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Ultimo - Vivo coi sogni appesi


 Ci siamo quasi, il 4 luglio è ormai questione di ore e Ultimo è sicuramente emozionatissimo e pronto per l'attesissimo concerto evento a Tor Vergata, con migliaia di romantici appassionati giunti nella Capitale da giorni per vivere tutti insieme sotto il cielo di Roma, l'evento sold out e nuovo sotto tanti punti vista.

Per me che ci passo per andare a fare la spesa, il Parchetto di Ultimo è uno spazio verde in mezzo al cemento dove emerge quella targa che fu proprio Ultimo (Niccolò Moriconi) a volere, nel maggio del 2024 alla presenza del sindaco di Roma Gualtieri, per dire quanto è stato ed è per lui importante quel luogo di condivisione con gli amici di sempre, un vero e proprio luogo della felicità che è diventato nel giro di due anni, una meta di pellegrinaggio, uno spazio emozionale dove poter lasciare cimeli, scritte e frasi d' amore e devozione verso il cantante del cuore. 

Ho appena visto "Ultimo - Vivo coi sogni appesi" il documentario in streaming dal maggio del 2023 e che devo dire mi ha molto sorpreso e colpito.

Oltre alla vita e alla carriera dell'artista romano, in questo documentario è mostrata nitidamente l'anima di Niccolò con tutte le sue ombre e le ansie di cui parla nelle sue canzoni, in primis l'ipocondria ed è proprio la sua emotività ad arrivare dritta al cuore del suo pubblico che abbraccia diverse generazioni, non solo i giovani trovano in lui conforto, spinta vitale e luce nella disperazione.

Oltre alle immagini dei concerti, alle  interviste  ai  genitori e ai fratelli  e agli amici di una vita con cui lavora e collabora, nel documentario ci sono scene che precedono i concerti, amori del passato e del presente e le parole del suo produttore discografico, il celebre DJ Max Brigante,  di Clemente Zard, figlio dell'indimenticabile David e del suo maestro di musica Pierluigi Potalivo, che arricchiscono il viaggio musicale e umano di Ultimo, da conoscere se non lo avete ancora fatto.

Non c'è alcun dubbio che Ultimo  attraverso la sua musica abbia trovato quella chiave per aprire i cuori  di coloro che lo amano  e forse è un po ' il sogno di tutti e  il comune denominatore di questo concerto evento  destinato a  cambiare la storia della musica italiana. 



 

Return of the king La caduta e l'ascesa di Elvis Presley


Dopo aver ammirato il film 
Elvis nel 2023 e Priscilla su Netflix, mi sono letteralmente tuffata in questo viaggio straordinario, emozionante e inaspettato su Netflix attraverso il quale sono riuscita a cogliere il vero talento e la natura di un uomo, oltre all'artista, potentissimo e fragile e ahimè travolto dal destino.


"Return of the King: la caduta e l'ascesa di Elvis Presley" è il docufilm  che è possibile ammirare su Netflix, è dedicato al re del rock e non solo.
 Alla regia c'è Jason Hehir, che ha già conquistato un Emmy ed è il regista dell'acclamato documentario "The Last Dance" sul giocatore dei Chicago Bulls Michael Jordan.
"Return of the King" porta in scena i momenti salienti della vita e della carriera di Elvis Presley, attraverso le voci di grandi esperti e voci amatissime della musica mondiale. 


Return of the King: la trama

La trama del docufilm "Return of the King" proietta lo spettatore nella vita di Elvis Presley, partendo dagli esordi sul palco, alle peculiarità che hanno fatto di lui un vero e proprio mito della musica rock a livello mondiale. Il documentario ci porta dunque all'interno degli eventi più importanti della sua carriera, analizzando, attraverso la voce di esperti del settore, come Elvis sia riuscito ad imporsi sulla scena musicale di allora in modo indelebile, sfidando convenzioni e aspettative. Il documentario tratterà anche i momenti bui del cantante, i suoi crolli e i suoi ritorni in scena. Sarà, dunque, un interessante viaggio nel mondo di Elvis Presley, che porterà a galla anche aspetti inediti della sua vita e carriera.
Return of the King: il cast
A parlare di Elvis Presley, della sua carriera e dei momenti topici della sua vita nel documentario "Return of the King: la caduta e l'ascesa di Elvis Presley" saranno personalità come Bruce Springsteen, Baz Luhrmann, Conan O'Brien, Billy Corgan, Darlene Love, Robbie Robertson. C'è, inoltre, la partecipazione straordinaria di Priscilla Presley e Jerry Schilling.
Il viaggio inedito e affascinante tra sfilze di film con trame deboli e canzoni talvolta improponibili come "Nella vecchia fattoria" che Elvis cantò davvero e il cui ricordo e le immagini, lasciano Priscilla letteralmente senza parole, mostrano un artista dal talento ineguagliabile, divenuto un pupazzo nelle mani del suo produttore, l'olandese Parker, che lo trasformò in una macchina per produrre soldi, usando l'immagine dell'artista, una stella bisognosa di aiuto per brillare in tv.
Ma Elvis, oltre a nutrirsi di gospel quando era nel Mississippi, di letture e sostenuto dalla fede, amava al di sopra di ogni cosa, il contatto con il pubblico che si esaltava di fronte alle sue straordinarie esibizioni dal vivo e da cui traeva linfa vitale.
Così ritorna dopo sette anni dall'ultima esibizione, più carismatico e talentuoso che mai, nel 1968 e torna alle sue radici: il rock n roll, indossando un completo in pelle nera, come la sua chioma, con tanto di ciuffo e le basette per raccontarsi servendosi della sua meravigliosa voce, della sua chitarra e del suo vissuto che narra tra un pezzo e l'altro con estrema naturalezza, al microfono.
Quel concerto del 1968, a rivederlo, emoziona e spezza il cuore.
La visione su Netflix è consigliatissima!

Titan Il disastro di OceanGate

 Tutto il mondo ne ha parlato ed era impossibile restare indifferenti di fronte a una tragedia simile. Vedendo ieri sera il documentario su Netflix della durata di 1.51 e diretto da Mark Monroe, si scopre che si è trattato di una tragedia annunciata e attraverso le immagini di repertorio e le interviste a coloro che hanno lavorato per realizzare, mettere a punto e testare il sommergibile turistico Titan destinato con certezza matematica al cedimento, si possono comprendere le motivazioni della tragedia in mare che due anni fa, ha scosso ognuno di noi.

Avvenne il 18 giugno del 2023 l'implosione catastrofica del sottomarino Titan, gestito da OceanGate, causando la morte istantanea dei cinque passeggeri a bordo durante una spedizione turistica al relitto del Titanic. L'implosione è avvenuta a una profondità di oltre 3.300 metri nell'Oceano Atlantico.

Dalle dichiarazioni di ingegneri ed esperti che hanno lavorato alla realizzazione del sommergibile,  emerge che l'incidente del batiscafo Titan sia dovuto a problemi strutturali e carenze di sicurezza del sommergibile sprovvisto di certificazioni ufficiali. Tutti coloro che hanno tentato di fermare l'impresa, sono stati ignorati dall'ingegnere Stockton Rush, Ceo di OceanGate, accecato dall'ambizione di rivoluzionare l'esplorazione subacquea, tramutando l'entusiasmo dei passeggeri in tragedia.

E' vero che Stockton voleva creare qualcosa di meraviglioso e rivoluzionario senza badare alle avvisaglie riscontrate nelle immersioni di prova che hanno preceduto quella definitiva.

Rush credeva nell'infallibilità del suo sottomarino realizzato in fibra di carbonio e titanio. Lo scafo di Titan è stato progettato in modo che un guscio di fibra di carbonio fosse incollato agli anelli in titanio su entrambe le estremità. 

Nei video mostrati nel documentario, Stockton sottovalutò i rumori verificatisi nelle immersioni di prova, prendendo le distanze dagli esperti che lo avevano seguito fino a quel momento e che sono stati licenziati alcuni, altri se ne sono andati volontariamente, rifiutandosi di prendere parte a un progetto pericoloso come l'immersione verso il relitto del Titanic, costato la vita allo stesso Stockton.

Parlano anche i parenti delle vittime e c'è molta amarezza nelle loro parole.

Invito a vedere l'interessantissimo documentario su Netflix.


PennadorodiTania CroceDesign byIole