L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello con Gabriele Lavia




 Il dialogo in un atto tra l’uomo dal fiore in bocca e il pacifico avventore derivato dalla novella Caffè notturno (1918), sembra scritto per essere recitato come un’ode alla vita che se ne va e la poeticità del soliloquio ha reso L’uomo dal fiore in bocca un capolavoro del teatro Pirandelliano che nel film diretto e interpretato da Gabriele Lavia nei panni dell’uomo dal fiore e da Michele Demaria in quelli dell’avventore pacifico, si consuma all’interno di una stazione in una notte di confessioni, rivelazioni e stupore.

Quelle che sembrano delle tremende sciagure per l’uomo semplice e buono incontrato dall’uomo dal fiore, che vorrebbe ammazzarsi per aver perso il treno e disperato per gli imprevisti quotidiani che elenca al suo saggio confidente in cerca di vita a cui aggrapparsi perché la sua sta fuggendo, danno la misura della contemporaneità della scrittura Pirandelliana accomodata da Lavia, il quale conserva alcuni momenti dei dialogo, recitandone di nuovi e bellissimi.

Danzare sui binari l’uno fradicio e scalzo e l’altro con cappello in testa e in cerca di attaccarsi alla vita degli altri, è un momento bellissimo del film dove Michele Demaria nei panni bagnati di un uomo pacifico, è meraviglioso. 

Lavia con lo sguardo di chi ha scritta in faccia la sua fine il più tardi possibile, prova a spiegare all’interlocutore sconosciuto che “l’uomo non è mai così grande grande grande come quando si sente piccolo piccolo piccolo e un uomo non è mai così piccolo piccolo piccolo come quando si sente grande grande grande e allora vede grandi le cose piccole”.

La scena descritta da Pirandello dei pacchetti confezionati dai giovani di negozio di bottega è sognante.

Il treno che giunge e che lascia per la seconda volta l’avventore alla stazione, è fonte di ulteriore amarezza per l’uomo piccolo piccolo piccolo che si dispera per niente.

Si finisce per amare l’uomo dal fiore in bocca e per pregare per lui, contando il maggior numero di fili d’erba, una cortesia chiesta al suo nuovo amico prima di congedarsi, con la speranza che equivarranno ai giorni che gli resteranno da vivere.

Un film meraviglioso che merita di essere ammirato su Raiplay.

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PennadorodiTania CroceDesign byIole