Prodotto da Daimon Film in collaborazione con Rai Documentari, con la regia di Stefano Salvati, il documentario Il mio nome è Riccardo Cocciante, il primo che ripercorre la vita e la carriera del cantautore, è un racconto in prima persona da parte dell'artista, un viaggio dal Vietnam all'Italia, coi suoi colori e sapori diversi, le contaminazioni musicali e gli artisti come Elton John o Elvis Presley che furono fonte d'ispirazione per lui.
E' a Roma che Cocciante impara l'italiano guardando la televisione, citando il Festival di Napoli, incomprensibile ma bellissimo. Questo è un vero e proprio periodo di formazione, vissuto nell'agiatezza economica e nel benessere.
Dal benessere al fallimento il passo è breve, così il padre chiede a suo figlio di andare a lavorare e lavora anche all'estero.
Ricorda che in Svizzera c'era scritto nei locali: vietato l'accesso ai cani e agli italiani.
Sceglie la strada della musica. Con i Nations sono gli inizi ma gli viene chiesto di suonare.
Durante il militare, prendeva dei permessi per andare a suonare.
Portava una chitarra in caserma anche se non si poteva e la nascondeva nello sgabuzzino "per la musica si fa questo ed altro" afferma con convinzione e il fuoco dell'arte che guida le sue scelte.
Il primo disco è Mu, composto e registrato in soli quindici giorni.
Scorrono immagini reali e ricostruzioni con AI e foto animate della vita e della carriera del cantautore, le quali sgorgano e sembrano nascere e sbocciare come un fiore, dalle sue parole.
Poesia è il secondo disco. Tale canzone è cantata con Ornella Vanoni, in un duetto delicato.
"All'inizio mi volevano diverso, non amavano il mio nome, prima mi dovevo chiamare Riccardo Conte, per poi recuperare il mio nome: Riccardo Cocciante"
Con Anima nasce il cantautore che noi conosciamo e amiamo con la RCA.
Nasceva un nuovo movimento cantautorale.
Il cantautore ha cambiato il modo di usare le parole, è un fatto culturale e sociale, la musica rispecchia la società.
Il disco Anima all'inizio viene bocciato ma un piccolo concerto in un teatro romano, il teatro dei Satiri con Venditti e De Gregori cambia tutto.
Fu un successo incredibile e si decide di rifare il disco.
Lo incise con Morricone. Sia lui che il compositore musicale erano molto superstiziosi.
Esce il disco e venne bocciato e Cocciante era disperato, così lui va in Francia dove è primo in classifica.
Sono ricostruiti con AI tutti gli artisti che intervengono per mostrarli negli anni giovanili. Ci sono molte immagini di repertorio dell'epoca che li mostrano autenticamente.
E' meraviglioso il duetto con Gianna Nannini mentre insieme cantano Bella senz'anima.
"Lui cantava con tutto il corpo" dice la Nannini di Cocciante.
Suonava nelle balere e nei locali, senza schierarsi ne a destra ne a sinistra.
Riccardo Cocciante è fuori dal coro, pur essendo un contestatore a modo suo.
Gli viene proposta una canzone chiamata Margherita e lui mette insieme la melodia che aveva composto con il testo proposto e nasce Margherita.
Il disco si chiama Concerto per Margherita e quella canzone deve esserci.
E' il primo cantante che prende un teatro per un mese intero.
Ci sono canzoni francesi di Cocciante, sconosciute in Italia.
Ha carriere parallele rispetto a quella italiana, è il caso della carriera francese e spagnola.
La Pausini che ha sempre amato Cocciante, un giorno gli chiese di poter interpretare Io canto.
Gli spiegò il motivo, mandandogli anche la versione spagnola che la Pausini cantò con entusiasmo e Cocciante è felice che la sua canzone abbia avuto una nuova e bellissima vita attraverso Laura.
Inizia la collaborazione con Mogol.
Una collaborazione proficua e davvero meravigliosa.
A mano a mano di Cocciante, fu cantata da Rino Gaetano, fu un pezzo emblematico che è associato a Gaetano, anzi io credevo fosse una sua canzone.
Tutti gli artisti che hanno collaborato con Riccardo, hanno splendidi aneddoti da raccontare sulle esperienze vissute accanto a lui, durante le prove e i concerti stessi, proiettando lo spettatore in un universo parallelo rispetto a quello che siamo abituati a vedere e ad ascoltare. Questo rende assolutamente speciale questo documentario sul cantautore e sulla musica italiana.
Nel 1991 partecipa al Festival di Sanremo con il pezzo Se stiamo insieme scritto da Mogol e che lo fece trionfare.
Il trionfo internazionale giunge con il musical Notre Dame de Paris, in primis in Francia e portato in Italia da David Zard con l'adattamento di Pasquale Panella il 14 marzo 2002.
Invito a vedere su Raiplay questa meraviglia.







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