Auschwitz: Gli ultimi giorni prima della Liberazione

 


Cosa provarono i prigionieri quando i cancelli di Auschwitz si aprirono? 

Per questo motivo ho scelto il film documentario disponibile su Prime video, oggi 27 gennaio, il giorno della memoria, 81 anni dopo quel 27 gennaio 1945.

Le parole dei testimoni e i video che si susseguono, spezzano il cuore.

Le parole sono degli ex prigionieri ancora in vita, che raccontano gli ultimi giorni dentro il lager prima della libertà.

E' del 2025 questo lavoro, a 80 anni da quel 27 gennaio, nato con l'intento di onorare i sopravvissuti e ricordare le vittime. Che le loro storie restino nella memoria e che mai più si ripeta una simile tragedia.

La selezione descritta dai superstiti fa tremare: i più forti erano mandati a lavorare, i più deboli donne incinte, anziani a morire nelle camere a gas.

La maggior parte delle persone non conosceva il proprio destino.

In un cartello c'era scritto: Alla sauna.

Il gas uccideva alcuni in pochi secondi, quelli che respiravano ancora erano finiti con un colpo di pistola.

Mancano 202 giorni alla Liberazione del campo.

Auschwitz è un complesso di cinquanta campi distribuiti in un'area molto estesa.

Privati degli effetti personali e rasati, i prigionieri vengono disumanizzati.

Molti morivano di fatica, di fame e di malattie.

I decessi facevano parte del programma.

Non erano più persone ma numeri sottoposti a barbari esperimenti medici, a torture di ogni tipo.

C'era una mensa, un cinema, un teatro e un club sportivo.

C'è una parola che ricorre nelle testimonianze dei sopravvissuti: apatia.

La speranza era per lottare contro la morte e la fame e non sprofondare nell'apatia.

Primo Levi scrisse: "Il Lager è fame, noi stessi siamo fame, fame vivente."

La resistenza polacca salva milioni di vite facendo entrare clandestinamente medicine e cibo.

Viene sterminato il campo degli zingari in una sola notte, negli ultimi giorni prima della Liberazione.

Persero la vita in quella notte più di quattromila persone.

Il 7 ottobre inizia la rivolta dei Sorderkommando, un'unità speciale di gruppi di deportati di origine ebraica obbligati a collaborare con le autorità nazionalsocialiste all'interno dei campi di sterminio.

Le SS ne uccisero seicento.

La rivolta si concluse nel sangue.

Mancano 63 giorni alla Liberazione e viene ordinato di smantellare le camere a gas.

Il 30 gennaio del 1939 nel suo celebre discorso Hitler annuncia la distruzione della razza ebraica.

I nazisti mettono in pratica i piani omicidi del Fuhrer.

I membri delle SS testimoniano con amarezza gli orribili fatti compiuti.

Il 2 dicembre 1944 i nazisti distruggono le prove per nascondere le atrocità dell'Olocausto.

Le forze sovietiche trovano i resti del genocidio.

Il 12 gennaio 1945 mancano 15 giorni alla Liberazione.

Le forze sovietiche sono il triplo rispetto a quelle tedesche.

Ai nazisti non resta che la fuga.

17 gennaio 1945, dieci giorni alla Liberazione.

L'evacuazione del campo è vicina ma connessa a decine di migliaia di prigionieri, una testimonianza schiacciante.

I nazisti effettuano un'ultima barbara selezione.

Venne ordinato ai prigionieri rimasti di mettersi in fila per essere uccisi o liberati, ma era terribile.

Meno 25 gradi sotto zero.

A chi cadeva, veniva sparato.

Si doveva marciare, di giorno di notte. Erano marce della morte.

Si doveva marciare verso altri campi.

Sulle strade o sui treni senza servizi igienici.

I nazisti hanno perso ogni traccia d'umanità.

Morirono tra le novemila e le diecimila persone.

L'intera rete nazista è in ritirata.

Manca una settimana alla Liberazione, i nazisti fanno esplodere i forni crematori 2 e 3.

Poi fanno esplodere i depositi dove i nazisti tenevano gli effetti personali dei prigionieri.

Il giorno prima della Liberazione le SS fanno saltare il crematorio 5 l'ultimo tentativo di perpetrare ciò che hanno compiuto.

I prigionieri in attesa di essere liberati versavano in condizioni pietose.

Restarono per dieci giorni senza cibo.

Erano scheletri ambulanti.

C'erano dispense aperte e saccheggiate dai prigionieri.

Alcuni morivano per il troppo cibo ingerito dopo il digiuno.

Sabato 27 gennaio 1945 è un giorno gelido.

Ai pochi tedeschi rimasti non importa più nulla dei prigionieri.

I liberatori non sanno cosa stanno per scoprire.

Credono quelle baracche siano solo luoghi di prigionia nazisti.

L'Armata Rossa entra ad Auschwitz. 

Quello che vide e filmò un cameraman dell'Armata Rossa fu la cosa più orribile che vide in vita sua.

E' un documentario straziante.

Ne suggerisco la visione su Prime Video

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