Il film ambientato nella Roma anni '70 ha il pregio di avere tempi lenti che inducono alla riflessione sul senso fugace della felicità dovuta agli incontri casuali e rubati alla quotidianità, dove si consuma il vero amore forse o solo una passione che ha lo stesso volto dell'amore. Il cinema gestito da Titti è il luogo dove questi incontri si consumano tra omosessuali. Ma quello tra Enea e Pietro (Andrea di Luigi) non è solo sesso, è voglia di stare insieme, di conoscersi.
Il tempo è tiranno nella velocità con la quale si consuma e sfuma la possibilità di coltivare relazioni, così ci si perde nella vita quasi sempre. Il destino o fato però, consente ad Enea e Pietro di entrare di nuovo in contatto ma questa volta saranno solo i loro occhi e non più i loro corpi nudi a farlo anche se le loro anime ormai sono legate per sempre.
Il film è una vera favola musicale e sentimentale dove il Je t'attends di Charles Aznavour riassume tutto questo sentire.
Il film tratto da una storia vera, è dedicato a Titti e Alice.
Ne consiglio la visione!







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