Enola Holmes 2


 Non c'è niente da fare, Enola è Undici. 
Nella scena iniziale in cui corre poi si ferma per guardare in modo ipnotico le guardie che la inseguono, ci si aspetta che alzi la mano per esercitare i poteri mostrati in Stranger Things. 

Gestisce un'agenzia investigativa ed è al pari di suo fratello Sherlock, una detective in piena regola. 

Però è una donna, giovane, sottovalutata. 

Invitata a risolvere il suo primo anzi secondo caso da una piccola fiammiferaia in cerca di sua sorella, una bella ragazza coi capelli rossi che lavora  in una fabbrica di fiammiferi, si  reca nella fabbrica alla ricerca di indizi per trovare la bella fiammiferaia. 

Enola (Millie Bobby Brown) riesce a stabilire con suo fratello un proficuo rapporto di  collaborazione.  Si confrontano,  imparando l'uno dall'altra, certo lui è  pur sempre Sherlock  Holmes, number one. 

"Il primo errore che commette un detective è pensare a se stesso e non al caso".

Dopo aver detto ciò, Sherlock (il bellissimo Henry Cavill) consiglia  a sua sorella di non  fare come lui. 

Mentre tenta di scoprire che fine abbia fatto Sara Chapman, la bella fiammiferaia, Enola finisce in gattabuia.

 Sherlock  interviene subito  in suo aiuto per  farla rilasciare, ma prima  dimostra la sua  innocenza. 

È in carcere ma viene salvata  da sua madre (Helena Bonham Carter) attraverso Edith (Susan Wokoma).

Sarà la madre in carrozza  durante la fuga dal carcere a dare informazioni  all'intraprendente figlia per la risoluzione  del caso. 

Enola è evasa  e cerca aiuto  nel suo amato Lord fidato che è ormai  un politico (Louis Partridge). 

I casi di Sherlock ed  Enola sono collegati e sarà entusiasmante scoprire in che modo.

Affascina questa vicenda  di cui  suggerisco la visione su Netflix. 


Enola Holmes


Enola Holmes non è mai esistita realmente, è un personaggio di finzione creato dalla scrittrice americana Nancy Springer per la serie di romanzi The Enola Holmes Mysteries, che poi ha ispirato i film di Netflix. 
Il personaggio è stato immaginato come la sorella minore di Sherlock e Mycroft Holmes, colmando un vuoto narrativo, dato che Arthur Conan Doyle non menzionò mai una sorella nei suoi racconti originali, sebbene in altre serie derivate (come la BBC Sherlock) sia stata introdotta una sorella, Eurus.

"Sei troppo emotiva, è comprensibile ma inutile"  sono queste alcune parole che Sherlock rivolge alla sorella Enola rimasta sola all'età di 16 anni dopo essere stata allevata ed educata dalla madre che un giorno scompare.

Enola comprende che i fratelli che vengono a farle visita e che l'hanno abbandonata, non sono esattamente  quello di cui lei ha bisogno, come suoi tutori così scappa e inizia  l'avventura della sua vita  alla scoperta dell'avventura e del mondo. Dopo l'emozionante e pericoloso lancio da un treno con il suo primo compagno di viaggio, Enola si prepara  per la sua esperienza a Londra, nel cuore pulsante dell'Inghilterra. Pensava di trovare sua madre in questa città.  

Dopo aver trovato abiti adeguati e un posto dove dormire, uno scontro che riesce a gestire grazie alle lezioni di difesa  apprese dalla madre, decise di cercare  quel ragazzo incontrato sul treno e da cui si era congedata una volta giunta a Londra:  Lord Tewkesbury. 

"Quando dovete viaggiare in incognito il metodo più sicuro è la vedova,  le persone cercano sempre di evitare le conversazioni  sulla morte, la vedova spaventa e non c'è travestimento migliore della paura ". Così Enola vestita di nero viaggia in treno  e una volta giunta a destinazione  si presenta come investigatrice privata, ricordiamo che il suo cognome è Holmes.   Non solo, si presenta specificando di lavorare per Sherlock Holmes, quel fratello che non si sogna di amarla. 

Enola si mostra sicura, distaccata e  fredda. 

I genitori del  Visconte che Enola sta cercando, sono scettici  e la invitano ad andarsene. 

Intanto Sherlock giunge a Londra alla ricerca di sua madre.

Enola scopre il rifugio  del suo nuovo amico e cerca di scoprire dove sia.

Ha una casa su di un albero. 

È una sorta di rifugio.

Enola ha mille abilità, conosce persino le arti marziali e deve tutto il suo sapere a sua madre.

S'intrattiene in una piacevole conversazione con la nonna del visconte in mezzo al verde . 

Trova il ragazzo in mezzo ai fiori. 

Si mimetizza facendo il fioraio e lei crede di doverlo salvare dall'imminente  pericolo.

Qualcuno vuole morto il ragazzo.

E le minacce non tardano ad arrivare.

Il visconte scappa e il fratello di Enola  la riporta a casa perché  è sotto la sua tutela.

A casa  la attende quella che dovrebbe essere la sua  istitutrice, la signorina Harrison, una donna insopportabile.

L'incontro con Sherlock  è importante per Enola.

Lei diventerà un'investigatrice.

Sherlock finge interesse nei confronti di sua sorella ed Enola le ripete la frase sull'emotiva che la ferì molto.

Per Sherlock la sorella è ormai un'investigatrice e per la prima volta le rivolge parole d'affetto che la commuovono perché si ha bisogno d'amore ogni tanto per andare avanti.

Dentro un gigante  cesto in vimini  giunto nella sua stanza, c'è il visconte che Enola è felice di rivedere. 

L'idea migliore venuta in mente al ragazzo è quella di far fuggire Enola  trasportandola dentro il cesto in vimini. 

L'unico ostacolo è costituito dalla signorina  Harrison. 

Ma i due ragazzi sono fuori, liberi e pronti per nascondersi altrove. 

Enola ha intenzione di risolvere il suo primo caso. 

Aveva  dannatamente ragione Sherlock  per aver detto che sua sorella è un'investigatrice.

"La mia vita è solo mia e il futuro dipende da noi".  

Undici o Eleven in Stranger Things, Millie Bobby Brown, ha coraggio da vendere anche nei panni di Enola Holmes e questo film  è davvero incredibile,  da vedere assolutamente su Netflix .

Natale senza Babbo

 Margareth e Nicola sembrano una coppia in crisi, una coppia come tante che cercano un'ancora di salvezza nella psicoterapia, lei lo chiama Babbo Natale e si definisce l'aiutante nello smistamento delle lettere. 

La terapeuta (Angela Finocchiaro) stenta a credere alle parole di Margareth su Babbo Natale e crede sia un caso clinico.

In effetti è una coppia un po' particolare, i figli si chiamano Stella e Lampo e in casa c'è una stanza piena di giocattoli. 

I figli di Nicola non hanno un cellulare.

A mano a mano di Rino Gaetano è la loro canzone preferita.

Mentre i bambini vanno a scuola, loro si dirigono nel favoloso villaggio di Babbo Natale, per vedere come procede il lavoro.

Margareth coordina il lavoro, comunica con gli elfi cercando di gestire al meglio i preparativi dei regali natalizi.

Nicola ha formato una band, ha gli occhi truccati con una matita nera ed ha bisogno di svagarsi.

Nicola non se la sente di andare al Christmas Village e anche se lavora solo un mese l'anno, non ne può proprio più.

"Sei l'ombra di te stesso" le dice la befana che lo vede stanco, depresso, svogliato, invitandolo a lasciare Natale a chi ancora ci crede.

Caterina Murino veste i panni lisi e indossa la gobba della befana.

Serve un pandoro ricoperto di zucchero a velo per consentire a Nicola di trasformarsi.

Ci sono migliaia di bambini che lo aspettano, lui non se la sente ma è il prescelto, eletto dal mondo magico, deve andare.

La trasformazione di Alessandro Gasmann in Babbo Natale è davvero favolosa.

Oh oh oh.

Atteso da un branco di giornalisti fastidiosi e invadenti, Babbo Natale rilascia qualche dichiarazione al fianco della Befana che partecipa alla conferenza stampa. 

La scopa della Befana è ultramoderna, anzi, è una scopa elettrica ricaricabile, simile a quelle che usiamo per pulire i pavimenti, è proprio vero che i tempi sono cambiati.

I bambini sono in fila come ogni anno, per chiedere i regali, ma ce n'è uno che chiede un regalo impossibile da realizzare  e talmente triste e questo affligge al punto Nicola da farlo fuggire in sella alla sua moto. 

E' un Babbo Natale decisamente rock, anzi, è Clause sedicesimo.

Prima di andarsene però, Nicola lascia una lettera a sua moglie sperando di essere compreso e perdonato.

Nicola incontra alla reception di una Spa Diego Abatantuono che gli spiega le regole della struttura nella quale è severamente vietato usare i cellulari. 

L'incontro tra Margareth e la Befana Sabrina, non è sereno semplicemente perché Sabrina propone a Margareth di prendere il posto di Babbo Natale e Margareth non è affatto d'accordo.

Ci sono regole inviolabili nel mondo magico, una di queste è far sapere al mondo che Babbo Natale ha una moglie.

La Befana è bellissima ed estremamente malvagia, ha anche uno straordinario Toyboy (Simone Susinna) che è la sua intelligenza artificiale.

E' ora di cercare un sostituto che possa essere presente all'accensione dell'albero l'8 dicembre.

Nella sauna della Spa, Nicola incontra una bellissima ragazza che lo segue.

Intanto iniziano le selezioni per il sostituto di Babbo Natale e i candidati sono moltissimi.

Il prescelto è Nando (Stefano Ambrogi) che arriva al Christmas Village con gli occhiali da sole mentre Clause sedicesimo è nella Spa con Giuly (Francesca Alice Antonini) la bellissima ragazza ad abbuffarsi.

Quella dove si trova Nicola non è una Spa e Diego Abatantuono non è il gestore della struttura ma un guru che ha imbavagliato Clause sedicesimo.

Margareth annuncia che quest'anno saranno gli elfi a consegnare i regali ai bambini di tutto il mondo al posto di Clause sedicesimo il 13 dicembre.

La comparsa di Santa Lucia è atipica ma Margherita lo sa bene qual è il problema. E' la festa di Santa Lucia che il 13 dicembre porta i regali ai bambini di tutto il mondo. 

Insieme a Santa Lucia compare anche Sabrina La Befana e succede un putiferio, Santa Lucia ha gli occhi bianchi come Will di Stranger Things ma le tre donne riusciranno a diventare amiche ed a risolvere il problema del Natale.

Il film di Stefano Cipani con la sceneggiatura curata da Michela Andreozzi, anche preside della scuola dei figli di Clause, colpisce perché la tradizione è omaggiata ma decisamente aggiornata a favore di una visione piacevolissima con la straordinaria cura per gli effetti speciali.

Ne suggerisco la visione su Prime Video alla vigilia dell'Epifania.


Una terapia di gruppo


I disturbi ossessivo compulsivi sono il comun denominatore del gruppo che si ritrova alle ore 14 dal professor Stern, lo psicoterapeuta che pare abbia in mente per ognuno dei partecipanti, una terapia sperimentale chissà.

Pare siano tutti lì per la prima volta.

Il gruppo è estremamente eterogeneo e chiassoso, ma ciò è dovuto ai problemi legati ai traumi che condizionano l'esistenza di ognuno di essi, da Emilio, il tassista romano interpretato da Claudio Santamaria, che ha perso la compagna a causa della sua ossessione per i numeri fino al presunto professor Stern interpretato da Claudio Bisio, sposato con figli, una in procinto di laurearsi, che ha un serio problema e che propone in veste di psicoterapeuta una terapia di gruppo nella quale gli uni devono essere di supporto agli altri.  Commovente Ludovica Francesconi nella parte di Lilli, la dolce  orfana che vorrebbe con  se ancora suo padre e che amerebbe e accetterebbe con qualsiasi tic o difetto. 

 Paolo Costella cura la sceneggiatura e dirige un cast che avrebbe avuto tutti i motivi per perdersi e invece è riuscito ad essere empatico, cosa che difficilmente accade nella realtà, ma questa volta è accaduto.

Ottima regia per il remake della commedia spagnola  Toc Toc (2017),  bravissimi tutti da Lucia Mascino a Leo Gassman a Valentina Lodovini e Margherita Buy che l'abbiamo già trovata alle prese con la psicoterapia in Ma che colpa abbiamo noi e Maledetto il giorno che t'ho incontrato diretta da Carlo Verdone, il mio preferito tra i film di Verdone.

Una terapia di gruppo è stata una bella scoperta su Netflix questa sera, mi ha ricordato le esperienze nella terapia individuale e in quella di gruppo a cui dedicai un libro  nel 2013 e che fu decisamente meno serena di quella vista e apprezzata in questa pellicola.

La visione è consigliata!



Duse


"Eleonora, signori Eleonora Duse, il migliore dei presagi, la divina creatura che il destino ha scelto per riscattare l'Italia". 

In quella che D'Annunzio definisce una rivoluzione di poesia, di bellezza, la Duse è vista come la massima espressione, il punto più alto della poetica che l'Italia degli anni della prima guerra mondiale, conosca.  

Un vanto italiano, una garanzia di autentica bellezza, un diamante in grado di brillare di luce propria. 

Un tempo forse Gabriele ed Eleonora si sono amati intensamente. Ma ora lei è ormai vecchia e l'insuccesso l'ha condotta da lui. 

L'insuccesso dell'ultimo spettacolo  in cui ha recitato e per cui è stata fischiata, non la sconfigge e la rassicurazione di D'Annunzio (Fausto Russo Alesi) la porta a credere che forse i fischi non erano rivolti a lei ma alla scrittura probabilmente mediocre affidata a un giovane e inesperto autore alle prime armi come Giacomo (Edoardo Sorgente) che reclama di tornare in scena ma non si può perché il motivo dell'insuccesso dello spettacolo è l'assenza di talento dell'autore della pièce Ecuba

L'attrice è pronta per riportare in scena Anna ne La città morta di D'Annunzio perché sente di essere cieca come Anna ed è certa che questo personaggio femminile sia più affine che mai al suo stato d'animo. 

 La Duse, pur essendo madre, l'unica cosa che sapeva essere era un'attrice. 

L'incontro con Mussolini, la premessa di un vitalizio per meriti artistici e la possibilità di proporre al Duce un progetto: un tempio per il teatro dedicato agli orfani di quella guerra sembra una risoluzione per lei. 

"Volete seppellirmi mentre sono ancora viva" è il grido dell'artista dopo l'invito a dire addio alle scene per colpa di un male incurabile ai polmoni. 

Lei si sente viva, si vede per sempre sulla scena di qualsiasi teatro a recitare la parte che è stata scritta per lei ancor prima della sua nascita e Valeria Bruni Tedeschi coi suoi magnifici occhi chiari e quella pelle bellissima, con la sua impeccabile capacità di entrare nel personaggio che interpreta e renderlo vivo e autentico, così vibrante e non solo una parte da recitare, è davvero magnifica nel rendere omaggio a una diva del teatro italiano e mondiale, essendo lei stessa una grandissima attrice. 

"Se quel finto Cesare ti ha sepolto sotto un'elemosina non è a me che devi dire grazie" rivela un D'Annunzio ferito e devoto alla Duse, corsa in visita dal Vate per rivolgergli un sentito ringraziamento per quel vitalizio, ritenendolo opera sua. 

Le promesse tra Duse e D'Annunzio proiettano sogni artistici, utopie lontane anni luce dalla realtà. 

Il tempo della bellezza è ormai lontano ma quel sogno chiamato teatro che ha alimentato le sue ore, giorni e anni terreni, brillerà perennemente nella storia del nostro teatro italiano dove la consideriamo una regina incontrastata. 

Tra i canali veneziani la Duse rivede la figlia Enrichetta (Noemie Merlant) coi suoi nipoti. 

L'invito a vivere con l'amore della sua vita a Londra, è esaltante per l'attrice anche se di breve durata.

Il ritratto di questa donna e artista magnetica, diretto da Pietro Marcello che ne ha curato la sceneggiatura con Letizia Russo e Guido Silei, è anche una ricostruzione storica di un periodo difficile per l'Italia. 

Il cast poi è davvero ottimo da Vincenzo Nemolato, Mimmo Borrelli agli altri. 

Una visione meravigliosa questa su Netflix.

Tuffatevi nella bellezza! 

Stranger Things 5 ottavo episodio

Un'intera dimensione è sul punto di crollarci sulla testa". 

È con questa riflessione illuminante che si apre l'ottavo e ultimo capitolo dell'amatissima serie ambientata nei nostalgici anni '80 e che ci ha fatto stare tutti al fianco di Will, Dustin, Mike, Lucas, Undici, Hopper, Joyce, Austin, per salvare il mondo da presenze inquietanti come i demogorgoni, il Mind Flayer e Vecna, che hanno infestato per cinque lunghissime stagioni  i nostri animi desiderosi di giustizia e libertà.








Undici si sta preparando per la missione forse più difficile della sua giovane vita e mentre il padre Hopp si congeda da lei, Mike e Will bevono da un termos e non dalle bottigliette di plastica. 

Jonathan salva quello che fu il suo avversario in amore Steve e Nancy armata del coraggio che non  le è mai mancato, come una Tomb Rider, armata fino ai denti, apre la strada al gruppo catapultato  nella  dimensione inesplorata e temuta, che segna la linea di confine tra il  mondo fino ad allora  conosciuto. 

Undici riesce a raggiungere Henry, il rapitore dei bambini tenuti in ostaggio con l'inganno. 

Vecna   è  sconfitto anzi infilzato  da  Undi con l'aiuto dei poteri di Will e decapitato da Joyce. 

E  una bellissima scena corale di dolore e riscatto, uno dei  momenti più toccanti della serie insieme a quella  in cui Hopp dialoga  con Undi cercando di rispettare la sua decisione. 

Dopo il terremoto  che ha sconvolto  la comunità di Hawkins, è  l'ora di tornare alla normalità.  Il gruppo di amici da Will a Dustin devono festeggiare il diploma con i propri  cari.  Steven, Robin, Nancy e Jonathan  sono adulti, lavorano  ma manca a tutti  il  passato in cui erano inseparabili. 

Mike è  smarrito senza Undici e anche Hopp che cerca di andare avanti  al fianco di Joyce,  cambiando vita. 

Siamo nel 1989 anno in cui per tutti è ora di ricominciare, proiettati verso una vita e un mondo normale.  Manca Undi che si è sacrificata per il bene di tutti ma che forse è ancora viva  chissà dove.  L'ultimo episodio  di una serie che compie dieci anni, è perfetto perché  dosa tutti gli ingredienti dal fantasy al thriller, valorizzando la dimensione temporale e quella umana, tanto da riuscire a coinvolgere e ad emozionare all'ennesima potenza diverse generazioni a confronto. 


Mentre scorrevano i titoli di coda ho pensato: " Geniali i Duffer Brothers, e adesso?".


Ho  sognato un seguito per restare ancora in compagnia dei personaggi di Stranger Things, così familiari e semplici  eppure straordinariamente  coraggiosi.  



Stranger things 5 sesto e settimo episodio


La consapevolezza di non essere soli in questo universo, è la speranza e il grande mistero che da secoli angoscia l'umanità e tutto ciò che è misterioso fa tremendamente paura, possiamo chiamarlo Vecna o lupo nero quell'ignota presenza nei nostri pensieri umani ma una via di fuga c'è: la salvezza e chi se non i bambini ormai grandi, potranno salvare il mondo da creature o forze inspiegabili?!

Il sangue dagli occhi di Will mentre è minacciato da Vecna che lo vuole come sua spia, sono lacrime di sofferenza. 

Negli anni '80 non ci sono ancora i cellulari ed è prioritario anzi costruttivo il dialogo tra i ragazzi che cercano di comprendere i misteri che li circondano per uscirne vivi. 

Nel capitolo 6, Max creduta in coma e Holly, si ritrovano nella grotta ed escogitano un modo per fuggire da Camozotz, un luogo dei ricordi di Henry. Fuori dalla grotta c'è sabbia. 

Mentre le due giovani cercano una via d'uscita, Joyce veglia sul povero Will in trance e accanto a lei c'è Mike. Su di un carro funebre tornano Hopp e Undi e riabbracciano gli amati Joyce e Mike da cui sono stati lontani per troppo tempo. 

Jonathan e Nancy sono intrappolati in una stanza gelatinosa, una gabbia militare oppure no e mentre Hopp si medica le ferite, Mike lo conforta e Hopp si scontra con la sorella di Undici. Hopp stenta a credere alle parole della sorella di Undi mentre quella che è ormai per lui una figlia adottiva, è concentrata a entrare in contatto con Will. 

Lucas tenta di riportare Max alla realtà senza sapere che lei è in mezzo al deserto con Holly in cerca di una via d'uscita. 

"Per tutta la vita hai il promemoria costante che ogni tua scelta era sbagliata" rassicurante Hopp nei confronti di Joyce sul difficile mestiere dell'essere genitori. 

 "Gli amici non mentono" ricorda Mike a Undi. 

Il sangue di Henry è dentro di Undi e tale rivelazione non sconvolge affatto Mike che resta concentrato sul piano da compiere per salvare tutto quanto dal predominio degli esseri che a quanto pare odiano il genere umano, soprattutto i bambini che sono i più fragili e quindi manipolabili.

Mentre Nancy e Jonathan fanno tesoro delle lezioni del professore di fisica e chimica per sopravvivere, Steve e Dustin rafforzano la loro amicizia, ma Nancy e Jonathan stanno per morire e si dicono la verità sul loro amore, bugie comprese. 

In questa pausa apparente di normalità, dal caos che regna sovrano, l'amore vince sulla distruzione imminente. Perché Nancy e Jonathan si amano veramente anche nella realtà e per questo riescono ad essere perfetti in questa scena magnifica del 6 episodio della quinta e ultima stagione di Stranger Things.

 Will è raggiunto da Undi che lo libera per riportarlo sulla terra. Nell'ospedale dove si trova Robin sono arrivati i demogorgoni. È la mamma di Mike, Nancy e Holly ricoverata in ospedale, a salvare i quattro ragazzi accerchiati dai demogorgoni.

 Max è connessa al mondo reale dove deve tornare lasciando Holly nell'altra dimensione. Max si sveglia tra le mani di Lucas che si strugge in un pianto d'immensa gioia.

 Tutti abbracciano Max ma chiedono di Holly che è ancora nel sottosopra. 

Nancy e Jonathan sono intrappolati e salvati da Steven e Dustin. In questo penultimo e decisivo episodio, Dustin scopre che quello che finora credevano fosse il sottosopra in realtà non lo è. La piccola Holly si e lanciata verso la dimensione terrestre per fare ritorno a casa. 

È un momento decisivo per il nostro gruppo di piccoli e straordinari eroi. 

Il gruppo di amici più unito che mai, grazie a Undi scende nel sottosopra dove Holly è intrappolata e costretta da Vecna a fare la stessa fine di Will e di altri bambini. 

Holly è con quel mostro e Max si dispera per averla lasciata sola nell'altra dimensione. Dustin in versione Mario Tozzi quando spiega le sue nozioni di geologia, spiega quello che finora tutti credevano essere il sottosopra. 

Max racconta a Will come ha fatto a sopravvivere.  

L'ultima missione ha bisogno di una colonna sonora forte, deve servire a salvare il mondo. 

I ragazzi sono vestiti da Rambo, indossano tute mimetiche, cappelli e giacche di pelle, armi e un piano forse infallibile per eludere il controllo dei militari e arrivare fino in fondo. 

Undi medita con sua sorella cosa fare per salvare il mondo e l'unico modo sarà quello di svanire entrambe.

Will svela tutto al gruppo che lo comprende e lo consola, prima dell'ultima e più avvincente missione da compiere.


The Twisted Tale of Amanda Knox/The Murder of Meredith




Grace Van Patten, veste i panni di Amanda Knox nella miniserie The Twisted of Amanda Knox, tratta dal suo libro biografico che ha gettato nuova luce sulla figura della giovane studentessa americana venuta a Perugia per terminare i suoi studi. 
Dal terzo anno di college, avrebbe studiato in Italia e una volta ricevuta l'approvazione dei genitori, è partita alla volta del Belpaese, piena di gioia, sorpresa ed entusiasmo.

Laura, Filomena e Meredith sono le sue giovani coinquiline in Via della Pergola. 
Meredith e Amanda sono inseparabili.
Come lei stessa afferma in questa ricostruzione davvero elettrizzante e magnifica, non avrebbe mai neanche sognato di essere dichiarata ingiustamente colpevole e per questo arrestata il 6 novembre 2007 per l'omicidio dell'amica Meredith, che avrebbe finito con il trasformarla in un mostro agli occhi della stampa, dell'opinione pubblica e di un pubblico ministero apparentemente spietato come Giuliano Mignini (Francesco Acquaroli). Patrick Lumumba è il terzo arrestato, perché il suo nome lo aveva fatto Amanda in un momento di stress e smarrimento. Dopo cinque giorno dall'omicidio, ci sono tre persone sospettate e arrestate. Omicidio volontario e violenza sessuale. Chi poteva aver commesso un atto tanto orribile?
Nel primo episodio è mostrata la notte dell'omicidio, quella nella quale Amanda era nella casa del suo giovane fidanzatino Raffaele Sollecito, che aveva lasciato di mattina per prepararsi a casa sua, prima di partire per un divertente week end a Gubbio a caccia di tartufi e di divertimento.
Quella mattina, trova la porta della casa condivisa con le inquiline deserta e spalancata e mentre è in bagno a fare la doccia, s' accorge di gocce di sangue sparse sul tappetto e sui sanitari.
Così prova a chiamare le coinquiline a partire da Meredith senza accorgersi che la porta della sua camera è chiusa a chiave e dentro c'è il suo corpo senza vita.
Torna nella casa con Raffaele e nel giro di poco, prima si accorge del vetro della finestra rotta e poi viene scoperta la tragedia che si è consumata nella notte, la cui vittima è la povera e sfortunata Meredith.

E' innegabile che i media italiani e quelli britannici da cui la famiglia di Meredith apprese la tragica notizia, abbiano giocato un ruolo fondamentale nella creazione di un profilo veramente mostruoso e negativo della giovane ventenne, mostrando un lato perverso, folle, inadeguato, diabolico e pericoloso. Quella mattina, viene notato un atteggiamento ritenuto strano da parte di Amanda e Raffaele, ossia il fatto che loro due si baciassero mentre gli altri entravano nella casa dove si era consumato l'atroce delitto. 
Tutto questo ha messo in bilico l'attendibilità della testimonianza di Amanda e l'assenza di prove, è diventata la prova stessa della sua colpevolezza agli occhi del procuratore che l'ha giudicata, condannandola a scontare anni di carcere immeritatamente lontana dagli affetti familiari e dalla sua spensierata vita.
In quest'entusiasmante storytelling, si assiste a un crescendo di fatti, interrogatori, disperazione e abisso. 
Determinante è la vicinanza della famiglia di Amanda,  Edda (Sharon Horgan) la madre è onnipresente, così come il compagno della madre e il padre Curt, il prete che la sostiene nei lunghi anni in carcere passati a scontare un crimine di cui non aveva alcuna colpa e il sostengo di Raffaele (Giuseppe De Domenico), in carcere al suo fianco è essenziale.

Anche se il DNA sul corpo della vittima è quello di Rudy Guede, come raccontano i testimoni nel documentario The Murder of Meredith, si spera di giungere al o ai colpevoli.
Knox, Sollecito e Guede erano i tre indagati.
 Guede, dopo il rito abbreviato, fu condannato all'ergastolo.
Eppure restava Amanda quella a cui venivano riservate le principali attenzioni o meglio, il totale disprezzo.
La corte d'Appello però scagiona Knox e Sollecito. 
Si cerca ancora la verità.
Un processo mediatico in cui i due fidanzati Raffaele e Amanda, vengono assolti dopo più di otto anni di drammatica attesa della libertà.
Avete visto la miniserie e il documentario? 
li ho recuperati entrambi su Disney+, se vi fa piacere, lasciatemi i vostri commenti!! Non vedo l'ora di leggerli!

Giustizia non era fatta ma solo in parte, soprattutto per la famiglia di Meredith.
Mignini non se ne da pace, per via della pressione mediatica che ha condizionato i magistrati stessi.

"Esistono le indagini imperfette".
Questo documentario sulla tragica scomparsa di una giovanissima ragazza chiamata Meredith Kercher, è anche un modo per ricordare la sua solarità e la gioia di vivere della studentessa che è rimasta impressa sia in chi l'ha conosciuta che nei cuori dei familiari che l'hanno tanto amata.

Emily in Paris 5

 


L'attesa è finita per tutte noi romantiche sognatrici, innamorate dell'amore, della Ville Lumière e di tutte le possibilità che la vita può offrirci in quest'altalena di alti e bassi professionali, di presunti amori o solo flirt momentanei: questo sogno è nelle mani di Emily Cooper (Lily Collins) e di un cast collaudato ed eccezionale e non solo.

Il 18 dicembre dunque è stata una data magica per tutte noi, per emozionarci, magari anche solo per poco, di fronte al magnetico e irresistibile Gabriel (Lucas Bravo).

Dai tempi in cui venne catapultata a Parigi da Chicago, per lavorare alla fusione con la società Savoir, senza conoscere il francese, Emily si è data molto da fare soprattutto per conquistare la fiducia di Sylvie (Philippine Leroy Beaulieu), presente nei dieci nuovi episodi della quinta stagione, più effervescente che mai.

La brevità degli episodi (31/38 minuti), mi ha permesso di vederli tutti velocemente.

 Anche nella quinta stagione Mindy (Ashley Park) è onnipresente nella vita di Emily per darle consigli e supportarla come dovrebbe fare l'amica del cuore e lei ci riesce davvero benissimo, meglio se come corollario ci siano eventi e feste nelle quali lei possa cantare e ballare, meglio cantare perché a Ballando Ballando Ballando, il programma italiano di ballo, ispirato probabilmente a Ballando con le stelle, non è andata bene per la dolce Mindy.

Quello che ho appena raccontato, accade negli episodi Emily in Rome, girati a Roma, la città nella quale l'avevamo lasciata nella quarta stagione, innamorata di Marcello Muratori (Eugenio Franceschini).

Emily in Rome, ha un altro attore italiano: Raoul Bova, nei panni del regista Giancarlo e amante di Sylvie.

E' bello ritrovare il collega storico Luc (Bruno Gouery), personaggio assolutamente bohemien di cui si scopre un passato da pittore a Montmartre e Julien (Samuel Arnold), sensibile e ispirato e sempre più utile all'Agenzia Grateau.

Affascinante è il penultimo episodio dedicato alla sponsorizzazione dell'assenzio dove Luc si ritrova di fronte a un quadro realizzato anni fa ed esposto da Maxim's. Oltre a restare sbalordito, lascia anche Emily senza parole per quell'ardito autoritratto senza veli, che va assolutamente immortalato con il suo inseparabile smartphone con l'iconica cover a forma di macchinetta fotografica che, ammetto, ho usato per mesi anch'io.




Roma è descritta come una città dalle mille sfaccettature, piena di monumenti mozzafiato, di acquedotti e di suore inflessibili che ospitano Luc ma deve rispettare il coprifuoco delle 23.

Emily in Venice è un bel momento ed è stato doveroso ricordare Diego Borella nei titoli di coda, apprezzato professionista veneziano che si era formato a Roma, Londra e New York, morto sul set proprio a Venezia.

L'ultimo episodio si chiude con un invito in Grecia, altro luogo del cuore e un possibile rendez-vous tra Emily e Gabriel, che forse non hanno mai smesso di amarsi.

My Secret Santa Mia mamma è Babbo Natale




 Quello visto ieri su Netflix, ha tutte le caratteristiche di un film natalizio: la coppia di belli e innamorati, la presenza di Babbo Natale e le luci favolose di questo periodo ma c'è molto di più: l'amore di una madre per sua figlia che va oltre il bisogno di rifarsi una vita, mettendo i suoi bisogni davanti a quelli di una donna bellissima e single non per scelta. 

Se poi dall'altra parte c'è un uomo ricchissimo e bellissimo che piace anche alla figlia, allora il gioco è fatto anzi, si scarta  il regalo di Natale più bello di tutti, come avviene in questo film che è riduttivo definire natalizio, motivo per il quale si eviterebbe persino di vederlo e che invece va visto, anche se nella vita difficilmente si avvera una storia come questa. 

La storia è quella di una donna ancora molto bella, una ex chitarrista e voce in una band giovanile che perde il lavoro proprio nel periodo natalizio e che per questo motivo fatica a pagare l'affitto e a realizzare il sogno di sua figlia, ossia quello di pagarle un costosissimo corso di snowboard nella pista da sci  di un lussuoso resort dove non ci sono altre posizioni lavorative aperte se non quella da babbo natale. Allora questa mamma, infrangendo le regole  per amore di sua figlia, con l'aiuto del fratello e del suo compagno  un po come avviene per  la signora Doubdfire  intepretata dal compianto Robin Williams, si traveste da Babbo Natale e usando la sua sensibilità conquista tutti i  bambini a cui si rivolge. 

Al centro del film Netflix My Secret Santa – Mia mamma è Babbo Natale c'è  Taylor Jacobson, interpretata da Alexandra Breckenridge (Virgin River), una madre single la cui figlia, Zoey (Madison MacIsaac), ha appena ottenuto un posto in un esclusivo campo di snowboard nel lussuoso resort Sun Peaks, e Taylor è determinata a farle vivere quest’opportunità a ogni costo. Ma l’unico lavoro stagionale disponibile è quello di Babbo Natale: un ruolo storicamente maschile e difficilmente accessibile per una donna. Da qui nasce l’idea, tanto folle quanto ingegnosa, di travestirsi da uomo e ottenere l’impiego.


 L'ironia della sorte vuole che il figlio del proprietario di questo resort s'innamori  di Taylor incontrata per caso in un negozio di  dischi  dove lei tenta di recuperare qualche dollaro  per pagare l'affitto di casa.

Il bellissimo e un tempo scapestrato  giovane che Taylor incontra  è il  figlio del direttore del lussuoso resort  che la bellissima mamma travestita da Babbo Natale,  eviterà di frequentare all'inizio per poi innamorarsene accogliendo il suggerimento di sua figlia e conquistando  grazie al successo del suo Babbo Natale un posto di lavoro e quindi la serenità economica per lei e per sua figlia. L'attore che interpreta  la parte del bel direttore d'albergo è Ryan Eggold. 

Il film in streaming su Netflix dal 3 dicembre, va visto, ma il mio è solo un suggerimento. 



PennadorodiTania CroceDesign byIole