Più bello ed esilarante di prima torna lo spettacolo sul matrimonio di Mario Alessandro Paolelli al Teatro Roma. L'intervista

Il matrimonio (nella buona e nella cattiva sorte), è uno degli spettacoli più belli visti negli ultimi anni che torna "più bello e più superbo che pria" nell'accogliente Teatro Roma dal 20 febbraio al 1 marzo 2020.
Incontriamo il suo elegante e ispirato autore e interprete per un'intervista che avrei voluto fare da tanto tempo.

Intervista di Tania Croce

Nella tua commedia brillante e straordinaria, prendi spunto dal matrimonio, considerato il giorno più bello o uno dei più belli della vita, dando una visione sui generis di questo evento analizzato con la lente d'ingrandimento della tua ironia. Me ne vuoi parlare?

Una volta un sacerdote secondo me 'illuminato' (mi abbandono al giudizio), mi disse che il matrimonio alla fine è una festa, una bella festa, ma vivere insieme per sempre è tutto un altro paio di maniche. Ai tempi dei nostri genitori, dei nostri nonni poi non ne parliamo, le coppie separate erano una minoranza, quasi dei pària rispetto alla massa. Ora è tutto il contrario. Trovare una coppia stabile e stabile da anni sembra essere diventata un'impresa. Che vuol dire questo? Per 'alleggerire' mi affido ad una battuta che viene detta dal Conte, uno dei personaggi della commedia: "Le cose cambiano. Mio nonno combatteva i prussiani, mio padre combatteva i tedeschi e io, sì e no, combatto il colesterolo". E' difficile, restando obiettivi, formulare un pensiero sul matrimonio ecco perché nella commedia abbiamo due anime. Quella cinica e sarcastica del Conte, di cui sopra, che dice: "Il matrimonio ha molti dolori ma stare da soli non ha gioie.", riassumendo una visione anche pessimistica, e quella di Emilio, uomo felicemente sposato, che dice: "Non volevamo avere un'amore con l'uscita di sicurezza come la convivenza. Se pensi, anche solo se lo pensi, che possa essere 'per sempre', perché allora non sposarsi?"

Lo spettacolo corale, demolisce letteralmente la quarta parete, ti senti un po' petroliniano per questo?

Io sono sempre stato contrario, da spettatore, alla rottura della quarta parete. Eppure, da scrittore, ho infranto questa regola non scritta almeno un paio di volte. Ho visto che può servire per movimentare lo spettacolo, l'importante è che il pubblico venga chiamato in causa nella sua totalità e non prendendo i singoli ma comunque, drammaturgicamente, deve esserci un valido motivo.

A chi ti sei ispirato nella stesura della pièce e ci sono novità rispetto alla versione ammirata al Teatro 7?

Mi sono ispirato alla realtà, alle diverse situazioni 'matrimoniali' e di coppia con le quali sono venuto a contatto. Rispetto alla scorsa versione? Beh, intanto la squadra è cambiata per una buona metà, quasi tutte le attrici ed un attore fanno parte della Compagnia 'Un Teatro da Favola' che sta spopolando per gli splendidi spettacoli per ragazzi in ogni parte d'Italia. Tutti validi ed entusiasti professionisti. Inoltre ho approfittato per togliere un personaggio, asciugare ancor di più il terzo atto ed inserire delle gag esilaranti che ancora non mi rendo conto del perché non le avessi messe prima!!!

Pensi che il matrimonio nella buona e nella cattiva sorte, s'ha da fare e quale messaggio trasmetti al pubblico dei nostri tempi?

Ritorno al concetto espresso prima. Se in cuor tuo pensi che sia per sempre, perché non farlo? Giusto darsi anche l'opportunità di sbagliare. Forse, consiglierei di sposarsi non troppo presto, perché la vita, le esperienze, cambiano le persone. E la persona che hai scelto in età 'giovanile' non resterà la stessa durante il percorso. E riuscire a crescere insieme nello stesso modo non è semplice.


Ringraziando Mario Alessandro Paolelli (in foto) per quest'intervista deliziosa, invito tutti a vedere questo spettacolo in scena al Teatro Roma dal 20 febbraio al 1 marzo 2020
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