Worth


𝕽𝖎𝖈𝖔𝖗𝖉𝖆𝖓𝖉𝖔 𝖑’11 𝖘𝖊𝖙𝖙𝖊𝖒𝖇𝖗𝖊

La tragedia dell’11 settembre 2001 che ha sconvolto l’umanità, è stata ricordata oggi su Sky e Premium cinema attraverso il biopic diretto da Sara Colangelo “Worth”.
Sono passati 20 anni da quella data incancellabile e sotto le macerie, il fumo, le strazianti telefonate di chi sa che non ne uscirà vivo, ci sono i parenti delle vittime, madri, padri, figli, mariti, mogli, fidanzati e tutti coloro che si sono ammalati in seguito al crollo delle Torri Gemelle e che devono essere risarciti. 

Nessun risarcimento riempirà quel vuoto ma ci sono orfani, vedove senza un soldo che devono sopravvivere.
Così viene istituito un fondo per i parenti delle vittime dell’11 settembre.
Michael Keaton è l’avvocato incaricato a gestire il fondo, cercando d’incontrare personalmente alcuni parenti. Colui che lo illumina è il carismatico Stanley Tucci che nel film è vedovo, avendo perso l’amata moglie nella tragica esplosione ed ha creato un sito internet con migliaia di visualizzazioni. 
Il film è doloroso ma doveroso a vent’anni di distanza dalla data che tutto il mondo amaramente ricorda.
Dopo l’incredibile prova ne Il caso Spotlight, Keaton è sublime e intenso come Tucci in questa narrazione sconvolgente e i due attori s’imprimono nella memoria dopo la visione del bellissimo film di cui consiglio la visione.



Oh Mio Dio!


Percorrendo le strade romane e camminando sulle acque, chiedendo l’elemosina tra i mercati di Campo de fiori e parlando ai suoi discepoli nel suggestivo Acquedotto,  tra digiuno e moltiplicazione dei pesci, miracoli negli ospedali dove guarisce i malati, tenta di coinvolgere l’umanità con tutte le sue forze. 


Se fosse uno spettacolo teatrale, sarebbe il deus ex machina ossia un personaggio che nella tragedia greca compare sulla scena per dare risoluzione a una trama irrisolvibile questo Gesù profetico che nel sorprendente film diretto da Giorgio Amato, scende sulla Terra durante la messa di Natale nel XXI secolo per condurre l’umanità verso il Regno dei Cieli.

Ebbene il gregge degli uomini è totalmente smarrito ora come allora, quando scese sulla Terra per salvarlo.

Gesù torna tra gli uomini con il volto e la bella voce di Carlo Caprioli il quale indossa una tunica rossa e con uno sguardo mite e speranzoso va alla ricerca di discepoli per portare la Parola del Signore tra le persone accecate da falsi miti di ricchezza e successo e rivolgendosi a coloro che hanno smarrito la fede. 


Riunisce nell’ ultima cena i suoi seguaci che lo abbandoneranno.


La storia dunque si ripete, ma questa volta va documentata per cui la sua discesa sulla Terra deve essere ripresa con la telecamera, per lasciare ai posteri una testimonianza filmata d’evento. 

Un film che sorprende, sconvolge, commuove e scuote fino al magnifico inno d’amore in sardo, da me amatissimo, sul finale.

Cast eccezionale e una regia attenta, impeccabile, intensa.

Grazie a Prime video ho scoperto un’opera di cui l’umanità ha davvero bisogno soprattutto in questo momento di sconvolgimento totale.

Ne consiglio la visione con tutto il cuore 

L’ultimo Vermeer


I miei voli pindarici (da Pindaro, il poeta che ci conduce in un viaggio quasi onirico, dove le scene si susseguono secondo un ordine apparentemente irrazionale e la suggestione vale più di una costruzione logica dei contenuti), mi hanno portato nel mondo dell’arte condannata all’oblio e non all’eternità come accade ai cosiddetti falsari.

Sto parlando di Han Van Meegeren, il pittore olandese considerato il falsario d’arte più famoso di tutti i tempi a cui Ridley Scott dedica il biopic visto questa sera in prima visione su Sky Cinema Due.

Per emulare il suo amato Vermeer, un ispirato pittore come Han Van Meegeren, dotato di un innato talento, dipinge dei quadri scegliendo scrupolosamente le tele e facendo in modo che le pennellate diano gli stessi effetti di colore e luce di quelle barocche di Vermeer anche se i suoi sono dipinti nel XX secolo e l’uso di formaldeide e bachelite renderanno il quadro falso un autentico Vermeer. Un ex ufficiale ebreo indaga su di lui, scoprendo un pittore raffinato, tanto folle quanto geniale come Van Meegreen, accusato di aver collaborato con i nazisti, vendendo loro a cifre esorbitanti, falsi d’autore da lui stesso realizzati.

Il film attraversa diverse fasi, dalla prigionia del pittore, fino alla condanna in tribunale per Il Cristo e l’adultera.  Dopo un processo a dir poco spettacolare, il falsario è riconosciuto come il vero autore di quelli attribuiti a Jan Vermeer così è finalmente libero.

Straordinario Guy Pearce che in questo film diretto da Dan Friedkin, è Meegeren, un pittore che non ha mai tentato di avere l’approvazione dei critici, con le sue movenze aggraziate e la sua irresistibile ironia, falsario perché l’inganno è un’arte raffinata. 

Il profumo dell'erba selvatica

 E' ammaliante il viaggio tra i fiordi e i verdi pascoli irlandesi, l'incantevole scenario de Il profumo dell'erba selvatica, il film diretto da John Patrick Shanley in prima visione su Sky cinema.

Rosemary ed Anthony, vivono in due fattorie confinanti nell'Irlanda rurale e incontaminata,

L'ambientazione è decisiva nel film e anche i sogni.

La timidezza di Anthony impedisce al giovane famoso in tutta l'Irlanda per la sua indifferenza, di esternare i suoi sentimenti  alla bella Rosemary, che perderà nel giro di poco tempo entrambi i genitori e si ritroverà sola a gestire la sua pittoresca fattoria.

 Tremendamente bello il film che viene voglia di mollare tutto e fare un biglietto per visitare questi magnifici luoghi.

Rosemary ha un sogno da quando era bambina a cui non vuole rinunciare e lo difenderà fino a realizzarlo.

E' meraviglioso il momento in cui la stupenda Emily Blunt, rossa per essere l'irlandese Rosemary, canta in un pub la sognante ballata Wild mountain thyme.

Jamie Dornan è Anthony, il figlio di Tony Reilly, lo straordinario Christopher Walken che prima di congedarsi dalla sua fattoria e dal mondo, decide di lasciare in eredità a colui che non si decide a sposarsi, la terra dove ha vissuto.

Si sogna e ci si commuove insieme ai protagonisti de Il profumo dell'erba selvatica.

Il club degli Imperatori

"Come il saggio Aristofane scrisse una volta: La gioventù invecchia, l'immaturità si perde via via, l'ignoranza può diventare istruzione e l'ubriachezza sobrietà ma la stupidità dura per sempre".
E' una delle magnifiche frasi pronunciate durante le sue lezioni dal professor Hundert, docente di storia greca e romana nel prestigioso ed esclusivo college St Benedict.
L'insegnante interpretato magistralmente da Kevin Kline, crede fermamente che il suo compito sia quello di forgiare il carattere dei suoi allievi, trasmettendo loro i principi del vivere etico, oltre alle nozioni di storia.
Durante le sue incantevoli lezioni, indossa una toga conferita ai giovani in riconoscimento del passaggio dall'età dell'infanzia all'età adulta.
Il rapporto empatico con la classe, non è compromesso dall'arrivo di uno studente ribelle come Sedgewick Bell, figlio di un senatore, ma il conflitto tra professore e allievo sarà inevitabile e funzionale.
Hundert tenta di coinvolgere il giovane, definito 'visigoto' e lo esorta a studiare prestandogli un suo libro così potrà preparare la Gara per l'ambìto titolo di Giulio Cesare, con domande specifiche sulla storia romana.
All'evento potranno partecipare solo i primi tre ragazzi scelti dal prof. come i più meritevoli e per favorire Bell e motivarlo, esclude uno studente più preparato e di cui in seguito si pentirà.

Ho amato moltissimo questo film, apprezzando come sempre Kline, che sa essere sobrio, misurato, commovente ed esaltante nei panni del professore e maestro di vita.

Tra le numerose frasi del film che amo riportare c'è anche questa: "Non è vivere che è importante, lo è vivere nel giusto", nella quale mi riconosco totalmente.

Gli studi umanistici e pedagogici  mi hanno consentito di cogliere il senso profondo di questo film, nel quale è denunciata la corruzione politica e sottolineata l'importanza dello studio che costituisce la solida base per affrontare l'età adulta con consapevolezza e i valori necessari.
Il regista Michael Hoffman dirige un cast eccezionale, oltre al citato e amatissimo Kevin Kline, doppiato come sempre da Luca Biagini, Emile Hirsch, il ribelle Bell, Jesse Elsenberg, Rahul Khanna, Patrick Dempsey, Embeth Davidzt, l'amata Elizabeth e Paul Dano.

E' un film del 2002 attualissimo che merita di essere seguito con attenzione e coinvolgimento.
Ne consiglio la visione.

"Un grande insegnante non ha eventi da consegnare alla storia. La sua vita confluisce in altre vite. Uomini così sono la linfa che alimenta il tessuto intimo delle nostre scuole, sono i più alti sacerdoti custodi di un tempio e continueranno ad essere una fiamma che arde e una forza che darà significato alle nostre vite".

Vanessa Marini, tra le stelle del nostro cinema italiano. L'intervista

 Direttamente dal cast di "Ferie d'agosto" e di "Mangia prega ama", Vanessa Marini ci racconta le sue esperienze nel meraviglioso mondo del cinema.

Attrice per caso, Vanessa Marini interpreta un personaggio che lascia il segno nel meraviglioso film di Paolo Virzì "Ferie d'agosto". Sabrina è sognatrice, idealista, ama seguire il programma "Non è la Rai" come tutte noi, ama scoprire, provare nuove emozioni. Per caso ci siamo incontrate sul web e mi ha gentilmente concesso quest'intervista.

Intervista di Tania Croce

Il tuo grido appassionato alla fine del film "Ferie d'agosto", è il canto di una sirena ferita e delusa. Però accende sogni e speranze dello spettatore. Quanto c'è di tuo in quel personaggio e che ricordi hai di quell'esperienza che a distanza di anni continua a regalarci tanti batticuore?

In ogni ruolo che ho interpretato, mi sono sempre immedesimata nel personaggio a 365 gradi, ho sempre cercato di sentire sulla mia pelle cosa provava il tipo di personaggio che mi veniva assegnato. 
Nel caso di Sabrina Mazzalupi, le emozioni e le insicurezze  rispecchiavano e rispecchiano tutt'oggi le adolescenti alle prese con le prime "cotte" e le delusioni ricevute da questi amori non corrisposti. Poi Sabrina era una molto fragile infatti tenta di ammazzarsi, insicura per il suo aspetto, con il suo apparecchio fisso dove infatti c'è la scena sulla barca che dice ad Ivan: "Ci baciamo adesso?!" Lui tentenna e lei risponde: "Perché c'ho l'apparecchio?!" 
Far parte del grande cast di "Ferie d'agosto" è stato indimenticabile, siamo stati due mesi a Ventotene di quell'esperienza ho solo ricordi bellissimi e lavorare con Paolo Virzì che è un grande del cinema italiano, non servono parole per esprimere la grande emozione. C'era anche Francesco Bruni che insieme a Paolo si è occupato della sceneggiatura. Ho ricordi indimenticabile con tutti gli attori e vorrei citare Ennio Fantastichini e Piero Natoli che purtroppo ci hanno lasciato. Di loro mi ricordo che Ennio ad ogni persona che vedeva diceva: "Lei è mia figlia putativa", mentre Piero scherzava sempre con me sul fatto che anche lui non era corrisposto dalla moglie Marisa (Sabrina Ferilli)

Sei nel cast stellare di un altro film che ho amato più del libro. Sto parlando di "Mangia prega ama" di cui scrissi prima della sua uscita nel 2010. Ricordo molto bene la scena nel negozio dove hai recitato con Julia Roberts. Ti va di parlarmi delle emozioni legate a quel lavoro?

Mi ricordo ancora che quando mi telefonarono per dirmi che ero stata scelta per interpretare la parte insieme a Julia Roberts mi dissero: "Ti ha scelta proprio il regista Ryan Murphy, appena ti ha vista ha esclamato: Amy Winehouse! Voglio lei!!" 
Mentre giravo la scena insieme alla Roberts ancora non riuscivo a realizzare che era davanti a me per quanto era forte l'emozione. 

Quali sono i tuoi progetti attuali e futuri?

Ci farai ancora emozionare così?

Per il momento mi sto godendo un po' di relax in un paesino dell'Abruzzo, Rosciolo dove sono nati i miei genitori. Per i progetti futuri spero (visto che in tantissime persone mi lusingano per la mia interpretazione in Ferie D'agosto) di poter fare un ruolo in qualche film che vi emozioni ancora di più di quanto abbia fatto emozionare Sabrina Mazzalupi. 

Ce lo auguriamo e ti ringraziamo per le emozioni provate finora augurandoti nuove e straordinarie esperienze nel seducente mondo del cinema e buone vacanze Vanessa, è stato un vero piacere intervistarti!


PREMI OMBRA DELLA SERA 2021

 Palazzo dei Priori, Sala del Maggior Consiglio

Volterra 


Si è svolta ieri, 7 agosto 2021, nella stupenda Sala del Maggior Consiglio di Palazzo dei Priori, sede del Comune Volterra, la Cerimonia di consegna dei Premi Ombra della Sera 2021. Alla presenza del Sindaco Giacomo Santi, dell’Assessore alle Culture Dario Danti, del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra Roberto Pepi, oltre che dell’ideatore dei Premi Ombra della Sera (così come del Festival Internazionale Teatro Romano Volterra che ha fondato diciannove anni fa) Simon Domenico Migliorini, hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento alcune tra le personalità di maggiore spicco del mondo del teatro, dello spettacolo, della cultura. La giuria del Premio è presieduta da Giovanni Antonucci ed è composta da Alma Daddario, Maura Catalan, Anna Teresa Rossini, Lia Gay, Carmela Piccione, Elena D’Elia, Maria Letizia Compatangelo, Natalia Di Bartolo, Rainero Schembri, Vito Bruschini, Edoardo Siravo, Mariano Rigillo, Gianfranco Bartalotta, Simon Domenico Migliorini. I premiati di questa edizione sono Peter Stein che ha ricevuto il Premio “Tommaso - Fedra- Inghirami“ Ombra della Sera alla Carriera, Alessandro Benvenuti a cui è stato assegnato  il Premio “Giovanni Villifranchi”  Ombra della Sera alla Drammaturgia, Nicola Fano che ha ricevuto il Premio “Giulio Piccini - Jarro”  Ombra della Sera a Giornalismo e Critica teatrale. A Vladimir Derevianko è stato consegnato il Premio “Ernestina Fenzi”  Ombra della Sera alla Danza; a Luca Mannucci il Premio “Franco Porretti”  Ombra della Sera al volterrano distintosi in Arti e Mestieri. La serata è stata presentata da Marco Mauceri con le musiche di David Dainelli, mentre la regia, come da tradizione è stata di Vito Bruschini.

“I premi Ombra della Sera – hanno dichiarato il Sindaco di Volterra Giacomo Santi e l’Assessore alle Culture Dario Danti - sono un appuntamento di straordinario rilievo che da anni mettono al centro il valore del lavoro culturale e del talento artistico. Volterra è onorata di essere la città dove questo premio è nato ed è cresciuto nel prestigio e nella rilevanza nazionale. Anche in questa edizione sono premiate eccellenze di livello internazionale che siamo felici di accogliere e ospitare sul nostro territorio”.

“Il prossimo anno – ha dichiarato nel suo messaggio Giovanni Antonucci - festeggeremo i 20 anni del Festival e del Premio Ombra della Sera: un traguardo importante e sempre più raro nel nostro Paese, dove manifestazioni simili sono numerose, ma hanno vita difficile e di solito breve. È un traguardo raggiunto grazie all’intelligenza, al coraggio e alla tenacia di Simon Domenico Migliorini, che non solo ha creato un Festival ed un Premio di primo piano, ma che ha saputo condurlo sempre in nome della qualità delle scelte degli spettacoli e del livello dei premiati. Il Premio Ombra della sera, che dà ai vincitori la riproduzione di uno dei massimi capolavori della scultura etrusca, è strettamente legato al Festival, perché si propone di premiare sia artisti di livello internazionale che attori, autori, registi, cantanti d’opera e danzatori italiani di rilievo spesso non inferiore. A leggere l’elenco dei premiati, c’è davvero il meglio, non tanto della popolarità quanto della grande qualità. La speranza è che, grazie alla convenzione con il comune di Volterra, tutte le istituzioni volterrane continuino a sostenere con ancora maggiore impegno un Festival che è sempre più apprezzato da molti ospiti stranieri, oltre che dal nostro pubblico. In questa prospettiva il Teatro Romano, restituito nel suo splendore, è in grado di diventare una presenza importante, pari a quella di altri prestigiosi teatri greci e romani del nostro Paese.

Volterra, nominata il prossimo anno capitale della cultura della Toscana, ha un’occasione storica per diventare un centro del miglior teatro e spettacolo che si fa in Italia e in Europa. Lo spettacolo dal vivo ha un futuro solo se punta sulla qualità, spesso oggi negata da altre forme espressive. Un affettuoso augurio a tutti i partecipanti – conclude Antonucci - ed un ringraziamento a tutti coloro  che lavorano con dedizione al successo del Festival e del Premio”.



in foto (da sx) Assessore Dadio Danti, Simon Domenico Migliorini, Vito Bruschini, Lia Gay, Vladimir Derevianko, Letizia Compatangelo, Nicola Fano, Peter Stein, Alma Daddario, Luca Mannucci, Sindaco Giacomo Santi, Alessandro Benvenuti



Rita Sanvincenti

Responsabile Comunicazione - Ufficio Stampa

Festival Internazionale Teatro Romano Volterra

mob. +39 336 417344



 

Rosario Terranova, tra cinema, motori, ricordi e un luminoso futuro. L'intervista a un siciliano D.O.C.

 E' simpatico, solare, comunicativo, ma soprattutto siciliano Rosario Terranova, uno dei protagonisti del film "Bene ma non benissimo" nato da un'idea di Fabio Troiano e diretto da Francesco Mandelli, in programmazione su Sky Cinema dal 29 luglio 2021. 

Appena l'ho visto, ho trovato una certa somiglianza con l'attore francese Christian Clavier, che è Claude Verneuil, l'irresistibile padre geloso nella commedia "Non sposate le mie figlie".

Vorrei sapere chi è Rosario Terranova, quali sono le sue passioni, i suoi sogni nel cassetto e spero me lo voglia raccontare nell'intervista che mi ha gentilmente concesso.

L'intervista di Tania Croce

Nel film di Mandelli sei Salvo, il papà di Candida, con cui tenti l'avventura torinese, come tanti siciliani emigrati nella bella città di Torino. Ti sei sentito a tuo agio nei panni di un padre vedovo siciliano che, oltre a integrarsi, deve assistere ad atteggiamenti poco gentili nei confronti della propria unica figlia?

Beh, che dirti, se non grazie per i complimenti e per essere accomunato ad un grande attore francese, mi lusinghi Tania, sì… sono Siciliano, come cantava il grande Dalla. 
Felice che “Bene ma non benissimo” ti abbia emozionato, ho avuto il privilegio di poter raccontare questa bellissima storia, di interpretare la parte di un Padre, non essendo Papà nella Vita, ma avendo avuto la fortuna di essere stato figlio di un Padre meraviglioso, tutto è stato più semplice e con una figlia straordinaria quale Candida, magistralmente interpretata da Francesca Giordano. 

 In questa società dell'apparire, quanto conta l'essere per te?

Non mi piace apparire, ma essere e piacere, lasciare un ricordo di me dopo che mi hanno visto su di un Palco o dietro una macchina da presa, ma un bel ricordo, di un’emozione, di un sorriso.

 Cosa vorresti dire ai giovani?

Ai giovani vorrei dire di non smettere mai di sognare, di posare lo smartphone e rincorrere un aquilone, di salire su una vecchia giostra e di guardare ogni qual volta si sentono soli, Mary Poppins e cantare insieme a Lei. 

 Quale pensi sia il compito dell'attore oggi?

Il compito dell’attore? diventare quel personaggio, non interpretarlo, vivere e fare vivere quella storia, soffrire e gioire con lo spettatore e sentire il suono più bello del mondo… l’applauso!

Oltre alla recitazione, quali sono le tue passioni?

Il mio meraviglioso Papà, insieme alla Mia dolce Mamma, mi hanno lasciato libero di inseguire un sogno, nello stesso tempo mi ha trasmesso la sua grande passione per le Auto, per le Corse e così quando non si accendono i riflettori, si accendono i motori ed indosso tuta e casco.

Ci sono altri film in programma, me ne vuoi parlare?

Nel prossimo autunno sarò sul piccolo schermo nella nuova serie “Inchiostro contro piombo” dove verrà raccontata una Palermo degli Anni '50 e uscirò con il mio primo cortometraggio che mi vedrà protagonista, scritto e diretto per me dalla regista Giulia Galati dove avrò l’onore e l’onere di interpretare il Giudice Paolo Borsellino e prossimamente in Teatro con generi diversi, dalla Comicità pura del monologo con “Benedetta Innocenza” alla Canzone di “Franco Franchi: l’ultimo dei COMICI” per passare ad un Viaggio indietro nel Tempo, con “Figli degli Anni 80”.


Riporto nel link la recensione di Rinaldo in campo al Sistina con Rosario Terranova

Il Vidal (Gianni Nazzaro) di Sweet Charity che mi commosse.


Sullo sfondo dei grattacieli americani, appare Charity (Lorella Cuccarini), di rosso vestita con scarpe da tip tap che balla e canta l’amore mentre passa le sue serate da otto anni ormai come entreneuse al night club di New York, il Fandango. Conosce gli uomini ed il dolore che possono provocarle seducendola per poi abbandonarla ma lei crede nell’amore con l’ingenuità di una fanciulla e parlando con le sue amiche ballerine spera e sogna di trovare l’uomo della sua vita. Incontra per caso l’affascinante attore Vittorio Vidal (Gianni Nazzaro) che la invita a trascorrere una serata a casa sua, dopo aver discusso con la gelosissima compagna Ursula. La dolce Charity sogna di cambiare vita con lui ma il sogno va presto in fumo e Vidal torna con la sua bionda, dedicandole una canzone straordinaria come solo Nazzaro sa fare. Charity non si arrende e col suo sorriso contagioso e solare Lorella Cuccarini riesce ad esprimere la bontà d’animo di questa ragazza alla ricerca disperata dell’amore vero. E lo incontra finalmente il suo amore, per caso, è Oscar (Cesare Bocci) un assicuratore un po’ goffo e paranoico che conquista il suo cuore. Anche Oscar s’innamora della dolce Charity pur non sapendo niente di lei e le chiede di sposarla. Charity è felice e prima di accettare la sua proposta le rivela il suo lavoro, quello di entreneuse nella speranza che il tempo possa cancellare il suo passato. Ma Oscar si tira indietro dopo lo slancio iniziale e lascia sola la povera illusa Charity. Non tutte le storie d’amore hanno un lieto fine ma quella di Charity sì, e dopo una telefonata del suo Oscar e la nuova proposta di matrimonio, i due torneranno insieme per sempre. Lorella Cuccarini era visibilmente emozionata stasera per aver portato la sua Charity al Sistina, il teatro dove andava a guardare gli spettacoli da bambina e Cesare Bocci è stato un divertentissimo compagno d’avventura con ottime doti vocali e una verve comica che ha divertito il pubblico. Un caloroso applauso va allo straordinario cantante Gianni Nazzaro che in questa prima romana non ha ricevuto il meritato consenso del pubblico.

Maria Antonietta - la storia vera

Il 16 ottobre 1793 Maria Antonietta, arciduchessa di Austria e Regina di Francia e di Navarra, è nella sua cella. 
È il suo ultimo giorno di vita: nel giro di pochi minuti sarà portata a Piazza della Concordia, alla ghigliottina. Ma chi fu davvero Maria Antonietta che accrebbe il malcontento nel suo popolo vivendo nel lusso sfrenato mentre la carestia metteva in ginocchio migliaia di persone e fu proprio lei che disse loro: "Se non hanno il pane, dategli da mangiare le brioches"?
All'epoca Parigi contava circa duecentomila abitanti e la storia dell'austriaca Regina di Francia Maria Antonietta e del consorte, il Re Luigi XVI coincide con il crollo della monarchia e con l'avvento della repubblica e con lo scoppio della Rivoluzione Francese nel luglio del 1789.
Questo film riproduce fedelmente i fatti storici accaduti, attraverso documenti ufficiali come i rapporti dell'epoca e le corrispondenze diplomatiche minute del processo o la corrispondenza di Maria, da cui sono tratti i dialoghi, con la madre, il fratello e altri parenti.
A Versailles sono girate quasi tutte le scene in cui la giovanissima Maria Antonietta giunge ad appena 16 anni.
Si appassiona alle feste e nelle sere a Parigi in maschera, impara a giocare a carte.
Riceve in dono dal Re, il Petit Trianon, il rifugio dove trascorre tutta l'estate, mentre il Re dormirà a Versailles.
Un noto parrucchiere e una modista, giungono da Parigi per acconciare la sua testa con parrucche appariscenti e per scegliere gli abiti costosissimi che indossa.
Maria Antonietta ama anche i gioielli.
E' l'epoca dei primi libelli, degli opuscoli anonimi diffusi per le strade di Parigi, con notizie filtrate da Versailles.
Dopo la residenza in campagna, Maria Antonietta fa costruire una fattoria e un laghetto nei giardini di Versailles, gettando i soldi dalla finestra, mentre a Parigi manca il pane e la carestia alimenta l'odio del popolo.
Dopo otto anni dal matrimonio, dà alla luce una femminuccia e il primogenito che morirà nel 1789. Qualche anno prima, la famiglia reale aveva perso un altro figlio.
Il Terzo Stato ha il sostengo del popolo.
 La rivoluzione francese è cominciata,  la monarchia è minacciata.
Finisce un'epoca e la storia cambia.
Il re e la regina diventano ingombranti.
E' proclamata la repubblica.
Quello di Maria Antonietta e di Luigi XVI è un sacrificio esemplare, equivale a tagliare la testa alla monarchia.
La bella voce narrante di Paolo Ferrari, scandisce i fatti storici e psicologici dei protagonisti, rendendo la visione del film diretto da Francis Leclerc e Yves Simoneau estremamente interessante e chiara.
Vorrei ricordare la splendida interpretazione di Karine Vanasse nei panni di Maria Antonietta e di Olivier Aubin, il Re Luigi XVI.
Impeccabile la sceneggiatura dell'immenso Jean Claude Carrière, da poco scomparso.
Il film è disponibile su Raiplay.


PennadorodiTania CroceDesign byIole