Dedalus

Dedalus è un evento social di fine anno, pensato per premiare gli influencer con il maggior seguito.

 L'ascendenza nel mondo virtuale dei content creator o influencer, è a colpi di followers e di like, ma anche di ferite e morte.

E' un impero quello dei creatori di contenuti destinato a far sgretolare il mondo parallelo delle relazioni umane.

Tutto esaltante fin quando saranno i followers attraverso dei voti, un po' come accade ne Il Grande Fratello, a decidere la sorte degli influencer; è un gioco duro e pericoloso quello svolto dai content creators protagonisti di questo film. 

Michele (Luca Zunic) è un ex calciatore in cerca di fortuna, Linda (Matilde Gioli) ha successo su OnlyFans, Filippo (Francesco Russo) è un esperto di videogiochi, Nino (Giulio Beranek) è personal trainer e life coach, Tiziana (Giulia Elettra Goretti) racconta la sua vita da mamma, Antonella (Stella Pecollo) è foodblogger e dedita al mukbang, e il Master Gianmarco Tognazzi, sono riuniti in un castello per svolgere l'evento social.

Nelle loro camere i ragazzi  hanno  negli armadi delle tutte alla Squid Game da indossare,  tute bianche intere e rosse e scarpe da ginnastica colorate di tela della Superga.

Le tute  all'apparenza comode, li uniformano  rendendoli dei soldati  pronti per una missione per salvare la loro classifica  virtuale o forse la loro stessa vita.

Isolati, spiati e senza connessione e cellulari, i giovani fortunati e famosi nel mondo virtuale, devono superare alcune prove e saranno giudicati spietatamente da quei followers che li hanno messi sull'Olimpo.

Le prove a cui sono sottoposti, si svolgono all'interno di una cripta che ha la forma di un labirinto ma tali prove appaiono insormontabili e li stanno gradualmente distruggendo nel fisico e nella mente, mettendoli l'un contro l'altro.

C'è una tortura mediatica straziante che ha reso virale un video dove una ragazza minorenne dopo essere abusata, drogata e ripresa durante una festa di halloween, si toglie la vita per via degli insulti spietati ricevuti sul web.

C'è nel gruppo chi l'ha violentata e chi l'ha giudicata. Tutto ciò ha ucciso la minorenne.

La giovane vittima che si congeda dal padre attraverso un video, è la figlia del Master che ha organizzato Dedalus.

Il mondo reale fagocita gli influencer vittime delle loro stesse azioni.

È una guerra spietata tra il reale e il virtuale, dove l'uomo è in bilico e Dedalus è l'ago della bilancia.

Il thriller diretto da Gianluca Manzetti, è disponibile in streaming su Dysney+ dal 24 ottobre 2025.

Boneyard Il caso oscuro


Sono ufficialmente iniziate a Roma le riprese di The Resurrection of the Christ, il nuovo film di Mel Gibson che prosegue idealmente il racconto de La Passione di Cristo, il film indipendente di maggior successo nella storia del cinema con oltre 600 milioni di dollari di incasso nel mondo e mi colpisce sentire tale riflessione pronunciata da lui nel film "Boneyard" appena visto in streaming: "La Bibbia dice che dovremmo gioire delle nostre sofferenze, le sofferenze producono perseveranza, la perseveranza il carattere e il carattere la speranza. Sto ancora aspettando di trovare gioia nella sofferenza...".
Nel film diretto da Adige Akbar e ispirato a fatti realmente accaduti, ossia agli omicidi di undici donne nel West Mesa scoperti nel 2009, il protagonista è il dolore che trasuda dai fatti di cronaca nera , dai volti e nomi di donne uccise barbaramente e ritrovate in una fossa comune. Suggestiva la scena del cane che scava su un terreno apparentemente come tanti ma è il suo fuito a guidarlo alla scoperta di resti umani.

Mel Gibson è un maturo ed esperto agente federale, consumato dalle dipendenze anche se appare lucido nell'elenco delle tipologie dei serial killer. E' pronto a fronteggiare il crimine ogni volta tranne una, quando non riesce a deviare i proiettili dall'indifeso corpo della figlia che era con lui, a chiacchierare del presente e di un futuro che non potrà più avere.
Aprono il film in programmazione su Prime Video, le riflessioni sulla sofferenza di Mel Gibson che riempie con la sua presenza carismatica i vuoti del film, che forse resta irrisolto come i casi trattati. 

Il coraggio di Blanche




Il coraggio di Blanche (L'Amour et les Forêts) è un film del 2023 diretto da Valérie Donzelli in prima visione su rai3.

È una gabbia il matrimonio quando a renderlo tale è un rapporto di coppia apparentemente perfetto eppure malato. 
Lei, insegnante sognatrice e in cerca dell'uomo ideale, s'imbatte in colui che sarà il suo carnefice.
Greg rende Blanche moglie e madre eppure le toglie la libertà di respirare, controllandola in ogni azione, a partire dalla spesa fino a metterle le mani al collo nel tentativo di soffocarla.
L'infedeltà non libera la bella insegnante dalle catene di suo marito ma a liberarla paradossalmente è un gesto disperato, compiuto come atto conclusivo di un matrimonio giunto al capolinea.
Il film tratto dal romanzo di Eric Reinhard vede come protagonista Virginie Efira nei panni di Blanche e della sorella gemella Rose. 
Melvil Poupaud interpreta Greg, il marito possessivo e ossessionato che si veste da principe azzurro per sedurre e far cadere nella sua ragnatela l'ingenua e appassionata insegnante.
È un film da vedere per imparare a difendersi e ad evitare l'amore tossico.
Visione consigliata su Raiplay.


Fatti vedere

 Non più un uomo travestito da donna come l'indimenticabile Robin Williams nella commedia del 1993 diretta da Chris Columbus "Mrs Doubtfire, mammo per sempre" ma una donna, Matilde Gioli, nei panni di Sandra, la giovane psicologa, travestita da anziana psicoterapeuta, è la protagonista di "Fatti vedere" il nuovo film diretto da Tiziano Russo; Sandra è semplicemente alla ricerca dell'amor perduto e il travestimento è l'artificio usato nel tentativo di riconquistare Stefano (Francesco Centorame) l'ex che l'ha inspiegabilmente lasciata quando tutto sembrava andare a gonfie vele per la coppia consolidata da anni.

Al travestimento perfetto penserà Marco (Pierpaolo Spollon), il trentenne incontrato per caso da Sandra per la strada. Marco è una specie di Diabolik, amante delle maschere e dei travestimenti ed abile a cambiare i connotati dei suoi clienti. 

Gli riuscirà perfettamente anche con Sandra, trasformata in un'anziana Psicoterapeuta che lavorando online tranquillamente da casa, riuscirà a non farsi scappare le confessioni del suo ex, che decide di affidarsi a lei per dare una risposta a tutti i suoi quesiti esistenziali.

Poi c'è l'amica del cuore Benedetta, di cui veste i panni la brava e bella Asia Argento, che ho ammirato a teatro trovandola eccezionale e che in questa commedia, è davvero impeccabile.

Ci sono scene davvero divertenti e incredibili come quella in cui Sandra, indossa un abito da Mercoledì Addams e per questo viene derisa dall'amica del cuore Benedetta. 

Il film in streaming su Disney+, diverte, commuove e fa riflettere sui meccanismi dell'amore e sul ruolo della psicoterapia, come rimedio e soluzione.

La visione è consigliata!



Romeo è Giulietta

Meno romantica di Shakespeare in love, questa commedia in programmazione su Netflix è deliziosa per l'omaggio al teatro Elisabettiano, dove alla donna non era concesso di recitare e gli uomini potevano interpretare anche ruoli femminili. 
Nel film diretto da Giovanni Veronesi, c' è un integerrimo regista teatrale come Federico Landi Porrini (Sergio Castellitto) impegnato nei casting per una versione originale del dramma shakespeariano Romeo e Giulietta che dovrà mettere in scena al Festival dei due mondi di Spoleto. 
Ma gli attori provinati non convincono affatto il regista, anzi, lo deludono totalmente. 
Rocco (Domenico Diele) si presenta per vestire i panni di Romeo, ma  inadatto. Poi è il turno di Vittoria (Pilar Fogliati), la sua fidanzata, in quelli di Giulietta, ma Porrini rifiuta pure lei.
Vittoria è offesa ma non sconfitta, così escogita un modo per gabbare l'antipatico Porrini: si ripresenta camuffata da uomo per tentare di essere scelta nei panni di Romeo. E devo dire che Pilar è davvero eccezionale e credibilissima,
La truccatrice, Geppi Cucciari, saprà fare miracoli attraverso il suo impeccabile trucco e che la commedia degli equivoci abbia inizio.
Inedito un Castellitto gay, al fianco dell'altrettanto bravo Maurizio Lombardi, suo compagno e spalla su cui piangere.
Ben inserita nella commedia corale, anche Margherita Buy nei panni della nonna attrice che ha ormai solo consigli da dare a sua nipote Vittoria dei quali dovrà fare tesoro.
Ne consiglio la visione!

Jeanne du Barry la favorita del re




 Un narratore anticipa e spiega allo spettatore, come fosse una pièce teatrale ambientata in Francia nel '700,  la  vicenda di una  dama che fu la favorita del re Luigi XV:  Jeanne du Barry.

Di lei è stata sempre data un'immagine  volgare  e sgradevole, stavolta no, la regista Maïween, è protagonista del meraviglioso  film storico e biografico sulla donna venuta dal volgo e nonostante le umili origini e la sconveniente etichetta di cortigiana, seppe farsi amare dal re  e in qualche maniera influenzò  le dame di corte che la  disprezzarono  per anni , definendola  'la  creatura'.


L'amore per la lettura nutrito fin dalla giovane età, ha reso la fanciulla,  artefice del proprio destino e dama nella reggia di Versailles, nella parentesi antecedente la rivoluzione francese. 

Jeanne conquistò immediatamente il cuore del re che non si sottrasse al fuoco che gli ardeva dentro e per questo continuò ad accogliere nel suo letto giovani amanti  ma fu Jeanne il suo ultimo e devoto amore.

Johnny Depp è Luigi XV e lo rappresenta magnificamente  in tutte le fasi della storia narrata, sia nei momenti idilliaci che in quelli tragici e conclusivi della sua esistenza.Di particolare bellezza è stata l'attenzione per i rituali di corte , dal risveglio del re al mattino  fino ai saluti dove non si doveva mai dare le spalle al re ma congedarsi con un inchino e uscire di scena con passettini. Dopo essere stato   l'amato re di Francia, accanto alla sua Jeanne, con cui amava passare le ore più liete, Luigi XV morirà a 64 anni a causa di complicazioni come la setticemia legate al vaiolo.

 Jeanne sarà accanto al suo Re fino agli ultimi istanti e carezzerà e bacerà il re morente affetto da una malattia  molto contagiosa come il vaiolo  che è stato  riprodotto in modo verosimile  sul volto, il collo e sulle mani di Depp.

È tempo di lasciare Versailles per la dama affranta che dopo la regina Maria Antonietta,  decapitata a Place de la Concorde proprio il 16 ottobre  del 1793 in piena Rivoluzione francese, terminerà la sua esistenza sulla ghigliottina all'età di 50 anni. 

 Il meraviglioso film  è da ammirare su Prime video. 

La neve nel cuore



 Oggi rivedere questo film su Disney+ è stato doloroso e necessario per capire quanto quest’attrice mancherà il prossimo Natale.

A questa ricorrenza, ha dedicato due dei suoi film: La neve nel cuore (2005) e Natale all’improvviso (2015). Diane Keaton  e la sua famiglia per Natale, è un quadretto delizioso e  pieno d’imprevisti  come accade in tutte le famiglie. 

Le tematiche trattate  ne La neve nel cuore,  sono molte  dall’omosessualità   di un figlio all ‘uso della lingua dei segni, per poter comunicare serenamente e consentire a chi è in difficoltà, di essere integrato, alla malattia e  al valore del tempo trascorso con le persone  care.  

Il cast è stupendo  da Sarah Jessica Parker a Luke Wilson, Craig T. Nelson e Dermot Mulroney, l’amico e ex di Julia Roberts nel film cult  Il matrimonio del mio migliore amico (1997), però vorrei soffermarmi su Diane Keaton e sulla sua  splendida interpretazione del dolore.

L’amore per i figli, con i quali trascorre il suo ultimo Natale su questa terra, è tratteggiato con i colori intensi e  intermittenti  del presente vissuto con la gioia dell’essere tutti insieme e la paura di non esserci più.

Nel tempo sospeso del Natale, una festa molto sentita in America, Sybil tenta di dare tutto il suo amore ai figli presenti, dando loro i consigli per affrontare al meglio l’esistenza. 

Thomas Bezucha ha diretto magnificamente tutto il cast di quest’autentica cartolina natalizia che ci ha emozionato e che un giorno ci avrebbe fatto piangere come accade ai figli di Sybil che la ammirano in una foto con il pancione e che noi il prossimo Natale andremo  a cercare in un altro dei film dove è stata straordinaria.

Ciao Diane 🙏e  grazie per la magia che hai saputo donarci! 

Io sono tu




Sandy Bigelow Patterson (Jason Bateman) è un uomo qualunque
, padre di famiglia e impiegato modello in Colorado. La sua vita scorre serena finché scopre che qualcuno in Florida ha rubato la sua identità e sta svuotando i suoi conti bancari, lasciandolo sull’orlo del tracollo. Determinato a riabilitare il proprio nome, Sandy parte alla ricerca della truffatrice (Melissa McCarthy), una donna tanto spregiudicata quanto irresistibilmente caotica. Il viaggio che ne segue trasforma l’inseguimento in una rocambolesca odissea americana, tra equivoci, inseguimenti e momenti di sorprendente umanità.

Il film del 2013 è su Netflix  da ottobre 2025 e ciò mi ha consentito di adorare  Melissa  McCarthy  anche qui, riuscendo a togliermi il respiro  dopo Copia originale. 

Il punto è che la McCarthy sa  regalare il sogno di una vita  dove tutto sia possibile in ognuno dei  personaggi interpretati, facendo di tutto per restare a galla in  ogni  situazione possibile e immaginabile. In questo film l’assenza totale di identità, le consente di appropriarsi senza scrupoli, di quella degli altri. È la vita la sua unica insegnante. Poi arriva uno degli uomini a cui ha rubato l’identità ed è lui a scoprirla in tutti i sensi. Jason Bateman è scatenato e umanissimo, in questo film  dove nel tentativo di salvare il suo lavoro e la sua vita, salva un’anima persa, concedendole la sua amicizia e la famiglia che non ha mai avuto, la sua. Un gran bel film.

Consigliato! 













A teatro con Massimo Cimaglia - l'intervista




             A teatro con Massimo Cimaglia

Diplomato a Bologna presso l’Accademia Antoniana d’Arte Drammatica, Massimo Cimaglia lavora come attore diretto dai più importanti registi italiani. 
L’incontro con la scherma avviene durante la preparazione di uno spettacolo. 
Da quel momento, inizia a praticare la schema sportiva, sciabola, partecipando ai campionati italiani master e a un europeo. 
Dal 2013 è docente di scherma scenica presso l’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa. 
Tra i numerosi lavori teatrali ha partecipato anche alle seguenti produzioni: Riccardo III (2014) con Massimo Ranieri, regia di Massimo Ranieri, Agamennone (2014), regia di Luca De Fusco con Elisabetta Pozzi, Massimo Venturiello, Mariano Rigillo. Edipo Re (2013), regia Daniele Salvo, con Daniele Pecci, Ugo Pagliai, Laura Marinoni – INDA La verità (2011), regia Maurizio Nichetti, con Massimo Dapporto I Promessi Sposi (2010), regia Michele Guardì La Rappresentazione della Passione (1998) con Piera degli Esposti Regia A. Calenda Otello (1999) con E. Pagni, M. Venturiello, Regia P. Gazzara Il figlio di Pulcinella (1999) con G. Gleijeses, R. Bianchi, L. Lo Cascio, Regia R. Guicciardini La Rappresentazione della Passione (1998) con Piera degli Esposti Regia A. Calenda.
 Ha interpretato, inoltre, numerose fiction e film per la televisione e per il cinema.
Nella serie Paramount Circeo per la regia di Andrea Molaioli è Budini, l’avvocato di Gianni Guido.
È maestro di scherma scenica e interpretativa.

 L'intervista



Il Taras Teatro Festival, l'ambizioso e innovativo progetto teatrale  di cui sei direttore artistico, è alla sua terza edizione ed è intitolato L'ombra della guerra, tema attualissimo e in linea con il periodo che stiamo vivendo e con la situazione europea ed extraeuropea. Puoi illustrarci il programma e la finalità del Festival che si svolge all'Auditorium Tatà  Teatro Fusco di Taranto?

Il Taras Teatro Festival scena antica e visioni contemporanee, è giunto alla sua terza edizione.
 Da quest’anno ha ottenuto il riconoscimento dal ministero della cultura come Festival di rilevanza nazionale; questo per la città di Taranto è un risultato straordinario essendo la prima volta che in città ci sia un Festival così importante con spettacoli che stanno andando in scena dal 19 settembre e fino al 19 ottobre; nello specifico sono ben 11 per 13 repliche, con quattro prime nazionali ed eventi collaterali tra cui uno molto importante realizzato all’interno del museo archeologico di Taranto. 
Ogni anno viene caratterizzato da un tema e quest’anno purtroppo non poteva che essere l’ombra della guerra. 
Gli avvenimenti catastrofici che ci circondano, ci hanno suggerito il titolo l’ombra della guerra, con la speranza che con una giusta luce di pace e di giustizia, l’ombra possa essere cancellata e con essa la guerra.
 Si stanno alternando compagnie molto diverse tra loro con spettacoli molto originali ed interessanti. Siamo partiti con il maestro Antonio Calenda che ha parlato dell’Orestea, poi abbiamo avuto Moni Ovadia uno spettacolo sulle Metamorfosi di Ovidio con la regia di Daniele Salvo,


 Paolo Rossi in uno Stand up classic, la compagnia Lombardi Iezzi che ha presentato in prima Nazionale Oreste con la regia di Dario Battaglia. 
Abbiamo avuto il maestro Carlo Boso che ha allestito in Prima nazionale proprio per il Festival, La pace di Aristofane tramite un bando nazionale ed internazionale dove abbiamo scelto otto attori che hanno realizzato facendo prove proprio a Taranto questo spettacolo, questo fine settimana abbiamo una prima nazionale con Troiane con regia di Valeria Cimaglia e domenica avremo un Pluto della compagnia della Creta. Prossimi spettacoli ospitati saranno per citarne alcuni Agamennone di Ritzos con Andrea Tidona io stesso in un debutto in Prima nazionale in Dormono sulla collina di Barbara Gizzi e chiuderà il festival Marco Baliani con Quando gli dei erano tanti il 19 ottobre. 


Troiane di Euripide il 3 e 4 ottobre e Pluto o il dono della fine del mondo, lo spettacolo in prima nazionale il 5 ottobre prossimo, testo e regia di Valeria Cimaglia.


Raccontaci la genesi di questi due spettacoli e particolari interessanti sul testo e sulla messa in scena.  Valeria Cimaglia recita nel primo e cura il testo e la regia del secondo.


L’allestimento di Troiane è originale con adattamento e regia di Valeria Cimaglia che ha effettuato un lavoro molto coraggioso nell’allestimento di questo testo meraviglioso; è una compagnia di attori under 35 che ha alle spalle già diverse produzioni, questo gruppo si sta specializzando nell’allestimento con ottica nuova e una visione più moderna dei temi classici delle tragedie che i greci ci hanno tramandato. Per noi è davvero un piacere e un dovere ospitare compagnie e coraggiose che propongono un teatro diverso, un teatro di qualità con proposte originali e innovative così come lo è lo spettacolo che ci sarà domenica 5 ottobre. Ricordiamo che Troiane ci sarà il 3 e il 4 ottobre alle ore 21:00 all’Auditorium Tatà.

 Pluto è sempre di una compagnia under 35 riconosciuta in quanto tale dal ministero proprio quest’anno è un gruppo di giovani attori bravissimi e anch’essi sprezzanti delle regole e molto all’avanguardia proporranno un Pluto diciamo completamente rivisitato in una proposta davvero provocatoria ed innovativa. Il pubblico finora ha dimostrato di gradire la diversità delle proposte Ringraziandoci dell’offerta inusuale per una città come Taranto. Noi ci proponiamo di essere un festival con un’anima con un pensiero con un’apertura decisa e convinta verso i giovani e il pubblico ci dà segnali evidenti di gradire queste nostre scelte.

Il teatro è più che mai come ci suggerisce l'etimo, il posto da cui è possibile osservare. E' necessaria una riflessione su questo. Da uomo di teatro, cosa ne pensi e come ti orienti rispetto al predominio della tecnologia?

La tecnologia è sempre stata vista come uno spauracchio ed è forse giusto che lo sia ma io credo che la forza del Teatro saprà essere tale da resistere come lo fa da millenni da tutti gli attacchi e le pressioni, da tutte le influenze negative che circondano le varie società, susseguitesi negli anni.
Certo è che l’intelligenza artificiale per il movimento globale attoriale soprattutto legato al doppiaggio, al cinema, ai cartoni animati, può essere davvero un brutto colpo a livello di impiego lavorativo.
Il teatro spero possa rimanere immune da questo rischio e anzi come tante volte capita dalle tecnologie, avere un vantaggio ma affinché sia sempre l’uomo al centro del messaggio e della voglia di stare insieme. 


Ti amo, imbecille


 Il tempo è quella cosa che non si sa quanto dura, afferma il protagonista di questa spassosa commedia sui pro e i contro dei rapporti di coppia, molto alleniana per le pause e i dialoghi con lo spettatore che è l’alter ego sia di Woody Allen che di Marcos (Quim Guttierez).

Marcos è appena stato lasciato dalla fidanzata Ana  (Alba  Ribas) dopo 8 anni e nella sera in cui le chiede di sposarla, così torna a vivere dai genitori a 35 anni.

 Dopo aver ascoltato gli sterili consigli di un amico, cerca altrove aiuto: online in un canale di autoaiuto, dove trova un guru pronto a guidarlo nella conquista dell’autostima.

“Perché quando hai bisogno di aiuto a chi chiedi: alla famiglia? Agli amici? No, vai su Google e noi stiamo qui…”.

Inizia una guida pratica online e Marcos cerca di eseguire i compiti indicati dal guru. 

Gli incontri si susseguono e le istruzioni del guru sembrano guidare il ragazzo alla conquista del mondo e di sé stesso.

Però c’è lei, Raquel (Natalia Tena) l’amica di vecchia data, bellissima e innamorata di lui dai tempi del liceo, che lo accompagna e che condivide tutto, anche la delusione per Ana con la quale si rivede ma scopre che sta per sposare un altro  ragazzo .

Dopo essersi messo in forma, ottenuto il lavoro dei suoi sogni come giornalista sportivo, vuole conquistare il cuore Raquel.

Finora gli è  mancato  coraggio o la maturità  ma non  è  il tipo da incontri sulle app e  decide di prendere in mano la sua vita e di dichiararsi.

Il film  diretto la Laura Manà, è appassionante  e grazie a Netflix  l’ho recuperato stasera e ne consiglio  la visione. 

PennadorodiTania CroceDesign byIole