"Lui è lo sfavorito che cerca di diventare un regista". (Nicholas Pileggi)
"Ecco perché è un ottimo regista, perché il dolore lo vive, sente il dolore in modo molto intenso (Thelma Schoonmaker)
"Come regista, è noto per la mancanza di una conclusione morale, non gli interessa, raccontare la morale della storia" (Jodie Foster)
"I suoi film, trattano della storia, senza analisi, che non capiremo mai di noi stessi ma la mostra così com'è. Dice: "Ecco come mi sento" (Steven Spielberg)
"Ci sono tanti ottimi registi ma penso che lui lo farebbe gratis. Farebbe il regista a tutti i costi. Il cinema lo consumava fin da piccolo e non lo ha mai abbandonato" (Leonardo DiCaprio)
"A Hollywood mi sento un pesce fuor d'acqua. Non ho quella mentalità. Per quanto la ammiri non volevo farne parte, ma non è nella mia natura..." (Martin Scorsese)
Nella docuserie in cinque episodi "Mr Scorsese" diretta da Rebecca Miller, in streaming su Appletv, è raccontata la vita e l'ascesa. i periodi critici, le dipendenze, gli insuccessi, l'anima e la filosofia di pensiero di Martin Scorsese, per tutti Marty.
Narratori privilegiati della vita e delle azioni di questo genio del cinema indipendente, che studiai in un corso monografico proprio per l'esame di Storia del cinema insieme a Spielberg, Coppola e Altman, sono i suoi collaboratori, i familiari e gli amici di Marty e per amici s'intendono non solo Steven Spielberg, ma anche le segretarie, la sua montatrice, i vari attori come Robert De Niro, il suo amico e convivente, il musicista canadese Robbie Robertson, con cui condivideva la casa tra un matrimonio e l'altro e tutti coloro che lo hanno accompagnato nella scalata verso il suo successo e l'insuccesso hollywoodiano negli anni '80.
È lo stesso Scorsese a svelare la genesi e a rivelare le scelte dietro i suoi film come Mean Streets del '73, ricordando il primo incontro con Robert De Niro e la nascita del suo personaggio iconico: Jhonny Boy ispirato a Salvatore "Sally Gaga" Uricola, intervistato anch'esso dalla Miller come tutti i protagonisti di questo meraviglioso documentario.
"Era il primo film che usava il gergo di strada, pensando che fosse accurato" dice Scorsese parlando di Mean Streets.
"Cercavo di imitare Kazan ".
Alcune idee brillanti provennero da De Niro, il quale si lascia trasportare dal ricordo di quei momenti indimenticabili durante l'intervista.
Impossibile dimenticare Harvey Keitel che grazie a Mean Streets raggiunse la notorietà negli anni '70 e che lavorò con Scorsese anche in Taxi Driver (1976) e L'ultima tentazione di Cristo (1988).
"Marty è cresciuto con i tipi di Mean Streets, ma era come un addio a quel mondo perché aveva fatto un film su di loro " afferma Pileggi.
Affascinato dagli ultimi, dai cattivi per necessità non per indole e da coloro che aveva visto nelle strade dove era cresciuto pur non essendo uno di loro, Scorsese ha messo nei suoi film quelle storie di violenza, andando incontro a critiche negative e a censure come avvenne per le scene di sangue in Taxi Driver, che risolse come spiega Spielberg, modificando il colore, affinché il marrone al posto del rosso, rendesse la visione meno cruenta e quel film scritto da Paul Schrader, non solo fu amato da pubblico e critica ma ottenne quattro candidature ai premi Oscar e vinse la Palma d'Oro al 29° Festival di Cannes, consacrando il regista.
Isabella Rossellini, che fu sua fidanzata per qualche tempo, racconta il temperamento del regista e trovando la sua rabbia costante, il motore da cui traeva energia e un modo per tenere acceso il suo fuoco creativo. Quella rabbia, come lo stesso regista ammette, lo allontanò dalle persone che amava ma non spense la sua voglia di fare film, per fare soldi utili per realizzarne degli altri, come accadde per il fortunato Toro scatenato (1980) con Robert De Niro nei panni del pugile Jake LaMotta, ispirato alla sua biografia e adattata da Paul Schrader e premiato con L'Oscar per De Niro e Il colore dei soldi (1986), che ebbe molta fortuna, facendo vincere un Oscar a Paul Newman il quale recitò al fianco di un giovanissimo Tom Cruise (23 anni).
Era giunto il tempo per il regista, intenzionato ad andare a Roma come lui stesso racconta, per girare un film sulla vita dei santi, di fare un film ispirato all'omonimo libro di Nikos Kazantzakis che aveva letto negli anni '70, "L'ultima tentazione di Cristo".
Scorsese voleva raccontare l'uomo, Gesù in carne ed ossa, ricordando il suo passato e il suo desiderio di diventare prete e credendo fermamente di aver fatto il film più importante di tutti.
"Ciò che ha fatto scalpore è una sequenza onirica nel film in cui Gesù fa l'amore con Maria Maddalena".
Con un budget limitato e un Gesù come Willem Dafoe, fu girato in Marocco "L'ultima tentazione di Cristo" e le reazioni furono molto dure ancor prima dell'uscita del film.
Vietato in alcuni paesi e città da Atene all'India, non fu proiettato in molte delle principali città americane, qualcuno fece esplodere una bomba in un cinema di Parigi e ci furono morti; Scorsese venne definito l'anticristo, ma questo non riuscì a fermarlo e così il regista minuto e dalle idee geniali in testa, andò avanti con nuovi ed entusiasmanti progetti da realizzare.
"Nick era l'esperto della Mafia e Marty ci era cresciuto intorno, quindi insieme hanno scritto un copione incredibile" ha affermato Thelma Schoonmaker editor e montatrice dei film di Scorsese, a proposito di un film che aveva in testa ancora prima che il film stesso fosse realizzato, ma non aveva in testa solo il film, anche la musica dei Cream nella scena in cui De Niro è al bar.
Con questo film definito da Spielberg "cinema puro", Ray Liotta era Henry Hill e il film è Quei bravi ragazzi, l'anno è il 1990.
Joe Pesci fece una parte nel film ma solo a patto che recitasse al suo fianco.
E ciò accadde davvero.
"Il vero personaggio del film è il modo di vivere delle persone" afferma Marty.
E' rappresentato dall'attrazione della mafia, dal suo potere per il gruppo di gangster.
Nell'anteprima ci furono pressioni per tagliare delle scene.
Accettò tutte le critiche con rispetto ma non cambiò nulla e soprattutto non tagliò gli ultimi venti minuti del film come era stato proposto.
All'uscita del film ci fu una pioggia di recensioni positive.
Insieme a Quei bravi ragazzi, dove recita anche Catherine Scorsese, anche Toro scatenato fu ritenuto il miglior film degli anni '80. La mamma di Scorsese è apparsa anche in altri film di suo figlio ed era davvero spontanea e a suo agio.
Poi ci fu Cape Fear, un successo, non il suo preferito.
Ormai Martin Scorsese era per tutti "il regista dei film mafiosi" come ricorda il giornalista e autore Mark Harris.
Alla fine del quarto episodio di questa meravigliosa serie, si arriva a parlare di quello che considero il mio film preferito diretto da Martin Scorsese: L'età dell'innocenza (1993).
Il regista parla della natura straziante di questo amore che non può essere consumato. Daniel Day-Lewis e Michelle Pfeiffer sono due innamorati a cui è negato l'amore dalla società newyorkese di quei tempi.
Lei è divorziata, lui sposato con la cugina May (Winona Ryder).
La cura nell'inquadratura delle mani dei due amanti è molto importante perché come spiega il regista "immagini il contatto come un momento erotico prolungato, quella era l'idea".
Lo status da ricco per Newland era solo una prigione, possedeva beni materiali eppure non era libero di amare la contessa Olenska.
Nel film c'è anche Geraldine Chaplin (La signora Welland e madre di May), Richard E. Grant (Larry Lefferts), Jonathan Pryce (Riviere) e la figlia Domenica-Cameron Scorsese che appare in un piccolo cameo nel film e ne parla con immenso affetto dell'esperienza fatta al fianco del papà.
Dopo Cape Fear, Scorsese torna a lavorare con De Niro nel film Casinò. C'è un legame con Quei bravi ragazzi ma Scorsese si spinge oltre.
In Casinò c'è Ginger, una truffatrice interpretata da Sharon Stone che racconta il suo personaggio. Ginger è una donna irraggiungibile come accade in altri suoi film.
C'è molta musica nei film di Scorsese e ne parla Mick Jagger essendo suoi molti dei pezzi scelti dal regista.
All'Academy il film non piacque e Scorsese spiegò che le scene del film erano vere.
La costante ricerca spirituale con gli anni diventa sempre più intensa fino a portarlo al film Kundun che sceglie di fare perché interessato alle similitudini tra le religioni del mondo, pur essendo cattolico.
Neanche questo film piace alla critica e al pubblico.
Nel 1998 si ritrova a un punto morto.
Bisogna morire e rinascere un'altra volta.
"Ero un outsider del cinema americano, per così dire. L'ultimo film che aveva fatto successo era Casinò".
Eppure c'erano dei progetti che il regista voleva ancora realizzare.
Il film a cui stava lavorando con Leonardo di Caprio e Daniel Day- Lewis era un altro sogno che si stava realizzando per il regista. Lo scoglio fu rappresentato da Weinstein un produttore molto difficile con cui Scorsese riuscì a collaborare.
Gangs of New York(2002) tra mille difficoltà era pronto e Marty racconta di aver fatto di tutto per promuoverlo.
Fu un successo di pubblico e critica. Tra gli attori c'erano anche Cameron Diaz e Liam Neeson.
Il regista racconta quel periodo della sua vita parlando di Helen.
La conobbe come una sua fan e gli diede un libro di preghiere. Era una redattrice e stava lavorando a un libro.
Si sposarono e dalla loro unione nacque Francesca. Helen aveva 52 anni e dall'età di 33 conviveva con il morbo di Parkinson.
Fu la volta di un altro film con DiCaprio e Cate Blanchet: The Aviator.
Il film piacque molto e ricevette undici nominations agli Oscar.
Arriva il momento di The Departed (2006) ancora una volta con Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Jack Nicholson.
"Era un film duro, folle e crudo" disse Marty e ricevette nominations agli Oscar.
Non furono solo nomination questa volta perché Marty vinse finalmente il suo primo e meritato Oscar.
"Sono contento ci sia voluto così tanto tempo, ne è valsa la pena".
Shuttler Island vide ancora uan volta il binomio DiCaprio/Scorsese nel 2010, sperimentando questa volta l'ardua dimensione dei sogni anzi degli incubi.
Nel 2013 fu la volta di The Wolf of Wall Street ancora una volta con DiCaprio non solo attore ma anche produttore indipendente e Margot Robbie.
Il film ebbe un enorme successo in Francia.
"Non lavoravo con De Niro da Casinò e passò molto tempo fino a The Irishman. Anche se l'ambientazione è simile". Nel cast c'è anche il mio attore preferito: Al Pacino!
Sul lavoro registico di Marty nel film Killers of the flower moon (2003) si conclude la docuserie che oltre ad essere un omaggio a Martin Scorsese, è un faro sulla sua intensa vita e sulla sua anima.
V'invito a vederla.





