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Una terapia di gruppo


I disturbi ossessivo compulsivi sono il comun denominatore del gruppo che si ritrova alle ore 14 dal professor Stern, lo psicoterapeuta che pare abbia in mente per ognuno dei partecipanti, una terapia sperimentale chissà.

Pare siano tutti lì per la prima volta.

Il gruppo è estremamente eterogeneo e chiassoso, ma ciò è dovuto ai problemi legati ai traumi che condizionano l'esistenza di ognuno di essi, da Emilio, il tassista romano interpretato da Claudio Santamaria, che ha perso la compagna a causa della sua ossessione per i numeri fino al presunto professor Stern interpretato da Claudio Bisio, sposato con figli, una in procinto di laurearsi, che ha un serio problema e che propone in veste di psicoterapeuta una terapia di gruppo nella quale gli uni devono essere di supporto agli altri.  Commovente Ludovica Francesconi nella parte di Lilli, la dolce  orfana che vorrebbe con  se ancora suo padre e che amerebbe e accetterebbe con qualsiasi tic o difetto. 

 Paolo Costella cura la sceneggiatura e dirige un cast che avrebbe avuto tutti i motivi per perdersi e invece è riuscito ad essere empatico, cosa che difficilmente accade nella realtà, ma questa volta è accaduto.

Ottima regia per il remake della commedia spagnola  Toc Toc (2017),  bravissimi tutti da Lucia Mascino a Leo Gassman a Valentina Lodovini e Margherita Buy che l'abbiamo già trovata alle prese con la psicoterapia in Ma che colpa abbiamo noi e Maledetto il giorno che t'ho incontrato diretta da Carlo Verdone, il mio preferito tra i film di Verdone.

Una terapia di gruppo è stata una bella scoperta su Netflix questa sera, mi ha ricordato le esperienze nella terapia individuale e in quella di gruppo a cui dedicai un libro  nel 2013 e che fu decisamente meno serena di quella vista e apprezzata in questa pellicola.

La visione è consigliata!



Duse


"Eleonora, signori Eleonora Duse, il migliore dei presagi, la divina creatura che il destino ha scelto per riscattare l'Italia". 

In quella che D'Annunzio definisce una rivoluzione di poesia, di bellezza, la Duse è vista come la massima espressione, il punto più alto della poetica che l'Italia degli anni della prima guerra mondiale, conosca.  

Un vanto italiano, una garanzia di autentica bellezza, un diamante in grado di brillare di luce propria. 

Un tempo forse Gabriele ed Eleonora si sono amati intensamente. Ma ora lei è ormai vecchia e l'insuccesso l'ha condotta da lui. 

L'insuccesso dell'ultimo spettacolo  in cui ha recitato e per cui è stata fischiata, non la sconfigge e la rassicurazione di D'Annunzio (Fausto Russo Alesi) la porta a credere che forse i fischi non erano rivolti a lei ma alla scrittura probabilmente mediocre affidata a un giovane e inesperto autore alle prime armi come Giacomo (Edoardo Sorgente) che reclama di tornare in scena ma non si può perché il motivo dell'insuccesso dello spettacolo è l'assenza di talento dell'autore della pièce Ecuba

L'attrice è pronta per riportare in scena Anna ne La città morta di D'Annunzio perché sente di essere cieca come Anna ed è certa che questo personaggio femminile sia più affine che mai al suo stato d'animo. 

 La Duse, pur essendo madre, l'unica cosa che sapeva essere era un'attrice. 

L'incontro con Mussolini, la premessa di un vitalizio per meriti artistici e la possibilità di proporre al Duce un progetto: un tempio per il teatro dedicato agli orfani di quella guerra sembra una risoluzione per lei. 

"Volete seppellirmi mentre sono ancora viva" è il grido dell'artista dopo l'invito a dire addio alle scene per colpa di un male incurabile ai polmoni. 

Lei si sente viva, si vede per sempre sulla scena di qualsiasi teatro a recitare la parte che è stata scritta per lei ancor prima della sua nascita e Valeria Bruni Tedeschi coi suoi magnifici occhi chiari e quella pelle bellissima, con la sua impeccabile capacità di entrare nel personaggio che interpreta e renderlo vivo e autentico, così vibrante e non solo una parte da recitare, è davvero magnifica nel rendere omaggio a una diva del teatro italiano e mondiale, essendo lei stessa una grandissima attrice. 

"Se quel finto Cesare ti ha sepolto sotto un'elemosina non è a me che devi dire grazie" rivela un D'Annunzio ferito e devoto alla Duse, corsa in visita dal Vate per rivolgergli un sentito ringraziamento per quel vitalizio, ritenendolo opera sua. 

Le promesse tra Duse e D'Annunzio proiettano sogni artistici, utopie lontane anni luce dalla realtà. 

Il tempo della bellezza è ormai lontano ma quel sogno chiamato teatro che ha alimentato le sue ore, giorni e anni terreni, brillerà perennemente nella storia del nostro teatro italiano dove la consideriamo una regina incontrastata. 

Tra i canali veneziani la Duse rivede la figlia Enrichetta (Noemie Merlant) coi suoi nipoti. 

L'invito a vivere con l'amore della sua vita a Londra, è esaltante per l'attrice anche se di breve durata.

Il ritratto di questa donna e artista magnetica, diretto da Pietro Marcello che ne ha curato la sceneggiatura con Letizia Russo e Guido Silei, è anche una ricostruzione storica di un periodo difficile per l'Italia. 

Il cast poi è davvero ottimo da Vincenzo Nemolato, Mimmo Borrelli agli altri. 

Una visione meravigliosa questa su Netflix.

Tuffatevi nella bellezza! 

Stranger Things 5 ottavo episodio




 "Un'intera dimensione è sul punto di crollarci sulla testa". 

È con questa riflessione illuminante che si apre l'ottavo e ultimo capitolo dell'amatissima serie ambientata nei nostalgici anni '80 e che ci ha fatto stare tutti al fianco di Will, Dustin, Mike, Lucas, Undici, Hopper, Joyce, Austin, per salvare il mondo da presenze inquietanti come i demogorgoni, il Mind Flayer e Vecna, che hanno infestato per cinque lunghissime stagioni  i nostri animi desiderosi di giustizia e libertà.







Undici si sta preparando per la missione forse più difficile della sua giovane vita e mentre il padre Hopp si congeda da lei, Mike e Will bevono da un termos e non dalle bottigliette di plastica. 

Jonathan salva quello che fu il suo avversario in amore Steve e Nancy armata del coraggio che non  le è mai mancato, come una Tomb Rider, armata fino ai denti, apre la strada al gruppo catapultato  nella  dimensione inesplorata e temuta, che segna la linea di confine tra il  mondo fino ad allora  conosciuto. 

Undici riesce a raggiungere Henry, il rapitore dei bambini tenuti in ostaggio con l'inganno. 

Vecna   è  sconfitto anzi infilzato  da  Undi con l'aiuto dei poteri di Will e decapitato da Joyce. 

E  una bellissima scena corale di dolore e riscatto, uno dei  momenti più toccanti della serie insieme a quella  in cui Hopp dialoga  con Undi cercando di rispettare la sua decisione. 

Dopo il terremoto  che ha sconvolto  la comunità di Hawkins, è  l'ora di tornare alla normalità.  Il gruppo di amici da Will a Dustin devono festeggiare il diploma con i propri  cari.  Steven, Robin, Nancy e Jonathan  sono adulti, lavorano  ma manca a tutti  il  passato in cui erano inseparabili. 

Mike è  smarrito senza Undici e anche Hopp che cerca di andare avanti  al fianco di Joyce,  cambiando vita. 

Siamo nel 1989 anno in cui per tutti è ora di ricominciare, proiettati verso una vita e un mondo normale.  Manca Undi che si è sacrificata per il bene di tutti ma che forse è ancora viva  chissà dove.  L'ultimo episodio  di una serie che compie dieci anni, è perfetto perché  dosa tutti gli ingredienti dal fantasy al thriller, valorizzando la dimensione temporale e quella umana, tanto da riuscire a coinvolgere e ad emozionare all'ennesima potenza diverse generazioni a confronto. 


Mentre scorrevano i titoli di coda ho pensato: " Geniali i Duffer Brothers, e adesso?".


Ho  sognato un seguito per restare ancora in compagnia dei personaggi di Stranger Things, così familiari e semplici  eppure straordinariamente  coraggiosi.  



Stranger things 5 sesto e settimo episodio


La consapevolezza di non essere soli in questo universo, è la speranza e il grande mistero che da secoli angoscia l'umanità e tutto ciò che è misterioso fa tremendamente paura, possiamo chiamarlo Vecna o lupo nero quell'ignota presenza nei nostri pensieri umani ma una via di fuga c'è: la salvezza e chi se non i bambini ormai grandi, potranno salvare il mondo da creature o forze inspiegabili?!

Il sangue dagli occhi di Will mentre è minacciato da Vecna che lo vuole come sua spia, sono lacrime di sofferenza. 

Negli anni '80 non ci sono ancora i cellulari ed è prioritario anzi costruttivo il dialogo tra i ragazzi che cercano di comprendere i misteri che li circondano per uscirne vivi. 

Nel capitolo 6, Max creduta in coma e Holly, si ritrovano nella grotta ed escogitano un modo per fuggire da Camozotz, un luogo dei ricordi di Henry. Fuori dalla grotta c'è sabbia. 

Mentre le due giovani cercano una via d'uscita, Joyce veglia sul povero Will in trance e accanto a lei c'è Mike. Su di un carro funebre tornano Hopp e Undi e riabbracciano gli amati Joyce e Mike da cui sono stati lontani per troppo tempo. 

Jonathan e Nancy sono intrappolati in una stanza gelatinosa, una gabbia militare oppure no e mentre Hopp si medica le ferite, Mike lo conforta e Hopp si scontra con la sorella di Undici. Hopp stenta a credere alle parole della sorella di Undi mentre quella che è ormai per lui una figlia adottiva, è concentrata a entrare in contatto con Will. 

Lucas tenta di riportare Max alla realtà senza sapere che lei è in mezzo al deserto con Holly in cerca di una via d'uscita. 

"Per tutta la vita hai il promemoria costante che ogni tua scelta era sbagliata" rassicurante Hopp nei confronti di Joyce sul difficile mestiere dell'essere genitori. 

 "Gli amici non mentono" ricorda Mike a Undi. 

Il sangue di Henry è dentro di Undi e tale rivelazione non sconvolge affatto Mike che resta concentrato sul piano da compiere per salvare tutto quanto dal predominio degli esseri che a quanto pare odiano il genere umano, soprattutto i bambini che sono i più fragili e quindi manipolabili.

Mentre Nancy e Jonathan fanno tesoro delle lezioni del professore di fisica e chimica per sopravvivere, Steve e Dustin rafforzano la loro amicizia, ma Nancy e Jonathan stanno per morire e si dicono la verità sul loro amore, bugie comprese. 

In questa pausa apparente di normalità, dal caos che regna sovrano, l'amore vince sulla distruzione imminente. Perché Nancy e Jonathan si amano veramente anche nella realtà e per questo riescono ad essere perfetti in questa scena magnifica del 6 episodio della quinta e ultima stagione di Stranger Things.

 Will è raggiunto da Undi che lo libera per riportarlo sulla terra. Nell'ospedale dove si trova Robin sono arrivati i demogorgoni. È la mamma di Mike, Nancy e Holly ricoverata in ospedale, a salvare i quattro ragazzi accerchiati dai demogorgoni.

 Max è connessa al mondo reale dove deve tornare lasciando Holly nell'altra dimensione. Max si sveglia tra le mani di Lucas che si strugge in un pianto d'immensa gioia.

 Tutti abbracciano Max ma chiedono di Holly che è ancora nel sottosopra. 

Nancy e Jonathan sono intrappolati e salvati da Steven e Dustin. In questo penultimo e decisivo episodio, Dustin scopre che quello che finora credevano fosse il sottosopra in realtà non lo è. La piccola Holly si e lanciata verso la dimensione terrestre per fare ritorno a casa. 

È un momento decisivo per il nostro gruppo di piccoli e straordinari eroi. 

Il gruppo di amici più unito che mai, grazie a Undi scende nel sottosopra dove Holly è intrappolata e costretta da Vecna a fare la stessa fine di Will e di altri bambini. 

Holly è con quel mostro e Max si dispera per averla lasciata sola nell'altra dimensione. Dustin in versione Mario Tozzi quando spiega le sue nozioni di geologia, spiega quello che finora tutti credevano essere il sottosopra. 

Max racconta a Will come ha fatto a sopravvivere.  

L'ultima missione ha bisogno di una colonna sonora forte, deve servire a salvare il mondo. 

I ragazzi sono vestiti da Rambo, indossano tute mimetiche, cappelli e giacche di pelle, armi e un piano forse infallibile per eludere il controllo dei militari e arrivare fino in fondo. 

Undi medita con sua sorella cosa fare per salvare il mondo e l'unico modo sarà quello di svanire entrambe.

Will svela tutto al gruppo che lo comprende e lo consola, prima dell'ultima e più avvincente missione da compiere.


The Twisted Tale of Amanda Knox/The Murder of Meredith




Grace Van Patten, veste i panni di Amanda Knox nella miniserie The Twisted of Amanda Knox, tratta dal suo libro biografico che ha gettato nuova luce sulla figura della giovane studentessa americana venuta a Perugia per terminare i suoi studi. 
Dal terzo anno di college, avrebbe studiato in Italia e una volta ricevuta l'approvazione dei genitori, è partita alla volta del Belpaese, piena di gioia, sorpresa ed entusiasmo.

Laura, Filomena e Meredith sono le sue giovani coinquiline in Via della Pergola. 
Meredith e Amanda sono inseparabili.
Come lei stessa afferma in questa ricostruzione davvero elettrizzante e magnifica, non avrebbe mai neanche sognato di essere dichiarata ingiustamente colpevole e per questo arrestata il 6 novembre 2007 per l'omicidio dell'amica Meredith, che avrebbe finito con il trasformarla in un mostro agli occhi della stampa, dell'opinione pubblica e di un pubblico ministero apparentemente spietato come Giuliano Mignini (Francesco Acquaroli). Patrick Lumumba è il terzo arrestato, perché il suo nome lo aveva fatto Amanda in un momento di stress e smarrimento. Dopo cinque giorno dall'omicidio, ci sono tre persone sospettate e arrestate. Omicidio volontario e violenza sessuale. Chi poteva aver commesso un atto tanto orribile?
Nel primo episodio è mostrata la notte dell'omicidio, quella nella quale Amanda era nella casa del suo giovane fidanzatino Raffaele Sollecito, che aveva lasciato di mattina per prepararsi a casa sua, prima di partire per un divertente week end a Gubbio a caccia di tartufi e di divertimento.
Quella mattina, trova la porta della casa condivisa con le inquiline deserta e spalancata e mentre è in bagno a fare la doccia, s' accorge di gocce di sangue sparse sul tappetto e sui sanitari.
Così prova a chiamare le coinquiline a partire da Meredith senza accorgersi che la porta della sua camera è chiusa a chiave e dentro c'è il suo corpo senza vita.
Torna nella casa con Raffaele e nel giro di poco, prima si accorge del vetro della finestra rotta e poi viene scoperta la tragedia che si è consumata nella notte, la cui vittima è la povera e sfortunata Meredith.

E' innegabile che i media italiani e quelli britannici da cui la famiglia di Meredith apprese la tragica notizia, abbiano giocato un ruolo fondamentale nella creazione di un profilo veramente mostruoso e negativo della giovane ventenne, mostrando un lato perverso, folle, inadeguato, diabolico e pericoloso. Quella mattina, viene notato un atteggiamento ritenuto strano da parte di Amanda e Raffaele, ossia il fatto che loro due si baciassero mentre gli altri entravano nella casa dove si era consumato l'atroce delitto. 
Tutto questo ha messo in bilico l'attendibilità della testimonianza di Amanda e l'assenza di prove, è diventata la prova stessa della sua colpevolezza agli occhi del procuratore che l'ha giudicata, condannandola a scontare anni di carcere immeritatamente lontana dagli affetti familiari e dalla sua spensierata vita.
In quest'entusiasmante storytelling, si assiste a un crescendo di fatti, interrogatori, disperazione e abisso. 
Determinante è la vicinanza della famiglia di Amanda,  Edda (Sharon Horgan) la madre è onnipresente, così come il compagno della madre e il padre Curt, il prete che la sostiene nei lunghi anni in carcere passati a scontare un crimine di cui non aveva alcuna colpa e il sostengo di Raffaele (Giuseppe De Domenico), in carcere al suo fianco è essenziale.

Anche se il DNA sul corpo della vittima è quello di Rudy Guede, come raccontano i testimoni nel documentario The Murder of Meredith, si spera di giungere al o ai colpevoli.
Knox, Sollecito e Guede erano i tre indagati.
 Guede, dopo il rito abbreviato, fu condannato all'ergastolo.
Eppure restava Amanda quella a cui venivano riservate le principali attenzioni o meglio, il totale disprezzo.
La corte d'Appello però scagiona Knox e Sollecito. 
Si cerca ancora la verità.
Un processo mediatico in cui i due fidanzati Raffaele e Amanda, vengono assolti dopo più di otto anni di drammatica attesa della libertà.
Avete visto la miniserie e il documentario? 
li ho recuperati entrambi su Disney+, se vi fa piacere, lasciatemi i vostri commenti!! Non vedo l'ora di leggerli!

Giustizia non era fatta ma solo in parte, soprattutto per la famiglia di Meredith.
Mignini non se ne da pace, per via della pressione mediatica che ha condizionato i magistrati stessi.

"Esistono le indagini imperfette".
Questo documentario sulla tragica scomparsa di una giovanissima ragazza chiamata Meredith Kercher, è anche un modo per ricordare la sua solarità e la gioia di vivere della studentessa che è rimasta impressa sia in chi l'ha conosciuta che nei cuori dei familiari che l'hanno tanto amata.

Emily in Paris 5

 


L'attesa è finita per tutte noi romantiche sognatrici, innamorate dell'amore, della Ville Lumière e di tutte le possibilità che la vita può offrirci in quest'altalena di alti e bassi professionali, di presunti amori o solo flirt momentanei: questo sogno è nelle mani di Emily Cooper (Lily Collins) e di un cast collaudato ed eccezionale e non solo.

Il 18 dicembre dunque è stata una data magica per tutte noi, per emozionarci, magari anche solo per poco, di fronte al magnetico e irresistibile Gabriel (Lucas Bravo).

Dai tempi in cui venne catapultata a Parigi da Chicago, per lavorare alla fusione con la società Savoir, senza conoscere il francese, Emily si è data molto da fare soprattutto per conquistare la fiducia di Sylvie (Philippine Leroy Beaulieu), presente nei dieci nuovi episodi della quinta stagione, più effervescente che mai.

La brevità degli episodi (31/38 minuti), mi ha permesso di vederli tutti velocemente.

 Anche nella quinta stagione Mindy (Ashley Park) è onnipresente nella vita di Emily per darle consigli e supportarla come dovrebbe fare l'amica del cuore e lei ci riesce davvero benissimo, meglio se come corollario ci siano eventi e feste nelle quali lei possa cantare e ballare, meglio cantare perché a Ballando Ballando Ballando, il programma italiano di ballo, ispirato probabilmente a Ballando con le stelle, non è andata bene per la dolce Mindy.

Quello che ho appena raccontato, accade negli episodi Emily in Rome, girati a Roma, la città nella quale l'avevamo lasciata nella quarta stagione, innamorata di Marcello Muratori (Eugenio Franceschini).

Emily in Rome, ha un altro attore italiano: Raoul Bova, nei panni del regista Giancarlo e amante di Sylvie.

E' bello ritrovare il collega storico Luc (Bruno Gouery), personaggio assolutamente bohemien di cui si scopre un passato da pittore a Montmartre e Julien (Samuel Arnold), sensibile e ispirato e sempre più utile all'Agenzia Grateau.

Affascinante è il penultimo episodio dedicato alla sponsorizzazione dell'assenzio dove Luc si ritrova di fronte a un quadro realizzato anni fa ed esposto da Maxim's. Oltre a restare sbalordito, lascia anche Emily senza parole per quell'ardito autoritratto senza veli, che va assolutamente immortalato con il suo inseparabile smartphone con l'iconica cover a forma di macchinetta fotografica che, ammetto, ho usato per mesi anch'io.




Roma è descritta come una città dalle mille sfaccettature, piena di monumenti mozzafiato, di acquedotti e di suore inflessibili che ospitano Luc ma deve rispettare il coprifuoco delle 23.

Emily in Venice è un bel momento ed è stato doveroso ricordare Diego Borella nei titoli di coda, apprezzato professionista veneziano che si era formato a Roma, Londra e New York, morto sul set proprio a Venezia.

L'ultimo episodio si chiude con un invito in Grecia, altro luogo del cuore e un possibile rendez-vous tra Emily e Gabriel, che forse non hanno mai smesso di amarsi.

My Secret Santa Mia mamma è Babbo Natale




 Quello visto ieri su Netflix, ha tutte le caratteristiche di un film natalizio: la coppia di belli e innamorati, la presenza di Babbo Natale e le luci favolose di questo periodo ma c'è molto di più: l'amore di una madre per sua figlia che va oltre il bisogno di rifarsi una vita, mettendo i suoi bisogni davanti a quelli di una donna bellissima e single non per scelta. 

Se poi dall'altra parte c'è un uomo ricchissimo e bellissimo che piace anche alla figlia, allora il gioco è fatto anzi, si scarta  il regalo di Natale più bello di tutti, come avviene in questo film che è riduttivo definire natalizio, motivo per il quale si eviterebbe persino di vederlo e che invece va visto, anche se nella vita difficilmente si avvera una storia come questa. 

La storia è quella di una donna ancora molto bella, una ex chitarrista e voce in una band giovanile che perde il lavoro proprio nel periodo natalizio e che per questo motivo fatica a pagare l'affitto e a realizzare il sogno di sua figlia, ossia quello di pagarle un costosissimo corso di snowboard nella pista da sci  di un lussuoso resort dove non ci sono altre posizioni lavorative aperte se non quella da babbo natale. Allora questa mamma, infrangendo le regole  per amore di sua figlia, con l'aiuto del fratello e del suo compagno  un po come avviene per  la signora Doubdfire  intepretata dal compianto Robin Williams, si traveste da Babbo Natale e usando la sua sensibilità conquista tutti i  bambini a cui si rivolge. 

Al centro del film Netflix My Secret Santa – Mia mamma è Babbo Natale c'è  Taylor Jacobson, interpretata da Alexandra Breckenridge (Virgin River), una madre single la cui figlia, Zoey (Madison MacIsaac), ha appena ottenuto un posto in un esclusivo campo di snowboard nel lussuoso resort Sun Peaks, e Taylor è determinata a farle vivere quest’opportunità a ogni costo. Ma l’unico lavoro stagionale disponibile è quello di Babbo Natale: un ruolo storicamente maschile e difficilmente accessibile per una donna. Da qui nasce l’idea, tanto folle quanto ingegnosa, di travestirsi da uomo e ottenere l’impiego.


 L'ironia della sorte vuole che il figlio del proprietario di questo resort s'innamori  di Taylor incontrata per caso in un negozio di  dischi  dove lei tenta di recuperare qualche dollaro  per pagare l'affitto di casa.

Il bellissimo e un tempo scapestrato  giovane che Taylor incontra  è il  figlio del direttore del lussuoso resort  che la bellissima mamma travestita da Babbo Natale,  eviterà di frequentare all'inizio per poi innamorarsene accogliendo il suggerimento di sua figlia e conquistando  grazie al successo del suo Babbo Natale un posto di lavoro e quindi la serenità economica per lei e per sua figlia. L'attore che interpreta  la parte del bel direttore d'albergo è Ryan Eggold. 

Il film in streaming su Netflix dal 3 dicembre, va visto, ma il mio è solo un suggerimento. 



I Roses

 L'amore accade, sboccia, fiorisce, l'odio è alimentato da sentimenti quali l'invidia e il fallimento. 

Il crescendo a cui assistiamo in questo remake del film degli anni '80 è più misurato e timido, un odi ed amo catulliano dove l'odio non è nient'altro che una sfumatura dell'amore.

Lui architetto talentuoso lei chef che sogna di essere Julia Child e finisce per diventarlo, gestendo una catena di ristoranti in cui insegna agli americani, come Julia, a mangiare, traendone sia prestigio che buoni guadagni e lasciando la famiglia in secondo piano.

All'educazione dei figli pensa Theo, architetto di successo, che alleva la sua prole con particolare attenzione verso la forma fisica, trasformando i due ragazzi tredicenni in eccellenze sportive. 

La cura quasi esclusiva per i figli è un compito che Theo si assume da quando ha perso il lavoro per colpa di un assurdo incidente che ha fatto precipitare le sue ambizioni riaccese da un progetto grandioso, quello di costruire la casa di vetro con i soldi della moglie Ivy.

C'è stato un tempo in cui non si sapeva dove iniziasse Theo e dove finisse Ivy, vivendo il rapporto in modo simbiotico e appagante.

Però la crisi matrimoniale s'insinua tra le lussuose pareti della magnifica casa di recente costruzione e durante una cena tra amici esplode per culminare in una lotta fatta di colpi di pistola di Ivy e della violenza di Theo che si concentra sui fornelli della cucina, distruggendoli.


Ma di quella lotta, restano solo i cocci di un'incomprensione che esplode e si manifesta in questa scenata forsennata che non è altro se non un disperato bisogno d'amore.

Ho sentito dire che questo film rispetto alla Guerra dei Roses, non sia memorabile come quello degli anni '80 ma io penso invece che sia davvero bello l'amore gridato e che si trasforma in odio per poi tornare ad essere amore.

Sembra che Olivia Colman  e Benedict Cumberbatch si siano amati davvero in questa finzione cinematografica, dove hanno mostrato l'amore di coppia e la naturale crisi di un matrimonio come meglio non avrebbero saputo fare, anche grazie alla bella regia di Jay Roach.

Ne suggerisco la visione su Disney+ in esclusiva dal 3 dicembre. 

 

Gli Aristogatti

A Renzo Montagnani si deve attraverso un doppiaggio incantevole, la metamorfosi del gattone irlandese Thomas O'Malley nel romanissimo Romeo, "er mejo del Colosseo", in questo delizioso film Disney che ha più di cinquant'anni ma è stupendo a tutte le età.
La storia è ambientata a Parigi nel 1910 anche se l'ultimo film autorizzato da Walt Disney, uscì nel 1970.


Romeo è l'incontro fortuito con i gattini di Duchessa, la gatta aristocratica e mamma di Minou, Matisse e Bizet, avvenuto dopo che l'elegante famigliola felina è stata abbandonata da Edgar nella campagna della ville lumiere; difficile adeguarsi a vivere in mezzo alla natura abituati a vivere nel lussuosissimo appartamento parigino, viziati e coccolati da Madame Adelaide.

Romeo è un gatto galante e cerimonioso nonostante le sue umili origini, che scorta i gattini verso Parigi su un carretto di fortuna.
Tutto ha avuto origine dal testamento redatto da Madame al fianco del fidato avvocato, dove sceglie di lasciare tutto il suo patrimonio agli amatissimi gatti, essendo sola e godendo della preziosa compagnia di quegli adorati mici.
E' il maggiordomo Edgar ad aver abbandonato i gatti, dopo aver servito loro il pasto delizioso eppure pieno di sonnifero.

L'incontro prosegue con due magnifiche oche londinesi Guendalina e Bla Bla, scambiate per tortorelle da Romeo, con cui si dirigono a Le petit cafè.

Il maggiordomo Edgar va alla ricerca dei gattini rapiti e abbandonati ma non li trova nel luogo dove li aveva lasciati.

Intanto i gatti passano una notte tranquilla in compagnia di Romeo e dei loro amici che amano il jazz, poi tornano nella dimora di Madame ma vengono subito catturati da Edgar.
I topolini assistono al rapimento così vanno a chiamare Romeo per chiedere aiuto.
La ghenga di gatti randagi accorrono per salvare gli Aristogatti dalle grinfie del maggiordomo venale e senza cuore, ma prima catturano il topolino per mangiarlo.
Edgar è in gabbia e i micetti sono finalmente liberi di tornare dalla loro cara Madame.
Tra i gatti ora c'è anche Romeo che Madame ama da subito e scatta loro una foto ricordo.
Questo film poetico e realistico, è senza tempo e vederlo su Disney+ è stato un bel regalo di Natale che mi sono concessa, perché avevo bisogno di pensare che sarei tornata a casa per essere coccolata da una persona speciale come Madame Adelaide.

"Gli aristogatti non si esercitano a fare morsi e a unghiate, o cose simili..." perché amano la pace e se la pace è un sogno natalizio allora anche questo film può essere ritenuto natalizio per la serenità che sa trasmettere.
Ne consiglio la visione su Disney+ e su Raiplay.



Bridget Jones una di noi


 Da divoratrice di film e serie su Netflix e non solo,  ho riservato  alla fine dell'anno la visione  di quest'ultimo capitolo di Bridget Jones,  per emozionarmi e chiudere in bellezza  il 2025.

Il diario di Bridget Jones di Helen Fielding, lo lessi sulla spiaggia.  Il film, il primo, lo avrò visto cento volte e  anche di più.  Mi faceva compagnia la sera  anche se la tv si vedeva malissimo in camera  ma ero comunque felice di  vederlo perché mi faceva immedesimare nelle disavventure della trentenne così simile a me. 

In quest'ultimo capitolo, sono lieta di ritrovare luoghi iconici del Diario di Bridget Jones come il mercato dove Bridget gongola trionfante  dopo  il suo  fortunato  debutto  in tv e sul finale, la strada  londinese innevata  dove corre in camicetta (non più in mutande) per inseguire l'uomo che la bacerà, nel primo  film è  il brillante avvocato Mark Darcy, ossia l'eccezionale Colin Firt che ora  è il compianto marito e questa volta è Scott, l'insegnante dei figli di Bridget e Mark, il quale  non resiste al fascino  della mamma vedova che ha ancora tanto amore da dare. 

Renée Zellweger, Bridget, è ognuna di noi, che a un certo punto della propria vita, verso i trent'anni, decide di darsi una regolata, iniziando metaforicamente a scrivere un diario che è una specie di coscienza, di  guida, di riferimento dove appuntare dati fondamentali quali peso, uomo ideale, dieta, ecc ecc.

Chi non ha avuto una storia con il proprio capo affascinante e inaffidabile?  Daniel Cleaver è diventato un caro amico per Bridget nell'ultimo capitolo dove ha un figlio ormai grande con cui non ha grandi rapporti e  Hugh Grant sa sempre come  fare per  conquistarci   attraverso la sua ironia e un fascino maturo  e immutato.  

Ci sono anche altri due uomini nel film che faranno tornare a Bridget la voglia di vivere, uno è Roxster (Leo Woodall) il  guardiaboschi incontrato per caso  e  con  il quale  flirta su Tinder e l'altro è Scott (Chiwetel Ejiofor), l'affascinante professore di scienze dei suoi figli.  

Ma nel suo cuore c'è sempre Mark a vegliare sulla sua famiglia ormai pronta dopo quattro anni a spiccare il volo. Colin Firt compare fisicamente in qualche scena, ma è come ombra nei pensieri della moglie Bridget e dei suoi bambini, a cui il papà manca tanto.

Bridget  dopo un periodo di isolamento e solitudine, torna a lavorare in tv sostenuta anche dai suoi cari e inseparabili amici, come James Callis, che vive di rendita e invecchiato e capellone rispetto alle versioni passate,  con i quali condivide  momenti  no e le feste.

Ritroviamo anche Pam (Gemma Jones) che ora vive in un centro anziani anche se crede sia un Hotel e in una scena  c'è anche il padre Colin (Jim Broadbent) che però muore. 

Il the end del diario di Bridget Jones ce lo meritavamo per commuoverci e continuare a  sognare  perché i sogni aiutano a vivere.

Sono certa che come è capitato per il primo,  questo film lo vedrò e rivedrò perché  anch'io sono Bridget Jones.

Grazie Renée e grazie Helen per averci regalato questa storia meravigliosa e per niente banale, che parla di ognuna di noi. 


Crudelia veste Prada


"Crudelia" non si riferisce a un unico film, ma mette in parallelo due opere cinematografiche distinte: il film "Crudelia" (2021) e il film "Il diavolo veste Prada" (2006). 

Sebbene non abbiano una trama comune, entrambi presentano figure femminili forti e antagoniste in ambienti legati alla moda: in "Crudelia", una giovane stilista ribelle, e ne "Il diavolo veste Prada", la temibile direttrice di una rivista di moda. La baronessa del film "Crudelia" è stata definita una versione alternativa e più "punk" di Miranda Priestley, il personaggio interpretato da Meryl Streep.

Estrella si trasforma in Cruella, durante la festa della baronessa von Hellman per cui lavora e che ha ucciso sua madre, lanciandole addosso con un fischietto i suoi tre dalmata che la assalgono gettandola dalla scogliera.
Cruella è un'orfana o crede di esserlo, che incontra due ladri Gaspare e Orazio, i quali la accolgono come fosse una sorella e con cui vive, cresce e truffa.
Eppure lei ama il mondo della  moda e uno dei due fa in modo d'inserirla in quel mondo dapprima come pulisci cessi e per ironia della sorte, viene scoperta dalla baronessa senza cuore che ha ucciso sua madre.
Estrella nasce con i capelli neri e bianchi, motivo per il quale da bambina viene derisa dai compagni di scuola e che da grande sarà il suo tratto distintivo.

Di giorno Estrella lavora con una bella parrucca rosso ramato per la baronessa, agli eventi notturni, si trasforma in Cruella attirando tutta l'attenzione su di se perché lei rappresenta il futuro della moda mentre la baronessa, come scrivono i giornalisti "è acqua passata".
I dalmata della baronessa sono scomparsi mentre Estrella è succube della manipolatrice senza cuore per la quale lavora.
La baronessa vuole rubare l'immagine di Cruella per essere lei stessa al centro dell'attenzione ma non riesce nel suo intento e Cruella resta la giovane misteriosa carismatica e attraente che ruba gli sguardi di tutti i fotografi e dei giornalisti.
Meravigliose Emma Stone nei panni di Crudelia ed Emma Thompson in quelli della baronessa.
Due Emma insomma d'incredibile bravura e incanto.

E' veramente inevitabile il paragone tra Crudelia e Il diavolo veste Prada sia per l'ambientazione nel mondo della moda che per la figura della stilista senza sentimenti rappresentata in ordine cronologico da Miranda e dalla baronessa che vuole stare sul tetto del mondo della moda.

Ho sempre associato i film della Disney al Natale, a torto o a ragione e mi è venuta la voglia di vedere Crudelia grazie a Disney+ chiudendo il cerchio dei film sui dalmata della Disney.

Di giorno Estrella, di notte Cruella che medita di fare delle pellicce con i dalmata sottratti alla perfida baronessa.
Ma Cruella non è affatto cattiva, è solo vendicativa.

La baronessa ha i suoi legittimi dubbi che Estrella e Cruella siano la stessa persona.
Un'invasione di pipistrelli sconvolge una serata di moda dove la passerella è inondata da migliaia di topi volanti.
C'è una passerella rock altrove, con musica dal vivo, un pubblico scatenato e abiti dark sfilano per introdurre l'ingresso di Cruella vestita con il cappotto di pelliccia a pois. 
Ovviamente il pelo è quello dei tre cani della baronessa e lei lo scopre con sprezzo e disgusto.
Cruella è ormai una star della moda e della crudeltà per il suo cappotto.
La baronessa si vendica e irrompe nel rifugio di Estrella che è vestita da Cruella e la stilista vuole ucciderla e darle fuoco.
Così appicca un incendio e la lascia in mezzo alle fiamme, dove tenta di liberarsi ma alla fine sviene.
Viene annunciata la morte della rivale della baronessa.


Ma Cruella viene tratta in salvo da John (Mark Strong) che le dona il ciondolo appartenuto a sua madre. John salva Estrella così come Nigel (Stanley Tucci) salva Andrea (Anne Hathaway) da Miranda, fornendole un vestiario adeguato e illustrandole i segreti di quel mondo patinato, estraneo ad una stagista e futura giornalista.

 Cruella sopravvive e scopre una cosa incredibile, ossia di essere la figlia della baronessa.
John l'ha vista nascere e l'ha salvata anche se la baronessa l'avrebbe voluta morta.
Per cui l'ha uccisa due volte.
Ma lei è viva e a lei spetta l'immensa eredità di famiglia.
Cruella è stravolta e fugge.
La sua disperazione è incontenibile.
Questa storia diretta da Craig Gillespie, è meravigliosa.
Ne suggerisco la visione su Disney+.


Stranger Things 5


Torna nelle nostre case e nei nostri cuori la famiglia Byers capitanata da Joyce (Winona Ryder) doppiata da Giorgia Izzo, la coraggiosissima e amorevole madre del fragile Will e del fratello maggiore Jonathan, con i quali vive dopo il divorzio da Lonnie. 

Joyce è la coetanea del poliziotto che dovrebbe proteggere gli abitanti di ogni città, non solo di Hawkins nell'Indiana dove questa serie è ambientata e dove regna l'inquietudine dopo il manifestarsi delle mostruose creature spuntate dal Sottosopra che mietono vittime e rapiscono Will. 

Insieme all'ex compagno e coetaneo Jim Hopper (David Harbour) che troviamo più asciutto e fascinoso in questo primo capitolo della quinta stagione, segue il duro allenamento di Undici (Eleven), ormai adulta e adottata nella seconda stagione, quasi pronta a lottare contro il male oscuro che trama nel Sottosopra.

 Creduto morto alla fine della terza stagione, Hopper, chiamato affettuosamente Hopp, è vivo e vegeto e pronto a tornare più deciso che mai dalla sua gente, quella che ama e che vuole difendere a tutti i costi e contro qualsiasi insidia e ostacolo o nemico, umano e sovrumano che sia.

Ritroviamo la famiglia Wheeler, in primis Mike (Finn Wolfhard), uno dei membri del gruppo di amici nati nel 1971, fratello minore di Nancy (Natalia Dyer), la fidanzata di Jonathan (Charlie Heaton) nella serie e nella vita e di Holly; è un ragazzo astuto e sensibile se s'innamora di Undici (Millie Bobby Brown) che ha nascosto e ospitato a casa sua, ricordando in tutto e per tutto E.T. come spiegano in un'intervista del 2017 gli ideatori e registi della serie e dalla quale deve separarsi nella quarta stagione perché lei va in California. Undici è il nome che il gruppo di amici sceglie di darle per il numero che compare nel suo braccio. Undi come sono soliti chiamarla Lucas, Will, Mike, Dustin, è fuggita da un laboratorio segreto. Ha poteri telecinetici e i capelli rasati.

Ora i suoi capelli sono lunghi, è ormai una donna e salverà la vita a Max, con cui è diventata molto amica, facendola andare in coma con i suoi poteri. Il suoi cibo preferito, quello per cui stravede sono i waffle Eggo ma più di tutti ama Mike. 

Non può mancare l'intuito di Dustin Henderson (Gaten Matarazzo) uno dei migliori amici di Mike, Will e Lucas, appassionato di scienza e del genere fantasy, divoratore di libri nelle materie amate, cercando la soluzione a quesiti che sembrano irrisolvibili e spesso ci riesce. Soffre di disostosi cleidocranica e nella terza stagione si fidanza con Suzie, con la quale resta in contatto tramite la radio. 

Lucas Sinclair (Caleb McLaughlin) è l'altro amico del gruppo, è coraggioso e sensibile al fascino di Max, con la quale si fidanza e che lo lascerà dopo la perdita del fratello Billy. 

Will (Noah Schnapp) dopo il periodo passato nel Sottosopra nella prima Stagione, posseduto dal Mind Flayer nella seconda stagione, tramite la pelle d'oca nella nuca potrà riconoscere i nemici del Sottosopra.

Nella radio dove lavorano Steve (Joe Keery) e Robin (Maya Hawke), ci sono interferenze, siamo nel novembre del 1987 e la banda elude l'esercito per andare nel Sottosopra a cercare Vecna di cui Will riuscirà a prevedere la prossima mossa nel terzo capitolo della quinta stagione.

La fuga organizzata da Lucas, Mike e Robin nel quarto capitolo della quinta e ultima stagione  che è stato trasmetto su Netflix a partire dal 27 novembre, è per essere liberi dal controllo dell'esercito sulla città.

I personaggi principali e minori e le new entry della serie più amata a livello globale, piace molto a noi degli anni '70 che ascoltiamo con nostalgia la splendida colonna sonora anni '80 e così abbiamo l'illusione d'immergerci in una realtà che non esiste più. 

Le parentesi tranquille tra amici, sono ridotte all'osso in questa quinta stagione dove la lotta tra il bene e il male è davvero all'ultimo sangue. Ma il motto l'unione fa la forza è sempre più radicato tra gli amici del nostro gruppo di eroi. 

Appuntamento a dicembre per i prossimi e conclusivi capitoli della serie scritta e diretta dai The Duffer Brothers.

Jingle Bell Heist


 

"Jingle Bell Heist" è una commedia romantica natalizia americana del 2025, diretta da Michael Fimognari, scritta da Abby McDonald e interpretata da Olivia Holt e Connor Swindells. È uscito su Netflix il 26 novembre 2025.
I protagonisti non sono esattamente ladri  ma attraverso un furto  nel giorno di Natale, smaschereranno il vero ladro. 
È una storia  meno romantica di quel che ci si aspetterebbe  da un film natalizio  in cui il protagonista  è l'amore di una figlia verso la madre malata,  l'amore verso la verità e la giustizia che in un film,   raramente nella vita,  ha il sopravvento. 

Il film in streaming da oggi su Netflix, indaga sui legami familiari, quelli falliti,  taciuti e che resistono alle avversità e  questo  è un buon motivo per suggerire la visione del film ambientato a Londra. 

Zootropolis e la speranza di un mondo migliore


Zootropolis è la metropoli nella quale viene catapultata l'orgogliosa coniglietta Judy, 
novella agente di polizia, strano a dirsi eppure intenzionata  anzi sicura  di poter cambiare il mondo.... degli animali. Inizia con una volpe chiamata Nick che da delinquente , si trasformerà ben presto in paladino della giustizia. 

Judy e Nick diventano inseparabili nel primo film d'animazione del 2016 che vinse l'Oscar nel 2017 e il Golden Globe ed è davvero il minimo che potesse vincere un film che conquista per mille motivi: la fotografia, il meraviglioso mondo degli animali parlanti così simile al nostro e il viaggio verso un mondo migliore.

Il viaggio in treno da Bunnyburrow il paese natio di Judy, verso la tentacolare Zootropolis, è un viaggio  che ha i  variopinti  colori della speranza e del coraggio. 

Judy coltiva il sogno di diventare agente di polizia fin da bambina mentre i genitori con i fratelli sono impegnati nella coltivazione delle carote.

Il leit motiv del film è proprio questo: Chiunque può essere ciò che vuole ed è ciò che Judy dimostra nei fatti non solo a parole, risolvendo una questione avvolta nel mistero. E lo fa avvalendosi del supporto di Nick e usufruendo della sua arguzia di volpe. 

L'abilità di Judy, la sua prontezza di riflessi e la sua dimestichezza con lo smartphone, la guidano nella risoluzione di un fatto parecchio complicato: la scomparsa di 14 predatori di cui non si hanno notizie. 

Il suo primo incarico, ossia quello di ausiliario del traffico, è svolto egregiamente dalla coniglietta ma quello non le sembra il suo posto. 

Mr Big il ragno artico, una specie di Padrino dei topi, doppiato egregiamente da Leo Gullotta, sa più di quel che Judy avrebbe mai potuto immaginare ed è la pedina che serve alla poliziotta per risolvere  il caso  delle sparizioni  dei predatori  collegati agli urlatori notturni .

In attesa dell'uscita nelle sale di Zootropolis 2 il 26 novembre  2025 non possiamo far altro che ammirare Zootropolis , il film di animazione della Walt Disney Animation Studios diretto da Byron Howard e Rich Moore  in  streaming su Disney + e la cui visione consiglio anche per la colonna sonora di Shakira nella parte deliziosa  di Gazelle! 




La mano sulla culla ieri e oggi




È possibile vedere su Disney+, sia La mano sulla culla del 1992,  con la regia  di Curtis Hanson, più sconvolgente e indubbiamente più lineare e interessante nella versione originaria che il suo remake del 2025 diretto da Michelle Garza Cervera in streaming dal 17 novembre.

Lo ammetto, ho visto prima il remake e poi la versione degli anni '90, trovandola più realistica. Il triller tratta temi delicati come la maternità, compiuta e mancata, il rapporto madre figli e quello coniugale.
Nella versione che ho preferito, quella del 1992, c'è un'ottima squadra femminile formata da Claire (Annabella Sciorra) madre di due figli, Emma e il neonato Joe e moglie di Michael (Matt McCoy), la quale si fa convincere da una diabolica Peyton (Rebecca De Mornay) ad essere la sua bambinaia e collaboratrice domestica. 
Ignara della sua reale identità, Claire ingenuamente accetta, affaticata dal peso della maternità e dalla sua asma.
 Mentre nel remake con Maika Monroe nei panni della babysitter Polly/Rebecca e Mary Elizabeth Winstead in quelli di Cautlin, madre e moglie di Miguel Morales (Raul Castillo), non è ben chiaro fino alla fine quale sia il legame fra le due, nella versione del '92 invece, è chiara dall'inizio: Peyton è la vedova del dottor Mott, il ginecologo di Claire che durante una visita, ha abusato di lei; avendo scelto di denunciare l'accaduto, sostenuta dall'amorevole marito, spinge altre donne a denunciare il dottore che sopraffatto dal rimorso si suicida, lasciando la moglie incinta e destinata a perdere il bambino, diventando sterile.
Peyton è solo un nome di fantasia dietro cui si cela quello della moglie del ginecologo denunciato dalle sue pazienti a partire da Claire, di cui vuole vendicarsi nella maniera più atroce. Attirando a sé i figli dell'altra e trattandoli come fossero i suoi, allattando di nascosto il piccolo Joe, con il latte conservato dalla mancata gravidanza, crea nell'insicura Claire un senso d'inadeguatezza e di agitazione. Tuttavia il marito, sarà sempre dalla sua parte mentre nel remake non è così e la povera Cautlin dovrà attendere il peggio prima di essere soccorsa e finalmente creduta da Miguel. Un altro personaggio che mi è piaciuto molto e che nel film del '92 è un deus ex machina, è Solomon (Ernie Hudson), un giardiniere con delle disabilità e un cuore d'oro, a cui la piccola Emma (Madeline Zima) è molto affezionata. 
Nella versione del '92 c'è una impeccabile Julianne Moore nei panni di Marlene che non ha il tempo per svelare la reale identità di Peyton a Claire. 
Questo triller psicologico mostra quanto siano pericolose le persone che conquistano la nostra fiducia con l'inganno e delle quali sarebbe il caso di diffidare fin dall'inizio.
Suggerisco la versione di entrambi i film e se volete lasciatemi nei commenti il vostro parere!
Grazie 🙏


Frankenstein di Mary Shelley (1994) di e con Kenneth Branagh




"Prima o poi il modo per ingannare la morte sarà creare la vita".



Il galvanismo (si riferisce alla contrazione muscolare causata da una corrente elettrica e ai primi studi su questo fenomeno, che prendono il nome da Luigi Galvani) seduce e influenza Victor Frankenstein, un giovane scienziato e ricercatore, convinto di poter creare la vita oltre la morte.
Ad Ingolstadt nel 1793 si aprono nuovo orizzonti per Victor, orfano di madre e alla disperata ricerca di metodi scientifici per realizzare il suo progetto.
Il laboratorio che trova, è un luogo perfetto per Victor (Kenneth Branagh).
"Sono venuto qui per apprendere tutto della nuova scienza"

"Prima o poi il modo per ingannare la morte sarà creare la vita".
 
Il vaccino contro il vaiolo, è un modo per salvare tante vite umane eppure durante la sua somministrazione ad un uomo ostile e crudele ,  viene barbaramente ucciso il dottore (John Cleese) le cui ricerche sono state sospese ma Victor vuole portare avanti il lavoro interrotto da colui che  ritiene un  illuminante  maestro. 
Imperversa l'epidemia di colera. La città è in quarantena ma Victor anima la sua Creatura (Robert De Niro), frutto d'immane lavoro e sacrifici.
La creazione è compiuta.
Victor è sconvolto, smarrito e incredulo.
Si addormenta ma è svegliato dalle urla abominevoli della creatura dalla quale sente l'esigenza di difendersi.
La Creatura esce, si confonde tra la folla, appare come un appestato, è claudicante, la folla tenta di aggredirlo ma la sua forza incredibile, gli consente di difendersi.
Agli angoli delle strade i corpi di chi ha perso la vita per colpa del colera, sono uno scenario pietoso.
Victor è ammalato, ha la polmonite e riceve le cure del suo amico e collega.

Sui carretti dei corpi portati via dalla città, si nasconde la Creatura che scappa dal suo inventore  e giunge fino a una fattoria, facendo del bene a un anziano cieco e alla sua famiglia ma nell'ombra.  Quando viene scoperto, per il suo aspetto viene cacciato così  va alla ricerca delle sue  origini e dopo averle scoperte  vuole vendicarsi di Frankenstein che ha abbandonato la sua Creatura senza alcuna cura e preoccupazione.


Così si incammina in mezzo al nulla in un sentiero  congelato  e innevato verso Ginevra, la città di Frankenstein. 

La Creatura dà appuntamento a Victor nel mare di ghiaccio.  
È  all'ultimo sangue la lotta tra la Creatura e il suo creatore. Il dialogo, l'incontro e  la comprensione   sostituisce  il conflitto.  La Creatura vuole sapere quali sono le persone di cui è composto . 
"Ti sei mai fermato a riflettere sulle conseguenze delle tue azioni?" 
La domanda della Creatura turba molto Victor 
"Tu mi hai dato la vita e poi mi hai lasciato a morire, chi sono io?".

"Non lo so"

La Creatura  senza  nome, chiede al suo creatore una donna che sia simile a lui per essere compreso e amato.


Vuole vivere con la sua compagna nel Polo Nord la Creatura, lontano da tutto e da tutti. Chiede aiuto a Victor anzi lo implora. 
Victor inizia a lavorare per ideare  un prototipo  femminile  come compagna per la Creatura. Ma le cose non vanno secondo i piani e Victor ha paura di quel che ha creato e di rivelarlo ad Elisabeth la futura sposa;non riesce a rispettare la promessa data Frankenstein e questo avrà delle terribili conseguenze.

Suggerisco  la visione del film su Prime dove sono sorprendenti sia la regia  che la fotografia e gli effetti speciali. Impeccabili e magistrali De Niro e Branagh in un film  rivoluzionario come la storia narrata  ispirata  all'edizione del 1818 del romanzo gotico di Mary Shelley. 



PennadorodiTania CroceDesign byIole