L' ospite inatteso

 Richard Jenkins commuove fino alle lacrime e avrebbe meritato oltre alla candidatura, un Oscar per la sua interpretazione incantevole nel bellissimo film L'ospite inatteso sull'amicizia e l'immigrazione nell'America dopo l'11 settembre,  diretto da Tom McCarthy e in programmazione su Sky.

Jenkins è il prof. Walter Vale, che torna a New York per sostituire una collega a una conferenza. Giunto in città scopre che il suo appartamento è occupato da una coppia d'immigrati clandestini: il siriano Tarek e la senegalese Zainab.

I due giovani sono molto innamorati e si danno da fare per vivere a New York, lei crea gioielli che vende in un mercatino all'aperto e lui ama suonare le percussioni sia nei locali la sera che ai raduni di appassionati nel verde!

L'amicizia tra Walter e i ragazzi è immediata; Non solo li ospita ma condivide con Tarek, la sua passione per la musica..

I due stanno sempre insieme ma al termine di una bella giornata al parco tra musica e spensieratezze, Tarek viene fermato sotto la metropolitana per futili motivi, portato nel centro per clandestini nel Queens in attesa di giudizio.

Walter affranto, va a trovarlo tutti i giorni e cerca di stare vicino a Zainab che andrà presto a vivere da suo cugino.

Un avvocato specializzato in immigrazione, contattato da Walter, segue il caso di Tarek, che è sempre più smarrito.

Giunge persino la mamma di Tarek dal Michigan per stare vicino a suo figlio. Anche lei è vedova e viene gentilmente ospitata da Walter.

Walter e Mouna, diventano presto amici e una sera per far svagare la bella donna, le regala un posto al Majestik Theatre per vedere Il fantasma dell'opera, sapendo quanto lei ami questo spettacolo.

E' quasi amore tra Walter e Mouna, ma la notizia che Tarek sia stato purtroppo espulso, fa volare la mamma in Siria per stare accanto a suo figlio.

È una storia molto toccante dove la New York un tempo accogliente, mostra le sue ferite ancora aperte che si trasformano in xenofobia.

E' un film che ho amato moltissimo e che a distanza di anni (è del 2007) fa riflettere sui fatti che hanno cambiato il volto di una città e in cui il sogno americano per uno straniero è lontano e irraggiungibile senza i documenti in regola e i permessi di soggiorno. 

Se non lo avete ancora visto, ve lo consiglio!

Alta moda Haute couture

 Dietro forbici, aghi, fili e stoffe preziose, ci sono storie da raccontare come quella di Esther, esperta e responsabile della sartoria Dior, che in una mattina come tante, dopo aver salutato le sue belle rose alle quali si rivolge come fossero amiche con cui confidarsi, viene derubata da Jade, una ventenne problematica alla quale verrà offerto di lavorare nella prestigiosa sartoria come stagista, per imparare un mestiere e dare un senso alla propria esistenza.

Sarà Esther a trasmettere tutti i segreti del cucito alla giovane apprendista che proviene dalla periferia e che convive con una madre costantemente depressa e sdraiata nel letto o sul divano a guardare la tv, a mangiare, bisognosa di assistenza quotidiana.

Esther è una donna esigente, una sarta perfezionista e severa, però dietro quella corazza si cela una sessantenne estremamente fragile, malata e lontana dai suoi affetti più cari.

Tra le due donne, appartenenti a due generazioni così lontane e a ceti sociali differenti, si creerà un legame profondo e duraturo.

Questo film mostra come la Francia conceda chances alle donne di buona volontà e la regia di Sylvie Ohayon è davvero perfetta come gli abiti di Dior.

La parte di Esther è affidata all'impeccabile Nathalie Baye.

Jade è Lyna Khoudri e l'incantevole Clotilde  Courau interpreta la mamma di Jade.

Il film in prima visione su Sky cinema due da questa sera è consigliatissimo!

 

Marry me - Sposami

 Marry Me - Sposami (Marry Me) è un film del 2022 diretto da Kat Coiro da questa sera in prima visione su Sky.

Il film, interpretato da Jennifer Lopez, Owen Wilson e Maluma, è l'adattamento cinematografico dell'omonima graphic novel scritta da Bobby Crosby.


La trama

La superstar del pop Kat Valdez è una starlet nota da tempo della comunità latina per una serie di matrimoni falliti con personaggi famosi. Dopo che Marry Me, una canzone di Kat e del suo fidanzato, Bastian, è diventata la vetta delle classifiche in tutto il mondo, hanno in programma di tenere la cerimonia di matrimonio davanti a un pubblico in streaming in uno dei concerti di Kat. Altrove c'è Charlie Gilbert, un insegnante di matematica divorziato che viene convinto dall'amica Parker e la figlia Lou a partecipare al concerto.

Tuttavia, poco prima che Kat sia pronta per andare all'altare, i notiziari scoprono l'infedeltà di Bastian con l'assistente di Kat, Tyra, e la trasmettono ai suoi fan al concerto. In pericolo, Kat vede Charlie tra la folla con in mano il cartello di Parker con la scritta Marry Me. Con sorpresa di Charlie e di tutti gli altri, lei decide impulsivamente di sposarlo.


La recensione

E' possibile o sensato sposare una persona che non si conosce?

È quel che ci si chiede guardando Marry me e a pensarci bene, se Harry ti presento Sally indaga sulla possibilità di avere una donna per amico, questo film la cui gestazione è stata rallentata dalla pandemia, mostra le diverse forme d'amore: l'amore tradito, l'amore scoperto per caso e forse il più autentico, l'amore di un padre per sua figlia.

Jennifer Lopez che personalmente ammiro moltissimo sia come cantante che come attrice, è brillante nelle commedie romantiche e questa volta recita nei panni a lei più congeniali: quelli di una cantante e ballerina di successo.

 Tra bella musica e momenti sentimentali e romanticissimi, la commedia conquista e commuove.

La consiglio perché ci si innamora di una storia così bella!


Illusioni perdute


 Trae linfa vitale dall'opera letteraria di Honoré de Balzac questo film attualissimo sulle belle speranze di Lucien, un aspirante poeta amante delle parole e della fama.

L'amore per la bella, ricca e infelice Louise, sposata con un uomo anziano e privo di slanci culturali, conduce Lucien dalla campagna alla ville lumiere, dove si avverano i sogni di un giornalista in erba ambizioso e desideroso di guadagnare una sua dignità verso quell'aristocrazia che lo aveva sottovalutato ed escluso.

Sarà l'incontro con Etienne, redattore corrotto e senz'anima di una piccola gazzetta libera e di successo, a condurre Lucien nel tunnel senza uscita dell'illusione mentre ha inizio la sua 'gavetta' giornalistica.

Quel che scriverà, determinerà il successo o il fallimento di uno spettacolo teatrale ed è nel teatro che nota e si innamora di Coralie, attrice povera e buona che lo amerà con devozione fino all'ultimo dei suoi giorni.

Mentre Georges Duroy il Bel Ami di Maupassant, usa le donne più ricche e influenti di Parigi per diventare un giornalista di successo, il Lucien di Balzac, ne è sedotto e dedica loro poesie e slanci amorosi.

Due secoli prima Balzac ebbe la capacità e il coraggio di mostrare vizi e falle di una società che somiglia alla nostra, attraverso una commedia umana fatta di compromessi fra politica e stampa. dove il prezzo per poter emergere è troppo alto da pagare.


In questo affresco meraviglioso diretto abilmente da Xavier Giannoli, brillano Benjamin Voisin, Cecile de France, Vincent Lacoste, Xavier Dolan, Salomé Dewals, Jeanne Balibar, Gerard Depardieu che mostrano una Parigi che seduce e abbandona.

Il film in programmazione su Sky cinema due da questa sera, è consigliato a chi ama il teatro e agli idealisti che non smettono mai di sognare e di credere in un mondo giusto e onesto! 

Io l ‘ho adorato! 

 

   

Leonora addio

 I film hanno il potere di far sognare e anche quello di far conoscere storie che sembrano inverosimili come quella raccontata da Paolo Taviani, in Leonora addio dov'è ricostruito il vero viaggio delle ceneri di Luigi Pirandello da Roma ad Agrigento e a guardare bene questa storia pare che sia stato il drammaturgo stesso a scrivere ciò che gli sarebbe accaduto dopo la sua vita terrena.

Le immagini in bianco e nero, tra i fumi del treno che conduce la cassa di legno con le ceneri di Pirandello dietro la custodia di uno scrupoloso e impeccabile  Fabrizio Ferracane che perde di vista la sua cassa per un colpo di sonno imprevisto e che si trasforma in un tavolino da gioco su cui dei viaggiatori innocui, passano il tempo tra partite a carte, sono accese dalla narrazione di quella che fu l'ultima novella pirandelliana con la quale si congedò artisticamente e materialmente dall'esistenza terrena: Il chiodo.

Leonora addio è anche un viaggio a ritroso negli anni della seconda guerra mondiale e dell'immediato dopo guerra ed è pieno di addii, di disperazione e rassegnazione e di grande rispetto e ammirazione per il drammaturgo agrigentino che fu e sarà il più grande di tutti.

La filosofia del lanternino, espressa nel romanzo Il fu Mattia Pascal secondo la quale all'uomo non è dato di conoscere la realtà nella sua interezza perché dotato di una luce fioca generata da un lanternino per cui il mondo come gli appare è illusorio, emerge nelle scene di questo film che sa raccontare la morte dopo la vita dell'immenso scrittore e come fosse una sua novella, è un racconto intenso e visionario come l'intera drammaturgia pirandelliana.

Il film scoperto su Sky da un'amante come me di Luigi Pirandello, merita di essere visto e apprezzato.

Vetro


 La ragazza che vive per tutto il tempo chiusa nella sua stanza colorata e al tempo stesso buia per colpa di una serranda rotta, è l’anima del film d’esordio di Domenico Croce, in prima visione da stasera su Sky.

Lei è Carolina Sala e quel padre apparentemente amorevole che le passa dall’unico spazio accessibile della porta chiusa a chiave, il cibo e cose necessarie per la sua sopravvivenza e per quella del suo Hiro, l’unico essere vivente a farle compagnia, è Tommaso Ragno, figura rassicurante e avvolta nel mistero come tutti i personaggi che ruotano intorno alla ragazza, anche l’amico di chat con il quale dialoga dal monitor del suo portatile.

Mentre vedevo il film non pensavo a un thriller ma a un dramma psicologico molto profondo e ho subito ricordato lo spettacolo Yaneura (La mansarda) rappresentato dalla Compagnia teatrale Rinkogun coi sottotitoli in italiano di Alessandro Clementi, seguito al Vascello (2013/2014), sulla condizione dei ragazzi giapponesi chiusi nelle loro stanze/mansarde che come scatole oltre a isolarli, per scelta, li allontanano dal senso di ogni cosa. 

Il film è interessante e va visto!



The Queen - La regina


"Inquieto giace il capo che porta la corona" (Shakespeare) 

Sky Cinema omaggia  Elisabetta II attraverso un film toccante come "The Queen - La regina", interpretato dalla straordinaria attrice inglese Helen Mirren, della sua stessa statura ed estremamente somigliante nella misura e nell'eleganza dell'amata Regina che ci ha da poco lasciato.

Per chi non lo avesse ancora visto, il film diretto da Stephen Frears nel 2006, ha fatto vincere alla Mirren  l'Oscar come migliore attrice protagonista.

  Il regista sceglie un periodo buio per la Regina amata da tutti.

Lo scozzese Tony Blair, giovane membro dei Laburisti, diventa Primo ministro del governo di Sua Maestà,  ed è interpretato da Michael Sheen e il 31 agosto dello stesso anno a Parigi, Lady Diana muore in un incidente automobilistico.

Mentre il popolo britannico è sconvolto e in lutto per la tragica notizia, inizialmente la regina sceglie di restare a Balmoral dove è in vacanza con la famiglia, considerandolo un fatto privato, non essendo più un membro della famiglia reale da quando Diana ha divorziato dal Principe Carlo.

Passerà una settimana prima che Elisabetta II faccia ritorno a Londra. 

A Buckingham Palace, Elisabetta II si fermerà davanti al tributo floreale dedicato a Diana, scegliendo di dimostrare il suo dolore in diretta tv.

In questa scelta, ha avuto un ruolo rilevante il Primo ministro, suggerendo alla regina di rendere pubblici e non privati i funerali, ai quali poi, come si vede nelle bellissime immagini di repertorio, parteciparono grandissimi artisti, amici di Diana, da Pavarotti a George Michael e personalità del mondo del cinema come Steven Spielberg.

Fa uno strano effetto vedere il film in questo momento ma è stata un'esperienza molto forte che mi ha fatto riflettere molto.

Profetiche sono le frasi che la Regina madre rivolge a sua figlia, sua consigliera e severa ed è mostrato abilmente il lato umano e intimo, l'amore per la natura, per le passeggiate e per gli animali di Elisabetta II.

Film consigliatissimo! 

 

 

Rosanero


Nel romanzo di Maria Tronca, la vicenda è ambientata in Sicilia. Nel centro storico di Palermo, qualcuno spara a Calogero Mancuso, aspirante capomafia giovane e belloccio. Proprio in quel momento Rosellina Restivo, di nove anni, cade dall’altalena e perde conoscenza. Entrambi vengono portati nello stesso ospedale. 

Nel film diretto da Andrea Porporati, siamo a Napoli, nel Rione Santa Marta. Totò è un quarantenne e boss della criminalità organizzata partenopea, non ha gli occhi chiari come Calogero il personaggio del romanzo, ma ha lo sguardo intenso e bellissimo di Salvatore Esposito che mi ha conquistato anche stavolta, la cui anima finisce dopo un tragico incidente nel corpo di una bambina dai bellissimi capelli rossi: Rosetta, amante della danza, della sua famiglia e del latte con i pezzi di pane del giorno prima a colazione.

Mentre Rosetta assume tutti gli atteggiamenti di Totò, la stessa cosa accade a Totò, che diventa una bambina indifesa dentro il corpo grosso e una volta pericoloso ora rassicurante di un camorrista.

Fabiana Martucci, la piccola e straordinaria attrice scoperta e amata in questo film sorprendente, ha saputo conservare la memoria della vita vissuta fino all'attimo prima dell'incidente, cosa che riesce benissimo anche a Salvatore Esposito, che stupisce tutti, soprattutto il suo fedele compagno di malefatte: Tonino La Bufala, il bravissimo Antonio Milo, che assiste attonito al cambiamento del boss, con i suoi abiti rosa, una volta solo neri e la generosità verso tutti quelli a cui chiedeva il pizzo.

Tra i personaggi emblematici del film, oltre a quelli citati, ho amato Sebastiano Somma nei panni del sindaco Fortebraccio, un perfetto cattivo e l'amico Antonello Costa (in foto) in quelli di un abilissimo poliziotto umbro che attraverso le sue infallibili intercettazioni telefoniche, smaschererà delinquenti. Apprezzabile la sua mimica che è davvero inconfondibile. 

Il film in prima visione su Sky Cinema da questa sera, è consigliatissimo!



Finale a sorpresa


 Questa sera ho scoperto un film su Sky che mi ha incollato fino ai titoli di coda, nell’attesa di un finale suggerito sia da Oscar Martinez (Ivàn) che da Penelope Cruz nei panni della regista fuori dalle righe Lola Cuevas, incaricata da un multimilionario, di realizzare un film sensazionale scegliendo i migliori attori in circolazione: lo spagnolo Antonio Banderas e l’argentino Oscar Martinez rispettivamente Félix e Ivàn.

Félix è una star dei cinema che non piace ai critici per sua stessa ammissione, ma piace al pubblico mentre Ivàn è un artista di un altro livello, che non tiene in considerazione i giudizi di un pubblico ignorante e preferisce trasmettere il suo sapere ai suoi allievi e recitare per una platea selezionata e colta.

Rivalidad è il romanzo su cui si basa il film e sia Félix che Ivàn devono essere pronti a tutto durante la preparazione dei personaggi, a ogni sfida o provocazione sia da parte della regista che dell’antagonista.

I due attori sono rivali e ostili fino alla fine ma il finale a sorpresa è dato dal fatto che un film non sempre si conclude con la parola fine, non certo in questo caso.

Sono molti i messaggi che Ivàn è Félix veicolano: da una parte la difesa dei valori e del talento, dall'altra le luci dei riflettori e i riconoscimenti pubblici, due linee rette che non s'incontrano mai come i  fratelli rivali e distanti. 

La parola e il dialogo scandisce l’azione dall’inizio alla fine.

Chapeau alla coppia di registi  Cohn-Duprat oltre che a Banderas-Martinez che ho letteralmente adorato!

Che dire di Penelope Cruz? Tutto il bene possibile.

Fantastica rossa riccia e intensa!

Film consigliato! 

A teatro con Marco Rossi in veste di regista. L'intervista


Quando desidero parlare di teatro, cinema e arte, Marco Rossi soddisfa la mia curiosità e la mia sete di conoscenza. 

Intervista di Tania Croce

Marco alias Angelo Targhini, il carbonaro condannato a morte e decapitato a Piazza del Popolo da Mastro Titta, è Franco Evangelisti nel film diretto da Marco Bellocchio Esterno notte sul caso Moro recentemente al cinema e che non vedo l'ora di seguire in tv.


Nei panni del politico e dirigente sportivo italiano Franco Evangelisti ci fu Flavio Bucci ne Il Divo di Paolo Sorrentino.
Mi vuoi parlare della tua esperienza con Bellocchio, un Maestro del cinema italiano?


Ciao carissima, rilasciarti un' intervista per me è sempre un onore. Tu mi segui dai tempi del Teatro Sette dove ho mosso i miei primi passi. Che dire, interpretare Franco Evangelisti sul film Esterno Notte di Marco Bellocchio è stato un onore anche se era un piccolo ruolo. Ma sai lavorare con un grande cast da Tony Servillo a Margherita Buy, per non dimenticare Fabrizio Gifuni alias Aldo Moro ecc. è stato emozionante! Con Bellocchio avevo già lavorato nel film Il Traditore dove interpretavo un  poliziotto. Tornando a Esterno Notte, mi sono trovato benissimo nel personaggio, il Maestro mi ha dato indicazioni sul set, poi come hai detto tu, un grande come Flavio Bucci interpretò Franco Evangelisti... meglio di così. 

Ti barcameni tra cinema e teatro non solo come attore. E' la tua prima volta da regista. Ti va di parlarmene?

Sai io sono un comico anche se spesso mi propongono ruoli crudi e duri. Mi piace far sorridere il pubblico.  Ma come diceva il grande Peppino de Filippo "Far piangere  è  meno difficile che far ridere". Per questo  teatralmente  parlando, preferisco il genere farsesco.


La parola Regista è bella grande, troppo buona. Sto seguendo  da qualche mese la compagnia teatrale della mia città, la Compagnia Città di Tivoli con la pièce Sarto per signora di Feydeau. 
Voglio dedicarmi a questo progetto con il massimo impegno perché quando prendo un impegno ci credo fino in fondo, e naturalmente il gruppo ha delle potenzialità. Però il tutto con divertimento, voglia di crescere e umiltà al servizio del pubblico.  Perché siamo servitori del pubblico.  


Dopo essere stato il serial killer Gianfranco Stevanin nel documentario di Cristian Di Mattia, con Maria Grazia Soraci e Carola Santopaolo, e aver preso parte a film e fiction di successo come Il Commissario Rex con Ettore Bassi, Non essere cattivo l'ultimo film di Claudio Caligari prodotto da Valerio Mastandrea con Luca Marinelli e Alessandro Borghi, quale altro sogno desideri realizzare?

Il sogno? Ma credimi io sono già felice così, mi diverto. Sai io sono un maestro decoratore da circa 35 anni è il mio primo lavoro. Quindi se oggi sono a dipingere a casa di una vecchietta e ci facciamo anche due spaghetti,  domani sono di scena o al trucco e per me è tanto.

Quindi per me quello che viene è tutto un sogno!

Grazie per le tue bellissime parole Marco, alla prossima intervista e tanta merda per la tua prima regia teatrale a Tivoli!


PennadorodiTania CroceDesign byIole