Rodolfo Foffo Bianchi produttore discografico racconta la genesi di Aida sottolineando la sua capacita di creare dei ganci che rendono riconoscibili i pezzi di Rino Gaetano nell'immediato.
Lucio Dalla lo fa salire accogliendo la richiesta di un'autostoppista diretto a Roma.
Gino Paoli lo presenta definendolo un erede del surrealismo.
Riccardo Cocciante sottolinea la differenza tra la sua musica leggera e i suoi testi impegnati.
Lo scrittore Buffafuoco lo definisce un diamante grezzo.
Lucio Corsi ne parla lungamente considerandolo un artista senza tempo che lo ha ispirato e Carlo Massarini esprime il suo pensiero su Gaetano, leggendolo nel suo libro per fissare meglio i concetti, Paolo Jannacci accomuna il surrealismo paterno a quello di Rino, poi c'è Rino che spiega il significato di un pezzo amatissimo come "Mio fratello è figlio unico" e poi la canta e questo canto viene da lontano eppure è così attuale, malinconico, struggente.
Gino Marziali ricorda un concerto nel quale Rino presentò "Mio fratello è figlio unico".
Gaetano amava Buscaglione.
I suoi pezzi scorrono nei videoclip dell'epoca ed è impossible stare fermi e viene voglia di cantare e ballare.
" Non era di destra né di sinistra era libero e spirituale" secondo Sergio Cammariere. Il giornalista Labate guida il viaggio lungo le tappe di questo documentario da Crotone il suo paese d'origine fino a Roma.
Rino ascoltava musica tedesca secondo il racconto del musicista Stalteri che suona gli accordi epici di alcuni pezzi di Gaetano.
Claudio Santamaria che interpreta Rino Gaetano nella miniserie a lui dedicata, racconta tanti aneddoti bellissimi sul cantautore.
Nel 1978 Gaetano porta "Gianna" al Festival di Sanremo e canta con i Pandemonium conquistando critica e pubblico e arrivando terzo.
"Nun te regge più è il pezzo in cui Rino cita politici e personaggi dello sport e incontra nell'intervista di Costanzo, Susanna Agnelli poi c' è l'intervista con Pippo Baudo.
È mostrato l'ultimo inedito di Rino Gaetano nel documentario in prima visione su RaiTre questa sera. Alessandro Gaetano con la sua band porta in giro i pezzi di suo zio e lo fa con tutto il cuore.
Sono numerosi i racconti inediti dei protagonisti di questo documentario, un lavoro corale molto intenso e originale e che per questo rispecchia lo spirito, il valore artistico e il peso sociale di questa voce fuori dal coro che cantava gli ultimi.
Dopo aver sentito "A mano a mano" il pezzo di Cocciante cantato da Rino, Danilo Rea lo esegue al pianoforte e Peppe Lanzetta a Via Nomentana, vicino casa mia, ricorda e ricorda e poi l"incidente dell'81 e il ragazzo del 1950 ci lascia ma vive in ogni albero e in ognuno di noi.
Giorgio Verdelli e Luca Rea hanno scritto e diretto un documentario itinerante a 50 anni da "E il cielo è sempre più blu".
Se non lo avete visto recuperatelo RaiPlay






Splendido e appassionato tributo a Rino Gaetano che ieri ha fatto ritornare indietro nel tempo ,Tutti noi!!Grazie di cuore !un'artista che no n ha uguali...CI SIAMO EMOZIONATI TUTTI !!
RispondiEliminaVerissimo, evviva il ragazzo del 1950!
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