Troppa famiglia

 


Pierluigi Di Lallo ha diretto un film disponibile su Prime video e la cui visione mi ha emozionato perché ho ritrovato attori come Antonello Fassari, ambientato ai tempi della pandemia.

Siamo in Abruzzo e si rivive il panico di quei mesi, anzi, di quegli anni in modo lucido e disincantato.

Si parla di un virus che uccide solo i vecchi e si fanno strane congetture, si cerca di capire cosa sta succedendo nel mondo filtrando le notizie che ci arrivano dalla tv.


Fassari è Alfredo, un uomo cinico e ironico come sempre, ma è anche affettuoso e innamorato della compagna Felicetta (Daniela Giordano) ed ha raggiunto un certo equilibrio nella sua vita alla quale vuole concedere un degno finale dopo averla passata a lavorare dentro una ferramenta.

Marcello, un olivicoltore locale, è il goffo fidanzato di Maria Concetta a cui viene rivelato di aver trovato dei depliant di viaggio. La figlia spera che partano i genitori per poter fare i lavori desiderati.

Alfredo che sta facendo progetti per il futuro, vive in una famiglia allargata. 

Maria Concetta (Claudia Potenza) ha due fratelli, Filippo e Giacomo, frutto di un precedente matrimonio dei genitori, ma lei contatta un architetto (Federico Perrotta) per ristrutturare casa, credendo di essere l'unica erede.

Felicetta confida di voler partire col marito anzi di trasferirsi in Portogallo dopo la pensione.

L'ultimo lavoro svolto da Alfredo dietro suggerimento della moglie è da Santina (Julia Mondi) che lo seduce ma senza suscitare in lui nessuna reazione.

Intanto Giacomo (Ricky Memphis) con suo figlio Andrea, stanno andando a casa dai genitori. Sulla strada c'è anche Filippo (Alessandro Tiberi) in viaggio verso la casa paterna per festeggiare il compleanno del papà e del nipote come sono soliti fare ogni quattro anni.

La visita anticipata di Filippo, è inattesa dalla Felicetta che è in casa a pulire e cucinare per il grande giorno.

 Alfredo è ai trabocchi, a pescare.

"Bene arrivato, quand'è che te ne rivai?" Maria Concetta è molto affettuosa nei confronti del fratellastro che accoglie con parole acide.

Quella che doveva essere una festa di famiglia, si trasforma ben presto in un inferno con offese che volano dall'uno all'altro fratello, i quali vogliono appropriarsi dei beni di famiglia, casa dei genitori compresa, dopo aver ingenuamente annunciano alla prole il loro proposito di andare a vivere in Portogallo.

I litigi gettano Alfredo in uno stato confusionario per via di un malessere che lo colpisce.

I due coniugi si ritrovano a vivere isolati nel magazzino previsto nel progetto relativo alla realizzazione di un B&B al posto della casa di famiglia e in pieno covid, isolati dal mondo, tranne il giorno del compleanno dove tutti i figli si presentano  alla porta con mascherine sui volti e caschi di protezione di quelli usati durante la pandemia da Covid19, per portare una torta a quel padre ormai impotente.

Il film per certi versi richiama Parenti Serpenti di Monicelli per le tematiche familiari, tuttavia affronta il dramma della pandemia che è possibile rivivere in questo spaccato sugli interessi del singolo e sulle inadeguatezze dei parenti.

Ho amato vedere Antonello Fassari, un Luca Cupiello dei tempi attuali, incapace d'imporsi con i propri figli e la cui voce da potente, diventa un flebile sibilo e quel trabocco dove amava pescare, è come il presepe di Luca, il suo unico rifugio dal mondo.

La musica è di Umberto Smaila.

E' possibile vedere in streaming Troppa famiglia su Prime Video.

Visione consigliata. 

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