I disturbi ossessivo compulsivi sono il comun denominatore del gruppo che si ritrova alle ore 14 dal professor Stern, lo psicoterapeuta che pare abbia in mente per ognuno dei partecipanti, una terapia sperimentale chissà.
Pare siano tutti lì per la prima volta.
Il gruppo è estremamente eterogeneo e chiassoso, ma ciò è dovuto ai problemi legati ai traumi che condizionano l'esistenza di ognuno di essi, da Emilio, il tassista romano interpretato da Claudio Santamaria, che ha perso la compagna a causa della sua ossessione per i numeri fino al presunto professor Stern interpretato da Claudio Bisio, sposato con figli, una in procinto di laurearsi, che ha un serio problema e che propone in veste di psicoterapeuta una terapia di gruppo nella quale gli uni devono essere di supporto agli altri. Commovente Ludovica Francesconi nella parte di Lilli, la dolce orfana che vorrebbe con se ancora suo padre e che amerebbe e accetterebbe con qualsiasi tic o difetto.
Paolo Costella cura la sceneggiatura e dirige un cast che avrebbe avuto tutti i motivi per perdersi e invece è riuscito ad essere empatico, cosa che difficilmente accade nella realtà, ma questa volta è accaduto.
Ottima regia per il remake della commedia spagnola Toc Toc (2017), bravissimi tutti da Lucia Mascino a Leo Gassman a Valentina Lodovini e Margherita Buy che l'abbiamo già trovata alle prese con la psicoterapia in Ma che colpa abbiamo noi e Maledetto il giorno che t'ho incontrato diretta da Carlo Verdone, il mio preferito tra i film di Verdone.
Una terapia di gruppo è stata una bella scoperta su Netflix questa sera, mi ha ricordato le esperienze nella terapia individuale e in quella di gruppo a cui dedicai un libro nel 2013 e che fu decisamente meno serena di quella vista e apprezzata in questa pellicola.
La visione è consigliata!







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