mr Big il ragno artico, una specie di Padrino dei topi, doppiato egregiamente da Leo Gullotta, sa più di quel che Judy avrebbe mai potuto immaginare ed è la pedina che serve alla poliziotta per risolvere  il caso  delle sparizioni  dei predatori  collegati agli urlatori notturni .

In attesa dell'uscita nelle sale di Zootropolis 2 il 26 novembre  2025 non possiamo far altro che ammirare Zootropolis , il film di animazione della Walt Disney Animation Studios diretto da Byron Howard e Rich Moore  in  streaming su Disney + e la cui visione consiglio anche per la colonna sonora di Shakira nella parte deliziosa  di Gazelle! 




La mano sulla culla ieri e oggi




È possibile vedere su Disney+, sia La mano sulla culla del 1992,  con la regia  di Curtis Hanson, più sconvolgente e indubbiamente più lineare e interessante nella versione originaria che il suo remake del 2025 diretto da Michelle Garza Cervera in streaming dal 17 novembre.

Lo ammetto, ho visto prima il remake e poi la versione degli anni '90, trovandola più realistica. Il triller tratta temi delicati come la maternità, compiuta e mancata, il rapporto madre figli e quello coniugale.
Nella versione che ho preferito, quella del 1992, c'è un'ottima squadra femminile formata da Claire (Annabella Sciorra) madre di due figli, Emma e il neonato Joe e moglie di Michael (Matt McCoy), la quale si fa convincere da una diabolica Peyton (Rebecca De Mornay) ad essere la sua bambinaia e collaboratrice domestica. 
Ignara della sua reale identità, Claire ingenuamente accetta, affaticata dal peso della maternità e dalla sua asma.
 Mentre nel remake con Maika Monroe nei panni della babysitter Polly/Rebecca e Mary Elizabeth Winstead in quelli di Cautlin, madre e moglie di Miguel Morales (Raul Castillo), non è ben chiaro fino alla fine quale sia il legame fra le due, nella versione del '92 invece, è chiara dall'inizio: Peyton è la vedova del dottor Mott, il ginecologo di Claire che durante una visita, ha abusato di lei; avendo scelto di denunciare l'accaduto, sostenuta dall'amorevole marito, spinge altre donne a denunciare il dottore che sopraffatto dal rimorso si suicida, lasciando la moglie incinta e destinata a perdere il bambino, diventando sterile.
Peyton è solo un nome di fantasia dietro cui si cela quello della moglie del ginecologo denunciato dalle sue pazienti a partire da Claire, di cui vuole vendicarsi nella maniera più atroce. Attirando a sé i figli dell'altra e trattandoli come fossero i suoi, allattando di nascosto il piccolo Joe, con il latte conservato dalla mancata gravidanza, crea nell'insicura Claire un senso d'inadeguatezza e di agitazione. Tuttavia il marito, sarà sempre dalla sua parte mentre nel remake non è così e la povera Cautlin dovrà attendere il peggio prima di essere soccorsa e finalmente creduta da Miguel. Un altro personaggio che mi è piaciuto molto e che nel film del '92 è un deus ex machina, è Solomon (Ernie Hudson), un giardiniere con delle disabilità e un cuore d'oro, a cui la piccola Emma (Madeline Zima) è molto affezionata. 
Nella versione del '92 c'è una impeccabile Julianne Moore nei panni di Marlene che non ha il tempo per svelare la reale identità di Peyton a Claire. 
Questo triller psicologico mostra quanto siano pericolose le persone che conquistano la nostra fiducia con l'inganno e delle quali sarebbe il caso di diffidare fin dall'inizio.
Suggerisco la versione di entrambi i film e se volete lasciatemi nei commenti il vostro parere!
Grazie 🙏


Frankenstein di Mary Shelley (1994) di e con Kenneth Branagh




"Prima o poi il modo per ingannare la morte sarà creare la vita".



Il galvanismo (si riferisce alla contrazione muscolare causata da una corrente elettrica e ai primi studi su questo fenomeno, che prendono il nome da Luigi Galvani) seduce e influenza Victor Frankenstein, un giovane scienziato e ricercatore, convinto di poter creare la vita oltre la morte.
Ad Ingolstadt nel 1793 si aprono nuovo orizzonti per Victor, orfano di madre e alla disperata ricerca di metodi scientifici per realizzare il suo progetto.
Il laboratorio che trova, è un luogo perfetto per Victor (Kenneth Branagh).
"Sono venuto qui per apprendere tutto della nuova scienza"

"Prima o poi il modo per ingannare la morte sarà creare la vita".
 
Il vaccino contro il vaiolo, è un modo per salvare tante vite umane eppure durante la sua somministrazione ad un uomo ostile e crudele ,  viene barbaramente ucciso il dottore (John Cleese) le cui ricerche sono state sospese ma Victor vuole portare avanti il lavoro interrotto da colui che  ritiene un  illuminante  maestro. 
Imperversa l'epidemia di colera. La città è in quarantena ma Victor anima la sua Creatura (Robert De Niro), frutto d'immane lavoro e sacrifici.
La creazione è compiuta.
Victor è sconvolto, smarrito e incredulo.
Si addormenta ma è svegliato dalle urla abominevoli della creatura dalla quale sente l'esigenza di difendersi.
La Creatura esce, si confonde tra la folla, appare come un appestato, è claudicante, la folla tenta di aggredirlo ma la sua forza incredibile, gli consente di difendersi.
Agli angoli delle strade i corpi di chi ha perso la vita per colpa del colera, sono uno scenario pietoso.
Victor è ammalato, ha la polmonite e riceve le cure del suo amico e collega.

Sui carretti dei corpi portati via dalla città, si nasconde la Creatura che scappa dal suo inventore  e giunge fino a una fattoria, facendo del bene a un anziano cieco e alla sua famiglia ma nell'ombra.  Quando viene scoperto, per il suo aspetto viene cacciato così  va alla ricerca delle sue  origini e dopo averle scoperte  vuole vendicarsi di Frankenstein che ha abbandonato la sua Creatura senza alcuna cura e preoccupazione.


Così si incammina in mezzo al nulla in un sentiero  congelato  e innevato verso Ginevra, la città di Frankenstein. 

La Creatura dà appuntamento a Victor nel mare di ghiaccio.  
È  all'ultimo sangue la lotta tra la Creatura e il suo creatore. Il dialogo, l'incontro e  la comprensione   sostituisce  il conflitto.  La Creatura vuole sapere quali sono le persone di cui è composto . 
"Ti sei mai fermato a riflettere sulle conseguenze delle tue azioni?" 
La domanda della Creatura turba molto Victor 
"Tu mi hai dato la vita e poi mi hai lasciato a morire, chi sono io?".

"Non lo so"

La Creatura  senza  nome, chiede al suo creatore una donna che sia simile a lui per essere compreso e amato.


Vuole vivere con la sua compagna nel Polo Nord la Creatura, lontano da tutto e da tutti. Chiede aiuto a Victor anzi lo implora. 
Victor inizia a lavorare per ideare  un prototipo  femminile  come compagna per la Creatura. Ma le cose non vanno secondo i piani e Victor ha paura di quel che ha creato e di rivelarlo ad Elisabeth la futura sposa;non riesce a rispettare la promessa data Frankenstein e questo avrà delle terribili conseguenze.

Suggerisco  la visione del film su Prime dove sono sorprendenti sia la regia  che la fotografia e gli effetti speciali. Impeccabili e magistrali De Niro e Branagh in un film  rivoluzionario come la storia narrata  ispirata  all'edizione del 1818 del romanzo gotico di Mary Shelley. 



Mary Shelley Un amore immortale


"C' è qualcosa che lavora nella mia anima, che non capisco."

Frankenstein Mary Shelley


Elle Fanning presta il suo volto e quell'intensità misteriosa e affascinante per rappresentare la donna, la scrittrice anzi, l'autrice di un capolavoro senza tempo come Frankenstein, considerato il primo romanzo gotico di fantascienza.

Figlia della filosofa e scrittrice Mary Wollstonecraft antesignana del femminismo e di un noto filosofo, politico e scrittore di romanzi gotici come William Godwin, dedica il suo tempo ad opere che forse non sono degne di considerazione da parte di suo padre.

"Amare la lettura significa avere tutto a portata di mano" dichiara suo padre con convinzione e una certa rassegnazione.

Mary non riesce a dormire e così inizia a leggere un libro scritto da sua madre sui diritti delle donne.

Il padre parla della moglie a sua figlia con devozione e affetto e molta amarezza: "i guerrieri come lei hanno sempre vita breve".

Il signor Godwin nel giugno del 1812 manda Mary in Scozia per trovare un'atmosfera  adatta a lei e per farle trovare la sua voce e l'ispirazione anche nella scrittura, ritenendo che ciò che scrive si limita ad essere un'esercizio di copiatura.

La giovane parte con dispiacere. Londra è ormai lontana. L'amico scozzese di suo padre William Baxter che ospita Mary, ha una figlia, sua coetanea che le tiene compagnia.

La madre è per Mary un pensiero costante. Si sente l'artefice della morte di sua madre, perché avvenuta dopo il parto.

La bellezza della Scozia, affascina e illumina la giovane e inesperta scrittrice.

Nella bella casa scozzese, c'è una serata dedicata alla poesia alla quale sono molti gli invitati tra cui un bel poeta radicale come Percy Shelley (Douglas Booth).

Percy declama poesie, incantando e seducendo la bella Mary che ha sedici anni e che riceve una lettera che la riporta a Londra per motivi familiari, il malessere della sorella Claire (Bel Powley).

Ma è a Londra che ritrova il bel Percy, in occasione di una cena e da quel momento in poi, il signor Godwin sarà il precettore del giovane e ispirato poeta.

Sta nascendo un sentimento fra Mary e Percy, ma per caso miss Godwin incontra la signora Shelley, moglie di Percy che è sia marito che padre.

Percy propone a Mary di fuggire insieme e di vivere la loro storia d'amore.

Intanto Mary lotta contro la matrigna che ha come unico pregio quello di avere una figlia come Claire, sorellastra e cara amica di Mary.

Per Mary la reputazione non conta, ciò che veramente vale nella vita è la passione.

Mister Godwin non accetta che sua figlia abbia una relazione con un uomo sposato e smette di essere il suo precettore.

Così Mary decide di fuggire portando con se la cara e amata Claire.

Tra vicissitudini di ogni tipo, una gravidanza desiderata, una figlia tragicamente persa e debiti, Mary si ritrova con Claire, Percy, lord Byron e il dottor Polidori, in un castello a Ginevra in un'estate tremendamente burrascosa.

Sconsolata e persa, si desta da sogni orribili, suggestionata da racconti di morte e sogna di corpi riportati in vita, così inizia a scrivere quello che diventerà il suo capolavoro: "Non vedo più il mondo e le sue opere come mi apparivano prima, ma ora l'infelicità è entrata nella mia vita e gli uomini mi sembrano mostri assetati di sangue e io un miserabile spettacolo di umanità naufragata pietoso per gli altri e intollerabile per me".

La scommessa tra gli ospiti di Lord Byron (Tom Sturridge) è quella di scrivere un racconto sui fantasmi.

Claire è incinta di Lord Byron che non la vuole perché non la ama anche se ha promesso di provvedere al bambino.

Percy si rivela essere un uomo inaffidabile e narcisista.

E' tutto naufragato eppure Mary ancora non sa di aver trovato la sua voce, proprio come il padre la esortò a fare tempo addietro.

La Creatura prende forma tra le parole e i fogli dei suoi scritti e in qualche modo Mary riesce a dare vita inconsapevolmente al mostro, partorendo quel racconto con la passione e la disperazione che serbava.

Frankenstein o il moderno prometeo nasce e Shelley leggendolo, lo trova fantastico.

Sono infinite le difficoltà legate alla pubblicazione del libro.

Gli editori lo rifiutano.

Sarà pubblicato in forma anonima a patto che Shelley scriva la prefazione, comparendo di fatto come il suo autore.

Mister Godwin legge il libro di Mary Shelley.

"Noi abbiamo creato dei mostri Mary ma non lasciamo che ci divorino" sono le ultime parole di Polidori prima di congedarsi da Mary.

Durante la presentazione del capolavoro di Mary, Percy rivela chi sia il vero autore.

"E' un'opera di puro genio e lei non deve nulla a nessuno per la sua creazione".

Nella seconda edizione, Frankenstein o il moderno prometeo, reca il nome della sua autrice in copertina.

Invito ad ammirare il film meraviglioso diretto da Haifaa al-Mansour in streaming su Prime

PennadorodiTania CroceDesign byIole