L'inganno perfetto

 Hellen Mirren e Ian McKellen sono i protagonisti de L’inganno perfetto, il film diretto da Bill Condon, in prima visione su Sky.

Il film mi ha sedotto pur non essendo il mio genere preferito il thriller; eppure mi ha coinvolto fino all’ultima battuta, sarà per la straordinaria abilità dei due attori shakespeariani. Ian e Hellen hanno intrattenuto lo spettatore come se si trattasse di uno spettacolo teatrale con scene di teatro nel teatro nel labirinto delle reciproche bugie dei personaggi interpretati fino allo svelamento finale con feriti inaspettati sul campo di battaglia. Il film è assolutamente da vedere

Radioactive

 Rosamund Pike è Marie Curie, la donna che a fine ‘800 scopre insieme al marito, il noto scienziato Pierre Curie, due nuovi elementi: il radio e il polonio, due scoperte che gli varranno nel 1911 due Nobel per la chimica e che cambieranno il mondo. Nel film Radioactive, visto ieri sera in prima visione su Sky, diretto da Marjane Satrapi, la regista ripercorre tutte le tappe della vita della geniale scienziata polacca che a Parigi trova nel laboratorio di Pierre Curie che presto diventerà suo marito e padre delle sue due figlie, il luogo ideale per le sue ricerche e scoperte rivoluzionarie. La radioattività sarà insegnata da lei dopo la prematura scomparsa del marito all’università la Sorbonne di Parigi e servirà per curare tumori (radioterapia) e per salvare le vite di migliaia di soldati della prima quella mondiale anche dalla primogenita Irene che insieme al marito, vincerà un Nobel per aver scoperto la radioattività artificiale. Però purtroppo il radio sarà usato dall’uomo anche per costruire bombe e centrali nucleari come quella di Cernobyl ricordata nel film. Ho visto uno spettacolo teatrale sulla vita della Curie con Barbara Scoppa al teatro Vascello di Roma che mi colpì molto come questo bellissimo biopic dove sia la regia che la fotografia e la ricostruzione storica è davvero favolosa. W le donne anche hanno cambiato il mondo. Il film è in programmazione su Sky ed è consigliatissimo.

Natale con Bob

Chiudiamo le feste con il sequel di A spasso con Bob. Natale con Bob, uscito nel novembre del 2020, è un film tributo al gatto randagio rosso che salva la vita di James e da cui il ragazzo non riesce più a separarsi anche se la sua precarietà economica, rende difficile la convivenza a due. Una serie di imprevisti e di ostacoli, stanno per separare i due amici ma il loro legame sarà inossidabile. Un bel film natalizio e sociale, di speranza e redenzione. Molto molto carina la storia di James e Bob diretta da Charles Martin Smith tratta dall’omonimo romanzo di James Bowen e in programmazione su Sky. Il gatto Bob ha interpretato nuovamente se stesso. Un film commovente per gli amanti dei gatti e non.

After

 Ogni storia ti segna. Una sola ti cambia e la forza travolgente del sentimento amoroso è nel film After, tratto dalla novel di Anna Todd. È la storia di Tessa e Hardin, le cui anime apparentemente diverse, si fondono in una sola come in un romanzo. Ad Hardin che è un lettore instancabile di romanzi, pare non sia reale ciò che i romanzieri narrano nelle pagine dei loro libri. Eppure Tessa, realizza ciò a cui Hardin non crede: l’amore. Il film è molto bello. La regia di Jenny Gage e la fotografia sono intensi, Josephine Langford nella parte di Tessa è deliziosa come Hero Fiennes Tiffin in quella del tenebroso e tenero Hardin. Questa favola romantica in prima visione da stasera, è in programmazione su Sky.


Odio l'estate

 Sono finalmente riuscita a vedere questa sera in prima visione su Sky Odio l’estate, l’ultimo film di Aldo, Giovanni e Giacomo il trio che ho iniziato ad amare in teatro e poi al cinema, rivedendo all’infinito i loro film.

La recensione 

Questa volta il trio è maturo, consapevole, integrato in questa società tecnologica e tra selfie, iPad, prenotazioni di una vacanza online, Aldo Giovanni e Giacomo vivono un’esperienza indimenticabile che per uno dei tre (ma solo nella finzione) potrebbe essere l’ultima. 
È stato davvero emozionante vedere il film, vederli insieme con partner nuove come Lucia Mascino, profetica nella mania di usare il gel igienizzante, ricordando che il film è stato girato in Puglia nell’estate del 2019 e non avevamo ancora idea di cosa fosse una pandemia.
Carlotta Natoli è l’insoddisfatta moglie di Giovanni e Maria di Biase è la moglie di Aldo. 
I tre con le rispettive famiglie si ritrovano a passare l’estate nella stessa casa per un errore a cui non si riesce a porre rimedio.
Non mancheranno viaggi ed imprevisti. 
Uno dei momenti più toccanti è quello in cui Aldo Baglio canta in coppia con Massimo Ranieri, il suo idolo, in un suo concerto a Santa Marinella sul litorale romano. 
Nel film c’è anche Michele Placido nella parte del maresciallo. 
Odio l’estate diretto da Massimo Venier, uscito nel gennaio del 2020, è in programmazione su Sky, mi ha divertito e commosso. 
Consigliatissimo


Gli auguri per un sereno 2021

 Quest'anno servono auguri più grandi.


Affinché il male si trasformi in bene, il pianto in sorriso, la malattia in guarigione, rivolgo i miei  immensi auguri a chi sta male, a chi è guarito e a tutti gli scontenti, gli insoddisfatti perché possano trovare un po' di pace...

Auguro tutto questo e molto altro e arrivederci al nuovo anno


Pennadoro



Il meglio deve ancora venire

Diverte e commuove la commedia/dramma di Alexandre de la Patellière e Matthieu Delaporte, con due umanissimi e teneri amici come Cesar (Patrick Bruel) e Arthur (Fabrice Luchini) l’uno guascone e amante della vita, l’altro ricercatore disciplinato e timido, uniti da un legame senza fine. I due inseparabili amici partono per un viaggio emozionante come se fosse l’ultimo, realizzando sogni, vivendo con spensieratezza e divertimento ogni attimo e chiedendo scusa alle persone amate e allontanate per anni. Tra gags esilaranti e sorrisi divertiti si giunge al finale con le lacrime. Non importa il come e il perché, ciò che conta davvero è avere un amico su cui contare nella vita, anche se diverso caratterialmente da noi. Sarà forse l’unico a volerci bene e ad accettarci per ciò che siamo fino all’ultimo dei nostri giorni. Il meglio deve ancora venire, è un altro grande esempio della scuola francese. Il film è in programmazione su Sky. Lo consiglio con tutto il cuore 


La Belle Époque

La Belle Époque è il bistrot dove si sono conosciuti Victor e Marianne nel 1974.  

"A quell'età non era così male essere me" dice Victor, un fumettista disoccupato pur essendo estremamente talentuoso, ma non è al passo coi tempi, oggi tutto naviga in rete e non c'è spazio per un nostalgico come lui.

Nicolas Bedos scrive e dirige splendidamente una commedia romantica e immensamente nostalgica come La Belle Époque, ammirata nel 2020 e rivista questa sera con vero piacere ed emozione su raitre

Finisce il film e io sono letteralmente rapita dalla genialità dei francesi e se non si ama il cinema francese, non si ama il cinema.

È meraviglioso pensare di poter rivivere gli anni più belli della nostra vita e ciò accade grazie a un regista e sceneggiatore come Guillaume Canet che dirige gli attori per ricreare le atmosfere che il protagonista desidera.

L’affascinante Daniel Auteil, sposato con la sempre bella Fanny Ardant (la musa di Truffaut), ormai esausta della depressione del marito che lascia buttandolo fuori casa, sceglie di rivivere il 16 maggio del 1974, data in cui incontra la donna che sposerà.  

Victor indossa gli abiti di quei tempi, sceglie di essere un venticinquenne e i suoi fumetti aiutano a riscostruire i momenti vissuti dal protagonista.

Nel tempo presente s’insinua il passato per riaccendere la voglia di vivere e la speranza in un matrimonio ancora possibile, nonostante le incomprensioni. Nell’agenzia che inscena l’epoca in cui i clienti desiderano vivere, lavorano i figli della coppia che torna a credere nell’amore. 

Daniel Auteil è eccezionale.

Fanny Ardant straordinaria come sempre, per questa splendida interpretazione vince il suo secondo Premio César alla migliore attrice non protagonista.

Questo film francese è un gioiellino che appassiona e fa sognare.


A spasso con Bob

 Può un gatto rosso salvare la vita di un uomo?

Bob ha salvato quella di James Bowen.
Il peloso rosso si è intrufolato nella sua casa, una dimora ricevuta dall’assistenza sociale, non avendo né un lavoro né una famiglia.
Ho visto questo pomeriggio il film tratto dal libro A spasso con Bob sulla storia del musicista vagabondo e tossicodipendente, scritto dallo stesso James Bowen dopo essere stato salvato dal gatto che diventa il suo fedele compagno di vita.
Il film girato a Londra dove l’autore vive, racconta le vicende sue e quelle del suo Bob che nel film recita nella parte di Bob. Il film è in programmazione su Sky Cinema Christmas HD e ho comprato anche il libro che suggerisco di leggere a tutti quelli che amano le storie belle, gli animali e la lettura.

Tutto il mio folle amore

 Questa sera su Sky cinema, è passato l’entusiasmante road movie diretto da Gabriele Salvatores il cui titolo conquista: Tutto il mio folle amore. Quale amore è più folle di quello tra un padre e un figlio? Il padre è il solito magnetico Claudio Santamaria, il quale porta nel mondo le canzoni di Domenico Modugno e Giulio Pranno è Vincent, il figlio autistico e pieno di voglia di vivere. 

La storia ispirata al viaggio in moto di un padre e il figlio autistico “Se ti abbraccio non aver paura” di Fulvio Ervas, è un viaggio reale e interiore di scoperta di un amore che spesso fa scappare tanti padri che devono prendersi la responsabilità di crescere, educare e proteggere un figlio problematico. La madre di Vincent, Valeria Golino si ritrova sola a crescere il suo Vincent fin quando l’editore Mario, il bravissimo Diego Abatantuono, non accoglierà questa famiglia come fosse la sua.

Il viaggio è stupendo e aiuta l’immaturo padre a diventare un uomo consapevole e un padre amorevole e comprensivo. 
Altra bella carezza questa sera su Sky


Piccole donne

 “La vita è troppo breve per litigare tra sorelle” è la frase pronunciata da Jo March, l’autrice del meraviglioso libro Little Women, l’alter ego di Louisa May Alcott, la quale scrisse nella seconda metà dell’800 un classico della letteratura riletto da Greta Gerwing nel 2019 e in prima visione su Sky da questa sera. Passato e presente convivono in questa coinvolgente rilettura dove Jo March è Saoirse Ronan, Meg è Emma Watson, la signora March è Laura Dern e zia March una deliziosa Meryl Streep. Ho visto il film con interesse e commozione, affascinata dalle recite in casa March nel periodo natalizio dove un club di sorelle è impegnato nell’interpretazione delle pagine scritte dalla talentuosa Jo. La sorellanza, i litigi e le tregue, il ruolo della donna nell’800 sono temi toccanti e attuali. Mi ha colpito molto il dialogo tra l’editore e Jo March la quale vedrà realizzato il suo sogno di diventare una scrittrice attraverso Piccole donne, il libro in cui narra la storia della sua famiglia e delle amate sorelle. Il film che ho appena visto è davvero meraviglioso. Consigliatissimo 

Natale in casa Cupiello il film di Edoardo De Angelis

 In un'atmosfera insolita come quella che stiamo vivendo, il film di Edoardo De Angelis ispirato alla celeberrima e magnifica commedia Natale in casa Cupiello di Eduardo De Filippo arriva come un fulmine a ciel sereno il 22 dicembre 2020 in tv, mentre cerchiamo di organizzare la visita alle rispettive famiglie dal 24 dicembre al 6 gennaio, rispettando i divieti. Non importa che le nostre famiglie siano unite e felici oppure disperate e insoddisfatte, come quella di Luca Cupiello, quella scritta da Eduardo nel secolo scorso, è una storia che ci tocca da vicino e attraverso la quale s'imprime come il drammaturgo, attore e regista geniale, attuale e immortale.

Il grande pubblico ricorda la commedia natalizia di Eduardo nella versione televisiva del '77 con un cast pazzesco da Pupella Maggio nei panni di Concetta e Luca De Filippo, il Tommasino viziato e scontroso capace di scrivere una lettera alla mamma di una bellezza indescrivibile.

Le famiglie non cambiano, mutano gli attori, al posto dell'inimitabile Eduardo nei panni dell'eterno fanciullo, ingenuo e ironico, sospeso nel suo mondo visionario in cui il presepe costituisce la sua dimora ideale, con gli amati pastori, l'acqua vera e i tre re Magi, c'è un Castellitto più autoritario, sanguigno e aggressivo che si allontana dalla psicologia elementare e incantata di Eduardo, più realistico e imponente, serioso e malinconico.

Marina Confalone è stata un'ottima Concetta in un crescendo di disperazione e rassegnazione, propria di una moglie che cresce sola i due figli senza il supporto di un marito perso nelle sue fantasticherie.

La bella musica di Enzo Avitabile riempie i vuoti incolmabili.

Mentre quella di Eduardo è una tragedia che fa ridere, questo film girato a Napoli, una città innevata e calorosa, riempie il cuore di malinconia.

Credo sia un bell'omaggio alla drammaturgia eduardiana, un film che tocca il cuore.

Grazie Eduardo e grazie Edoardo per il film

Gregorio Riso ai 100 Presepi in Vaticano. L'intervista

Sono esposti nel suggestivo colonnato berniniano di Piazza San Pietro tra casette lignee illuminate, i due presepi di Gregorio e Nicola provenienti dalla Bottega Riso a San Calogero (VV). Oggi Gregorio Riso ci racconterà la storia della sua passione, la nascita del laboratorio d’arte presepiale dove realizza piccole opere d'arte con suo fratello Nicola e il viaggio a Roma come espositore alla storica mostra 100 Presepi in Vaticano.

Intervista di Tania Croce 

Il presepe è il simbolo dell’unione familiare. Quando e dove nasce la tua passione per i presepi?

La mia passione per i presepi nasce sin da piccolo quando iniziavo a vedere per le prime volte la creazione del presepe a casa mia, con il passare degli anni la passione è diventata sempre più concreta per l'arte, così ho iniziato ad approfondire e arricchire la mia cultura presepiale, esercitazione dopo esercitazioni, prova dopo prova, cercando di migliorare le diverse tecniche di realizzazione, modellazione e pittura; 
 
È la tua prima volta ai 100 Presepi di Roma e quali sono le emozioni provate in questo Natale particolare?

 Per me è la prima volta che ho l'onore di partecipare alla mostra "100 Presepi in Vaticano", è una grande soddisfazione poter partecipare ad una rassegna internazionale del genere, poter esporre i propri presepi in Piazza San Pietro suscita una grande emozione.

 L’arte presepiale è molto diffusa in Italia e nel mondo. Mi vuoi parlare dei due presepi Riso esposti quest’anno a Roma? 

Alla mostra sono esposti due presepi di cui ognuno ha una propria caratteristica. Una Natività è stata pensata e realizzata a mò di quadro da Nicola per dare un tocco di originalità, infatti si tratta di una Natività ambientata in una grotta all'interno di un quadro che si può appendere; l'altro presepe, il mio, è ambientato all'interno di un rudere antico, in questo presepe si può notare la lavorazione tecnica nei dettagli e delle varie superfici, infatti in quest'opera ho potuto mettere in risalto la tecnica della scolpitura che caratterizza l'intero rudere che accoglie la Natività.

Cosa ti auguri e cosa auspichi per il futuro?

 Per il futuro non ho nessun obiettivo fisso, ma soltanto continuare a divertirmi migliorando sempre di più quella che ormai è divenuta una passione artistica, quella presepiale, sperando di poter raggiungere belle soddisfazioni con i nostri lavori anche in futuro, emozionando sempre più persone che vedranno tali realizzazioni. 

La mostra a Piazza San Pietro sarà aperta fino al 12 gennaio 2021, è possibile visitare i magnifici presepi gratuitamente per poter ammirare i presepi della Bottega Riso. Ve lo consiglio, augurandovi buone feste e ringraziando Gregorio per l'arte messa al servizio della comunità.


Nota biografica: La piccola bottega "L'Arte Del Presepe - Bottega RISO", uno spazio  ritagliato a casa, si trova in Calabria, a San Calogero in provincia di Vibo Valentia; È all'interno di questa bottega che Gregorio e Nicola realizzano le loro opere, tutte fatte artigianalmente attraverso l'utilizzo di diversi materiali come: sughero, polistirene, argilla, gesso, acrilici.


Uno sguardo ai 100 Presepi in Vaticano

Last Christmas

 Ho iniziato a vedere il film questa sera in prima visione su Sky cinema, mossa dalla passione per George Michael, l’artista che manca immensamente e le cui musiche insieme a quelle degli Wham, sono la colonna sonora di Last Christmas, per la regia di Paul Feig. Il film appare come una commedia romantica ma la sceneggiatura di Emma Thompson (Petra nel film) e di Bryony Kimmings mostrano tematiche sociali importanti e una società razzista e intollerante, senza cuore. Eppure è proprio il cuore di Emilia Clarke ad essere il protagonista di una storia appassionante e traumatica come la vita stessa. Mi ha coinvolto e scosso molto la visione del film, incantata dalla regia e sicuramente dalla sceneggiatura. Il film come la canzone che gli dà il titolo, Last Christmas, parla al cuore e invoca i buoni sentimenti che esplodono in una Londra luminosa e natalizia, il palcoscenico ideale per uno spettacolo favoloso come quello che si svolge tra gli occhi lucidi e sorridenti dei presenti. Dimenticate per qualche ora tutto il resto e vedete questo film. Grazie 🙏 George Michael per le musiche indimenticabili e che scandiranno come tutti gli altri anni anche questo difficile Natale

Il Primo Natale

 Vedere su Sky questa sera per la prima volta Il Primo Natale, con due straordinari Ficarra e Picone mi ha fatto pensare che pur non trovandoci nell’anno zero come loro, ossia nel tempo in cui è ambientata la vicenda, questo è a tutti gli effetti il Primo Natale 🎄 anche per questa umanità disorientata. Il 2019 è l’anno d’uscita del film campione d’incassi. Un film anche profetico dove gli attori mostrano il valore prezioso degli abbracci e dell’altruismo, dell’incontro per fini nobili e della sana risata. Mi ha divertito e commosso questo salto nel passato che ricorda Non ci resta che piangere ma che si discosta dal film per diversi motivi, quello che lo differenzia maggiormente è il finale spiazzante e imprevisto. Ho pensato e sperato durante la visione de Il Primo Natale, che sarebbe bello se si riscoprissero tanti valori in questo periodo natalizio sicuramente anomalo. Torneremo ad abbracciarci affettuosamente come Ficarra e Picone nel film riuscitissimo dove mi è piaciuto tantissimo anche @massimopopolizio nella parte di Erode e tutto il cast. E voi cosa ne pensate?

Joker

 Joker è il turbato mentale, il bullizzato, l’infelice più affascinante della storia del cinema con la sua risata incontrollata e convulsiva e il suo dolore interiore che travalica la follia. I suoi passi di danza, il suo coraggio nel farsi giustizia da solo, in un sistema che non consente a chi non ha potere di esistere dignitosamente senza indossare una maschera, mi hanno coinvolto fino al the end. Non lo avevo ancora visto questo straordinario film che a tratti ricorda Taxi Driver di Scorsese studiato per uno dei miei esami di storia del cinema alla Sapienza. Nonostante la regia impeccabile, Joaquin Phoenix dà forma nelle diverse sequenze, all’anima di un oppresso e ferito dalla vita e dal suo prossimo, da una madre che gli nega l’affetto della figura paterna e di un’infanzia serena. Joker l’eroe di chi non ha voce, è un film sconvolgente


Un uomo in fallimento di David Lescot, secondo capitolo di Resistenze Teatrali

Una donna coraggiosa, un uomo in fallimento e un mandatario liquidatore, all'occorrenza psicologo e grillo parlante (la coscienza), riempiono gli spazi angusti di una separazione, che è a tutti gli effetti un vero e proprio fallimento civile. Viola Graziosi, nella parte della donna coraggiosa e rispettosa delle leggi, prende la solenne decisione di lasciare Graziano Piazza, il compagno visionario e nullafacente nella finzione e il regista di questa stupefacente lettura. L'amore non basta a tenere insieme la coppia. Così inizia la straziante riconsegna degli oggetti appartenuti ai due, libri compresi. In questa fase delicata e cruciale, giunge in loro aiuto, un'abile liquidatrice come Elisabetta Pozzi, che venderà una a una le cose appartenenti all'uomo senza un lavoro e senza un soldo, eccetto l'indispensabile per vivere come il confortevole letto, il frigorifero e un piatto. Ai dialoghi si alternano i monologhi dei tre personaggi che oscillano tra un'apparente quiete e una sorda disperazione. I problemi del vivere quotidiano, ingigantiti dalle umanissime paure e dalla solitudine, diventano microscopici sul finale, in cui Piazza rimpiccolisce, rendendo le problematiche finora affrontate e irrisolte, cose di poco conto. Non conoscevo questo interessante testo francese di Lescot e ho apprezzato la regia essenziale e psicologica di Graziano, attore e regista stimatissimo fin dai tempi di Schifo. Oltre alla regia, ho trovato estremamente convincente il personaggio che interpreta, il prototipo dell'uomo comune che non ha nulla da perdere non possedendo altro che un libro esistenziale e salfivico. Molto bello il monologo delirante in cui avviene l'incontro/scontro tra Piazza e un frigorifero che langue e ha ben poco da offrirgli. Viola Graziosi rappresenta in questo riuscitissimo esperimento teatrale, il coraggio che ogni donna dovrebbe avere nei confronti di un uomo finito che sceglie di abbandonare, nonostante un momentaneo ripensamento, anziché passare una vita a due fallimentare. Mi è piaciuto molto il suo rigore e i tempi perfetti del suo addio. Davvero magnifica Viola. Infine Elisabetta Pozzi che ho avuto il piacere di rivedere in scena questo pomeriggio nei panni di un mandatario/grillo parlante, ha saputo rappresentare assai bene il devastante peso delle pratiche burocratiche che dovrebbero garantire un senso di ordine ma che in realtà spiazzano. Dietro il suo fare pignolo e la lettura di un inventario di oggetti di cui disfarsi, si cela l'universo interiore di una donna sensibile e comprensiva. La lettura è corale e coinvolgente. Rivedrò lo spettacolo sul canale youtube del Centro Teatrale Bresciano. Invito a vederlo perché il teatro è aperto, è un momento di confronto e di crescita e consente attraverso il web di conoscere dei grandissimi attori come Graziano Piazza, Viola Graziosi ed Elisabetta Pozzi.
Lo spettacolo sul canale youtube del CTB

La barbona e il pappagallo con Elisabetta Pozzi

Sono entrata sul canale youtube del Centro Teatrale Bresciano per assistere a una lettura entusiasmante come La barbona e il pappagallo, dal testo del drammaturgo, attore e regista Vittorio Franceschi. Questa lettura interpretata da una straordinaria attrice come Elisabetta Pozzi, inaugura la versione a porte chiuse della fortunata rassegna di drammaturgia contemporanea Teatro Aperto giunto alla IV edizione, ideata e curata dalla signora Pozzi. La recensione La protagonista di questa poetica lettura scenica è una barbona che vive da anni senza fissa dimora, senza lavoro, senz'amore. Anche lei un tempo "si è innamorata di un essere umano", lo racconta a Pippo, il suo unico confidente e amico pappagallo che partecipa all'azione e al racconto con un cadenzato gracchiare mentre la vagabonda donna senza età, ripercorre gli anni più belli e più strazianti della sua vita. Lei parla a se stessa, ai passanti, al mondo, chiedendosi "come si è svegliata l'umanità stamattina". Come fossero i reperti che sistemava negli anni migliori del suo lavoro in un museo archeologico, gli individui osservati sembrano appartenere a un passato remoto come la figura muliebre di età pompeiana con le tette rifatte. In questa pièce ci sono diversi linguaggi, anche il pappagallese per rendere possibile il dialogo con il suo vecchio amico. Il più vivo e doloroso tra i ricordi, è quello di suo figlio, soprannominato 'crisantemo', una sorta di Piccolo Principe, un essere sensibile e indifeso, sognatore e amante dell'astronomia, insomma, un figlio diverso da tutti gli altri. L'amore è visto dalla barbona come una sottrazione. E la sottrazione per il figlio nato per sbaglio, inizia quando al planetario incontra la ragazza che segnerà per sempre il suo destino. L'incontro con questa Ninfa che per un po' ha nutrito la sua felicità, lo corrode e saranno devastanti per il giovane, gli effetti di questo amore. Elisabetta fluttua tra le parole e il tempo, raccontando un dolore senza fine o soluzione, come l'esistenza che si è ritrovata a vivere. E la sua performance meravigliosa, emozionante, arriva al pubblico in un teatro vuoto eppure aperto ai teatranti, ai lavoratori dello spettacolo, agli artigiani, ossia a coloro che, come ricorda nel suo discorso introduttivo l'autore Franceschi, esprimono la propria arte "con il sacrificio, il metodo e la disciplina che dura una vita". E' stata un'esperienza catartica, dopo tanto tempo e senza le luci dei cellulari accesi in sala e di quel pubblico disattento e scortese che troppo spesso ha reso lo spettacolo a cui stavo assitendo, dispersivo. Non avrei mai creduto che un dispositivo mobile, mi restituisse ciò che appresi ai tempi dell'università, attraverso le lezioni di Ferruccio Marotti alla Sapienza e che avevo smarrito. Ho ritrovato in questo spettacolo la purezza e il candore dell'attore che dona se stesso, in ogni singola parte e senza riserve. Il calore umano emanato dalla barbona, nonostante il gelo della sua esistenza, mi ha fatto pensare al gelo del teatro eduardiano, alla tensione, alla concentrazione assoluta dell'attore in scena, al suo donarsi all'arte. Ho trovato Elisabetta Pozzi davvero sublime e non vedo l'ora di assistere al prossimo spettacolo che seguirò sul canale youtube del Centro Teatrale Bresciano.

Buon compleanno Carlo Verdone

 Quante risate e riflessioni attraverso gli amatissimi film di Carlo Verdone, quanta gioia e amarezze di una generazione che si ribella al disastro ambientale nel film In viaggio con papà diretto e interpretato dall’immenso Alberto Sordi e in Bianco, Rosso e Verdone, oppure quante nevrosi nel meraviglioso Maledetto il giorno che t’ho incontrato dove Verdone mostra con acutezza e originalità la paura d’innamorarsi e i pregiudizi sulla psicanalisi, volgendo il suo sguardo all’Inghilterra dove gira parte del film. Altro affresco tenero e magnifico è Acqua e Sapone e Borotalco con le musiche degli Stadio e di Lucio Dalla. Si veste da professore che impartisce lezioni di italiano agli stranieri oppure da prete laureato in lettere e bidello di professione per conquistare la bella Sandy. S’innamora di Iris Blond, aiuta la sorella scervellata (Ornella Muti) in Io è mia sorella, gioca a fare il disadattato con Giallini e Favino nel film Posti in piedi in paradiso altro gioiellino. È un carabiniere insicuro e fragile in coppia con il mio adorato Enrico Montesano ne I due carabinieri e il manager del bravissimo Beppe Fiorello in C’era un cinese in coma. L’elenco dei film che dirige e interpreta in 40 anni è lunghissimo. Sky dedica dal 16 al 30 novembre 2020 il canale 303 a Carlo Verdone per festeggiare il suo compleanno. Tanti auguri Carlo e grazie per tutta la bellezza che mi hai regalato

Tolo Tolo

 Tolo Tolo, l’ultimo film diretto e interpretato da Checco Zalone (Luca Medici) e scritto con Paolo Virzì da questa sera in prima visione su Sky, tratta molte tematiche interessanti con la lente d’ingrandimento dell’ironia e con estrema leggerezza e intelligenza.

Il razzismo, gli extracomunitari considerati delle ‘risorse’ in Italia, il viaggio improbabile sul barcone in cerca di salvezza in un nuovo e accogliente Paese, la politica che dovrebbe salvare e invece dimentica le persone, gli aspetti pedagogici sul finale, il senso di appartenenza e di inadeguatezza, l’urgenza della contaminazione, rendono Tolo Tolo un film anche colto per certi aspetti e per niente scontato. Zalone non delude anzi matura, fa riflettere, diverte e illumina.

PennadorodiTania CroceDesign byIole